LINWOOD BARCLAY.

IL VICINO DI CASA.


Titolo originale: Too Close To Home.
Traduzione di: Barbara Murgia.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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 al calar della sera che la paura si addensa. Ed  urgente il bisogno di controllare pi e pi
volte se si  chiusa bene la porta. Se tutte le imposte sono sigillate. Se nessuna ombra spunta dagli
angoli. Sai che la tua  una famiglia "normale", che non hai nemici, che vivi in un quartiere tranquillo.
O almeno  quello che credi. Come lo credevano i tuoi vicini, prima d essere sterminati. Uno alla
volta, tra le mura domestiche. Una sera come tante. La notte di luglio in cui i Langley padre, madre,
figlio adolescente vengono uccisi, non si registra nulla di insolito nella zona, a parte il caldo asfissiante.
E i vicini, i Cutter - padre, madre, figlio adolescente - non ricordano di aver sentito alcun rumore. Ma la
scoperta, il giorno dopo,  scioccante. Se i Langley, anche loro cos "normali", hanno potuto essere
vittime di un atto di tale efferatezza, allora nessuno pu dirsi al sicuro.
A meno che gli assassini non abbiano sbagliato casa, mancando di poco il vero bersaglio. 
questo il dubbio atroce che si insinua nella mente di Jim Cutter. Un'ipotesi folle. O forse no. Del resto,
di fronte alla totale assenza di movente, nulla  da escludere. Persino che tra i Cutter si celino segreti
tali da giustificare una simile vendetta, a loro in realt indirizzata. Segreti di cui lo stesso Jim sarebbe
all'oscuro.
Pur di scoprirli, sar disposto a mettere in discussione la fiducia verso la sua famiglia e
intraprendere una scomoda e pericolosa indagine personale.
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L'Autore.
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LINWOOD BARCLAY, nato negli Stati Uniti, vive in Canada dall'et di tre anni. Dopo aver conseguito una laurea in
Lettere, ha iniziato a lavorare per vari giornali, tra cui il Toronto Star, su cui ha tenuto una rubrica
fissa a sfondo satirico dal 1993 al 2008, quando si  dedicato completamente al mestiere di scrittore.
Con il thriller Senza dirsi addio (Piemme, 2009), tradotto in oltre venti lingue, si  affermato come
autore bestseller in tutto il mondo, raggiungendo i vertici delle classifiche e raccogliendo il consenso di
pubblico e critica. Un successo confermato da Il vicino di casa, subito numero uno nella classifica
inglese.
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A Neetha.
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Prologo.
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Al momento giusto quel ripostiglio sarebbe stato il posto ideale in cui nascondersi. Derek
sperava solo che, una volta infilatosi l sotto, i Langley non ci mettessero troppo a levare le tende e
partire. L'ultima volta che aveva giocato con Adam nel ripostiglio avevano otto o nove anni. Facevano
finta che fosse una caverna piena di tesori, o una navicella spaziale, abitata da un mostro.
Ne era passato di tempo. Lui era molto pi grande adesso. E anche Adam.
A diciassette anni Derek toccava quasi il metro e ottanta, era gi pi alto di suo padre, e l'idea di
rimanere accucciato in quello spazio angusto chiss per quanto non lo allettava proprio.
Sperava di aver calcolato bene i tempi. Appena avesse visto i Langley chiudere il portabagagli e
finire le ultime cose in casa, doveva salutarli fingendo di uscire dalla porta di servizio, scendere in
punta di piedi le scale del seminterrato, far scivolare di lato il pannello scorrevole che chiudeva il
ripostiglio, esattamente sotto la sala, entrare e riportare il pannello nella posizione originaria.
Non c'era nulla in quel vano di cui i Langley potessero aver bisogno per la settimana di
vacanza. Solo una serie di scatoloni con decorazioni natalizie, ricordi di famiglia non abbastanza
importanti per essere esposti, ma troppo importanti per essere buttati; vecchi romanzi tascabili, nonch
anni e anni di documentazione legale del padre di Adam, Albert Langley. C'erano anche una vecchia
tenda e un fornello da camping, ma i Langley non andavano in campeggio.
"Cazzo," pens Derek "mi sta venendo duro solo a pensarci."
Non ho nessuna voglia di andare esclam Adam, mentre sua madre, Donna Langley,
prendeva dal frigorifero una confezione di wurstel e qualche birra, e le infilava nella borsa termica.
La donna si volt. Era cos indaffarata nei preparativi per la partenza, che non si era nemmeno
accorta che Adam fosse in compagnia.
Ciao, Derek esclam in tono quasi formale, come se fosse la prima volta che lo vedeva.
Buongiorno, signora Langley rispose Derek.
Come stai?
Molto bene, grazie. E lei?
"Cavoli," pens "mi sembra di essere in uno di quei telefilm ambientati negli anni Cinquanta."
Prima che sua madre potesse rispondere, Adam riattacc: Non ci sar niente da fare in quel
posto. Far schifo, lo so.
Adam... mormor lei con aria stanca  un villaggio dei pi gettonati!
Che palle, smettila di frignare! esclam Derek. Vedrai che ti divertirai. Non hanno delle
barche o roba del genere? E anche i cavalli?
E chissenefrega dei cavalli. Ti sembro il tipo da andare a cavallo? Moto da cross. Quello s che
sarebbe figo, ma zero! E poi, scusa, sembra quasi che tu non veda l'ora di liberarti di me. Stai dalla loro
parte.
Sto solo dicendo che, se devi andarci, tanto vale prenderla con filosofia.
Ottimo consiglio osserv Donna Langley, sempre di schiena.
Ma di cosa avete paura? borbott Adam. Non ho mica intenzione di dare una festa.
Ne abbiamo gi discusso ribatt lei, aggiungendo un'altra tavoletta di ghiaccio sintetico nella
borsa termica. La madre di Adam era carina, pensava Derek. Per essere una mamma era davvero molto
carina. Capelli castani lunghi fino alle spalle, un bel fisico, con le curve nei posti giusti... non come la
maggior parte delle ragazze a scuola, che sembravano pali della luce. Ma pensare a lei in quei termini
lo fece sentire a disagio, tanto pi con Adam presente.
Ma vi potete fidare! insistette Adam con voce supplichevole. Uffa, non mi credete mai.
Sai bene cos' successo dai Moffatt ribatt sua madre. Si  sparsa la voce che i genitori
erano via, e la casa  stata invasa da centinaia di ragazzi.
Centinaia! Saranno stati al massimo, che ne so, una sessantina.
D'accordo. Sessanta. Cento. Fatto sta che sono ancora l a raccogliere i cocci.
Ma io non lo farei!
Donna Langley si appoggi al bancone della cucina, con aria stanca. Derek pens dapprima che
fosse semplicemente esausta per la discussione, ma poi si accorse che non sembrava particolarmente in
forma.
Tutto bene, signora Langley? mormor.
S,  solo... Scroll il capo. Ho avuto un capogiro.
Stai bene, mamma? domand Adam avvicinandosi di un passo, un po' a disagio per non
essersene accorto prima dell'amico.
S, s mormor la donna, facendo un gesto noncurante con la mano e spingendosi via dal
bancone. Forse qualcosa che ho mangiato a pranzo.  tutto il pomeriggio che mi sento strana.
Magari si trattava delle medicine, pens Derek. Sapeva che si imbottiva di pillole per arrivare a
fine giornata. Aveva continui alti e bassi. Una sindrome maniacodepressiva o roba del genere, gli aveva
detto Adam.
La donna cerc di ricomporsi. Adam, va' a vedere se tuo padre ha bisogno di qualcosa.
Ma in quel momento Albert Langley apparve sulla soglia della cucina. Era un uomo alto con le
spalle larghe, sulla cinquantina, con i capelli grigi che cominciavano a diradarsi. Che c'? chiese alla
moglie, con aria infastidita pi che preoccupata. Non dirmi che ti stai ammalando.
No, no, davvero replic lei. Dev'essere qualcosa che ho mangiato.
Oh, per l'amor del cielo! sbott lui. Abbiamo programmato questa vacanza da settimane. Se
diamo la disdetta adesso, non riavremo la caparra, lo sai.
Donna Langley gli volt le spalle. S, be'... grazie del sostegno morale.
Albert Langley scosse la testa con disappunto e se ne and.
Ehi, senti sussurr Derek a Adam. Devo proprio andare adesso. Si era reso conto
improvvisamente che il suo piano avrebbe richiesto un minimo di coreografia. Per poter fingere di
uscire dalla porta di servizio, aveva bisogno che Adam seguisse il padre verso l'ingresso.
Si sentiva un po' uno stronzo a non aver raccontato al suo migliore amico cosa aveva in mente,
ma non sarebbe stata certo la prima volta che gli teneva nascosto qualcosa. E poi non avrebbe fatto del
male a nessuno, n danneggiato qualcosa. Non lo avrebbe mai saputo nessuno. A parte Penny,
ovviamente. Certo, una volta tornati a casa, i Langley si sarebbero chiesti come avessero fatto a
dimenticarsi di chiudere la porta a chiave e di mettere l'allarme; ma dopo essersi guardati attorno e aver
constatato che non mancava niente, non ci avrebbero pi pensato. Alla partenza successiva avrebbero
controllato due volte la casa. Tutto qui.
Magari potessi venire con noi esclam Adam. Morir, senza neanche un'anima con cui
passare il tempo.
Non posso ribatt Derek. Ai miei verrebbe un colpo se mollassi il lavoro estivo, anche per
pochi giorni. A dir la verit, anche se non avesse escogitato un piano per trasformare la vacanza dei
Langley nella settimana pi bella della sua vita, passare sette giorni con loro non era propriamente la
sua massima aspirazione.
Nel frattempo Derek e Adam erano usciti dalla cucina e si trovavano circa a met corridoio.
Derek doveva solo proseguire verso il retro della casa, scendere una mezza rampa di scale e arrivare
alla porta di servizio. A quel punto avrebbe girato l'angolo, scendendo un'altra mezza rampa, e si
sarebbe trovato nel seminterrato.
Non so neanche se ci sar qualcuno della mia et continu a brontolare Adam.
"Cazzo che piattola!"
Ma dai,  solo una settimana! Sai una cosa? Quando torni, finiremo di leggere quella roba sul
computer.
Lui e Adam amavano collezionare vecchi computer. E c'era della roba... ragazzi, da non
crederci! Dai progetti scolastici a porno dilettanteschi. Certa gente... chiss cosa gli passava per la
testa! Spulciare nell'hard disk di computer in disuso era pi divertente che frugare nell'armadietto delle
medicine in casa d'altri.
Adam abbass lo sguardo a terra. S, be', mi sono beccato un bel po' di merda per quello.
Il commento colse Derek di sorpresa. Che cosa?
Mio padre. Mi sa che ha scoperto quello che stavamo leggendo.
E allora, che gliene frega? Non penser che non hai mai visto un porno? E poi non ci sono
neanche delle foto.  soltanto roba scritta. Non  vera pornografia. Sicuramente non di quella buona.
Senti, non posso spiegarti adesso rispose Adam a bassa voce. Ti racconto quando torno o
magari ti chiamo e te lo spiego per telefono.
Non ti preoccupare. Tanto, se mi va di continuare a leggere, me lo sono copiato.
Merda, fa' che non lo scopra mio padre ribatt Adam. Era davvero furibondo. Non so perch
se l' presa tanto.
Ma che ti credi? Che vada da tuo padre a dirgli: "Ehi, signor Langley, ho fatto una copia di
quel libro porno"?
No,  solo che...
Adam! grid il signor Langley con voce stizzita dai gradini dell'entrata.
Ehi, devo andare mormor Adam.  gi incazzato perch mia madre non si sente bene.
Okay. Ci vediamo fra una settimana rispose Derek. Adam si avvi da una parte e Derek
dall'altra, gridando: Buone vacanze, signora Langley!.
Tutti dovevano credere che stesse uscendo.
Dalla cucina gli giunse un sommesso: Ciao, Derek.
Scese le scale facendo pi rumore possibile, apr la porta di servizio e la chiuse sbattendola,
come faceva sempre quando usciva tagliando dal giardino sul retro verso il boschetto che costeggiava il
viale.
Questa volta, invece, non usc. Dopo aver sbattuto la porta con forza per farsi sentire dalla
signora Langley in cucina, scese a razzo nel seminterrato, lo attravers per tutta la lunghezza e si
accucci dietro il divano, di fronte al pannello scorrevole che immetteva nel ripostiglio.
Fece scivolare di lato il pannello e si mise a quattro zampe sul pavimento duro e freddo. Poi si
intrufol all'interno, richiudendo silenziosamente la porta, e trattenne il fiato mentre l'oscurit lo
avvolgeva.
Sentiva solo il battito impazzito del cuore che gli pulsava nelle orecchie. Lentamente espir,
cercando di calmarsi. Sapeva che da qualche parte c'era una lampadina attaccata a una catenella, ma
non si azzard ad accenderla. Metti che la signora Langley scendesse al piano di sotto per prendere
qualcosa all'ultimo minuto e vedesse la luce filtrare da sotto il pannello? Gli toccava proprio rimanere
al buio per tutto il tempo necessario.
Almeno poteva vedere l'ora. Mise una mano in tasca in cerca del cellulare, si assicur che la
suoneria fosse spenta e controll l'ora sul minuscolo schermo illuminato. Quasi le otto. Sicuramente i
Langley sarebbero partiti fra poco.
Non poteva telefonare, ma poteva mandare SMS. Digit: Aspetto che i Langley si levino di
torno.
E premette INVIA.
Trovarsi un posticino per fare sesso per un'intera settimana era l'idea migliore che gli fosse mai
venuta. Okay, magari non proprio per fare sesso. Forse Penny non era ancora pronta. Ma sicuramente
qualcosa avrebbero fatto. Magari tutto "tranne".
Drizz le orecchie per sentire i rumori al piano di sopra. Seduto a gambe incrociate sul cemento
freddo, schiacciato fra scatole di palline e luci natalizie, e una slitta che Adam non usava da almeno
cinque anni, sentiva Donna Langley muoversi in cucina. La casa era come il corpo umano. Facevi un
passo in una stanza e la pulsazione si propagava lungo le assi sottostanti continuando a risuonare; era
proprio come in quella canzone che sua madre gli cantava da piccolo, a proposito dell'osso dall'anca
collegato a quello del femore, e il femore collegato a quello...
Cristo santo, vogliamo muoverci o no?!
Il padre di Adam. Certo che era un vero stronzo, pens Derek. Anche suo padre a volte era una
gran rottura, ma non era niente in confronto ad Albert Langley.
Sent uno scalpiccio al piano di sopra. Qualcuno che si avvicinava alla porta di servizio per
controllare che fosse chiusa a chiave. Poi il rumore di un'altra porta che si apriva e si chiudeva. La
porta d'ingresso. Derek non osava neanche respirare. Gli sembr di udire anche la chiave che girava
nella toppa.
Qualche istante pi tardi, portiere della macchina che sbattevano. Il SUV Saab dei Langley che
si metteva in moto. Rumore di pneumatici sulla ghiaia, sempre pi lontano.
Poi pi nulla.
Derek deglut nervoso e decise di rimanere nascosto ancora qualche minuto, per essere sicuro
che i Langley si allontanassero abbastanza da non avere la tentazione di tornare indietro nel caso in cui
si fossero accorti di aver dimenticato qualcosa. I battiti del cuore stavano rallentando, era tutto a posto,
ora doveva soltanto...
Cazzo, cos'era che gli strisciava sul collo?!
Un ragno! Un dannato ragno gli si era infilato nel colletto. Al buio cominci ad assestarsi
pacche frenetiche sulla nuca e sulle spalle da sopra la camicia. Lo spavento lo aveva fatto sobbalzare e
aveva battuto la testa contro una trave.
Cazzo! sbrait. Fece scorrere il pannello e rotol sulla moquette del seminterrato. Infil una
mano dentro il colletto e, sentendo qualcosa di umido e molliccio, si sfil la camicia dalla testa dandosi
degli schiaffi sul collo, nel disperato tentativo di liberarsi del ragno.
Il cuore sembrava esplodergli nel petto.
Una volta superata la crisi da ragno, si concesse qualche istante per calmarsi. Il seminterrato era
quasi buio, ma non osava accendere la luce. Per tutta la settimana non avrebbe potuto farlo. Magari
poteva accendere la tv. Nessuno ci avrebbe fatto caso dall'esterno, dato che la casa era arretrata rispetto
alla strada.
Del resto, che bisogno c'era di luce per quel che aveva in mente? Era un'attivit che gli riusciva
benissimo anche al buio.
Strano che Penny non avesse risposto all'SMS. Comunque, era giunto il momento di farle
sapere che la casa era vuota. Prima per pens di fare un giretto di ricognizione, per assicurarsi che
fosse tutto a posto.
Si infil la camicia, sal le scale del seminterrato e vide che avevano messo il chiavistello alla
porta di servizio. La poca luce che filtrava dall'esterno era pi che sufficiente per aggirarsi per la casa
senza problemi. La porta d'ingresso era chiusa a chiave. Sulla parete dell'ingresso c'era il pannello
d'allarme. Derek aveva osservato talmente tante volte Adam inserire e disinserire l'allarme, che sapeva
a memoria la combinazione. Bastava digitarla, togliere il chiavistello alla porta di servizio, e sarebbe
potuto entrare e uscire come voleva. Questo voleva dire lasciare la casa aperta, d'accordo, ma da quelle
parti, in periferia, i furti erano piuttosto rari.
La casa gli apparve del tutto estranea. Era la prima volta che la esplorava tutto da solo. Nessuno
sapeva che lui era l. Sent una scarica di adrenalina mentre controllava ogni stanza e si accorse di avere
il cuore a mille e le mani sudate.
Cerc di tranquillizzarsi: conosceva talmente bene la villa da riuscire a orientarsi al buio,
persino nei posti in cui non aveva intenzione di stare con Penny. Come la camera da letto dei genitori di
Adam, per esempio, dove si trovava in quel momento: un letto matrimoniale enorme con uno spesso
copriletto bianco; il bagno annesso, dotato di doccia e vasca idromassaggio. Gli sarebbe piaciuto farsi
un bel bagno con la schiuma insieme a Penny, come nei film; ma no, era troppo rischioso. Il divano del
seminterrato sarebbe andato pi che bene. L'importante non era dove l'avrebbero fatto, ma la privacy.
Niente interruzioni.
Un'intera settimana.
Sent vibrare il cellulare. Un messaggio di Penny. Era ora. Una sola parola: Allora?
Poteva chiamarla. Compose il numero e la ragazza rispose al secondo squillo.
Sono dentro casa disse Derek.
Oh, mio Dio esclam Penny con voce eccitata.
Fra poco far buio. Vieni qui, ti faccio passare dalla porta di servizio.
Okay, ma... ecco, c' un problema.
Non farmi questo, Penny. Ho un'erezione grande come il tronco di un albero.
Sshh bisbigli Penny, anche se nessuno poteva sentirli. No, niente di grave.  solo che i
miei sono furibondi perch facendo retromarcia sono andata a sbattere con la Kia contro un palo del
telefono in fondo al viale.  solo un graffio, ma mio padre ne sta facendo -una tragedia, perch dice che
non vale neanche la pena di chiamare l'assicurazione, e quindi secondo lui...
Cadde la linea. Derek fiss il display del telefono: nessun segnale. Come mai?
La richiam. Che cosa  successo? gli chiese Penny.
Non lo so. Senti, cerca di venire per le dieci, okay? Chiamami se ci sono problemi.
Penny rispose che andava bene e si salutarono.
Derek si mise di fronte al cassettone dei Langley e allung una mano a sfiorare il ripiano.
Chiss se c'era qualcosa di interessante li dentro. La faccenda cominciava a farlo sentire in colpa, anche
se continuava a ripetersi che sarebbe andato tutto bene e che i Langley e Adam non lo avrebbero mai
scoperto. Chiss, magari un giorno l'avrebbe detto a Adam. Non subito. Magari fra qualche anno.
Quando la cosa non avrebbe avuto pi alcuna importanza.
O magari no.
Non riusciva a credere che i genitori di Penny non la facessero uscire proprio quella sera.
Desiderava disperatamente che lo raggiungesse. Pens di prendere qualcosa dal cassetto della
biancheria della signora Langley e masturbarsi, tanto per placare l'agitazione ed essere di nuovo pronto
per quando fosse arrivata Penny.
"Okay," si censur Derek "forse sto un po' esagerando." Poteva guardare la tv, per distrarsi un
po'. Ritorn nel seminterrato, ormai completamente avvolto dall'oscurit, e accese il televisore.
Continuava a cambiare canale senza riuscire a concentrarsi per pi di pochi secondi. Non riusciva a
rilassarsi, anche se aveva la certezza che la casa sarebbe rimasta libera per i prossimi sette giorni. Era il
sogno di ogni diciassettenne. Un posto dove imboscarsi con la fidanzatina senza limiti d'orario.
Meglio della macchina: almeno non doveva preoccuparsi che qualche poliziotto bussasse sul
finestrino.
Ma cominciava a sentirsi a disagio. I Langley erano sempre stati gentili con lui. Be', la madre di
Adam, soprattutto. Il padre riusciva sempre a farlo sentire un intruso, sembrava non volesse nessuno in
casa dopo una giornata passata a tirare fuori di galera gente di ogni tipo, o qualunque cavolo di lavoro
facesse. Derek conosceva Adam da quanto... dieci anni ormai? Si fermava spesso l a dormire ed era
anche andato in gita con tutta la famiglia.
Cosa avrebbero pensato se lo avessero scoperto? Cristo, il padre di Adam era avvocato. Poteva
denunciarlo. Ma avrebbe fatto causa a un ragazzino che conosceva da anni? O magari, peggio, avrebbe
chiamato la polizia?
Sent vibrare il cellulare. Dando un'occhiata al display riconobbe il numero di Penny. S?
rispose, ma prima che Penny potesse dire una parola, la linea cadde di nuovo.
Seduto nel seminterrato, Derek cerc di capire perch. Troppe interferenze, forse. Allung la
mano verso il tavolino, afferr il cordless dei Langley e digit il numero di Penny.
Non posso uscire bisbigli Penny. Sono in castigo.
Merda esclam Derek. Merda! Merda! Merda!
Senti, devo andare. Ci vediamo nel fine settimana, o se riesco domani, okay? Devo proprio
andare.
Derek riattacc. Il suo piano perfetto era completamente fottuto. Dio, gli sarebbero venute le
palle blu! Il fatto era che non voleva solo fare sesso con Penny. Voleva stare con lei. Passare del tempo
insieme nella casa vuota e parlarle, per esempio, di cosa avrebbe voluto fare nella vita. I suoi genitori lo
consideravano un mediocre, pigro e senza ambizioni, ma non era vero.
A Penny avrebbe potuto confessare che voleva diventare programmatore di software, magari
inventare nuovi giochi, cose del genere. Se lo avesse detto a suo padre, lui gli avrebbe risposto: "Cosa
credi? Avrei voluto anch'io seguire la passione della mia vita, ma bisogna rimanere con i piedi per
terra!".
Derek continu a fare zapping, fece una partita con un videogioco di Adam, guard un po'
MTV, sonnecchiando durante il pezzo di Justin Timberlake. Figo starsene l senza fare niente! Anche
se era da solo. Nessuno che gli rompeva le scatole.
Ma si stava facendo tardi. Era ora di andare.
Fu allora che sent un rumore all'esterno. Pneumatici sulla ghiaia.
Afferr il telecomando e spense la tv. Il seminterrato era dotato di feritoie a filo del soffitto.
Balz in piedi sul divano per poter sbirciare fuori.
Era la Saab. Il suv dei Langley.
Merda! mormor fra i denti. Merda!
Doveva andarsene. Doveva andarsene, e in fretta. Corse su per le scale fino alla porta di
servizio. Stava per aprirla, quando si ricord che in quel modo avrebbe fatto scattare l'allarme. Prima
doveva disinserirlo, ma il pannello era accanto all'ingresso principale.
Fece per buttarsi lungo il corridoio, con la speranza di arrivare in tempo all'ingresso, digitare il
codice e tornare di corsa alla porta di servizio.
D'un tratto per vide delle ombre stagliarsi sui gradini d'entrata. Era Adam, seguito a pochi
passi dalla madre.
Derek si arrest di botto, fece dietrofront e corse verso il seminterrato. Sent la porta d'ingresso
che si apriva. Mormorio di voci. Donna Langley che diceva: Ti ho gi detto che mi dispiace. Pensi che
abbia fatto apposta a rovinare la vacanza a tutti?.
Si butt per terra davanti al pannello che immetteva nel ripostiglio. Stava per aprirlo quando la
luce del seminterrato si accese. L'interruttore era in cima alle scale, perci qualcuno stava per scendere.
Si affrett a infilarsi nell'angusto spazio fra la spalliera del divano e la parete, sperando che
sarebbe bastato a nasconderlo, ma cazzo, metti che decidessero di scendere a guardare la tv...
In effetti qualcuno stava scendendo proprio in quel momento. Derek sent aprirsi lo sportello del
frigo in cui tenevano le birre, un rumore di oggetti buttati dentro alla rinfusa e poi la voce di Adam che
gridava: Devo rimettere il ghiaccio in freezer?.
Per un istante Derek consider l'ipotesi di attirare l'attenzione dell'amico e chiedergli aiuto per
andarsene in sordina. Adam si sarebbe incavolato, ma non avrebbe mai fatto la spia, perch altrimenti i
suoi genitori avrebbero sicuramente trovato il modo di far ricadere la colpa su di lui. Ma prima che
potesse aprir bocca, Adam era gi di sopra. La luce era rimasta accesa, per. Forse sarebbe ritornato.
Derek riusc a carpire qualche stralcio di conversazione.
Signor Langley: Tesoro, vai a letto. Disfer io i bagagli.
Signora Langley: Magari domattina mi sentir meglio.
Signor Langley: S, certo. Intanto potremmo partire io e Adam, poi tu ci raggiungi quando ti
senti meglio. Certo... un tempismo perfetto!.
Signora Langley: Oh, per l'amor del cielo, pensi che mi diverta a stare male?.
Signor Langley: Salgo fra un minuto.
Bene, se ne andavano a letto. L'unico di cui preoccuparsi era Adam. Forse sarebbe andato a
dormire anche lui. Derek avrebbe aspettato che si addormentassero, sarebbe sgattaiolato di sopra,
avrebbe disinserito l'allarme e sarebbe uscito dalla porta di servizio. Sperando che Penny non
cambiasse idea e uscisse di nascosto per raggiungerlo. Ci mancava solo quello.
Signor Langley: Chi diavolo , adesso?.
"Merda, dice a me" pens Derek. "Come ha fatto a scoprirmi?"
No. Era qualcuno fuori, pneumatici che avanzavano sulla ghiaia e poi si fermavano. Una
portiera che sbatteva.
Cazzo, no! Gli amici che passavano a far visita a quell'ora di sera!
Adam: Non so chi sia, pap.
A Derek parve di sentire un rumore di passi all'esterno, poi Albert Langley che diceva qualcosa,
probabilmente con la porta aperta.
Gli sembr che qualcun altro fosse entrato in casa, forse due persone.
Suono di voci smorzato. Langley che diceva: Come ha detto che si chiama?. Poi una sola
parola perfettamente chiara: Vergogna!. E poi ancora: Figlio di puttana!.
Fu allora che Derek sent il primo sparo. Poi l'urlo di Adam: Pap! Pap!.
La voce della signora Langley che sembrava venire dal primo piano: Albert! Albert! Che sta
succedendo?.
E di nuovo Adam: Mamma! Non venire....
Derek sent un secondo sparo, seguito dal tonfo di qualcosa... o di qualcuno, che cadeva sulle
scale.
Poi uno scalpiccio. Almeno due persone, che correvano frenetiche verso il retro della casa.
Dur in tutto un paio di secondi.
Un terzo sparo, e qualcosa di pesante che ruzzolava sulla mezza rampa della porta di servizio.
Segu un silenzio innaturale.
Derek si accorse di tremare a tal punto che gli battevano i denti. Sent dei passi che si
aggiravano per la casa, lentamente adesso, passi calmi e misurati. Scesero la mezza rampa di scale, si
fermarono, per poi proseguire fino al seminterrato. Derek non riusciva pi a seguire i movimenti, ora
che la persona camminava sulla moquette. Ma cap che era nella stanza.
La persona che aveva sparato tre volte.
Un assassino. A pochi metri di distanza, dall'altra parte del divano, Derek riusciva a sentire un
respiro corto e affannoso.
Strinse la mascella, per impedire ai denti di battere, chiedendosi se l'assassino riuscisse a sentire
il battito furioso del suo cuore.
Poi sent i passi risalire le scale, e la luce che si spegneva. La porta d'ingresso che si apriva e si
chiudeva, la portiera dell'auto che sbatteva. Un istante dopo, il rumore delle ruote sulla ghiaia.
Derek aspett cinque minuti, poi usc a fatica da dietro il divano e sal le scale fino al
pianerottolo della porta di servizio. Il chiaro di luna che filtrava dalle finestre illuminava Adam riverso
a terra sui gradini, con una pozza di sangue che si allargava sotto la testa.
Derek lo super stando attento a non toccarlo, fece scattare il chiavistello con le mani che gli
tremavano, apr la porta e corse a perdifiato nella notte.
1.
La sera in cui uccisero i nostri vicini, i Langley, non ci accorgemmo di niente.
Era una sera afosa e umida, perci avevamo chiuso tutte le finestre e acceso il condizionatore al
massimo. Ci nonostante la temperatura non era scesa di molto sotto i venticinque gradi. Era luglio
inoltrato. Da una settimana il caldo non ci dava tregua, con il termometro che raggiungeva
praticamente ogni giorno i trentacinque gradi, a eccezione di mercoled, quando era arrivato a quaranta.
Anche quel temporale all'inizio della settimana non era stato di grande aiuto. Non si scendeva sotto i
trenta neanche dopo il tramonto.
Di solito il venerd sera rimanevo alzato pi del solito, e in condizioni normali sarei stato
sveglio al momento degli omicidi, ma avevo deciso di lavorare, l'indomani mattina. Ero rimasto
piuttosto indietro con il lavoro, per colpa della pioggia. Cos io ed Ellen eravamo andati a letto presto,
verso le nove e mezzo. Ma anche in caso contrario saremmo stati probabilmente davanti alla tv, quindi
difficilmente avremmo sentito qualcosa.
Non  che i Langley abitassero proprio dietro l'angolo. Diciamo che, usciti dalla statale, era la
prima casa del nostro stretto viale. Una volta superata la loro villa, c'erano ancora cinquanta o sessanta
metri prima di arrivare da noi. Dalla statale non si vede casa nostra. Le abitazioni in questo quartiere
alla periferia di Promise Falls, una cittadina a nord dello stato di New York, sono abbastanza
distanziate. Riuscivamo a intravedere la casa dei Langley fra gli alberi, ma, per esempio, non ci
arrivava mai l'eco delle feste che davano. Quanto a loro, se anche fossero stati infastiditi dal rumore del
tosaerba, non ne avevano mai fatta parola.
Quel sabato mattina mi alzai alle sei e trenta. Ellen, che non doveva andare al college, si stir
ancora addormentata quando mi mossi per mettermi seduto sul letto.
Continua a dormire mormorai. Non c' bisogno di alzarsi in due. Avvicinandomi ai piedi
del letto vidi che il libro che Ellen stava leggendo era caduto a terra. Era uno dei tanti volumi
ammonticchiati sul suo comodino. Bisogna leggere una marea di libri quando si organizza il festival
letterario universitario.
Non fa niente mormor lei, con aria rassegnata, voltando la testa sul cuscino e coprendosi
con le coperte. Preparo il caff. Tanto mi sveglieresti comunque, quando ti vesti.
Be'... Se hai intenzione di alzarti, un paio di uova non sarebbero male.
Ellen bofonchi contro il cuscino qualcosa che non capii, ma non sembrava qualcosa di troppo
carino. Ho sentito bene? continuai. Hai detto che non ci sono problemi, giusto? Allora friggeresti
anche del bacon?
Ellen volt la testa. Esiste un sindacato degli schiavi? Voglio iscrivermi.
Mi alzai e, avvicinandomi alla finestra, aprii gli scuri per lasciar filtrare la luce del sole.
Oh, Dio, no, ti prego borbott Ellen. Jim, per favore. Chiudi!
Mi sa che sar un'altra giornata di caldo infernale ribattei, lasciando aperte le imposte.
Speravo che piovesse, cos avrei avuto una scusa per non lavorare oggi.
Non muoiono mica, se per una settimana non gli tosi il prato mormor Ellen.
Pagano un servizio settimanale, tesoro obiettai. Preferisco lavorare di sabato che dover
rinunciare alla paga.
A quello Ellen non seppe ribattere. Non  che fossimo proprio alla canna del gas, ma non
potevamo certo permetterci di buttare via i soldi. E il servizio di manutenzione giardini, specialmente
in quella parte del paese, era una faccenda stagionale. Ci si guadagnava da vivere solo dalla primavera
all'autunno, a meno di non ingegnarsi a diversificare, inserendo per esempio delle lame rotanti
spazzaneve sul davanti del pickup per ripulire i viali d'ingresso in inverno. Era un po' che cercavo una
lama spazzaneve di seconda mano. L'inverno da queste parti pu essere molto rigido. Qualche anno
prima, a Oswego, la neve era arrivata fino ai primi piani.
Gestivo il servizio di manutenzione giardini solo da un paio di estati e dovevo trovare il modo
di guadagnare di pi. Non era esattamente il mio lavoro ideale, o il sogno della mia vita, ma sempre
meglio di quanto mi ero da poco lasciato alle spalle.
Ellen inspir ed espir a lungo prima di buttar via le coperte. Allung istintivamente una mano,
come le capitava di tanto in tanto, verso il punto in cui un tempo teneva le sigarette, ma aveva smesso
di fumare anni prima e non trov niente. Colazione in arrivo, Sua Maest esclam. Si chin a
raccogliere il libro dal pavimento, mormorando: Non posso credere che sia stato un bestseller! Strano
che un romanzo sul raccolto del grano non sia appassionante... Non  un caso che molti libri siano
ambientati in citt, sai?  l che ci sono le persone. I personaggi.
Mossi qualche passo verso il bagno e mi fermai con una smorfia di dolore, portandomi una
mano alla schiena.
Tutto bene? domand Ellen.
S, bene. Sar stato ieri. Avevo in mano il decespugliatore e devo aver fatto un movimento
strano.
Sei un vecchio in un gioco da giovani, Jim ribatt Ellen, infilandosi le pantofole e la
vestaglia.
Grazie per avermelo ricordato.
Per quello non hai bisogno di me. Ti basta il mal di schiena disse ciabattando in corridoio
mentre io andavo in bagno a farmi la barba.
Mi guardai allo specchio. Avevo la faccia bruciacchiata. Cercavo di ricordarmi di usare la
crema solare e indossare un berretto con la visiera, ma il giorno prima aveva fatto talmente tanto caldo
che avevo gettato via il berretto, e il sudore evidentemente aveva sciolto la crema. A ogni modo non
ero male per un uomo di quarantadue anni e, nonostante la stanchezza, ero in forma migliore rispetto a
due anni prima, quando passavo le mie giornate seduto in macchina con l'aria condizionata, a guidare
avanti e indietro per Promise Falls, aprendo la portiera a un figlio di puttana e sentendomi un emerito
idiota privo della minima autostima. Da allora avevo perso quindici chili, stavo recuperando un po'
della massa muscolare persa nell'ultimo decennio... e non avevo mai dormito meglio in vita mia. Di
certo tornare a casa ogni sera stanco morto aiutava. Alzarsi presto al mattino, per, era dura. Come quel
giorno, per esempio.
Il tempo di scendere in cucina e il profumo di bacon aleggiava gi per la casa. Ellen vers due
tazze di caff.
L'edizione domenicale del Promise Falls Standard era sul tavolo, gi senza elastici, cos
riuscii a leggere il titolo in prima pagina.
Il tuo vecchio amico fa di nuovo notizia osserv Ellen, sbattendo le uova in una ciotola.
Il quotidiano annunciava a lettere cubitali: SCENATA DEL SINDACO ALLA CASA PER
RAGAZZE MADRI. E il sottotitolo aggiungeva: LA PROSSIMA VOLTA PROMETTE DI
"PORTARE DEI DOLCI, ANZICH VOMITARLI".
Dio mio mormorai. Non conosce vergogna. Presi in mano il giornale e cominciai a leggere.
Il sindaco di Promise Falls, Randall Finley, si  presentato a sorpresa gioved sera alla Casa
per Ragazze Madri, l'istituzione cittadina che d asilo alle giovani madri nubili mentre imparano a
vivere con un neonato senza l'aiuto di un marito. Un'iniziativa per cui si era battuto il predecessore di
Finley, e che da quest'ultimo  sempre stata considerata uno spreco del denaro dei contribuenti. Ma, a
essere onesti, Finley considera quasi tutto uno spreco del denaro dei contribuenti, a eccezione della
propria auto con tanto di autista. Quest'ultimo del resto  una necessit imprescindibile, vista la
tendenza agli eccessi pi volte dimostrata dal sindaco, e l'arresto per guida in stato di ebbrezza di
qualche anno fa. Finley proseguiva l'articolo ha fatto il giro di un paio di bar dopo il consiglio
comunale e, passando di fronte a Swanson House, ha ordinato all'autista immaginai si trattasse di
Lance Garrick, ma l'articolo non riportava il nome di fermarsi. Finley si  avviato alla porta e ha
continuato a bussare in modo energico, finch Gillian Metcalfe, la direttrice, non gli ha aperto. La
donna ha tentato di impedirgli di entrare, ma il sindaco si  aperto un varco a forza e ha iniziato a
inveire: "Magari, chiss, se foste riuscite a tenere a freno i vostri bassi istinti, non vi trovereste in
questo casino! ". Poi, stando ai racconti delle giovani donne, ha vomitato nell'ingresso.
Mi sembra un po' eccessivo, persino per Finley osservai.
Hai nostalgia? ribatt Ellen. Chiss, magari ti riprenderebbe.
Ero troppo stanco per rispondere per le rime. Bevvi un sorso di caff e continuai a leggere.
Quando, venerd mattina, la notizia della scenata del sindaco era cominciata a trapelare, Finley
dapprima aveva negato ogni cosa. Non si capiva se stesse mentendo, o semplicemente non ricordasse.
Ma nel tardo pomeriggio, messo di fronte all'evidenza - per non parlare del tappeto dell'ingresso sporco
di vomito, che Gillian Metcalfe si era premurata di lasciare sui gradini del Comune - il sindaco aveva
deciso di rivedere la precedente dichiarazione.
Mi rammarico profondamente aveva annunciato in un comunicato stampa, incapace di
affrontare i giornalisti di persona per il mio comportamento di ieri sera a Swanson House. La casa
era stata ribattezzata in onore di Helen Swanson, un'ex consigliera comunale, paladina delle cause
femministe. Ero appena uscito da un'assemblea particolarmente stressante e devo aver esagerato con
gli aperitivi. Rimango un forte sostenitore di Swanson House, a cui porgo le mie scuse pi sentite. La
prossima volta spero di portar loro dei dolci, anzich vomitarli sul tappeto.
Tipico di Randy cavarsela con una battuta osservai. Almeno ha smesso di negare l'accaduto.
Troppi testimoni nei paraggi, probabilmente.
Ellen tir fuori tre piatti, ne riemp due con qualche fettina di bacon, uova e un paio di fette di
pane tostato, e li port a tavola. Mi sedetti e addentai subito il bacon. Era salato, unto, delizioso.
Mmm mormorai.
 per questo che mi tieni, vero? esclam Ellen. Per le colazioni.
Anche le cene non sono male ribattei.
Ellen allung una mano verso il giornale e recuper la pagina dell'inserto culturale. Sorseggiai il
caff, fra una forchettata e l'altra di uova, un morso al bacon e uno al pane. Ormai avevo un sistema ben
collaudato.
Devi lavorare tutto il giorno? domand Ellen.
Penso di finire nel primo pomeriggio. La pioggia ci ha rallentato di un giorno, ma gi da ieri
sera abbiamo cominciato a recuperare. Di solito riuscivamo a fare sette o otto propriet fra le otto di
mattina e le cinque del pomeriggio, anche se avevo avuto la fortuna di accaparrarmi qualche lavoretto
di landscaping, la famosa architettura di paesaggio. Che significa lavori pi lunghi, ma anche pi soldi.
Ellen raggranellava molto di pi lavorando al college, ma senza la mia attivit non ce l'avremmo fatta.
Perch? mi informai. Hai in mente qualcosa?
Ellen si strinse nelle spalle. Ho visto che guardavi i tuoi quadri, l'altro giorno. C'era una serie
di tele nella rimessa, a vari stadi di esecuzione, lasciate ad accumulare polvere contro la parete.
Vedendo che non ribattevo, Ellen aggiunse: Mi chiedevo se non avessi voglia di rimetterci mano.
Scossi la testa. Ormai  acqua passata dissi. Stavo solo aspettando di decidermi a caricarli
sul retro del pickup per buttarli in discarica.
Smettila esclam Ellen accigliata.
Raccattai gli ultimi residui di uova con un pezzetto di pane tostato e li infornai, pulendomi poi
con il tovagliolo. Grazie, tesoro mormorai, baciandola sulla testa mentre mi alzavo. E tu che farai
oggi?
Leggo rispose senza entusiasmo. Non  che debba proprio leggere ogni scrittore che
partecipa al festival, ma devo quanto meno sapere qualcosa del loro lavoro. Cos, se mi capita di
incontrarli ai cocktail, almeno posso bluffare. Gli scrittori, ecco, molti sono davvero carini e gentili, ma
sono sempre disperatamente in cerca di conferme.
Ancora nessun segno del mio socio? domandai, portando il piatto al lavandino.
Mi sa che dovrai andare a svegliarlo rispose Ellen. Speravo che bastasse il profumo di
bacon. Digli che gliene ho messo un po' da parte e che posso fargli al volo due uova.
Salii al piano di sopra e mi fermai davanti alla camera di mio figlio, prima di bussare
delicatamente alla porta e aprirla appena. Lo vidi raggomitolato sotto le coperte, con le spalle alla
porta.
Ehi, Derek,  ora di svegliarsi, tesoro.
Sono gi sveglio.
Derek continu a darmi la schiena. Non credo che verr, oggi borbott. Non mi sento
bene.
Aprii la porta ed entrai nella stanza che, come sempre, sembrava devastata da una bomba. Pile
di vestiti per terra, scarpe da ginnastica rigorosamente spaiate, oggetti di ogni tipo disseminati alla
rinfusa e innumerevoli custodie di cd e videogiochi. Sulla scrivania addossata al muro campeggiavano
tre monitor, due tastiere e, sotto il ripiano, una mezza dozzina di torrette (quegli aggeggi che
contengono l'hard disk del computer); poi fili elettrici dappertutto, connessi o meno. Un giorno o l'altro
avrebbe finito per dare fuoco alla casa.
Che cos'hai? Derek era famoso per le finte malattie inscenate per non andare a scuola, ma di
solito non metteva in atto quel tipo di commedia quando lavorava con me.
Non mi sento bene.
Ellen sent uno stralcio di conversazione passando davanti alla porta ed entr in camera. Che
succede?
Dice che sta male.
Ellen mi super, and a sedersi sul bordo del letto di Derek e cerc di mettergli una mano sulla
fronte, ma lui si scost.
Su, Derek mormor Ellen. Fammi sentire se hai la febbre.
Non ho la febbre borbott Derek, sempre con la faccia contro il cuscino. Non posso
restarmene a casa per un giorno? E poi  anche sabato, cazzo.
Abbiamo gi saltato luned e met marted per la pioggia gli ricordai. Dovremmo farcela per
mezzogiorno. Mancano solo i Simpson, i Westlake e quella signora... come si chiama, quella con il
gatto che sembra un maialino, che ti ha regalato il computer.
C' una cosa da dire di Derek.  un bravo ragazzo e gli voglio un bene dell'anima, ma a volte
riesce a mandarti su tutte le furie. Escogitare scuse sempre pi creative per sottrarsi agli impegni  una
delle sue specialit. Odia la scuola e non sempre si  distinto per trovate intelligenti. Tanto per citarne
qualcuna: un paio di anni fa, insieme al suo amico Adam, si  messo ad accendere fuochi d'artificio nel
prato dietro casa. Non pioveva da un mese e sarebbe bastata una sola scintilla per innescare un incendio
capace di bruciare la casa. Per poco non gli torcevo il collo. Un'altra volta  andato in giro con un
amico di quindici anni, che aveva preso la MG del padre - senza permesso e senza patente - finendo per
schiantarsi contro un albero. Grazie a Dio nessuno si  fatto male, a parte la MG, ovviamente. Per non
parlare di quando, con un altro ragazzo, ha deciso di esplorare il tetto della scuola; si sono arrampicati
su per le grondaie come dei cavolo di ninja o non so che cosa. Forse, se si fossero limitati a starsene
tranquilli e buoni sul tetto, nessuno se ne sarebbe accorto. Invece hanno pensato bene di saltare da un
tetto all'altro per raggiungere un'altra ala della scuola, superando un baratro di due metri e mezzo. Un
miracolo che non si siano ammazzati.
Non c'era nessun pericolo, pap  stata la sua unica difesa.
Hanno fatto cos tanto casino che il guardiano notturno ha chiamato la polizia. Se la sono cavata
con una segnalazione, visto che non avevano compiuto atti di vandalismo. Ero furibondo quando gli
agenti lo hanno riportato a casa.
Un'altra cazzata simile l'ho rimproverato e puoi trovarti un altro posto dove vivere.
Poi mi sono pentito di quella frase. Non parlavo sul serio. A volte gli adolescenti fanno
stupidaggini,  vero, ma devi comunque stare sempre dalla loro parte. Fa tutto parte del pacchetto.
Se Derek stava davvero male, non volevo trascinarlo fuori a spingere il tosaerba con quel caldo
e quell'umidit. Ma mi venne il dubbio che non si trattasse di una vera malattia.
Hai bevuto? chiesi. Non era una domanda fuori luogo. Neanche un mese prima avevo trovato
una confezione di birra Coors da sei nascosta sotto alcune vecchie imposte nel retro della rimessa.
No rispose. Poi di colpo gett via le coperte, comp un mezzo giro e scese dal letto in un
unico movimento, andando a sbattere contro sua madre. D'accordo, come vuoi borbott. Io e Ellen
notammo con una certa sorpresa che indossava ancora jeans e maglietta. Allung una mano verso gli
stivali da lavoro, ignorando le scarpe da ginnastica. Lavorer. Che importa se sto male? Non gliene
frega niente a nessuno.
Ellen mi guard con aria implorante, sperando che gli chiedessi se qualcosa non andava. Mi
limitai ad alzare le spalle. Okay mormorai.
Ho fritto del bacon disse Ellen. Vuoi che ti prepari delle uova o...
Non ho fame rispose Derek.
Ellen si alz, sollevando le mani in gesto di resa. Okay, come vuoi disse, e usc dalla stanza.
Mi trovi fuori sul pickup, quando sei pronto aggiunsi. Poi uscii e mi chiusi la porta alle
spalle.
Pensi che abbia bevuto? domand Ellen, che mi aspettava in corridoio.
Non lo so risposi, scuotendo il capo. Ma se  cos, spingere un rumoroso tosaerba di prima
mattina  proprio quel che si merita.
Mi lavai i denti, presi un'aspirina per bambini (Ellen aveva sentito dire da un medico ospite
dello show di Oprah che faceva bene) e uscii. Neanche un filo di vento: la giornata sarebbe stata
torrida.
C'era una piccola costruzione dietro casa nostra, che io chiamavo "la rimessa", ma che in realt
era un doppio garage con un'unica grande porta, dove tenevo un bancone da lavoro e tutta l'attrezzatura
da giardinaggio. Avevo recuperato sei tosaerba usati a prezzo stracciato e li avevo rimessi in funzione
per tenerli come riserva. Per avevo un solo trattore tosaerba, un John Deere, con la vernice verde e
gialla ormai sbiadita a forza di stare sotto il sole. Era gi pronto sul rimorchio agganciato al retro del
mio pickup Ford; sulla portiera Spiccava la scritta SERVIZIO MANUTENZIONE GIARDINI
CUTTER, seguita dal numero di telefono e dal mio nome, Jim Cutter.
Feci un rapido controllo per assicurarmi di avere tutto l'occorrente. Il potasiepi elettrico con una
prolunga per il filo, quattro piccole taniche di plastica rossa con la benzina normale per il tosaerba e il
trattore, pi una quinta con la miscela per il decespugliatore e il compressore, un aggeggio per aspirare
le foglie che faceva un frastuono infernale (tipo jet in fase di atterraggio), ma che era molto pi veloce
di una scopa per ripulire i residui d'erba dai vialetti d'accesso e dai marciapiedi. Quando bisognava
rimettere tutto a posto per passare al cliente successivo, la velocit era essenziale. E dopo aver spinto
per ore un tosaerba o maneggiato un decespugliatore, l'ultima cosa che volevo era darmi da fare con
una ramazza.
Controllai che ci fossero anche due paia di guanti da lavoro e le cuffie per attutire il rumore.
Aprii il vano portaoggetti, controllando che ci fossero dei cavi elettrici di ricambio in caso di necessit.
Mancava qualcosa, per. Stavo cercando di capire di che si trattasse, quando sentii sbattere la
porta di servizio: era Ellen con la borsa termica: il pranzo che avevo preparato la sera prima. Sorrisi e
mi avvicinai per prenderlo.
Come va con Derek? le chiesi.
Cerco solo di tenermi alla larga rispose. Se ti rimane un po' di energia potremmo fare
qualcosa oggi pomeriggio. Magari possiamo andare fino ad Albany a fare un po' di shopping.
Shopping ripetei. Divertente.
Ellen mi lanci un'occhiataccia. Oppure possiamo andare a cena fuori. O al cinema. C' il
nuovo film di Bruce Willis, Die Hard, 4,5 o 6, non mi ricordo. Ho bisogno di prendermi una pausa da
tutta quella barba letteraria.
Mi strinsi nelle spalle, senza sbilanciarmi. Vediamo come va la giornata. L'idea della cena
fuori mi attira. Lo shopping un po' meno.
Devi assolutamente riuscire a ritagliarti almeno un fine settimana lungo, quest'estate. Non hai
staccato neanche il weekend del Quattro luglio. Lascia che Derek se la sbrighi da solo per un giorno.
Ha la patente, pu guidare il pickup. Pu arrivare fin dove ce la fa e poi il giorno dopo cerchi di
recuperare lavorando un po' di pi. Gli farebbe bene assumersi qualche responsabilit in pi. Potremmo
arrivare fino a Montreal. Andare a sentire un po' di jazz.
L'idea era allettante, ma mi limitai a rispondere: Vedremo.
Vedremo, vedremo. Lo scriveranno anche sulla tua lapide.
Si volt per rientrare proprio mentre usciva Derek, che la super senza dire una parola, i capelli
sugli occhi, diretto al pickup.
Be', noi andiamo dissi. Ellen alz gli occhi al cielo come per augurarmi buona fortuna.
Vuoi guidare tu? chiesi a mio figlio Derek prima di salire. Lui scosse il capo. Non hai
neanche fatto colazione. Vuoi che mi fermi per strada? Ti va un McMuffin? Un caff?
Un altro cenno di diniego.
D'accordo, allora mormorai, mettendo in moto. Per il momento bastava il finestrino
abbassato, pi tardi probabilmente avrei dovuto accendere l'aria condizionata. Ingranai la marcia e
spinsi sull'acceleratore. Il furgone, appesantito dal trattore e dalle varie attrezzature, caracoll, cercando
di prendere velocit. Circa a met del viale, arrivammo in vista della casa dei Langley. Notai il SUV
parcheggiato davanti casa, insieme alla Acura di Donna Langley.
Pensavo fossero partiti mormorai.
Eh? bofonchi Derek.
C' la Saab di Albert. Pensavo fossero andati in vacanza/ Dalle parti di Stowe, mi pare,
giusto?
Derek mi lanci un'occhiata. Si vede che non sono partiti.
Adam non aveva detto che sarebbero stati via una settimana? Non sei andato a casa loro per
salutarli ieri sera?
Avranno cambiato idea dopo che me ne sono andato ribatt Derek, distogliendo lo sguardo
dalla casa e voltandosi a guardare fuori dal finestrino.
 che mi sembra strano proseguii. Prenoti una vacanza per una settimana e poi cambi idea?
Derek rimase in silenzio. Forse Albert ha avuto un intoppo, non so... un nuovo caso, e hanno dovuto
disdire all'ultimo minuto. Suppongo che sia una cosa normale per un avvocato penalista. Lanciai
un'occhiata di sottecchi a Derek.
Vedendo che Derek non ribatteva, alzai la voce di un'ottava: S, pap, sar andata cos. La
abbassai di nuovo. Pensi davvero, figliolo? Di nuovo, in falsetto: Direi di s, pap. Non ti sbagli mai
su queste cose.
Lasciami in pace, pap rispose mio figlio a bassa voce.
Imboccai la statale e svoltai a destra, dirigendomi a nord, verso Promise Falls.  una cittadina di
medie dimensioni, ma abbiamo tutte le principali catene di fastfood, nonch un WalMart, un Home
Depot, un multisala e innumerevoli concessionarie di auto delle marche pi famose, tranne ovviamente
quelle di lusso, come la BMW. A nord della citt c' il college, che quanto a prestigio vale almeno
come una rivendita di Volvo.
Superati i nuovi quartieri periferici, si arriva nella parte vecchia della citt: il centro ha un certo
fascino, con le case secolari su grandi appezzamenti di terreno, tipici di questa parte dello stato e del
confinante Vermont. Grandi alberi delimitano la strada principale, costeggiata da negozietti
sopravvissuti all'avvento del WalMart. Dovevamo ringraziare il sindaco Randall
Finley per l'apertura del grande magazzino: aveva liquidato le preoccupazioni dell'associazione
dei piccoli commercianti sostenendo che non avrebbe fatto male un po' di concorrenza, che non bastava
essere pittoreschi e demod, che bisognava dare alla gente un valore reale in cambio dei loro soldi.
Finley era riuscito a scontentare cos tanta gente in citt, che era un miracolo che lo avessero
rieletto. Ma i suoi elettori lo adoravano quando attaccava i sindacati, le lobby e chiunque non volesse
uniformarsi agli standard morali che, secondo molti, Finley rappresentava. Probabilmente erano in
molti a Promise Falls ad aver apprezzato l'irruzione del sindaco a Swanson House per dare una lezione
a quelle ragazze, lasciando un piccolo extra.
Allora, che hai fatto poi, ieri sera? domandai, cercando di coinvolgere Derek nella
conversazione. Non ti ho neanche sentito rientrare. Sono andato a dormire presto. A dire il vero sono
praticamente collassato sul letto. Hai visto Penny?
Usciva con Penny Tucker da pi di un mese ormai e le poche volte che era venuta a casa nostra
mi era Sembrata una ragazza molto dolce.
No rispose Derek. Era in punizione.
Perch? Che cosa ha combinato?
 andata a sbattere con l'auto.
Oh, no! Si  fatta male?
No.
Dove ha sbattuto?
Con il paraurti.
Contro cosa?
Il palo del telefono.
Dovr pagare di tasca sua?
Non lo so.
Cristo, era come cavargli un dente. All'improvviso notai un particolare.
Da quando non porti pi l'orecchino? chiesi. Il simbolo della pace.
Derek allung una mano a toccarsi l'orecchio: c'era solo il piccolo foro del piercing, niente
orecchino. Si strinse nelle spalle. Non lo so. Mi sar caduto da qualche parte.  da un po' che l'ho
perso.
Per prima cosa andammo dai Simpson. Un giardino non troppo grande, niente collinette, niente
di insidioso. Lasciai a Derek il trattore - si divertiva a guidarlo -pensando che se avesse cominciato con
qualcosa che gli piaceva, il suo umore sarebbe migliorato. Io cominciai a sfoltire le siepi, poi tirai fuori
il tosaerba per i punti non raggiungibili dal trattore.
La signora Simpson ci port due bicchieri d'acqua e li accettammo volentieri. Riuscivo a vedere
il marito in piedi, in cucina, che ci guardava con aria di disapprovazione. Conoscevo il tipo. Eravamo
bassa manovalanza e, se avevamo sete, potevamo portarci dell'acqua da casa o bere dalla pompa per
annaffiare, come due golden retriever. La signora Simpson, invece, era completamente diversa.
A un certo punto ci rest solo da aspirare i residui di erba dal vialetto d'accesso; se ne occup
Derek. Lavorammo un'oretta scarsa e, proprio mentre stavamo per rimontare sul pickup, si avvicin un
ragazzino pelle e ossa, pi o meno dell'et di Derek, con una massa di capelli scuri e la pelle cos
bianca da sembrare translucida. Indossava un paio di bermuda con almeno una decina di tasche. Si
avvicin al finestrino dalla mia parte.
Ha bisogno di una mano? mi chiese, allungandomi uno dei volantini che aveva in mano.
Abbassai lo sguardo e lessi: STUART YOST. LAVORETTI DI OGNI TIPO. Seguiva un numero di
telefono.
Spiacente risposi, passando il volantino a Derelc, che lo infil nel vano portaoggetti. Ho mio
figlio che lavora con me.
Cerco qualcosa solo per l'estate disse il ragazzo.
Siamo quasi alla fine di luglio, Stuart dissi. Un po' tardi, non ti pare? Ancora un mese e
ricomincia la scuola.
Avevo un lavoro, ma l'ho perso osserv con un'alzata di spalle. Per grazie lo stesso.
Viene a scuola con te? Lo conosci? chiesi a Derek appena il ragazzo si fu allontanato.
Derek fece un cenno di diniego con la testa, senza dire nulla. L'umore di mio figlio non era
affatto migliorato e cominciai a chiedermi cosa lo tormentasse. Un'altra bravata come quella della MG?
Si era messo di nuovo a saltare sui tetti, magari sulla centrale di polizia questa volta? O forse aveva
giocato a baseball con le cassette della posta nel cuore della notte, sfrecciando in macchina per colpirle
a una a una con la mazza?
Ricordavo bene quel genere di passatempo. I miei ultimi anni da adolescente non erano stati
particolarmente tranquilli.
Di certo, se si fosse messo davvero nei guai e fosse stato beccato, a quest'ora io e Ellen lo
avremmo gi saputo.
La tappa successiva fu il giardino di Agnes Stockwell, la signora con il gatto che sembrava un
maialino. L'ultima volta che eravamo stati da lei, era stata cos gentile da regalare a Derek un vecchio
computer, rimasto nel garage per quasi dieci anni. Apparteneva a suo figlio Brett, uno studente del
Thackeray College che, durante l'ultimo anno di universit, si era suicidato gettandosi da Promise Falls,
le cascate da cui la citt prendeva il nome. La signora Stockwell non sapeva usare il computer e non lo
aveva pi acceso dalla morte del figlio.
Non sono proprio il tipo da computer aveva detto a Derek. Al nostro arrivo la porta del
garage era aperta e mio figlio, che colleziona vecchie componenti hardware e si diverte a riassemblarle
insieme al suo amico Adam, lo aveva subito notato. Cos la signora Stockwell, che era rimasta vedova
un anno prima del suicidio di Brett, gli aveva dato il permesso di prenderlo.
Il giardino della signora Stockwell era piuttosto impegnativo: aveva diverse aiuole, che
rendevano difficili le manovre con il trattore. Cos io e Derek afferrammo un tosaerba a testa e ci
mettemmo all'opera. Ma la ricompensa fu persino migliore che a casa Simpson. Mentre stavo rifinendo
i bordi delle aiuole la padrona di casa ci port della limonata, che io e Derek bevemmo in un sorso. Mio
figlio riusc persino a bofonchiare un grazie.
Ormai la colonnina di mercurio doveva aver toccato i trentacinque gradi.
Stavo per finire gli ultimi ritocchi, quando sentii squillare il cellulare, che avevo lasciato sul
cruscotto del pickup. Aprii la portiera, mi appollaiai sul bordo del sedile e afferrai il telefono.
Era una chiamata da casa.
S?
 meglio se tornate rispose Ellen in tono sommesso, come se cercasse di tenere sotto
controllo le emozioni.
Che cosa?
Deve essere successo qualcosa dai Langley.  pieno di volanti della polizia, stanno
delimitando la casa con il nastro giallo. Un agente sta risalendo il nostro vialetto proprio in questo
momento.
Cazzo! esclamai. Derek, che mi aveva raggiunto, mi lanci un'occhiata.
Cosa cavolo succede? chiesi.
Non ne ho idea.
Informati e poi richiamami.
Ci ho gi provato, ma non mi hanno voluto dire niente. Ho pensato che magari, con le tue
conoscenze in Comune, avresti potuto scoprire qualcosa di pi.
Okay, arriviamo. Riattaccai e guardai Derek. Ci sono poliziotti ovunque a casa dei
Langley.
Derek si limit a fissarmi.
2.
Ancor prima di arrivare a casa, intuii subito che era successo qualcosa di grave. Gi a mezzo
chilometro di distanza si vedevano pattuglie della polizia di Promise Falls: volanti bianche e nere e
berline anonime, erano parcheggiate su entrambi i lati della statale fino all'imbocco dello stretto viale
che conduceva alla casa dei Langley e, pi avanti, alla nostra. Rallentai per immettermi nella falange di
veicoli, pensando stupidamente di riuscire a svoltare nel vialetto d'accesso di casa mia. Infatti lo trovai
bloccato da un numero ancora superiore di macchine, e scorsi gli agenti che delimitavano l'area con il
nastro giallo.
Proseguii per circa cento metri e cercai di parcheggiare pickup e trattore il pi lontano possibile
dal ciglio della strada. Eravamo nei sobborghi e non c'erano marciapiedi, ma in compenso era pieno di
fossi in cui, se non si faceva attenzione, poteva scivolare il rimorchio.
Derek apr lo sportello ancora prima che avessi finito la manovra e si mise a correre verso casa.
Afferrai le chiavi e scesi, affrettandomi a raggiungere mio figlio; Derek non aveva aperto bocca per
tutto il tragitto.
Lo raggiunsi alla fine del viale, dove un poliziotto alz una mano per bloccarci. Spiacente, non
potete entrare.
Indicai in fondo alla strada, dove si intravedeva casa nostra Io vivo l dissi. Mi ha appena
chiamato mia moglie e...
Jim!
Sbirciando alle spalle dell'uomo scorsi Ellen, che stava parlando con un paio di agenti. Mi corse
incontro.
Il poliziotto che ci aveva sbarrato il passo si fece da parte e ci lasci andare. Ellen indossava un
paio di jeans, scarpe da ginnastica e una maglietta, aveva i capelli spettinati e l'aria di chi  stato
costretto ad affrontare il mondo prima del previsto. Se avesse avuto il tempo di truccarsi, le lacrime che
le rigavano il volto avrebbero combinato un bel disastro.
Appena mi raggiunse, mi butt le braccia al collo, poi allung una mano ad afferrare Derek e
stringerlo a s.
Ellen, che diavolo succede? le chiesi.
Ellen tir su con il naso, mi guard, poi ferm lo sguardo pi a lungo su nostro figlio, sapendo
che la notizia che stava per darci sarebbe stata pi dura per lui che per me.
I Langley mormor. Ieri notte qualcuno...  entrato e... Di nuovo fu sopraffatta dalle
lacrime.
Ellen ripetei, cercando di sembrare tranquillo. Ti prego, cerca di calmarti.
Ellen respir profondamente, tir di nuovo su con il naso, frugando nelle tasche in cerca di un
fazzoletto. Non lo trov, cos si asciug con un dito.
Sono tutti morti mormor. Albert, Donna. Strinse il braccio di Derek. Tesoro, mi dispiace
tanto. Anche Adam.
Pensavo che Derek dicesse qualcosa. Tipo: "Che cosa?"o "Stai scherzando?", anche un
semplice "No!".
Io, per esempio, stavo per chiedere: "Cos' successo?".
Ma Derek non disse niente del genere. Il labbro inferiore inizi a tremargli e gli si gonfiarono
gli occhi di lacrime. Si butt fra le braccia di sua madre e cominci a singhiozzare, sopraffatto da
un'emozione che sembrava aver trattenuto per tutta la mattina.
Ehi, Cutter!
Distolsi lo sguardo da mia moglie e mio figlio che piangevano abbracciati e vidi Barry
Duckworth, detective del Dipartimento di polizia di Promise Falls, che ci veniva incontro. Aveva da
poco passato la quarantina, come me; le nostre strade si erano incrociate spesso all'epoca in cui
lavoravo per il sindaco. Mi piaceva pensare, almeno negli ultimi due anni, di essere molto pi in forma
di Barry, con la sua pancia prominente, ben visibile nel punto in cui la camicia bianca si era aperta,
poco sopra la cintura, rivelando un triangolino di adipe peloso. Aveva molti pi peli l che non capelli
in testa: era quasi completamente calvo, a parte un patetico riporto in cima. Teneva la cravatta allentata
e il colletto aperto, e doveva aver lasciato la giacca in macchina. Troppo caldo per indossarla, ma anche
senza gli erano comparse due chiazze di sudore sotto le ascelle.
Lo avevo sempre considerato un tipo a posto, uno che andava dritto al sodo senza tanti giri di
parole. Non  che fossimo davvero amici, per avevamo passato qualche sera insieme a bere in un bar:
una cosa che conta, almeno da queste parti.
Barry lo salutai in tono solenne. Ci stringemmo la mano, con i palmi sudati. Che succede?
Si pass la mano sulla testa per asciugare il sudore. Posso farvi un paio di domande, Jim,
prima di mettervi al corrente?
Un tono professionale, sbrigativo. Era comprensibile.
Certo risposi, mentre Ellen e Derek si scioglievano dall'abbraccio e si voltavano verso di noi.
Ho gi fatto qualche domanda a Ellen, ma vorrei rivedere alcune cose con te prosegu Barry
Duckworth. Eri a casa ieri sera?
S. Sono tornato dal lavoro e non sono pi uscito., Ero distrutto.
Per caso hai visto i Langley ieri sera?
No. Stavo per aggiungere che Derek era stato da loro, ma pensai che Barry avrebbe
interrogato anche lui.
Hai sentito qualcosa, pi o meno dopo le dieci?
Niente. Era tutto chiuso e avevamo l'aria condizionata accesa.
Hai notato qualcosa? Magari i fari di un'auto?
Scossi nuovamente il capo. Mi spiace risposi, indicando casa nostra. Siamo piuttosto
lontani.
E tu che mi dici? chiese Barry rivolto a Derek.
Eh? fece mio figlio. Un filo di muco gli era colato sul labbro superiore. Derek si volt,
pulendosi sulla maglietta ancora sporca di erba.
Hai visto o sentito niente la notte scorsa?
No rispose.
Ma hai visto i Langley ieri sera, giusto? Prima che partissero. Tua madre ci ha detto che eri
passato a salutare Adam prima che andassero in vacanza per una settimana, non  cos?
Derek annu.
Che ora era? si inform Barry.
Le otto, pi o meno rispose Derek con un'alzata di spalle. O forse poco dopo. Me ne sono
andato prima che salissero in macchina.
Le otto? Derek non si era fatto vedere per tutta la serata. Doveva aver fatto qualcos'altro dopo
aver lasciato i Langley. Forse era uscito con Penny.
Decisi che era arrivato il momento di farsi dare qualche informazione in pi. Andiamo, Barry
tentai. Dicci cos' successo.
Barry gonfi le guance lasciando andare uno sbuffo d'aria.
Non mi diedi per vinto. Fra poco questo posto pulluler di giornalisti. Dovrai pur fare una
dichiarazione, perch non fai pratica con noi?
Barry rimase in silenzio ancora qualche istante. C' stata una specie di esecuzione l dentro
disse. Qualcuno... forse erano in due, non lo sappiamo ancora...  entrato in casa e li ha fatti fuori. Ha
sparato a tutti e tre.
Cristo santo mormorai.
Oh, Dio gemette Ellen, afferrandomi per un braccio.
Alzai lo sguardo sulla casa, osservando il viavai di poliziotti che parlavano a bassa voce.
Il signor Langley era riverso accanto alla porta d'ingresso prosegu Barry. Sua moglie  stata
colpita mentre scendeva le scale, forse per vedere cosa stava succedendo, e il ragazzo... Adam,
giusto? Guard Derek per avere conferma del nome e mio figlio annu. Adam era sui gradini vicino
alla porta di servizio. A quanto pare stava cercando di scappare, ma un proiettile l'ha colpito proprio
qui. Barry si tocc dietro il collo, poco sotto l'orecchio.
Ero pietrificato. E, malgrado il caldo soffocante, rabbrividii.
Ma come? obiettai. Pensavo che fossero partiti. Dovevano andare in vacanza, mi pare. Mi
voltai verso Derek. Non dovevano andare via per una settimana?
S conferm Derek, il volto ancora rigato di lacrime.
La moglie non si  sentita bene spieg Barry. Erano gi per strada, ma le sono venuti dei
forti crampi allo stomaco o qualcosa del genere, non  chiaro. A ogni modo, mentre tornavano a casa,
verso le dieci, Langley ha chiamato una segretaria dello studio, dicendo che sua moglie stava male, che
dovevano posticipare il viaggio e che stavano rientrando. Se l'indomani si fosse sentita meglio, si
sarebbero rimessi di nuovo in viaggio, ma nel frattempo voleva che la mattina dopo gli portasse gli
incartamenti di un caso, in modo da poterci lavorare.
Capisco mormorai.
La segretaria si  presentata verso le nove per lasciare i documenti, ha bussato alla porta ma
non ha ottenuto risposta. Ha riprovato un paio di volte, pensando che stessero ancora dormendo, e poi
ha provato a chiamare con il cellulare. Ha sentito il telefono squillare in casa e, vedendo che non
rispondeva nessuno, si  insospettita.
Pendevamo tutti dalle sue labbra.
Ha provato a sbirciare dalla vetrata accanto alla porta. Indic con la mano le finestre verticali
che fiancheggiavano il portone d'ingresso. Ha visto il signor Langley riverso a terra dietro la porta e le
 sembrato di vedere il corpo della moglie sulle scale. Cos ha chiamato il 911.
Povera ragazza mormor Ellen. Dev'essere stato orribile trovarsi davanti una scena del
genere.
Quando Langley ha chiamato la segretaria ieri sera, ha detto di essere a circa una ventina di
chilometri da casa, quindi suppongo che siano arrivati pi o meno intorno alle dieci. L'assassino deve
averli uccisi poco dopo. Erano ancora tutti vestiti. Nessuno era in pigiama, neanche la signora Langley.
Visto che non stava bene, si sarebbe dovuta preparare subito per andare a letto. Non avevano neanche
scaricato i bagagli dall'auto.
Magari non l'avrebbero fatto intervenni. Se pensavano di rimettersi in viaggio la mattina
dopo.
Questo  vero ammise Barry. Siamo ancora all'inizio delle indagini. Ci sono ancora molti
aspetti da chiarire. Quelli della Scientifica sono appena arrivati.
Si rivolse nuovamente a Derek. Adam era un tuo amico, giusto? Mio figlio annu. Ti ha mai
parlato di qualcuno che potesse avercela con loro? Ti  mai capitato di sentire che il padre fosse
preoccupato per qualcosa, non so, magari perch qualcuno lo aveva minacciato? Uno dei casi a cui
lavorava, per esempio. Mi lanci un'occhiata. Langley ha difeso vari delinquenti.
S dissi. Mi ricordo di un caso che  finito sui giornali. Una lite fra bande giovanili, mi pare.
Un ragazzo aveva ammazzato un coetaneo con una mazza da baseball. Langley  riuscito a farlo
assolvere, giusto?
Barry annu. Giusto. Il caso McKindrick.
S. L'ho letto anch'io sul giornale intervenne Ellen. Tom McKindrick, non si chiamava cos
il ragazzo? Quello che  morto. Era un ragazzino, vero?
Barry annu di nuovo, ma non disse nulla, lasciando che Ellen continuasse.
Si  beccato un colpo di mazza da baseball in testa e Albert... il signor Langley,  riuscito a
convincere la giuria che fosse stato lui a provocare la rissa e che l'altro ragazzo... come si chiamava?
Anthony Colapinto rispose Barry esitante, come se stesse divulgando un'informazione
segreta.
S, lui conferm Ellen. Albert ha convinto la giuria che questo Anthony Colapinto avesse
aggredito McKindrick con una mazza da baseball per legittima difesa. Al momento della sentenza, il
padre della vittima, Colin McKindrick,  svenuto in aula.
Gi, mi ricordo disse Barry. C'ero anch'io.
Quando si  ripreso non ha minacciato Albert?
Barry annu. Ha urlato a Langley che gliel'avrebbe fatta pagare per aver fatto assolvere quel
figlio di puttana.
Inarcai un sopracciglio. Questo non lo sapevo.
Hai mai sentito Albert Langley o suo figlio Adam parlarne? prosegu Barry rivolto a Derek.
Ti sono mai sembrati preoccupati che Colin McKindrick potesse cercare di vendicarsi?
No. Mai sentito nulla del genere rispose Derek con aria assente. Biascicava le parole,
sembrava molto confuso. Passare la mattina a tagliare erba in quel caldo infernale sarebbe stato
sufficiente a far collassare chiunque. E ora lo shock per quanto successo ai Langley: non c'era da
meravigliarsi che Derek sembrasse sul punto di svenire.
Lo afferrai sotto le braccia. Ellen esclam: Derek... Derek!.
Acqua! urlai a Barry. Ne ho un po' nella borsa termica sul pickup.
Barry aveva chiaramente altri piani e abbai rivolto a un'agente: Acqua, subito!. La donna
scatt verso una volante, nella quale doveva esserci qualche bottiglia. Trascinai Derek verso l'auto pi
vicina e lo feci appoggiare al cofano. L'agente fu di ritorno in un istante, svit il tappo di plastica e mi
allung la bottiglia. Era calda, ma era pur sempre acqua. L'avvicinai alle labbra di Derek.
Mio figlio bevve qualche sorso, respirando a fatica.
Portiamolo dentro,  pi fresco sugger Ellen. Casa nostra distava ancora un centinaio di
metri, cos la poliziotta si offr di accompagnarlo in macchina. Vado con lui disse Ellen, pensando,
immagino, che una volta solo con il detective Duckworth sarei riuscito a saperne di pi sulla notte
prima.
Sembra sotto shock disse Barry, mentre la macchina si allontanava verso casa nostra.
Perch, non lo saresti anche tu se il tuo migliore amico venisse massacrato con tutta la
famiglia? replicai.
Barry annu.
Allora  questa la tua teoria? chiesi. Che ci sia un collegamento con qualche caso giudiziario
di Albert? Hanno rubato qualcosa? La casa  sotto sopra?
Barry sembrava pensieroso. Non ho la pi pallida idea del perch sia successa una cosa del
genere, Jim. So solo che... tre persone sono morte. Scoppier un gran casino. Non credo che
ultimamente ci siano stati molti triplici omicidi da queste parti, se mai ce n' stato uno. Qualche morto
ogni tanto, s, ma una cosa del genere... Fece una pausa, poi si volt a guardare in direzione della
statale. Sembrava stesse fissando la nostra cassetta della posta.
Era l'unica nel viale, e sopra c'era scritto CUTTER. L'inverno scorso avevo dovuto aggiustarla
dopo che uno spazzaneve l'aveva abbattuta. I Langley invece si facevano recapitare la posta presso una
casella postale in citt. Albert non gradiva l'idea che la sua corrispondenza privata rimanesse in una
cassetta accanto alla statale, alla portata di chiunque.
Che cosa stai guardando? domandai a Barry.
Eh? mi rispose come se stesse sognando a occhi aperti. Niente.
3.
Prima che potessi chiedere ulteriori chiarimenti a Barry, la nostra attenzione si spost
simultaneamente su una macchina in arrivo. Era una enorme berlina nera, e stava rallentando proprio
all'inizio del viale. Barry alz gli occhi al cielo. Oh, Dio, adesso possiamo tirare tutti un sospiro di
sollievo.  arrivato Lui.
L'auto era una Mercury Grand Marquis con i vetri oscurati. Riuscivo a vederne solo la fiancata,
ma conoscevo la targa: PFI. Con tutte quelle volanti parcheggiate, non c'era posto per la Mercury,
perci l'autista decise di accendere le quattro frecce, bloccando cos un'intera corsia.
Io e Barry rimanemmo fianco a fianco, in attesa che Lui scendesse dall'auto. Dimmi perch
l'hai fatto mormor Barry.
Come, scusa? Stavo ancora pensando ai Langley perci trovai la domanda di Barry un po'
inquietante.
Perch gli hai dato un pugno sul naso? Quante volte ancora te lo dovr chiedere?
Sono solo pettegolezzi, Barry.
Non c' impiegato del Comune o cittadino di Promise Falls che non sappia che hai mollato un
pugno sul naso al sindaco disse Barry. Ormai  una leggenda metropolitana.
Non devi credere a tutto quel che senti ribattei.
Be', a questo per mi piacerebbe credere insistette Garry. E anche alla storia di Elvis che fa
il cuoco nella tavola calda a nord della citt. Stava osservando l'autista che era sceso dalla Grand
Marquis. Era un uomo alto e slanciato, verso i quaranta, con i capelli biondi corti sul davanti e pi
lunghi dietro. Insomma, il sindaco si presenta al consiglio comunale con il naso grosso come un
melone, e indovina un po' chi non  pi sulla sua lista paga? Pensa, potresti essere l a lavorare con
Lance adesso, se non avessi combinato quel casino.
Non mi dispiace che sia andata a finire cos replicai.
L'autista pos la mano sulla maniglia della portiera posteriore.
A quanto ne so, nonostante il pugno, hai chiesto al sindaco una lettera di referenze e l'hai
ottenuta continu Barry. Suppongo prima che tu decidessi di lavorare per conto tuo. Questo significa
che lo tieni per le palle. Voglio dire, non ha mai sporto denuncia contro di te, e se esiste sulla faccia
della terra un bastardo vendicativo, quello  proprio Randall Finley.
In quell'istante la portiera si spalanc e il sindaco scese dalla macchina. Era un ometto piccolo,
un caso da manuale del complesso di Napoleone. Camminava come se fosse alto uno e ottanta. Anche
Finley decise di lasciare la giacca in macchina; appena fu in piedi sull'asfalto incandescente diede una
scrollatina ai pantaloni per aggiustare la piega e si mise a osservare la scena del crimine da dietro un
paio di costosissimi Oakley.
Detective Duckworth! url rivolto a Barry.
Fammi vedere come scodinzoli bisbigliai.
Barry si avvicin al sindaco a passo normale, imponendosi di non correre per non dare l'idea di
scattare ogni volta che il sindaco schioccava le dita, anche se era cos che andava di solito.
Mentre Barry si allontanava, l'autista del sindaco si avvi nella mia direzione. Indossava un
paio di pantaloni sportivi e una maglietta blu che aveva l'aria di costare almeno duecento dollari.
Cutter! esclam. Il buon vecchio Cutter.
Lance mormorai.
Un sacco di movimento da queste parti, eh? prosegu con un mezzo sorriso.
I miei vicini sono stati ammazzati dissi. Mio figlio ha perso il suo miglior amico.
Capita replic Lance stringendosi nelle spalle. Specialmente quando ci sei tu nei paraggi.
Non cercai nemmeno di controbattere. Iniziare una conversazione con il tizio che aveva preso il mio
posto in un lavoro che detestavo non avrebbe certo migliorato quella giornata da incubo.
Il sindaco ha appena ricevuto la chiamata riprese Lance, recuperando un minimo di dignit.
E ha voluto venire di persona. Conosceva Langley piuttosto bene, lo sapevi?
Annuii.
Allora, prosegu Lance osservando il mio pickup e ridacchiando sotto i baffi come va il
giardinaggio?
Bene risposi.
Sei proprio un bel tipo, Cutter. Mollare un buon posto Come questo per andare in giro a tosare
prati. Lo facevo anch'io da ragazzo per i vicini. Per fortuna erano pochi. Lance scosse il capo con aria
di scherno. Naturalmente non avevo un trattorino con cui scorrazzare. Dev'essere divertente. Ma
anche se me lo fossi potuto permettere, non era proprio il lavoro che avrei voluto fare da grande. Perch
non segui un corso al Thackeray? Non so... Giardinaggio dalla A alla Z? Hai mai pensato di
espanderti?
Tu sicuramente hai fatto la scelta migliore, Lance ribattei. Puoi pulire il culo al sindaco tutte
le volte che vuoi. Ti invidio.
Lance fece finta di ridere. Gi, be'... se venissi licenziato, anch'io parlerei male del mio
vecchio impiego. Se Lance voleva credere che fossi stato licenziato, libero di farlo.
Barry stava tornando verso di noi dopo la chiacchierata con il sindaco. Vuole parlare con te
mi annunci.
Perch non me lo chiede personalmente? obiettai. Da quando gli fai da portavoce?
Barry assunse un'espressione imbarazzata, ma Finley gli risparmi ulteriori spiegazioni,
chiamandomi a gran voce. Ehi, Cutter, hai un minuto?
Avvicinandomi, mi accorsi che la Marquis aveva ancora il motore acceso e sputava gas di
scarico nell'aria umida e calda. Dal cofano si sollevavano ondate di calore tali che, fissandole a lungo,
mi sembrava di trovarmi dentro a un miraggio.
Bel casino esord il sindaco.
Annuii. Gi.
Ho detto a Barry di impiegare tutte le forze disponibili per la risoluzione del caso prosegu
Finley.
Sono certo che lo far.
Albert era una brava persona. Ha lavorato tante volte per me. Davvero una brava persona. Che
cosa orribile!
Gi.
Se vivessi a pochi passi da casa loro mi verrebbero i brividi disse. Vedendo che non battevo
ciglio, continu. Senti, perch non fai un salto in ufficio uno di questi giorni? Non ti ho pi visto da
quando te ne sei andato.
Ho avuto da fare risposi.
Come sta Ellen? mi domand. Non conoscendolo bene, si poteva pensare che fosse davvero
interessato.
Sempre sotto Conrad?... Oh scusa si affrett ad aggiungere Battuta infelice.
Randall, posso fare qualcosa per te o sei qui solo per ricordare i vecchi tempi?
Ti volevo solo informare che sar fatto il possibile per arrivare in fondo a questo orribile caso.
Non era mai capitato niente del genere a Promise Falls. Un triplice omicidio. Uno dei cittadini pi in
vista, un famoso avvocato penalista... assassinato.
Volevo andare a casa per assicurarmi che Derek stesse bene. Stavo per voltarmi e allontanarmi
quando Randall esclam: Cutter, mi devi pi rispetto. Dopo tutto sei in debito con me. Aggredire un
pubblico ufficiale, il sindaco, per giunta! Avresti anche potuto finire dentro. Ci ho pensato a lungo
prima di decidere di lasciar perdere.
Mi voltai e piazzai la faccia a pochi centimetri dalla sua, piegandomi un po'. Non  troppo
tardi per sporgere denuncia, se vuoi. Sono passati solo un paio di anni. Sono certo che Barry sar pi
che disponibile a raccogliere la tua deposizione.
Il sindaco Finley sorrise e mi diede una pacca sulla spalla. Ehi, stavo solo scherzando.  che
vorrei tornassi a lavorare per me. Lance  a posto, ma passa un sacco di tempo a studiarsi nello
specchietto retrovisore, per controllarsi i capelli o assicurarsi di non avere niente fra i denti. Tu mi
piacevi. Eri sempre pronto a guardarmi le spalle.
Un sacco di gente in citt sarebbe felice di piantarti un coltello nella schiena osservai.
Praticamente tutti quelli che hai accusato di battere la fiacca. Per non parlare, -ultimamente, di una
casa piena di ragazze madri.
Oh, quelle comment Finley con un gesto noncurante della mano. Si  trattato di un
malinteso. Non sarebbe mai successo se fossi ancora tu il mio autista. Non mi avresti mai permesso di
andare l dentro e rendermi ridicolo.
C' altro che Lance non dovrebbe lasciarti fare? mi informai.
Finley ridacchi nervoso. No rispose. In effetti il ragazzo non  poi cos male. Devo solo
evitare che mi procuri altri disastrosi appuntamenti al buio... non so se mi spiego. Mi fece un sorriso a
trentadue denti.
Vado a vedere come sta la mia famiglia tagliai corto, voltandogli le spalle e allontanandomi.
Come vuoi, Jim url Finley in modo che tutti sentissero. Di qualunque cosa tu abbia
bisogno, fammelo sapere.
Quando passai accanto a Barry, mi sussurr: Sai quella faccenda del naso? Nessuna giuria ti
avrebbe condannato.
Trovai Ellen e Derek seduti al tavolo di cucina. Derek si teneva la testa fra le mani, mentre
Ellen gli accarezzava piano il braccio.
 terribile, lo so gli stava dicendo quando mi affacciai alla cucina. Derek scosse il capo,
senza alzare gli occhi. Siamo tutti sconvolti. Sembra tutto cos insensato, e continuer a esserlo finch
non sapremo cos' successo. E forse anche dopo.
Ellen si volt verso di me, lanciandomi un'occhiata disperata. Notai un bicchiere di vino bianco
sul bancone della cucina. Lei segu il mio sguardo e cap che l'avevo visto.
Cercando disperatamente qualcosa da dire, appoggiai le mani sulle spalle di mio figlio, che,
senza neanche girarsi, mi attir a s. Ellen si avvicin e abbracciammo entrambi Derek, che continuava
a singhiozzare.
4.
Il viavai di poliziotti continu per quasi tutto il pomeriggio. Ellen prepar il caff per chi lo
voleva nonostante il caldo, e il t freddo per chi preferiva qualcosa di rinfrescante. Notai che non aveva
offerto a nessuno del vino: aveva finito il suo bicchiere e l'aveva messo in lavastoviglie, prima di darsi
da fare come padrona di casa. Non era chiaro se Barry Duckworth e gli agenti continuassero a venire
dentro perch pensavano che ci fossimo dimenticati di riferire qualche particolare, o semplicemente per
godersi l'aria condizionata.
Derek si era un po' calmato ed era salito in camera; un po' si sedeva al computer, un po' se ne
stava sdraiato a pancia in gi sul letto. Sembrava esausto, come se non avesse chiuso occhio la notte
prima.
Quando finalmente riuscimmo ad avere un po' di respiro da tutte le domande, Ellen vers due
bicchieri di t freddo e ci spostammo sul portico nel retro. C' sempre ombra l, e di solito si gode
anche una leggera brezza.
Ci sedemmo sulle poltroncine di legno, restando in silenzio per un paio di minuti. Poi Ellen
bevve un sorso di t e disse: Pensi che si riprender?.
S, prima o poi risposi. Quanti ragazzi perdono il loro migliore amico in questo modo?
Mi sono sempre sentita cos al sicuro quaggi mormor. Non sar pi cos.
Lasciai quella frase sospesa un istante nell'aria, prima di rispondere. Quel che  successo ai
Langley non significa che questo posto non sia sicuro.
Ellen mi lanci un'occhiata. In che senso?
Che non ha niente a che vedere con noi.
Ma che diavolo dici? ribatt Ellen, indicando la casa accanto.  successo a pochi metri da
casa nostra.
Voglio dire che queste tragedie succedono sempre per un motivo. E qualunque esso sia, non ha
niente a che fare con noi.
A meno che non si tratti di uno psicopatico che sceglie le vittime a casaccio obiett Ellen.
Anche in questo caso.
Ellen scosse il capo, con aria incredula. Non ti capisco. Sarebbe un tentativo di vedere le cose
da un'angolazione positiva?
Stammi a sentire un attimo dissi. Proviamo a esaminare le diverse possibilit. Magari si 
trattato di omicidio-suicidio.
La polizia non ne ha minimamente accennato.
Lo so. Sto solo dicendo che se fosse cos sarebbe una tragedia orribile, certo, ma niente a che
vedere con la nostra sicurezza.
Okay mormor mia moglie, non del tutto convinta.
Dunque, visto che non sembra ci siano i presupposti per un omicidio-suicidio, passiamo
all'ipotesi successiva, e cio che i Langley siano stati uccisi per una ragione ben precisa. Chiss, forse
l'obiettivo era solo Albert. Forse Donna e Adam sono morti perch erano dei testimoni. Magari ha a che
fare con un caso su cui stava lavorando Langley, forse quello del ragazzino che ha fatto assolvere anche
se aveva ammazzato di botte un coetaneo. Sono certo che Barry sta passando al setaccio tutti i
documenti di Albert, interrogher i colleghi dello studio, e controller tutto ci di cui Albert si stava
occupando, per cercare una pista. Indagher su chi potesse avercela con Langley per non essere stato
assolto, o perch ha fatto assolvere qualcuno che meritava di finire in galera.
S, s, ho capito mormor Ellen.
E, a prescindere dal lavoro di Albert, potrebbe esserci una ragione precisa per cui  successo
quello che  successo, il che significa che la nostra sicurezza non  in pericolo.
Guardai Ellen in cerca di una reazione. Non diceva niente, ma il suo scetticismo era palpabile.
Fai sempre cos mormor. Cerchi sempre di trovare delle motivazioni razionali per non farmi
preoccupare. Be', questa volta non funziona. Se fosse stata una rapina? Qualcuno si  introdotto in casa
Langley per rubare e ha finito per ucciderli tutti. E non venirmi a dire che una cosa del genere non
succederebbe mai in questo quartiere, perch pu succedere ovunque.
D'accordo, hai ragione. Diciamo che si  trattato di una rapina o di un folle gesto del tutto
casuale. Un serial killer che capita a casa dei Langley all'improvviso e senza motivo. Anche se con tutti
quei serial killer al cinema siamo ormai diventati paranoici, le probabilit che la stessa cosa succeda a
un'altra famiglia  una su un milione. E quante pensi siano le probabilit che succeda anche alla
famiglia che vive nella casa accanto?
Sarebbe questa la tua teoria? chiese Ellen. Che siamo in qualche modo a prova di bomba
ebbe un sussulto all'analogia perch un fulmine non colpisce mai due volte nello stesso punto?
Secondo te uno psicopatico serial killer non potrebbe colpire due case vicine?
Bevvi un sorso di t freddo. S. Mi era venuta in mente un'altra cosa. Vediamola da un altro
punto di vista, mettiamo che ai Langley fosse capitato qualcosa di bello. Non so, che avessero vinto alla
lotteria. Non penseresti certo di essere tu la prossima, giusto?
Probabilmente andrei a comprare un biglietto rispose Ellen. Mi studi per qualche istante.
Secondo me stai sparando delle gran stronzate. Dovremmo mettere la casa in vendita e andarcene al
pi presto. Poi si alz e rientr in casa.
A essere onesti, anche mentre parlavo, sapevo benissimo di dire solo stronzate.
Arrivarono diverse telefonate dalla stampa. Una giornalista del Promise Falls Standard cerc
di farsi rilasciare una dichiarazione da Ellen. Io risposi a due chiamate del Times Union e del
Democrat Herald di Albany: in entrambi i casi affermai di non aver niente da dire. Se c'era una cosa
che avevo imparato lavorando per il sindaco  che raramente la vita delle persone migliora, dopo che
sono finite su un giornale. In diversi momenti della giornata scorsi anche diversi furgoni di emittenti
televisive parcheggiati lungo la statale, ma i poliziotti non permisero a nessuno di entrare nel viale.
Barry sarebbe stato contento di rispondere a qualche domanda davanti alle telecamere. Gli piaceva
apparire in tv, vedersi al notiziario della sera. Sperai solo che si ricordasse di infilare la camicia nei
pantaloni. Non ero certo che gli spettatori fossero pronti per il triangolo di pelle pelosa e sudata che
faceva capolino da sopra la cintura.
Quando non erano occupati a interrogarci, i poliziotti gironzolavano per tutta la propriet. Dei
tizi in tuta bianca passavano al setaccio la casa dei Langley; altri indugiavano nel giardino sul retro e
sembravano esaminare ogni filo d'erba. A un certo punto, guardando fuori dalla finestra, li vidi
scandagliare il boschetto a piccoli passi, cercando Dio solo sa cosa. Pi tardi il carro attrezzi di
un'officina convenzionata con il Dipartimento di polizia di Promise Falls port via il SUV di Langley e
l'Acura della moglie.
Nel tardo pomeriggio squill di nuovo il telefono e andai a rispondere.
Jim.
Sono poche le persone che riescono a conferire tanto significato a un monosillabo e che
riescono ad affermare autorit e senso di superiorit solo pronunciando il tuo nome. Conrad Chase
riusciva a unire arroganza, supponenza e condiscendenza in una singola sillaba, come uno che cerca di
stipare un vagone di letame in una ventiquattrore. E forse aveva tutto il diritto di essere cos. Era un ex
professore universitario, poi preside del Thackeray College, autore di un romanzo di successo e,
soprattutto, il capo di Ellen. In un modo o nell'altro, dal momento in cui ci eravamo trasferiti a Promise
Falls era entrato nelle nostre vite. A questo punto avrei gi dovuto imparare a sopportarlo. Ma ci sono
alcune cose che proprio non mi riescono.
S mormorai. Conrad.
Jim, ho appena saputo di Albert. E di Donna, e anche del ragazzo, Adam... santo Dio! Va oltre
ogni possibilit di comprensione.
Proprio cos, Conrad.
Ma voi come state? E Derek? Lui e Adam erano amici, giusto? E Ellen come sta?
Te la passo.
No, non fa niente. Non voglio disturbarla.
S, come no.
Volevo solo sapere come state. Io e Illeana siamo sconvolti.  una tragedia terribile e anche
per voi dev'essere stato uno shock. Eravate a pochi passi. Non avete sentito niente?
Niente di niente.
Gli hanno sparato, giusto?
Da quanto ho capito.
Tre persone, uccise a colpi d'arma da fuoco, Cristo. E non avete sentito niente?
Come se fosse colpa nostra. O forse soltanto mia. Se avessi sentito qualcosa, che ne so, il primo
sparo, magari sarei riuscito a evitare quel bagno di sangue.
No ripetei. Non abbiamo sentito niente.
Ma la polizia ha capito cos' successo? mi chiese Conrad. Non si sar trattato di un
omicidio-suicidio?
Non sembra proprio risposi. Ma, a parte questo, non ne so molto.
Io e Illeana faremo un salto a trovarvi per assicurarci che stiate bene.
Non vedo l'ora mormorai.
Allora, d'accordo concluse Conrad. Per essere uno scrittore famoso, nonch ex professore di
letteratura americana, sembrava stranamente impermeabile al sarcasmo.
Dir a Ellen che hai chiamato mormorai, prima di riattaccare.
Verso sera la situazione si calm, ma sarebbe un'esagerazione affermare che le cose erano
tornate alla normalit. Chiss se sarebbe mai successo. Io ed Ellen riuscimmo in qualche modo a
preparare qualcosa per cena, niente di complicato, insalata con hamburger alla griglia, e ci sedemmo
tutti e tre a mangiare.
La conversazione languiva.
Dopo cena Ellen disse che avrebbe pensato lei a sistemare e che potevo riposare un po',
guardare la tv o leggere il giornale. Mi chiesi se non fosse una scusa per rimanere da sola in cucina. Mi
allontanai per qualche minuto e quando ritornai, fngendo di volermi preparare il caff, vidi un
bicchiere di vino pieno a met accanto al lavandino dove Ellen stava lavando i piatti. Allung una
mano a prenderlo proprio quando mormorai: Ehi.
Ellen trasal e lasci cadere il bicchiere nel lavello pieno di acqua calda e insaponata.
Oddio! esclam. Non spaventarmi mai pi cos. Specialmente adesso.
Tutto bene?
S, certo che sto bene. Voglio dire, santo cielo, no che non sto bene. Chi cazzo potrebbe stare
bene?
Recuperai il bicchiere dall'acqua e lo appoggiai sul bancone. Potrebbe rompersi, se lo lasci qua
dentro con le altre stoviglie.
Ellen mi fiss. Stavo solo cercando di rilassarmi.
Certo.
 stata una giornataccia prosegu. Almeno oggi avr il diritto di bere. E gi tanto che non
ricominci a fumare.
Annuii e ritornai in sala.
Barry ci aveva comunicato che avrebbe lasciato qualcuno di guardia, ventiquattro ore su
ventiquattro, per i prossimi giorni. Una volante era parcheggiata a ridosso della statale; la casa dei
Langley era ancora circondata dal nastro giallo, come se qualche burlone l'avesse avvolta con della
carta igienica di un colore improbabile.
Nonostante la presenza della polizia, Ellen non riusciva a decidersi ad andare a dormire. Fece
diverse volte il giro della casa, controllando e ricontrollando porte e finestre. Mi chiese di dare
un'occhiata alla rimessa e rimase sulla soglia della porta sul retro, mentre io aggiravo il pickup (alla
fine i poliziotti mi avevano permesso di portarlo dentro) per controllare il garage in cui tenevo
falciatrici, attrezzi vari e altre cianfrusaglie, comprese le mie vecchie tele.
Tutto a posto dissi rientrando in casa, evitando di sottolineare che la nostra propriet era
circondata da alberi e che, se qualcuno voleva spiarci, non aveva certo bisogno della rimessa. I
nascondigli erano infiniti.
Ci mettemmo a letto; Ellen cerc di leggere un po', ma ben presto rinunci. Continuo a
rileggere lo stesso paragrafo senza capire una parola borbott.
Avrei voluto rispondere con una battuta del tipo: "Allora stai leggendo il libro di Conrad!" ma
riuscii a mordermi la lingua. Non  facile concentrarsi al momento, eh? dissi invece.
Ellen scosse il capo, appoggi il libro sul comodino accanto alla lampada e spense la luce. Mi
infilai ancora di pi sotto le coperte e rimanemmo a fissare il soffitto, non so per quanto. Alla fine
dovevo essermi addormentato, perch mi ritrovai a combattere con il mio sogno ricorrente: io sul
trattore che risalgo una collina sempre pi ripida, finch a un certo punto il muso del trattore si solleva
da terra, si ribalta sopra di me e...
Verso mezzanotte Ellen mi diede una gomitata che mi svegli di soprassalto.
Che c'? domandai. L'allarme antifumo?
No, non quello! bisbigli lei affannata.
Allora cosa? chiesi, sentendo accelerare le pulsazioni.
Ho sentito un rumore.
Cosa? Dove?
Una porta. Ho sentito sbattere la porta di sotto.
Forse hai sognato.
No, no. Ero sveglia. Non riuscivo a dormire.
Gettai via le coperte e, con addosso soltanto un paio di boxer blu, scivolai fuori della camera.
Fa' attenzione! bisbigli Ellen.
Chiama la polizia bisbigliai di rimando. Se per caso ci stavano facendo visita le stesse
persone che erano andate dai Langley la sera prima - le mie teorie del pomeriggio mi sembrarono
improvvisamente insensate - quello era il momento di chiamare la polizia. Non dopo. Non sapevo se la
volante di guardia fosse ancora al suo posto e non avevo modo di verificarlo stando fermo davanti alla
mia camera da letto, nella pi totale oscurit.
Mentre passavo davanti alla porta di Derek, notai che era chiusa: forse era a letto. Di solito non
ci tiene informati sui suoi spostamenti. Scesi le scale. Mi sentivo stranamente vulnerabile, non tanto
perch indossavo solo un paio di boxer, quanto perch non avevo nulla in mano. Non teniamo armi in
casa, ma in quel momento sarei stato felice di possederne una. Mi sarei accontentato di una mazza da
baseball, ma non avevo neanche quella, per lo meno a portata di mano. Gi nel seminterrato, magari,
nascosta dietro la caldaia. Forse, se fossi riuscito ad arrivare in cucina senza incappare in un intruso,
potevo armarmi di una padella pesante, o dell'estintore appeso alla parete accanto ai fornelli. Un colpo
in testa con quell'affare non era mica uno scherzo.
Mentre scendevo al piano di sotto sentii Ellen che bisbigliava affannata al telefono in camera.
Arrivato davanti alla sala notai l'attizzatoio appeso con altri utensili davanti al camino. Meglio di
niente.
Sgattaiolai verso il camino, togliendo delicatamente l'attizzatoio dal supporto. Il contatto con il
ferro mi diede coraggio e mi sentii, se non sollevato, almeno pi equipaggiato.
Avanzai nell'oscurit verso la cucina e mi cadde l'occhio sul chiavistello. Era in posizione
verticale: la porta era aperta. Ellen non l'avrebbe mai lasciata aperta. L'aveva controllata almeno tre
volte.
C'era qualcuno in casa? Qualcuno era entrato e uscito?
Rimasi paralizzato, trattenendo il fiato, con le orecchie tese a captare il bench minimo rumore.
Mi sembr di sentire un mormorio di voci, ma non dentro casa.
Fuori sul portico, oltre la porta di servizio della cucina.
Posai la mano sulla maniglia, attento a non far rumore, e la girai delicatamente, sperando che
senza chiavistello la porta si spalancasse velocemente. Volevo avere dalla mia l'elemento sorpresa.
E cos fu, infatti.
Sentii un urlo. L'urlo di una donna, seguito da una voce maschile che imprecava. Cazzo!
Dal piano di sopra Ellen grid: Jim! Jim!.
Con il cuore che batteva all'impazzata allungai la mano verso l'interruttore e accesi la luce sul
volto esterrefatto di mio figlio Derek e della sua ragazza, Penny Tucker. L'avevo incontrata abbastanza
spesso per riconoscerla, persino alla luce fioca del portico.
Evidentemente erano seduti a parlare sui gradini che si affacciavano sulla rimessa, ma quando
avevo fatto la mia uscita a sorpresa erano balzati in piedi e Derek aveva allungato un braccio a
sorreggere Penny, che stava per perdere l'equilibrio.
Cristo, pap, ci hai spaventati a morte! grid Derek.
Penny, che aveva abbastanza buon senso per non imprecare in presenza del padre del suo
ragazzo, fece un profondo respiro e disse: Salve, signor Cutter. Siamo solo noi.
In quel momento udimmo le sirene della polizia lungo la statale, mentre la volante di guardia
sfrecciava a tutta velocit, finendo la sua corsa a ridosso del portico con un gran stridio di pneumatici
sulla ghiaia.
Merda
Merda mormorai.
5.
Allora, a proposito del famoso pugno sul naso. Si tratta di quel tipo di mossa che i consulenti
del lavoro definiscono di "ostacolo alla carriera". Forse "fine carriera" sarebbe pi appropriato ma, se
dovessi tornare indietro, non credo che mi comporterei diversamente. A pensarci bene, anzi, sarebbe
stato meglio rompergli il naso, al sindaco, invece che ammaccarglielo soltanto.
Avevo iniziato a lavorare per l'ufficio del primo cittadino sei anni prima; quattro di questi li
passai al servizio di Randall Finley, prima di mettermi in proprio. Fare da autista al sindaco non era
male come lavoro. La paga era pi che dignitosa. Non richiedeva sforzi particolari, se si eccettua il
fatto di dover sollevare il sindaco di peso e infilarlo sul sedile posteriore della macchina, quando era
sbronzo. Inoltre fare da guardia del corpo a Randall Finley non era esattamente come farlo al
presidente. Non bisognava andarsene in giro con una ricetrasmittente nell'orecchio, sussurrando frasi
come "Aquila in movimento. Aquila in movimento" ad altri agenti. Meglio cos, del resto, altrimenti
avrei dovuto comprarmi occhiali da sole da duecento dollari, e io invece sono un tipo da grandi
magazzini.
Certo, Finley si era messo contro la maggior parte dei sindacalisti in citt, sfottendoli,
accusandoli di non fare altro che scaldare una poltrona. Promise Falls, con i suoi 40.000 abitanti, non
era la citt pi grande dello stato di New York, ma aveva comunque bisogno di un certo numero di
persone per far scorrere l'acqua nelle tubature, rimpolpare le fila del Dipartimento dei vigili del fuoco e
raccogliere i rifiuti: Finley era riuscito a inimicarseli tutti, uno dopo l'altro. Anche all'interno del
consiglio comunale non erano in molti quelli che gli avrebbero pisciato in testa se avesse preso fuoco.
Eppure, nonostante questo, Finley era un bersaglio piuttosto improbabile per un assassino. Al massimo
bisognava scortarlo attraverso un picchetto durante le rare proteste di fronte al Comune, ma nessuno gli
avrebbe mai puntato addosso un fucile di precisione dal tetto dell'osservatorio (sempre che avessimo un
osservatorio). E poi riuscivo a scroccare anche un sacco di pasti gratis con tutti i banchetti a cui doveva
presenziare il mio capo, e avevo la possibilit di vedere da vicino personalit importanti che venivano
in citt per qualche evento ufficiale.
Una volta Promise Falls fu scelta come location per girare un film, cos mi ero ritrovato a un
metro di distanza da Nicole Kidman. Il sindaco le aveva stretto la mano ma, nonostante fossi proprio
accanto a lui, non me l'aveva presentata. Del resto, ero solo un sottoposto.
Sapevo da tempo che il mio capo era un grandissimo stronzo. Penso di essermene accorto
neanche un'ora dopo aver preso servizio quando, fermi a un semaforo, fummo avvicinati da un barbone
che chiedeva l'elemosina. Finley aveva abbassato il finestrino elettrico e, invece di lanciargli un quarto
di dollaro, aveva esclamato: Ti do una dritta. Compra basso, vendi alto. L'incidente alla Casa per
ragazze madri, quando aveva vomitato sul tappeto dell'ingresso, era stato un po' eccessivo persino per
lui, ma entrava a far parte del suo vasto repertorio.
Eppure non era poi cos difficile spiegare la popolarit di cui godeva. Aveva quell'aria da
"uomo medio", da uno che preferisce andare a caccia piuttosto che all'opera... Si potrebbe pensare che
in una citt che finanziava un college e aveva la sua bella fetta di intellettuali snob e pseudoartisti di
ogni tipo, uno come Finley esercitasse ben poco fascino. Invece la maggior parte dei comuni cittadini
di Promise Falls, quelli che non avevano niente a che fare con il college, lo considerava un eroe. E poi
votare per lui era un modo per farla pagare a quei presuntuosi del campus, che si credevano superiori.
Tuttavia Finley era abbastanza saggio da non alienarsi l'ambiente accademico. Il Thackeray era
una piccola universit, ma godeva di molta considerazione in tutto il paese. Nel tempo, l'annuale
festival letterario organizzato da Ellen aveva attirato personalit come Margaret Atwood, Richard
Russo e Dave Eggers, oltre a migliaia di turisti, e non era da Finley sottovalutarne l'importanza. I
commercianti locali, quelli che erano riusciti a sopravvivere all'apertura del WalMart, contavano molto
su quell'evento. Cos Finley era sempre presente all'inaugurazione dell'anno accademico: doveva
bruciargli da morire l'essere costretto a fare da spalla al preside del Thackeray, Conrad Chase, il cui ego
spropositato superava persino quello del sindaco. Chase si considerava allo stesso livello delle celebrit
letterarie invitate al festival, avendo sfornato un bestseller otto anni prima. Un successo acclamato dalla
critica, che da allora non era pi riuscito a replicare.
Non solo l'ex professore di letteratura non era pi riuscito a produrre un altro capolavoro, ma da
allora non aveva pi scritto un libro, almeno niente che fosse stato pubblicato.
Comunque non avevo mai dato un pugno sul naso a Conrad, anche se, negli anni, ero stato
tentato di fargli ben altro.
Tornando al sindaco... Una sera mi chiese di portarlo all'Holiday Inn, nella parte nord di
Promise Falls. L'albergo era abbastanza lontano dal centro da garantire un certo anonimato, ma non
eravamo a Las Vegas: quel che succedeva all'Holiday Inn non rimaneva certo all'interno di quelle
quattro mura. Avevo imparato da tempo a non fare troppe domande sui suoi spostamenti. Di solito
sapevo dove doveva andare senza neanche chiedere. Ero al corrente dei suoi incontri con l'assistente
dell'amministrazione; ricevevo una copia del suo programma giornaliero e lo sentivo blaterare in
continuazione al cellulare dal sedile posteriore.
A volte, per, alcuni appuntamenti non erano in agenda. Come quella sera, per l'appunto. C'era
sempre la possibilit che si trattasse di un appuntamento organizzato da Lance Garrick, autista di
riserva, nonch schiavo tuttofare. Lance era famoso a Promise Falls per essere la persona giusta a cui
rivolgersi per una partita a carte in tarda ora, per degli alcolici dopo l'orario di chiusura dei negozi, una
dritta su un cavallo a Saratoga, o per una donna. A me non interessava il gioco d'azzardo, n mi
interessavano alcolici o prostitute; inoltre avevo intuito che il rapporto del sindaco con Lance era
nocivo e che, prima o poi, gli avrebbe causato dei problemi. Ma, alla fin fine, ero il suo autista, non il
suo consulente politico. Per quanto mi riguardava, Finley poteva fare quel che gli pareva.
Cos, quando quella sera, dopo la riunione del consiglio comunale, mi disse di voler andare
all'Holiday Inn, non feci commenti, anche se sul programma del giorno non c'era traccia di riunioni in
albergo. Misi in moto la Marquis e mi diressi verso la meta desiderata. Il sindaco era particolarmente
loquace. Allora, Cutter, cos' questa storia che dipingi?
Lo guardai dallo specchietto retrovisore. Come lo sa?
L'ho sentito in giro.  vero?
S,  vero.
E cosa dipingi?
Paesaggi, soprattutto. Ma anche nature morte e ritratti.
Oh, merda... pittura in quel senso. Stavo per chiederti di dipingermi la cucina. Senti, come te
la cavi con le rifiniture? Odio le sbavature di colore. Scoppi a ridere. No, sul serio, come mai sei
qui a portare in giro il mio culo, se sei un pittore?
Non tutti gli artisti riescono a sbarcare il lunario facendo quel che gli piace fare risposi. A
un certo punto bisogna accettare l'evidenza che il talento o ce l'hai o non ce l'hai.
Non ero mai stato troppo propenso a confidarmi con Finley. Quella fu la volta in cui ci andai
pi vicino. Il sindaco doveva essersene accorto, perch non ebbe subito la risposta pronta. S, be'
mormor. Comunque se ti va di guadagnare qualche dollaro in pi dipingendomi la cucina, l'offerta 
sempre valida.
Lo fissai dallo specchietto. Certo dissi.
Poco prima di arrivare all'Holiday Inn, Finley mi disse di parcheggiare sul retro. Non voleva
che qualcuno potesse notare la Mercury nera. Se ancora nutrivo dubbi sul tipo di riunione a cui avrebbe
partecipato, questa richiesta mi aiut a dissiparli del tutto.
Okay mormorai.
Hai parlato con Lance oggi? mi domand.
No risposi.
So che voi due non andate molto d'accordo osserv il sindaco. Non era una domanda, perci
non replicai. Potresti imparare una cosetta o due da quel ragazzo, sai? Ha un sacco di contatti
importanti. Qualunque cosa ti serva,  in grado di procurartela.
Lance non ha niente di cui io abbia bisogno ribattei, mettendo la freccia.
Non  questione di bisogni, si tratta di desideri chiar Finley.
Erano le dieci di sera, era stata una giornata lunga e volevo solo andarmene a casa e riuscire a
vedere Ellen prima che andasse a dormire. Gli chiesi se voleva che lo aspettassi o se preferiva che
andassi a farmi un giretto e tornassi dopo un'ora.
Finley lanci un'occhiata all'orologio. Quarantacinque minuti precis. Poi aggiunse, esitante:
Se quando mi vieni a prendere nel parcheggio vedi, che ne so, la signora Finley per esempio, di' che
sono impegnato in una riunione nella camera 143. Forse ti toccher aspettare un po' dopo aver bussato.
No, anzi, chiamami prima al cellulare.
Okay dissi.
Non ci voleva Hercule Poirot per capire dove stesse andando Finley. L'unica cosa che non
sapevo era se si trattasse di una delle sue amanti o di una prostituta a ore. A tre quarti d'ora, volendo
essere precisi. Era altamente improbabile che si trattasse di una collega del Comune: il sindaco stava
molto attento a non beccarsi una denuncia per molestie sul lavoro. Chiss, magari era qualcuno che
cercava di ottenere un contratto con l'amministrazione comunale. Oppure, pi probabilmente, una
persona che lavorava per conto di qualcun altro che voleva aggiudicarsi un contratto. Non c'erano limiti
a ci che queste aziende di consulenza avrebbero fatto pur di assicurarsi un appalto multimiliardario e,
quanto al sindaco, non era certo il tipo da farsi scrupoli.
Proseguii per circa due chilometri lungo la statale per prendermi un decaffeinato al Dunkin'
Donuts, poi tornai indietro e parcheggiai sul retro dell'Holiday Inn, vicino a un cassonetto dei rifiuti.
Dopo circa trenta minuti, squill il cellulare. Pensavo fosse Ellen che voleva sapere quando
sarei tornato a casa. Avevo voglia di parlarle, ma allo stesso tempo speravo non fosse lei. Non ero
particolarmente orgoglioso di stare in auto a gelarmi il culo, mentre il mio capo se la faceva con una
prostituta; non avevo nessuna voglia di dirlo a mia moglie. Lessi il numero sul display e mi accorsi che
era il Signor Sindaco in persona. S? risposi.
Vieni subito qui! Sono ferito!
Cos' successo? chiesi.
Vieni qui! Perdo sangue!
Visto che non sono un dottore suggerii: Vuole che chiami un'ambulanza?.
Cristo santo, no! Sbrigati solo a venire qui, cazzo!
Portai la macchina di fronte all'albergo, parcheggiai con il muso a ridosso delle doppie porte
d'ingresso e corsi all'interno. Finley aveva detto di essere nella camera 143, quindi doveva trovarsi a
pianoterra. Trovai un corridoio oltre la hall; lo feci tutto di corsa finch non trovai la stanza.
Vidi una ragazza appoggiata alla parete. Sui diciotto, diciannove anni, capelli biondi con la
permanente, nasino all'ins, trucco molto pesante ma che non bastava a nascondere qualche foruncolo.
Indossava un top senza spalline, minigonna e tacchi alti; quando bussai alla porta mi lanci
un'occhiataccia.
C' gi qualcuno l dentro mi disse.
Lo so.  per questo che sto bussando.
Lei  occupata prosegu la ragazza. Ma io sono disponibile. Mi chiamo Linda.
Dall'altra parte mi giunse un po' attutita una voce familiare. Chi ?
Era Finley.
Sono io risposi.
Il sindaco apr la porta, giusto il minimo indispensabile per farmi passare, mentre lui rimase
nascosto. Una volta all'interno, mi accorsi che indossava solo un paio di boxer a pois: erano un po'
insanguinati sul davanti.
Ma che diav...?
Non  stata colpa mia. Un'altra voce, giovane e femminile.
La ragazza era sul pavimento ai piedi del letto, vicino al mobile del televisore. Minigonna,
maglietta scollata, capelli neri lisci lunghi fino alle spalle. Di una magrezza eccessiva; non riempiva
neanche la maglietta. Apriva e chiudeva la mascella come per provare se funzionava ancora.
Mi hai rotto un dente, stronzo disse.
Ti sta bene ribatt il sindaco. Non dovevi staccarmelo a morsi.
Sei tu che hai fatto un salto ribatt la ragazza tirando su con il naso. Non l'ho fatto apposta.
Ho chiamato anche Lance mi inform il sindaco. Sta arrivando.
Fantastico ribattei. Mi faccia indovinare:  stato lui a organizzare questo appuntamento.
Il sindaco non rispose e riportai l'attenzione sulla ragazza. Era incredibilmente giovane.
Quanti anni hai? le chiesi.
Si stava ancora massaggiando la mascella e cerc di ignorarmi come meglio poteva.
Ti ho fatto una domanda insistei.
Diciannove rispose lei in tono sgarbato. Per un pelo non le scoppiai a ridere in faccia. Vidi
una borsetta sul comodino e l'afferrai.
Ehi! esclam la ragazza. Quella  mia!
Feci scorrere la lampo e cominciai a frugare all'interno. C'era un rossetto, cosmetici vari,
qualche preservativo, un cellulare, un piccolo taccuino e un portafogli.
Cutter, Cristo santo! sbrait il sindaco, una mano puntata contro la ragazza, l'altra premuta
sull'inguine. Lascia perdere. Devi trovarmi un dottore o qualcosa del genere.
La ragazza cerc di strapparmi la borsa di mano, ma la allontanai. Aprii il portafogli in cerca
della patente. Gli unici documenti che riuscii a trovare furono la tessera sanitaria e il tesserino
scolastico: non era abbastanza grande per guidare. Si chiamava Sherry Underwood.
Secondo quanto c' scritto qui, Sherry, osservai, pronunciando il suo nome con particolare
enfasi hai solo quindici anni.
La stessa et di Derek, all'epoca.
E allora? ribatt Sherry Underwood.
Il sindaco nel frattempo era andato in bagno e si stava imbottendo i boxer di carta igienica. Non
sembrava pi in preda al panico come quando mi aveva telefonato, perci immaginai che la ferita fosse
superficiale e ben lungi da qualsiasi rischio di amputazione.
Lo fissai mentre rientrava dal bagno. Lo sapeva? domandai.
Sapevo cosa?
Che ha quindici anni.
Il sindaco si finse inorridito. No, cazzo. Mi ha detto di averne ventidue.
Bastava un'occhiata per capire che non aveva ventidue anni. Se ti avesse detto di essere Hillary
Clinton, ti saresti bevuta anche questa, Randy?
Randy? ripet il sindaco, fulminandomi con lo sguardo. Da quando ti prendi la libert di
chiamarmi per nome e darmi del tu?
Preferiresti forse Sua Eccellenza?
Cosa sei? Un prete? esclam la ragazza sgranando gli occhi.
Finley non rispose. Meglio che passasse per prete, pensai, piuttosto che dirle la verit. Sempre
che Randy non si fosse gi vantato della carica che rivestiva.
Stai bene? le chiesi, sempre con portafogli e borsetta in mano.
Mi ha dato un calcio rispose la ragazza. In faccia.
Come mai?
Era sdraiato sul letto e a un tratto  saltato su...
Mi ha morso intervenne il sindaco.
Silenzio! urlai.
Finley apr la bocca per replicare, ma non riusc a emettere alcun suono.
Allora, ha fatto un salto ripetei. Poi cos' successo?
Me lo sono tolto di bocca e mi sono fatta indietro. Lui ha alzato una gamba e mi ha dato un
calcio in faccia. Guard Finley. E la verit, figlio di puttana.
Sherry dissi. Devi andare in ospedale a farti vedere.
Ma per carit di Dio! esclam il sindaco, gettando la carta igienica insanguinata nel cestino.
Sono io che ho bisogno di cure mediche. Che cazzo ti salta in mente di dirle di andare in ospedale!
Gli rifilai la mia occhiata pi gelida. Sarei pi che felice di accompagnarti al pronto soccorso,
ma prima fammi fare una chiamata allo "Standard".
Il sindaco sbatt le palpebre: gli mancava solo di avere tutta la stampa addosso a chiedergli del
pisello ferito. Borbott qualcosa fra i denti e ritorn in bagno.
Mi girai nuovamente verso Sherry Underwood. Allora, andiamo?
La ragazza si stava rialzando. Le scarpe mormor. Non trovo le scarpe.
Notai un paio di sandali con il tacco alto sotto il letto. Sono l dissi, indicandoli. Sherry se li
infil, barcollando in equilibrio precario. Era ancora una dilettante: le sarebbero serviti ancora un paio
d'anni per riuscire a destreggiarsi sui trampoli.
Sto bene, credo mormor.
I genitori ce li hai? chiesi.
Non proprio rispose.
In che senso?
Sono morti... pi o meno.
Chi si prende cura di te?
Linda.
Chi  Linda? Poi mi venne in mente: la ragazza in corridoio.
E mia amica. Ci prendiamo cura l'una dell'altra.
Sherry, sei ancora una bambina, questa vita non fa per te. Ci sono persone, istituti, che ti
possono aiutare.
Sto bene insistette.
No, non  vero. Guardai di nuovo nella borsa, tirai fuori il taccuino e lo sfogliai. Era un po'
diario, un po' rubrica telefonica, un po' registro per la contabilit. In alto a destra vidi una data seguita
da una colonna di cifre, probabilmente quanto era riuscita a guadagnare in una giornata. In un'altra
pagina c'erano un paio di numeri di telefono accanto a nomi o iniziali come J, Ed, P e LR. A una prima
occhiata non mi sembrava che ci fosse il numero di Randy. Sfogliai altre pagine con liste della spesa,
numeri di targa, il numero di telefono di un posto chiamato Willows, finch non trovai un foglio
bianco.
Ehi!  roba mia si lament Sherry.
Recuperai una penna dalla tasca interna della giacca e scrissi JIM CUTTER e, sotto, il mio
numero di telefono.
Se hai dei problemi chiamami, d'accordo? le dissi. Se decidi di denunciarlo ti servir un
testimone. Sherry non avrebbe mai sporto denuncia alla polizia, ma non si poteva mai sapere.
Le restituii il taccuino, insieme a portafogli e borsa, che lei non degn neanche di un'occhiata.
S, certo borbott.
Devi darti una ripulita proseguii. Sei poco pi di una bambina. Cristo, sei troppo giovane
per questa vita. Da quanto tempo lo fai? Togliti dalla strada adesso che sei ancora in tempo. Lei non
mi guardava nemmeno. Mi stai ascoltando? Quel calcio in faccia potrebbe rivelarsi la migliore
opportunit che ti sia mai capitata, se riesce a farti entrare un po' di sale in zucca.
Sherry si strinse nelle spalle.
Fece per dirigersi verso la porta, ma il sindaco rientr dal bagno proprio in quel momento.
Non stai dimenticando qualcosa, dolcezza?
Sherry lo guard perplessa. Eh?
I miei soldi precis Finley. Li voglio indietro. Dovr pagare per farmi fare l'antirabbica.
Sherry gli mostr il dito medio. Il gesto fece infuriare Finley, che attravers la stanza piuttosto
velocemente per essere un uomo di mezz'et con il pisello dolorante. Afferr Sherry per il gomito con
tale violenza da strapparle un gemito. Mentre la ragazza cercava di divincolarsi, le scivol dalle spalle
la tracolla della borsa.
Ehi! esclamai.
Rivoglio subito i miei soldi. Tutti! Tenendola sempre per il gomito, Finley cominci a
scuoterla.
Randy esclamai per la seconda volta, sperando che, di fronte a quell'ennesima mancanza di
rispetto, dirottasse l'ira contro di me e lasciasse in pace la ragazza.
Non ebbi fortuna. Con la mano libera, Finley cerc di afferrare la ragazza per il collo.
Tutto accadde in un istante.
Chiusi la mano a pugno e sferrai un potente cazzotto sul naso del sindaco.
Finley moll la presa, urlando e portandosi le mani al viso.
Cristo! grid, con il sangue che gli colava fra le dita. Il mio naso! Mi hai rotto il naso!
Poi venne fuori che non era affatto rotto, era solo ammaccato. Ma in quel preciso istante capii
che, a prescindere dalle condizioni del naso, l'indomani mi sarei dovuto cercare un altro lavoro. Mentre
il sindaco tornava in bagno in cerca di altra carta igienica, cominciai a chiedermi quale fosse il lavoro
pi gratificante che avessi mai fatto (escludendo qualunque cosa implicasse l'uso di un pennello e di
una tela).
Forse quando, a diciotto anni, avevo tagliato prati tutta l'estate per un'impresa di manutenzione
giardini e architettura del paesaggio di Albany. Forse quel lavoro mi era piaciuto cos tanto perch i
risultati si vedevano subito. Andavi avanti e indietro con il tosaerba e subito vedevi quello che avevi
fatto. Sapevi esattamente quanto avevi tagliato e quanto ancora ti mancava. Il perimetro di erba alta si
restringeva sempre pi, in maniera inversamente proporzionale al grado di soddisfazione. Di quanti
lavori si pu dire altrettanto?
Erano passati pi di vent'anni e non avevo mai pi ritrovato quel senso di appagamento. Certo
non durante il breve esperimento come perito di un'assicurazione. Mi sentivo una merda ogni giorno di
pi. E il periodo in cui avevo lavorato come guardia di sicurezza non era stato molto meglio.
Il pickup ce l'avevo. Mi sarei comprato un carrello da rimorchio, un trattore tosaerba di seconda
mano, alcune falciatrici e il gioco era fatto. Avrei assunto qualche ragazzo, e forse Derek mi avrebbe
dato una mano in estate. L'orario sarebbe stato pi che decente; magari sarei anche riuscito a perdere un
po' di peso.
Non sapevo come avrebbe reagito Ellen, ma avevo la sensazione che mi avrebbe appoggiato.
Non sar il sogno della tua vita avrebbe detto. Ma non  certo peggio di quel che fai adesso.
Tutto questo mi attravers la mente nel giro di un paio di secondi. Poi tornai alla realt e,
mentre il sindaco si tamponava il sangue in bagno, mi voltai verso Sherry. Vattene.
Sherry non se lo fece ripetere due volte. Cristo sentii esclamare Linda quando vide la faccia
dell'amica. Che cazzo  successo?
Quando il sindaco usc dal bagno, gli ficcai in mano le chiavi della macchina. Attenzione in
curva dissi. Tende ad allargare.
Nell'atrio incrociai Lance.
Che succede? mi chiese affannato. Si pu sapere che  successo?
Finley  in camera. Se ti chiede di fasciargli il pisello, fatti dare prima un aumento.
Cristo santo.' Mi vuoi dire che diavolo  successo?
Non avevo neanche la forza di spiegarglielo. Telefonai a Ellen, chiedendole di venirmi a
prendere.
6.
Fosse stata una normale domenica mattina, avremmo dormito un po' di pi.  l'unico giorno
della settimana in cui non mi sento in colpa a poltrire a letto. Se non fosse per il maledettissimo senso
del dovere che mi ha inculcato mio padre, in realt sarei pi che felice di starmene sotto le coperte fino
a mezzogiorno quasi tutte le mattine. Invece di solito mi sveglio prima delle sei, pensando gi a quello
che dovr fare. E non parlo solo della manutenzione dei giardini, ma dei vari lavoretti in casa. Se non
c' il prato da tosare, c' una porta a zanzariera da oliare, una tubatura da sgorgare o una falciatrice da
aggiustare.
Ma la domenica... vaffanculo.
Non dovevo neanche prepararmi per andare in chiesa. Non sono un grande fan della religione
organizzata. Ellen era stata educata al culto presbiteriano, poi, da adolescente, aveva semplicemente
smesso di crederci e nessuno era riuscito a convincerla del contrario. Abbandonare la fede presbiteriana
non mi sembrava poi cos grave. Di certo  un fatto molto pi grave per un cattolico. I miei genitori,
d'altro canto, mi avevano solo insegnato a diventare un essere umano decente (almeno speravo) e un
individuo responsabile, in grado di capire la differenza fra bene e male in ogni situazione e ad agire di
conseguenza.
Non che il mio comportamento sia sempre stato ineccepibile: il fatto che abbia lavorato per il
sindaco per cos tanto tempo ne  un esempio.
Per Derek dormire fino a tardi significava alzarsi in tempo per la cena; per me ed Ellen
significava tirare le otto, al massimo le nove di mattina. Difficilmente, per, quella poteva considerarsi
una normale domenica mattina: non erano passate neanche ventiquattro ore da quando avevamo saputo
dei Langley. E anche se lo spavento della notte prima si era rivelato una sciocchezza, c'era voluto un
bel po' perch ci riaddormentassimo. Verso le sei, girato su un fianco a fissare il display della
radiosveglia digitale, mi ero accorto che anche Ellen non dormiva. Ci davamo le spalle e lei era
immobile, ma quando dorme ha un respiro pi profondo e pi pesante. Allungai una mano all'indietro e
le sfiorai delicatamente la schiena.
Ehi mormorai.
Ellen si volt in silenzio, mi guard negli occhi senza neanche l'accenno di un sorriso e mi
attir a s, premendo il suo corpo contro il mio. Risposi proprio come lei si aspettava, scivolando sopra
di lei. Iniziammo a fare l'amore, ma non era il semplice desiderio a spingerci: avevamo bisogno di
provare a noi stessi di essere ancora vivi, di poter contare l'uno sull'altra, di poter essere cos
intimamente vicini, consapevoli che in qualunque momento, senza preavviso, tutto poteva finire.
Ellen mi mise davanti un piatto di french toast, poi lanci un'occhiata alla finestra e annunci:
Sta arrivando Barry.
Un istante dopo Barry Duckworth era sul portico e bussava discretamente alla porta. Erano
quasi le otto di mattina; io ed Ellen eravamo gi svegli da un paio d'ore, anche se non avevamo ancora
fatto colazione. Rimasi seduto, mentre Ellen apriva la porta. Ciao, Barry lo salut.
Barry le fece un cenno con la testa, con aria imbarazzata. Scusate il disturbo a quest'ora
mormor.
Vieni, entra gli dissi.
Caff? chiese Ellen.
Magari rispose Barry. Senza latte, grazie. Entr in cucina, avvicinandosi esitante al tavolo.
Le otto di mattina e la camicia bianca gli si era gi appiccicata allo stomaco dal sudore. Mentre Ellen
gli versava il caff, Barry adocchi la mia colazione affogata nello sciroppo d'acero.
Ti andrebbero dei french toast, Barry? disse Ellen, che aveva visto dove si era posato il suo
sguardo.
Non dovrei, veramente rispose il detective.
Non  un problema, davvero.
Se proprio insisti acconsent Barry. Per colazione ho mangiato solo una ciotola di cereali
integrali con le fragole.
Davvero molto sano commentai.
Maureen sta cercando di farmi dimagrire spieg. Cos mangio bene a casa e poi compro
qualche schifezza appena esco.
Sorrisi e gli feci cenno di accomodarsi di fronte a me. Barry si sedette. Ellen fece scivolare due
fette di pane nel rosso d'uovo, mentre accendeva il fuoco sotto la padella.
Come va? domandai.
Barry si pass una mano sulla testa quasi pelata. Ecco, stiamo seguendo diverse piste rispose.
Non  cos che dicono in tv?
Mi pare di s risposi.
Non puoi fare il penalista tutti quegli anni, come Albert, senza crearti dei nemici. Scommetto
che conosceva un sacco di gentaglia capace di commettere un triplice omicidio.
Io invece non riesco neanche a immaginare che qualcuno sia capace di un orrore del genere
ribatt Ellen.
Gi, forse hai ragione. Quando fai il mio lavoro, cominci ad accettare l'idea che la gente sia
capace di azioni orribili, ma la verit  che neanch'io ho mai visto una cosa del genere. Un'intera
famiglia sterminata. Non a Promise Falls.
Questa  l'America mormor Ellen mettendo le due fette di pane nella padella. Queste cose
possono accadere ovunque.
In realt negli ultimi tempi abbiamo avuto anche noi la nostra parte osserv Barry.
Davvero? chiesi incuriosito.
Be', di sicuro almeno due omicidi rispose Barry. Prima quel tizio in un vicolo dietro al
Trenton, tre settimane fa. Il Trenton era un bar nella parte nord della citt. Non proprio un quartiere
dove la gente paga per farsi tosare il prato. La vittima si chiamava Edgar Winsome. Quarantadue anni,
sposato, due figli, muratore. Gli hanno sparato al petto.
Cristo mormorai. Una rissa da bar?
Barry scosse la testa. Forse, ma dai clienti del locale non  trapelato nulla. Nessuno l'ha visto
litigare, nessuno ricorda di averlo visto discutere. E entrato, si  bevuto qualche birra, ha chiacchierato
con un paio di amici e se n' andato. Pi tardi l'hanno trovato morto dietro al locale. C'era cos tanto
rumore nel bar che nessuno ha sentito lo sparo.
Deve aver pestato i piedi a qualcuno azzardai.
Barry annu. Mi sembra un'ipotesi ragionevole. Non  stata una rapina: aveva ancora
portafogli, contanti e carte di credito.
Mah sospir Ellen.
Le indagini sono a un punto morto.
E l'altro? gli ricordai.
Eh? fece Barry, bevendo un sorso di caff.
Hai accennato a due omicidi.
Gi. L'altro uomo, pi vecchio, sui cinquanta, si chiamava Knight. Aveva un'officina a circa
otto chilometri a ovest della citt. Una sera stava chiudendo, se n'erano gi andati tutti, le luci erano
spente, gli sono arrivati alle spalle e gli hanno sparato in testa. Pi o meno una settimana prima del
venerd sera in cui  stato ammazzato il tizio del Trenton.
Ellen mise i french toast su un piatto. Zucchero a velo e sciroppo?
Oh, s, grazie rispose Barry. Ellen gli mise il piatto di fronte. Dio, che meraviglia esclam
Barry.
Come mai non ne sapevo niente? chiesi.
Barry alz lo sguardo mentre si portava una forchettata di uova e toast alla bocca. Che ci posso
fare se non ti tieni informato? ribatt. Assapor il boccone, lo inghiott e bevve dell'altro caff. A
dire il vero, all'omicidio del Trenton i giornali avranno dedicato s e no un trafiletto: un uomo che viene
ucciso nel retro di un bar non  poi questa gran notizia. Invece Knight, quello dell'officina, ha attirato
un po' pi di interesse, ma niente di che.
 successo quando eravamo via, ti ricordi? intervenne Ellen.
Ci pensai un istante. Eravamo andati nel Vermont, prendendo il traghetto fino a Burlington e ci
eravamo fermati due notti per festeggiare un anniversario. Avevamo lasciato Derek a casa da solo... in
realt, non proprio solo. Ci eravamo messi d'accordo con la sorella di Ellen, Carol, perch gli
preparasse da mangiare, capitando in casa di sera senza preavviso. Non volevamo lasciargli carta
bianca perch organizzasse una festa in nostra assenza: Derek se l'era presa a morte con noi per questo.
Aggiungilo alla lista gli avevo detto.
Forse quando siete tornati i giornali avevano gi smesso di parlarne concluse Barry. Dio,
Ellen, ma  delizioso. Non avrei mai dovuto accettare. Sapete che faccio... salto il pranzo. Questa roba
mi dovr bastare fino a sera.
Ellen fece un sorriso forzato. Probabilmente si stava chiedendo, come me del resto, perch mai
Barry fosse passato di domenica mattina presto.  pur vero che indagava sull'omicidio dei Langley, ma
non credevo volesse solo fare due chiacchiere e scroccare la colazione. C'era qualcos'altro sotto, me lo
sentivo.
Allora, Barry tentai. Qualche nuovo indizio? Come procedono le indagini?
Barry inghiott un altro boccone. Stava spazzolando la colazione a tempo di record. E una delle
specialit di Ellen del resto. Barry guard la tazza, accorgendosi che era quasi vuota e chiese a Ellen se
poteva avere ancora caff.
Oh, ma certo rispose Ellen, portando il caff in tavola e versandogliene un'altra tazza.
Fantastico Barry si asciug con il tovagliolino un po' di sciroppo agli angoli della bocca. Ci
siamo fatti un'idea dell'ordine in cui si sono svolti i fatti. Albert ha aperto la porta e probabilmente 
stato il primo a essere colpito. Alla moglie hanno sparato subito dopo, mentre Adam  stato ucciso
mentre cercava di scappare.
Cercai di visualizzare la scena e mi sentii rabbrividire.
Il ragazzo  stato raggiunto dal proiettile proprio davanti alla porta di servizio prosegu Barry.
Ce l'aveva quasi fatta, ma, per quanto possa sembrare strano,  stato meglio cos. Se fosse riuscito a
fuggire, con ogni probabilit sarebbe corso di filato da voi. E, a quel punto, chiunque gli stesse dando la
caccia, sarebbe venuto proprio qui, a casa vostra.
Ellen mi lanci un'occhiata. Era esattamente quello che non avrebbe voluto sentire.
Barry dissi. Io e te siamo amici, ma immagino che tu non sia venuto qui tanto per passare il
tempo.
Barry si ficc l'ultimo pezzo di french toast in bocca, inghiottendolo con un sorso di caff. Si
tratta di vostro figlio disse.
7.
Salii in camera di Derek, mentre Ellen rimase in cucina con Barry. Aprii piano la porta e, al
contrario della mattina precedente, lo trovai che dormiva profondamente. Non sapevo quanto fosse
rimasto sveglio con Penny la notte prima. Dopo aver scoperto che erano loro due sui gradini del portico
e non un serial killer psicopatico, e dopo aver spiegato alla polizia che si era trattato di un falso allarme
ed esserci profusi in scuse, io ed Ellen eravamo tornati a letto.
Avrei preferito che anche Derek andasse a dormire, ma sapevo che era turbato quanto noi (se
non di pi) per la morte dei Langley. Se aveva bisogno di passare un po' di tempo con la sua ragazza,
non volevo rompergli le scatole.
Mi sedetti sul bordo del letto e lo toccai delicatamente sulla spalla. Derek si svegli di
soprassalto.
Che c'? esclam, voltandosi e aprendo gli occhi.
Va tutto bene mormorai. Scusa se ti ho svegliato.
Batt un paio di volte le palpebre. Che succede? Non lavoriamo mica, oggi, vero?
No risposi. C' Barry Duckworth. Derek mi guard con aria perplessa, non riconoscendo
immediatamente il nome. La polizia.  il detective che si occupa delle indagini, lo stesso con cui
abbiamo parlato ieri. Vorrebbe scambiare due parole con te.
Derek deglut nervoso. Che cosa vuole da me? Non ho fatto niente.
Nessuno pensa che tu abbia fatto qualcosa. Sta interrogando un sacco di gente. Te lo dir di
persona appena scendi.
Devo vestirmi?
Mi pare una buona idea risposi. Ma non c' bisogno della cravatta.
Cravatta?
Stavo scherzando. Mettiti qualcosa e raggiungici di sotto.
Ritornai in cucina. Dopo un paio di minuti apparve Derek. Si era messo una maglietta della
squadra di hockey dei New York Islanders e un paio di pantaloni corti di jeans tutti strappati; i suoi
capelli neri erano sparati in tutte le direzioni.
Ciao, Derek lo salut Barry.
Derek gli fece un cenno con la testa, senza aprire bocca. Vuoi dei french toast? gli chiese
Ellen.
Non sono neanche ancora sveglio, mamma protest lui.
Siediti lo invit Barry. Derek estrasse la sedia da sotto il tavolo e si sedette. Come va oggi?
Stanco rispose Derek.
Gi, scusa se ti ho buttato gi dal letto a quest'ora, ma mi serve il tuo aiuto.
Derek si limit a fissarlo, con circospezione, mi sembr.
Tu eri dai Langley poco prima che partissero, giusto?
Derek annu molto lentamente, come se avesse bisogno di tempo per riflettere sulla risposta.
A me la domanda sembrava piuttosto semplice.
Diciamo... verso le otto?
Derek annu di nuovo.
Quindi potresti essere l'ultimo ad aver visto i Langley vivi, a meno che non si siano fermati a
fare benzina o a mangiare qualcosa lungo la strada. Sei comunque l'ultimo ad aver visto l'interno della
casa prima che venissero uccisi.
Derek deglut. Immagino di s rispose.
Dunque, il motivo per cui sono passato  che vorrei chiederti di venire con me a casa dei
Langley per controllare se qualcosa ti sembra fuori posto.
Ellen trasal. Starai scherzando? esclam. Non penserai sul serio di trascinare mio figlio in
quella casa, con tutto... con tutto quel che  successo l dentro. Mi sembr quasi di leggerle nel
pensiero: "Brutto figlio di puttana, ti sei sbafato i miei french toast e poi te ne esci con questa
porcata?".
Barry si scus, ma non sembrava particolarmente dispiaciuto. Mi serve l'aiuto di Derek. Ha un
ruolo molto importante in questa indagine, Ellen. Potrebbe notare qualcosa di strano. Qualcosa che
manca. Magari un quadro o...
Un quadro? ripet Ellen. Pensi che i Langley siano stati uccisi per un quadro? Guard nella
mia direzione: ero io l'esperto d'arte. I Langley avevano pezzi di valore?
Non che io sappia risposi.
Era solo un esempio obiett Barry, cercando di tenere a freno l'impazienza. Non so se
avessero dei quadri da collezione. Forse sono entrati in casa per rubare i gioielli della signora Langley
o...
Ma che diavolo ne sa Derek dei gioielli di Donna? ribatt Ellen. Come puoi anche solo
pensare...
Ellen la ammonii io.
...che ne sappia qualcosa?
Ripeto disse Barry, ancora paziente ma un po' seccato. Era solo un esempio. Derek conosce
la casa molto meglio di me e potrebbe accorgersi se qualche oggetto  sparito. Tutto qui.
Be' ribad Ellen. Lo escludo nella maniera pi assoluta. Non esiste che...
D'accordo intervenne Derek.
Fantastico disse Barry.
No! esclam Ellen. Tu l dentro non ci vai!
Invece s ribatt Derek. Si rivolse a Barry. Se pensa che possa servire, vengo con lei.
Ellen apr la bocca, pronta a ulteriori obiezioni, poi si ferm. Tranquilla, mamma disse
Derek. Se posso fare qualcosa per aiutare a catturare l'assassino di Adam, voglio rendermi utile.
Barry allung una mano verso Derek e mio figlio gliela strinse, un po' a disagio. Bravo
ragazzo esclam. Vuoi fare colazione, prima? Non c' problema. Posso tranquillamente aspettare. I
french toast di tua madre sono eccezionali, anche se sarebbe meglio venissi a stomaco vuoto, non so se
mi spiego. Solo un piccolo consiglio da uno che ci  gi stato.
Ellen mi stava guardando con aria implorante: voleva che chiedessi qualcosa a Barry. Tirai a
indovinare. Barry, ti spiace se vengo con voi?
Dall'espressione di sollievo di mia moglie capii che ci avevo azzeccato. Ma certo, Jim. Mi
sembra un'ottima idea.
Nessuno parl pi per un paio di secondi, poi Derek ruppe il silenzio: Allora, andiamo?.
Mentre ci dirigevamo alla porta, rimasi un po' indietro rispetto a Barry e Derek; Ellen mi
trattenne per un braccio. Mi dispiace sussurr. Proprio non ce la faccio a entrare in quella casa.
Ti capisco.
Stagli vicino.
Le sfiorai una spalla e uscii, accelerando il passo per raggiungere gli altri due.
Allora, lavori per tuo padre durante l'estate? stava dicendo Barry.
Gi rispose Derek. E io pensai: "Date le circostanze non potresti almeno rispondere con un
's'?". Non si smette proprio mai di fare i genitori.
Il clima ideale per tosare prati, eh?
S,  stato un inferno rispose Derek. La pioggia all'inizio della settimana ci ha dato un po' di
tregua, anche se siamo rimasti un po' indietro.
Gi, posso immaginarlo rispose Barry, come se all'improvviso lui e mio figlio fossero
diventati vecchi amici. Non so bene perch, ma mi sentii stranamente a disagio.
La conversazione si interruppe appena ci avvicinammo a casa Langley. Mi sembr di vederla
per la prima volta. Non c'era niente di diverso rispetto a una settimana o a un mese prima, a parte il
nastro giallo della polizia che in quel momento assunse un'aria minacciosa. Mi chiesi per un istante che
ne sarebbe stato della casa ora che i Langley erano tutti morti. Sarebbero arrivati i parenti per metterla
in vendita? Non avrei voluto essere nei panni dell'agente immobiliare, incaricato di mostrare a
potenziali clienti una casa in cui erano state uccise tre persone.
Eravamo diretti alla porta sul retro, ma Barry sugger: Passiamo dalla porta principale. C'
ancora un po' di casino attorno a quella di servizio.
Mio figlio era molto silenzioso. Poi d'un tratto disse: Non  che... sono ancora l, vero?.
Barry sorrise. No. I corpi sono stati portati via, Derek.
Derek annu, come a suggerire che, certo, lo sapeva, stava solo scherzando. Come se fossimo
stati dell'umore giusto per scherzare.
Aggirando la casa arrivammo all'entrata principale; davanti c'erano una volante e l'auto di
Barry, con un agente all'interno. Il detective si avvicin e scambi due parole con il poliziotto
attraverso il finestrino aperto: gli comunic che saremmo entrati tutti per dare un'occhiata. Non che
fosse tenuto a chiedere il permesso a un subalterno, per quel giorno si comportava in modo
particolarmente gentile.
Okay disse, precedendoci verso la porta d'ingresso. Entriamo. E non toccate niente
aggiunse, tenendoci aperta la porta. Anzi, per essere sicuri, infilatevi le mani in tasca.
Ubbidimmo. Derek entr prima di me. Una volta all'interno, ci fermammo, come se stessimo
per iniziare il giro turistico di una dimora storica e Barry fosse la nostra guida.
Ma bast un istante per capire che era ben altro che una visita di quel tipo.
Il tappeto di fronte a noi e la base delle scale erano quasi neri per la quantit di sangue rappreso.
E anche se i corpi dei Langley erano stati rimossi, l'odore che aleggiava in casa ci mozz il fiato in
gola. Tolsi d'istinto la mano dalla tasca e me la portai alla bocca.
S, mi dispiace, avrei dovuto avvertirvi mormor Barry. Feci scivolare nuovamente la mano
in tasca.
Lanciai un'occhiata di sottecchi a Derek per vedere come se la stesse cavando. Cercava di
respirare dalla bocca e i suoi occhi si muovevano frenetici da una parte all'altra. Le mani nelle tasche
dei calzoni erano strette a pugno.
Ecco, Albert Langley  morto proprio qui disse Barry, indicando la macchia di sangue pi
vicina a noi.
Nel punto esatto in cui abbiamo trovato il corpo. Pensiamo che qualcuno, o pi di uno, abbia
bussato alla porta, e che Langley sia stato ucciso poco dopo aver aperto. E l invece... continu,
facendoci aggirare la pozza di sangue e poi guidandoci verso l'imboccatura delle scale  stato trovato
il corpo di Donna Langley. La macchia di sangue era grande quanto quella accanto alla porta
d'ingresso. Dev'essere scesa sentendo il trambusto, ed  stato allora che le hanno sparato.
Santo Dio mormorai, lanciando una seconda occhiata a mio figlio, che ascoltava impietrito.
E Adam? domandai.
In fondo al corridoio, sotto la mezza rampa di scale che conduce alla porta di servizio.
Prima di procedere oltre, Barry estrasse dalla tasca tre paia di soprascarpe e ce le fece indossare
per non contaminare ulteriormente la scena del crimine, un'operazione che ci richiese di togliere le
mani di tasca. Per infilare le soprascarpe io e Derek ci appoggiamo l'uno all'altro, a turno. Sembravano
di carta, ma erano pi resistenti. Dopo di che ci incamminammo, muovendoci come funamboli, le mani
in tasca, attenti a non sfiorare le pareti con le spalle. Notai della polvere chiara su molte superfici della
casa. Sulle maniglie, sul corrimano, lungo le pareti.
Per le impronte digitali mi spieg Barry, che aveva seguito il mio sguardo.
Ah, certo.
Poi si rivolse a Derek. Ci serviranno le tue impronte.
Eh? bofonchi Derek.
Non ti preoccupare lo rassicur Barry. Sappiamo gi che venivi spesso qui. Se l'assassino, o
gli assassini, hanno lasciato delle impronte dobbiamo essere in grado di escludere le tue.
Giusto ammise Derek.
In fondo al corridoio, dove la mezza rampa di gradini conduceva alla porta di servizio,
vedemmo una terza pozza di sangue secco. Mi sentii mancare.
Derek esord Barry. Non hai notato niente? Qualcosa fuori posto? Un oggetto che manca o
che prima non c'era?
Ero stato diverse volte in quella casa nel corso degli anni e mi sembrava tutto come al solito, a
parte le tracce evidenti degli omicidi. Il posto non era stato saccheggiato. Non c'erano cuscini gettati a
terra. Non sembrava, tanto per dire, che qualcuno avesse messo a soqquadro la casa in cerca di droga,
dopo aver assassinato i proprietari.
A meno che, ovvio, non sapessero esattamente cosa e dove cercare.
No... non mi sembra ci sia niente fuori posto mormor Derek.
Rifacciamo il percorso pi lentamente propose Barry, tornando indietro lungo il corridoio.
Cominciamo dalla cucina.
Fu un sollievo entrare in cucina. A patto di trattenere il respiro, niente suggeriva quanto
successo al di l della parete. Fra le tante manie di Donna, c'era anche quella della pulizia, e la cucina
ne era una prova. Non un solo oggetto fuori posto, nessun piatto nel lavello, il frigo in perfetto ordine.
Barry lo apr afferrando lo sportello da un angolo per non toccare la maniglia, gi coperta di polvere
per il rilevamento delle impronte digitali.
La signora Langley era qui, stava prendendo delle cose per il viaggio disse Derek. Non si
era sentita tanto bene.
Giusto disse Barry. La segretaria ha detto che  per questo che i Langley sono tornati
indietro. La borsa frigo con alcune provviste era ancora sul suv, non hanno neanche avuto il tempo di
scaricarlo, prima di essere uccisi. Allora, non c' niente che ti sembri fuori posto?
No.
D'accordo, andiamo di sopra.
Scavalcare la pozza di sangue di Donna Langley in fondo alle scale fu come cercare di aggirare
una pozzanghera ai bordi del marciapiede dopo un uragano. Grazie a Dio, una volta arrivati in cima alle
scale ricoperte di moquette, le pozze di sangue erano finite.
Cercate di non toccare niente ripet Barry. Avevamo tenuto le mani in tasca tutto il tempo,
tranne quando le braccia ci erano servite a mantenere l'equilibrio per scavalcare il sangue.
Okay prosegu Barry, infilandosi nella prima porta a sinistra. Questa  la camera di Adam,
ma lo sai gi, vero?
Derek annu.
Guardati intorno e vedi se ti sembra tutto come il solito, o se c' qualcosa fuori posto.
Barry aveva due figli, perci sapeva benissimo che il fatto che la stanza sembrasse saccheggiata
non implicava necessariamente l'irruzione di qualche malintenzionato. Era la camera di un adolescente
e, a una prima occhiata, era in tutto e per tutto simile a quella di Derek. Pile di vestiti gettati alla rinfusa
per terra, il letto disfatto, riviste di computer e skateboard sparse sulla scrivania. Le pareti erano
tappezzate di poster, compreso uno che faceva il verso ai vecchi manifesti di reclutamento della
Seconda guerra mondiale.
Proprio come nella camera di Derek, c'erano pezzi di computer dappertutto. Tre monitor,
almeno sei tastiere, una serie di cavi e fili, custodie di videogiochi, una console Nintendo di vecchia
generazione sotto la scrivania, tre torrette.
Barry sospir. Non so come ci si possa accorgere se manca qualcosa, ma che ne pensi?
Derek rimase fermo sulla soglia, esaminando la stanza in silenzio per circa trenta secondi. Mi
sembra tutto a posto mormor infine.
Sicuro?
S.
Barry ci precedette in corridoio. La stanza successiva era la camera da letto per gli ospiti;
sembrava anonima come una camera d'albergo. Niente di interessante l dentro. Allungammo il collo
per dare un'occhiata al bagno: immacolato. Sembrava che Donna l'avesse appena pulito in previsione di
un ospite inatteso.
E, in effetti, l'ospite inatteso era arrivato.
Rimaneva solo la camera matrimoniale.
Non so se tu sia mai stato qua dentro disse Barry a Derek. Ma diamo comunque
un'occhiata.
Provai un certo sollievo che non mi avesse fatto la stessa domanda. Sbirciai da dietro le spalle
di Derek e la camera mi sembr pi o meno immutata dall'unica altra volta in cui l'avevo vista, a parte
la polvere per il rilevamento delle impronte sul ripiano del cassettone.
Niente, disse Derek.
D'accordo, va bene disse Barry. Se non vedi niente, forse  perch non c' niente da vedere.
Ci rimane solo una stanza da controllare.
Quale? chiese Derek con aria sorpresa.
Il seminterrato.
Oh mormor mio figlio. Pensa che siano scesi nel seminterrato?
Be', non dobbiamo tralasciare nulla.
Imboccammo di nuovo le scale, scavalcammo la pozza di sangue di Donna Langley e
ritornammo alla mezza rampa di scale che conduceva al pianerottolo della porta di servizio, dove era
stato ucciso Adam. Barry aggir le macchie di sangue e prosegu verso il seminterrato. Derek, subito
dietro di lui, rimase impietrito sull'ultimo gradino.
Tutto bene? gli chiesi. Forse Ellen aveva ragione: la situazione era troppo penosa per mio
figlio. Barry non avrebbe dovuto coinvolgerlo. E, finora, averlo trascinato in questa storia non
sembrava aver dato molti frutti.
 solo che... mi sembra quasi di vederlo mormor Derek.
Lo so risposi.
Se solo fosse riuscito a infilare la porta prosegu Derek. Se solo avesse corso un po' pi
veloce.
Barry fece capolino da dietro la parete. Che vuoi dire, Derek?
Solo che... se avesse corso pi veloce, magari sarebbe riuscito a scappare.
 stato colpito alla nuca obiett Barry quindi stava gi scappando. Ma  difficile correre pi
veloce di un proiettile.
Il respiro di Derek era corto e affannato. Se fosse riuscito a raggiungere la porta, avrebbe
potuto nascondersi nei boschi.
Penso che per Derek sia davvero troppo dissi.
Abbiamo quasi finito replic Barry. Cercate solo di non inciampare e scendete quaggi.
Vuoi un po' d'acqua? chiesi a mio figlio.
Saremo fuori di qui in un attimo disse Barry. E preferirei non usaste i bicchieri dei Langley,
sai com'...
Scavalcammo il sangue e ci avviammo nel seminterrato. Le luci erano gi accese. Sembrava del
tutto simile le a tanti altri: pannelli di legno alle pareti, un divano che aveva visto giorni migliori e che
probabilmente un tempo era stato in casa. Un televisore da trentasei pollici, ma non a schermo piatto.
A una prima occhiata, la stanza mi sembr quella di sempre.
Che ne pensi? domand Barry. Tu e Adam passavate un sacco di tempo quaggi.
S, infatti mormor Derek.
Ti sembra che ci sia qualcosa fuori posto?
Derek scosse il capo lentamente.
Sicuro?
Di nuovo un lento cenno di diniego.
E laggi? chiese Barry, indicando l'estremit del locale.
Che cosa? chiesi. Non capivo dove volesse arrivare.
Barry attravers la stanza e indic un pannello alto circa un metro che correva a ridosso del
pavimento per tutto il perimetro della stanza. Il pannello era aperto di un paio di centimetri.
Che ne pensi? chiese Barry rivolto a Derek.
In che senso?
Questo pannello che porta al ripostiglio.  aperto di un paio di centimetri. Vedi?
S rispose Derek.
Secondo te significa qualcosa? Voglio dire, guardatevi intorno, non c' uno spillo fuori posto,
a parte in camera di Adam. Donna Langley teneva la casa come uno specchio. Un posto per ogni cosa e
ogni cosa al suo posto. Allora mi  sembrato strano che questo pannello fosse rimasto cos, un po'
scostato.
Non saprei borbott Derek.
Forse, azzardai dovendo stare via qualche giorno hanno preso qualcosa dal ripostiglio, una
borsa termica, non so. Quel genere di cose che si tirano fuori per un viaggio.
S,  possibile ammise Barry. Sono sicuro che non  niente.  solo che, quando l'ho visto, ho
pensato che fosse il posto ideale per nascondersi.
Da piccoli intervenne Derek io e Adam giocavamo sempre l dentro, come se fosse una
caverna. Facevamo finta di essere degli esploratori, o Indiana Jones. Ma adesso, non so neanche se ci
sto ancora.
Sei troppo alto, dici? esclam Barry. Sai una cosa? Perch non ci provi? Tanto per
vedere...
Eh?
Barry fece scorrere il pannello. Il ripostiglio era strapieno di scatoloni, quasi su ognuno c'era
un'etichetta che riportava DECORAZIONI DI NATALE O ANNUARI. Qualcuno deve essere entrato
qui dentro. Il pavimento  ricoperto di uno strato uniforme di polvere, tranne a ridosso dell'apertura,
dove sembra che qualcuno l'abbia calpestata. Prova a dare un'occhiata.
No, non mi va ribatt Derek. Voglio andarmene da qui.
Lo far io, allora esclam Barry, togliendo le mani di tasca e mettendosi a quattro zampe per
infilarsi in quello spazio angusto. Sono molto pi grosso di voi due, ma riesco comunque a starci.
Quindi potrebbe entrarci chiunque.
Barry, obiettai avete gi stabilito che l'assassino  entrato dalla porta principale, no? Che
cosa prova il fatto che una persona possa stare l dentro?
Barry scivol fuori e si rimise in piedi sbuffando e ansimando. Sperai solo che non gli venisse
un infarto. Non ne ho la minima idea rispose. E solo che non voglio tralasciare nulla.
Abbiamo finito? gli chiesi.
Penso di s. Trasse un paio di profondi respiri per riprendersi dallo sforzo.
Allora, Derek...
S?
Hai detto di essere uscito di qui intorno alle otto, giusto?
Esatto.
E dopo che cosa hai fatto?
Non lo so. Pensavo di vedermi con Penny.
Le parole mi uscirono di bocca senza pensarci. Ma non mi avevi detto che era in castigo
perch aveva ammaccato l'auto del padre?
S, infatti. Avevo intenzione di vederla, ma poi ho scoperto che era in castigo, cos sono stato
un po' in giro e poi sono tornato a casa.
In giro dove? si inform Barry.
Derek si sfil una mano di tasca e si gratt il naso, poi la infil di nuovo dentro. Sembrava che
volesse prendere tempo.
Ho fatto un giretto in citt, sono passato in quel negozio di videogame, cose cos.
Barry rimase in silenzio per qualche istante. A che ora sei tornato a casa?
Non lo so. Penso verso le nove, nove e mezzo.
Cercai di ricordarmi se lo avessi sentito rientrare. Io ed Ellen eravamo andati a letto molto
presto. Ma le nove e mezzo... no, non mi sembrava proprio di averlo sentito rientrare a quell'ora. Di
certo non ci eravamo parlati.
Me lo puoi confermare? chiese Barry rivolto a me.
Aprii la bocca, riflettei mezzo secondo e risposi: S, direi di s.
L'hai sentito rientrare? mi chiese Barry, per essere sicuro.
S mentii!
8.
Barry mi allung un biglietto da visita e risal sulla volante per tornare a Promise Falls. Io e
Derek ci avviammo lentamente verso casa.
Perch l'hai fatto? chiese mio figlio.
Fatto cosa?
Hai detto al poliziotto di avermi sentito rientrare.
Perch? Mi sono sbagliato? Non sei rientrato alle nove e mezzo?
Derek parve esitare.
Mi  sembrato di averti sentito rientrare a quell'ora. Vuoi dire che mi sono sbagliato?
Di nuovo silenzio. Voglio solo dire che non credo che tu mi abbia sentito.
Perch non sei rientrato o perch sei sgattaiolato dentro in punta di piedi e pensi che non
possiamo averti sentito?
Derek scosse il capo, frustrato. In ogni caso, non capisco perch tu gli abbia mentito.
Questa volta tocc a me arrovellarmi in cerca della risposta giusta. Stavo solo cercando di
aiutarti, nel caso fossi stato davvero con Penny. Mettiamo che lei sia uscita di casa nonostante fosse in
castigo e non volessi trascinarla in questa storia. Mi  sembrato pi semplice dire che ti avevo sentito
rientrare.
Derek ci pens su un istante. Okay.
Mi fermai e gli appoggiai una mano sulla spalla. C' qualcosa di cui vorresti parlarmi?
domandai, fissandolo negli occhi.
No rispose Derek, abbassando lo sguardo a terra.
Guardami lo esortai. Mi rendo conto che tutto questo  uno shock per te, perdere il tuo
migliore amico  devastante. Lo capisco se ti comporti in maniera strana. Anzi, mi preoccuperei del
contrario. Per, non so perch, credo che ci sia sotto dell'altro. Qualcosa che ti tieni dentro e di cui
invece dovresti parlare, se non con Barry, almeno con me e con tua madre. Non possiamo aiutarti se
non ti confidi.  una faccenda seria, Derek.
Lo so. Non c' bisogno che me lo ricordi. Non sono stupido.
Allora, c' qualcosa che vuoi dirmi riguardo l'ora in cui sei tornato a casa?
Derek fece una pausa. Sono tornato pi o meno all'ora che ho detto. Penso che foste gi a
dormire. So che il venerd sera sei distrutto, perci ho cercato di fare molto piano. Magari non erano
proprio le nove e mezzo. Forse era un po' pi tardi.
Rimasi in attesa.
Tutto qui.
E che mi dici di quel che ti ha chiesto Barry? proseguii. Che cosa hai fatto fra le otto e l'ora
in cui sei rientrato?
Niente rispose Derek sulla difensiva. Non ho fatto niente.
Dove sei stato?
Ma che cazzo ti prende? Pensi che abbia ucciso i nostri vicini?
No risposi impassibile. Certo che no. Ma comincio a chiedermi se tu non sappia pi di
quanto vuoi ammettere. Rispondi alla domanda. Dove sei stato fra il momento in cui sei uscito da casa
dei Langley e quando sei tornato a casa? Immagino non fossi con Penny, dato che era in castigo.
Sono andato a fare un giro.
Fino a casa di Penny?  quasi in citt. Ti ci sar voluta una mezz'ora, quaranta minuti.
No. Sono rimasto qui intorno.  un crimine fare una passeggiata?
Dove?
Eh?
Dove sei andato?
In giro. Lungo la statale, fino al torrente. Mi sono seduto per un po', ho chiamato Penny e
abbiamo chiacchierato, forse un'oretta, poi sono tornato a casa. Mi sentivo un po' gi. Non stiamo
passando un bel momento.
Forse era la verit; forse era solo una grossa balla per farmi mollare la presa. Propendevo pi
per la seconda ipotesi.
Mi sembrava andasse tutto bene l'altra sera.
S, il problema sono i suoi genitori. Non gli vado molto a genio.
In che senso? Perch?
Non lo so.
Qualche idea ce l'avrai...
Forse... be', perch ci hanno beccati in camera di Penny.
Ah s?
Suo padre  uno stronzo rompipalle disse Derek.
Non c' bisogno di essere un rompipalle per infuriarsi se un ragazzino pomicia con tua figlia
sotto il tuo stesso tetto.
S, be',  per questo che  uscita di nascosto per venire da me, l'altra sera.
Santo cielo, Derek, cos peggiori solo le cose con suo padre!
Cavoli disse, con un tono che non mi piaceva affatto. Adesso ti metti anche tu a rompere?
Lo afferrai per un braccio, scuotendolo. Non ti permettere mai pi di parlarmi cos. Non mi
importa quanto sei nella merda. Rivolgiti ancora a me con quel tono e te lo far ricordare finch
campi.
Se anche gli avessi dato davvero uno schiaffo non avrebbe potuto sembrare pi esterrefatto.
Mantenni la stretta per qualche secondo e poi lo lasciai andare.
Scusa mormor.
Ci siamo capiti?
S.
Allora, stavi dicendo?
Ehm... Derek aveva perso il filo del discorso. Okay, quel che cercavo di dirti , per favore
non dire a nessuno che Penny era qui, perch  uscita di nascosto appena suo padre si  addormentato.
Un amico  passato a prenderla e l'ha accompagnata fino alla statale. Poi  sgattaiolata dietro alla
volante ed  entrata.
Rassicurante. Ma non c'era da stupirsi. Gli alberi erano talmente fitti, che non sarebbe bastata
un'intera squadra di poliziotti per controllare in tutte le direzioni.
Anche se abbiamo qualche problema, non appena ha saputo cos'era successo a Adam  venuta
subito. Per vedere come stavo.
Era gi abbastanza problematico avere un figlio di diciassette anni. Non riuscivo neanche a
immaginare cosa volesse dire essere i genitori di Penny, e scoprire che era scappata di nascosto per
andare a trovare il suo ragazzo a pochi metri dalla casa in cui era appena stata massacrata un'intera
famiglia.
Non avresti dovuto permetterglielo ribattei. Non  sicuro per una ragazza andarsene in giro
nel cuore della notte. E per giunta qui, dopo quel che  capitato ai Langley.
Cos adesso sono io nei guai per quel che ha fatto lei?
Succede sempre nelle discussioni fra genitori e figli adolescenti. Cominci che sei arrabbiato per
una cosa e, prima di accorgertene, finisci per arrabbiarti per qualcos'altro. "Torna al punto" mi dissi.
Mi stai dicendo la verit?
Derek annui lentamente.
Tutta la verit?
Derek annu ancora, ma sembr sul punto di aggiungere qualcosa.
Che c'?
 solo che... ecco, magari non  niente. Adam mi ha detto una cosa, poco prima di partire, ma
forse non ha importanza.
Di che stai parlando? dissi, sentendo accelerare i battiti del cuore.
E mi sembra di aver notato che manchi qualcosa in casa. Qualcosa che l'altro giorno c'era, ma
adesso non c' pi.
Cristo santo! sbottai. E perch non...?
Ehi! grid Ellen dalla porta. Venite dentro o no?
Di ritorno in cucina, Derek si lasci finalmente convincere a fare colazione. Per essere uno che
mezz'ora prima aveva dichiarato di non avere appetito, se la cav niente male: quattro french toast
annegati nel burro e nello sciroppo. Sembrava fosse appena uscito di prigione.
Vuoi anche il caff? domand Ellen. Derek aveva la bocca piena e riusc solo ad annuire.
Quando Ellen ci aveva chiamati dalla porta di casa, Derek mi aveva sussurrato: Ne parliamo
dopo.
D'accordo avevo risposto.
Non mi piaceva avere dei segreti con Ellen ma se Derek era disposto a confessarmi qualcosa di
importante, non mi sembrava il caso di impuntarmi solo perch non era sincero con tutti e due, almeno
fino a che non avessi scoperto di cosa si trattava.
Quando entrammo in casa Ellen gli butt le braccia al collo, temendo che fosse rimasto
traumatizzato dal giro in casa Langley insieme a Barry Duckworth.
Va tutto bene, mamma la rassicur Derek. Non ti preoccupare.
Ellen mi aveva lanciato un'occhiata, cercando di capire dalla mia espressione se Derek stesse
dicendo la verit. Scossi il capo: non ne avevo idea. A quel punto Ellen lo convinse a fare colazione.
Intuii che avrebbe voluto chiedergli com'era andata, non tanto per sapere cosa avesse visto - lo
avrebbe saputo comunque da me pi tardi - ma per capire che effetto gli avesse fatto. Vedendolo
abbuffarsi in quel modo, per, dedusse che la sua psiche non doveva aver subito gravi danni. Io non ne
ero altrettanto sicuro. Se c' una cosa che so degli adolescenti maschi  che, quando si tratta di
mangiare, sono capaci di chiudere ogni contatto con il mondo esterno.
Stavo pensando disse Derek a bocca piena, guardandomi. Che dovremmo cercare di
aggiustare quel tosaerba, oggi. Visto che abbiamo tempo.
Certo risposi. Sar una sciocchezza, tipo una candela da sostituire.
Secondo me  il filtro del carburante disse Derek. Forse si  intasato.
Dopo aver assistito a quella conversazione, Ellen aveva due possibilit: pensare che Derek
cercasse il sostegno di suo padre dopo la tragedia, oppure intuire che qualcos'altro bolliva in pentola.
Ma non essendo cinica come me, esclam: Mi sembra un'ottima idea. Potreste sistemare un po'
le attrezzature, oggi!. Mi sorrise. Se l'era bevuta.
Appena ebbe finito l'ultimo boccone, Derek si alz per portare il piatto nel lavandino, ma Ellen
lo ferm. Ci penso io disse. Perch non vai ad aiutare tuo padre?
Okay rispose, e si avvi alla porta di servizio.
Arrivo subito gli gridai dietro. Ellen mi fiss e capii che voleva sapere qualcosa della visita a
casa Langley. Direi che  andata abbastanza bene. Insomma,  stato orribile, ma Derek se l' cavata
bene.
Barry non avrebbe mai dovuto...
Lascia perdere. Sta solo facendo il suo lavoro. Dovresti essere orgogliosa di Derek. Ha
affrontato la cosa con molto coraggio.
Com'era... inizi Ellen. No, non me lo dire. Non voglio sapere.
Trovai Derek nella rimessa che armeggiava con il potasiepi elettrico. Non mi meravigliai affatto
che non degnasse il tosaerba della minima attenzione.
Allora, cosa volevi dirmi? esordii. Cosa manca in casa Langley?
Ti ripeto, magari non  niente. Ti ricordi quando siamo andati dalla signora Stockwell?
Agnes? Quella con il gatto che sembra un maialino?
Gi.
A quando ti riferisci di preciso? Ci andiamo praticamente ogni settimana.
S, ma voglio dire, ti ricordi quando mi ha regalato il computer?
Ah, s dissi annuendo. Quella specie di residuato bellico che teneva in garage.
"Residuati bellici": Adam e Derek non collezionavano altro. Il loro divertimento principale era
smembrare ed esaminare le varie componenti elettroniche, confrontando le parti dei vecchi computer
con le macchine pi recenti. A Derek non interessava tutto il computer, ma solo la torretta che contiene
l'hard disk. Tuttavia prendemmo anche la tastiera e lo schermo, per poi gettarli in discarica. Avevo un
debole per Agnes Stockwell: viveva tutta sola in una villetta su Ridgeway Drive, dopo aver perso il
marito e, un anno dopo, il figlio, Brett, uno studente del Thackeray College. Brett si era ucciso
buttandosi dal ponte delle cascate di Promise Falls. Non erano certo le cascate pi alte del mondo, ma il
fondale  pieno di rocce appuntite...
Io e Adam lo abbiamo smontato prosegu Derek. Per vedere che tipo di processore avesse e
roba del genere. Prima, per, abbiamo dato un'occhiata a quello che c'era in memoria.
Scoprii cos che gran parte del divertimento consisteva proprio in quello. Forse ad Agnes non
sarebbe mai venuto in mente che quel computer potesse essere una miniera di informazioni sul figlio.
Vecchie email, racconti, magari foto porno. Agnes non era quel che si dice un'esperta di informatica;
magari pensava che i file evaporassero con il tempo. Del resto, come potevano sopravvivere nel corso
degli anni in una scatola di plastica e metallo? E invece il disco rigido di un computer  l'equivalente
moderno di una scatola da scarpe piena di ricordi.
Continua dissi.
Insomma, quando eravamo l dentro con quel poliziotto, Barry... Ecco, quel computer non era
pi in camera di Adam.
Come fai a esserne sicuro? obiettai. L'immagine della camera di Adam era ancora fresca nella
memoria come le tre macchie di sangue, e devo dire che mi sembrava bella incasinata.
Ti dico che  cos, pap. Era proprio sulla scrivania. Me lo ricordo bene. Era beige, mentre
quasi tutte le altre torri di computer che aveva Adam sono nere. E ti dico che non c'era.
Ci riflettei un istante. E l'ultima volta che hai visto Adam il computer di Agnes c'era? Prima
che partissero per la vacanza?
Non siamo saliti in camera sua. Siamo rimasti quasi sempre in cucina. L'ultima volta che sono
stato in camera di Adam era il giorno prima, mi sembra... gioved. E allora c'era.
Qualcos'altro nella stanza ti sembrava fuori posto? O che fosse sparito?
Non mi pare, ma sono rimasto dentro solo pochi secondi. Per mi sono accorto subito che
mancava il computer di Agnes.
Perch non l'hai detto a Barry? E proprio il tipo di informazione che voleva da te.
Ecco, il fatto  che... magari non significa niente. Poco prima di partire, Adam mi aveva detto
che il padre era piuttosto incazzato per la faccenda.
Quale faccenda? Il signor Langley era arrabbiato perch avevate il vecchio computer di Agnes
Stockwell? Ma che gliene importava? Voi due non facevate altro che collezionare e smontare vecchi
computer.
Credo che Adam gli avesse detto cosa avevamo trovato in memoria.
Perch? Che diavolo avevate trovato? chiesi.
Derek fece un lungo sospiro. Ecco, c'era un sacco di roba. Compiti, temi scolastici, noiosissimi
videogiochi basati sulle prime serie di Star Trek. Sai quelle con Kirk, Spock e tutti quegli altri
personaggi? Una grafica penosa, per erano lo stesso abbastanza fighi, sai...
Okay lo interruppi bruscamente, in modo che continuasse.
Poi c'era il curriculum, alcuni moduli di iscrizione per il Thackeray e per altri college, e una
serie di lettere indirizzate a un insegnante del liceo, ma soprattutto c'era una storia.
Una storia? Che tipo di storia? Un racconto scritto dal figlio di Agnes?
Non proprio un racconto. Direi pi che altro un romanzo. E con un sacco di capitoli. Almeno
una ventina.
Scossi il capo, cercando di capire. Allora, c'era un libro sul computer. Perch non ne hai
parlato con Barry?
Non lo so. Forse perch un po' mi imbarazza.
Perch?
Derek abbozz una specie di sorriso, il primo da giorni. Ecco,  un romanzo un po'... spinto.
Mi appoggiai al tavolo di lavoro. Oddio, Derek. Perch mai il padre di Adam avrebbe dovuto
arrabbiarsi per un romanzo porno su un vecchio computer? Voglio dire, non  farina del vostro sacco. E
poi Albert non mi sembrava il tipo da scandalizzarsi per questo genere di cose.
Non lo so fece Derek, stringendosi nelle spalle. Adam non me l'ha detto. Voglio dire, non
c'erano neanche foto o roba del genere. In tal caso avrei potuto capirlo, ma era solo un romanzo, non mi
pare il caso di farne una tragedia. E poi  bello. Ti prende.  scritto bene.
Cos il figlio di Agnes scriveva porno di alta qualit mormorai, inarcando divertito un
sopracciglio, Magari gli serviva qualcosa per masturbarsi.
Derek arross. Lo imbarazzava scoprire che suo padre conosceva l'argomento. Incredibile. O
forse la mia sincerit lo aveva colto alla sprovvista. Per fu proprio il mio commento a spingerlo a
continuare. Non so. Parla solo di sesso e cose del genere, per ha una trama, proprio come un
romanzo vero. Non  solo roba per masturbarsi... non so se mi spiego.
Gli sorrisi. S, capisco perfettamente. Ma non riesco a immaginare che qualcuno entri a casa
dei Langley e li ammazzi per colpa di un libro porno scritto da un ragazzino pi di dieci anni fa. Non ha
senso.
Per questo non ho detto niente, pap esclam Derek. Non volevo fare la figura dell'idiota.
E poi, continuai potrebbe essere capitato qualcos'altro a quel computer fra l'ultima volta in
cui l'hai visto e la sera in cui sono stati uccisi i Langley.
S, forse.
Be' dissi, allontanandomi dal tavolo visto che ormai  sparito, non c' pi modo di leggere la
storia e capire se il contenuto possa aver spinto qualcuno ad ammazzare tre persone.
Derek abbass lo sguardo. Non  proprio cos mormor.
Cio?
Ecco, ne ho fatta una copia.
9.
Derek aveva copiato tutto il libro su un floppy disk, invece di usare un cd. Il computer era
talmente vecchio, mi spieg (pensando evidentemente che questi termini avessero qualche significato
per me) che non aveva neanche "il drive per il cdrom". Certo che erano cambiate le cose da quando ero
giovane io! Ai miei tempi bisognava aspettare che un amico finisse un libro per farselo prestare e
iniziare a leggerlo. Derek e Adam, invece, leggevano lo stesso libro in contemporanea, scambiandosi i
commenti giorno per giorno.
Chiesi a Derek di portarmi in camera sua per leggere qualche pagina direttamente sullo
schermo, ma Derek non era affatto dell'idea.
Cos la mamma lo scoprir obiett.
Ed  un problema?
Mi guard a disagio. Il libro non parla d'altro che di... sai... vagine... cazzi...
Lo fissai. S, il concetto mi  familiare. Mi picchiettai l'interno delle guance con la lingua un
istante, cercando di riflettere. Va' in camera tua, stampami le prime dieci pagine e portamele. Se tua
madre ti chiede qualcosa, dille che sei andato sul sito della LawnBoy e hai stampato le istruzioni per
aggiustare il tosaerba. E portami anche il dischetto.
Derek corse via, schizzando ghiaia dappertutto con le scarpe da ginnastica.
Rimasto solo, cominciai a pensare. Mi sembrava piuttosto improbabile che i Langley fossero
stati uccisi a causa di un racconto trovato sul vecchio computer di uno studente. Ero quasi contento che
Derek non ne avesse accennato a Barry. Sembrava davvero troppo assurdo.
Ma anche ipotizzando per un istante che il computer fosse collegato al triplice omicidio chi
poteva sapere che ce l'avevano i Langley? Poco prima che qualcuno li uccidesse, il padre di Adam
aveva scoperto dell'esistenza del romanzo porno trovato sulla memoria del computer. Ma perch farne
una tragedia? Albert non mi era mai sembrato un bacchettone. Qualche tempo prima, a un barbecue, mi
aveva persino rifilato tutto un repertorio di barzellette sporche.
Se anche avesse saputo che suo figlio aveva trovato il romanzo di un aspirante autore porno -
ormai deceduto, tra l'altro - su un vecchio computer, che gliene importava? E, anche ammettendo che
gliene importasse, in che modo il fatto di averlo scoperto poteva aver innescato una sequela di eventi
tali da causare la morte di tutta la sua famiglia?
No, non aveva senso.
Continuai a pensare. Ammettendo per un istante che il computer scomparso c'entrasse con gli
omicidi ed escludendo il coinvolgimento di Albert, cosa rimaneva?
E soprattutto, chi poteva sapere che il computer era a casa di Adam? Non era stato neanche
regalato a lui. Agnes Stockwell l'aveva dato a mio figlio, che poi lo aveva portato da Adam. Perci, se
qualcuno avesse saputo a chi Agnes aveva regalato il computer, il posto in cui cercarlo non era casa dei
Langley, ma...
Fatto! esclam Derek sbucando senza fiato nella rimessa, con alcuni fogli stampati in mano.
Me li porse.
Dovrebbe essere il primo capitolo completo mi spieg. Sette pagine. Vedrai, non  la tipica
storiella porno. Sembra quasi che il figlio di Agnes... com' che si chiamava?
Brett.
Ah, s, Brett. Sembra quasi che volesse prendere in giro il genere porno. Com' che si dice...
fare una satira, ecco, o qualcosa del genere. Tipo quel film stupido che abbiamo visto quando ero
piccolo... Sai quello in cui Arnold Schwarzenegger, il tizio di Terminator, aspetta un figlio? Junior, s,
si chiamava cos!
Alzai una mano per zittirlo. Sfogliai velocemente le pagine stampate. Sette, aveva detto.
Spaziatura doppia, paragrafi di media grandezza. Niente titolo, niente intestazione o nome dell'autore.
Solo il numero di pagina in alto a destra.
Mi sedetti sullo sgabello del tavolo di lavoro e cominciai a leggere.
Nicholas Dickless
Capitolo Uno
Quando si svegli quel marted mattina, Nicholas non si accorse subito che mancava qualcosa.
Scese dal letto, stropicciandosi gli occhi per cercare di svegliarsi e ciabatt fino al bagno, come faceva
ogni mattina. Svuotare la vescica in piedi davanti al water dava inizio alla solita routine giornaliera. E
quel marted mattina non sembrava fare eccezione rispetto alle altre migliaia di mattine che l'avevano
preceduto. Se non fosse che, infilando la mano nella patta dei pantaloni del pigiama, Nicholas non
riusc a trovarsi il pene.
Inarcai un sopracciglio.
Vedi? esclam Derek, che aveva intuito a che punto fossi arrivato.  strano. Dai, continua.
Ripresi a leggere.
Ma che cazzo succede? esclam Nicholas a nessuno in particolare, dato che era solo in
bagno. Si frug frenetico nel pigiama, ma ancora non riusciva a trovare il proprio membro. E le cose
stavano anche peggio. Non riusc a trovare neanche i testicoli. I suoi genitali non c'erano pi. Sent il
pelo pubico, o almeno quello che ne era rimasto. Ma che diavolo era successo al resto, per Dio?
Forse stava sognando. Forse era un incubo e fra un istante si sarebbe svegliato. Si allontan dal
water e si volt a guardare il letto attraverso la porta del bagno, sperando di vedersi disteso sotto le
coperte, ancora addormentato.
Ma il letto era vuoto. Le coperte erano rivoltate all'indietro, proprio come le aveva lasciate
pochi secondi prima. Si avvicin con cautela e le sollev, quasi si aspettasse di trovare i genitali in un
lago di sangue, ma tutto era di un bianco immacolato.
Aveva paura a ispezionarsi, terrorizzato di scoprire l'entit del danno. Lentamente abbass i
pantaloni del pigiama. Non sembrava ferito. Non c'erano tagli, n sangue, e nessun segno evidente di
amputazione. Sembrava tutto a posto, a parte il fatto che i segni della sua mascolinit erano scomparsi.
Allung delicatamente una mano per toccarsi, per vedere se per caso gli occhi lo stessero
ingannando, se quel che non riusciva a vedere fosse in realt al posto giusto. Cos facendo, Nicholas
scopr qualcosa di ancora pi inimmaginabile.
C'era una fessura.
Sollevai di nuovo lo sguardo.
Morboso, eh? esclam Derek. Cos, come se niente fosse, quello scopre che nel cuore della
notte ha perso, sai... il cazzo, e si ritrova con una vagina.
Sfogliai velocemente le altre pagine, quindi le appoggiai sul tavolo.
Non leggi il resto? mi domand Derek.
Mi sono gi fatto un'idea risposi.
Ma il bello arriva dopo. Perch anche se la situazione  stranissima, Brett riesce a far sembrare
credibili tutte le stronzate che succedono.
Ho letto abbastanza dissi.
In realt  pi divertente che erotico, sai? La vita di questo Nicholas cambia radicalmente
quando non si ritrova pi... be', insomma, il pisello. Comincia a vedere le cose da una prospettiva
femminile e per sentirsi sessualmente appagato deve andare a letto con i ragazzi anche se non  gay.
Cavolo, adesso capisci perch non volevo parlartene con mamma intorno?
Certo risposi, senza prestare molta attenzione.
Te ne posso stampare altre pagine se vuoi. Oppure ti faccio una copia e lo leggi sul computer,
ma forse non  una buona idea, perch cos lo vedrebbe anche la mamma e mi sa che le prende un
colpo, vero?
No, non ce n' bisogno risposi. Ho gi letto questo libro.
10.
Non era stato pubblicato con il titolo Nicholas Dickless, ma come La parte mancante, e aveva
riscosso un incredibile successo otto anni prima. Era persino entrato nella classifica dei libri pi venduti
del New York Times. Il rifiuto di esporlo da parte di alcune grandi catene di supermercati, come
Costco e WalMart, nel timore di offendere i clienti pi conservatori, era stata la ciliegina sulla torta.
Una volta etichettato come libro proibito, Borders, Barnes & Noble e altre librerie indipendenti
riuscivano a stento a riordinare continue ristampe, mentre il romanzo andava a ruba dagli scaffali.
Non so effettivamente quante copie abbia venduto. Centomila, mezzo milione, un milione, che
importanza ha, una volta che si  superata una certa soglia? Si parl persino di un adattamento
cinematografico, poi la cosa non era andata in porto. In tal caso, credo che avrei aspettato il DVD.
Leggere il libro mi era bastato e l'avevo pure fatto controvoglia. Ma non ero riuscito a resistere.
Speravo mi fornisse qualche indizio sull'autore, aiutandomi a capire perch mai mia moglie ci fosse
-andata a letto. Dopo averlo finito, tuttavia, non ne sapevo molto pi di prima.
Quel che sapevo per certo  che il libro aveva reso Conrad Chase una celebrit, elevando un
oscuro professore di letteratura del Thackeray College a fama internazionale e spianandogli la strada
per la nomina a preside dell'istituto.  piuttosto improbabile scrivere La parte mancante e poi diventare
direttore di una scuola elementare, ma essere nominati presidi di un college con un'impronta
moderatamente di sinistra era tutt'altra faccenda.
In realt Conrad Chase non aveva dato lustro solo a se stesso, ma all'intera universit. All'inizio
l'amministrazione e i colleghi di facolt avevano manifestato un certo disagio verso l'irriverente
romanzo, mostrandosi piuttosto inclini a prenderne le distanze. Poi, a mano a mano che il libro scalava
le classifiche dei bestseller e veniva definito dai critici una geniale satira della societ moderna,
l'atteggiamento generale all'interno del campus si ammorbid, fino a poter essere riassunto in una sola
frase: "Che diavolo, cerchiamo di volgere tutto questo a nostro vantaggio".
Chase, che insegnava letteratura americana e teneva un corso monografico sulle opere di
Eugene O'Neill, divenne la stella del college. Il Thackeray non aveva mai avuto un autore di successo
nelle sue fila, bench Chase non fosse certo il primo docente a essere pubblicato. Chiunque lavorasse
all'universit sembrava provare, a un certo punto della carriera, il desiderio spasmodico di pubblicare
qualcosa, magari solo un saggio che nessuno avrebbe letto, destino finale della maggior parte dei testi
usciti dai professori del Thackeray. E Chase non fu neanche il primo a buttarsi sulla narrativa, anche se
di sicuro fu il primo a ottenere fama e riconoscimento internazionali.
L'amministrazione decise dunque di sfruttare la notoriet di Chase per crearsi una nuova
reputazione. Gi da un paio d'anni il college organizzava un festival di letteratura; per questo avevano
assunto Ellen Grazie al successo di Conrad Chase, sarebbe stato pi facile attirare grandi nomi a
Promise Falls. E cos  stato: la manifestazione - un evento di quattro giorni in cui gli autori potevano
leggere i propri lavori o discuterne con il pubblico - continuava a riscuotere una certa fortuna.
Riuscirono anche a guadagnarsi l'appoggio del sindaco Finley, che vi aveva scorto l'occasione di dare
maggior risalto non solo a Promise Falls, ma anche al proprio nome.
Conrad era ancora un anonimo professore di letteratura al tempo in cui Ellen era stata assunta
per aiutarlo a organizzare il festival.
Vivevamo ad Albany all'epoca. Ellen lavorava per una societ che programmava e organizzava
eventi. Si occupavano di concerti, convention aziendali e conferenze. Quando Ellen lesse l'annuncio
che il Thackeray era in cerca di una persona a tempo pieno per occuparsi dell'annuale festival di
letteratura, fece domanda e, con grande sorpresa, ottenne il posto. Allora io lavoravo come guardia di
sicurezza e stavo attraversando un periodo di depressione, perch ero a un punto morto con la mia
carriera di artista.
Era una situazione con cui cercavo di giungere a patti da un bel po'. Avendo perso i genitori da
giovane, ero riuscito a mettere da parte una somma sufficiente per un solo anno alla facolt di Arte. Mi
ripetevo che sarei riuscito a smentire ogni statistica, unico su centinaia di studenti che cercavano di
arrivare a fine mese con il proprio talento. Avevo un amico, Teddy, un brillante scultore, in grado di
trasformare un ceppo di legno in un leopardo. Se c'era qualcuno in grado di farcela, quello era Teddy.
Qualche anno dopo lo incontrai alla guida di un camion che trasportava bitume incandescente.
Avevamo bevuto una birra insieme; cercando di ignorare il puzzo di catrame che gli era rimasto
appiccicato addosso, gli chiesi che fine avessero fatto i sogni del college.
Sono stati stritolati da questa cazzo di vita, amico mi aveva risposto.
La sensazione mi era familiare. Come spiegare altrimenti il lavoro come guardia di sicurezza
che mi risucchiava la vita ogni giorno di pi? Cos, quando Ellen aveva ottenuto il posto a Promise
Falls, non ci avevo pensato due volte a lasciare l'impiego per cercare qualcos'altro. Persino un lavoro
insignificante avrebbe rappresentato un cambiamento.
Soprattutto, Derek aveva sette anni e non se la cavava molto bene alle elementari. Non stava
attento, diceva la maestra. Non si concentrava nello studio. Era indisciplinato.
Come molti genitori, optammo per la soluzione pi comoda: dare la colpa alla maestra. Magari
era vero, chi lo sa? Trasferirci a Promise Falls sarebbe stato comunque un nuovo inizio, per tutti noi.
Ellen avrebbe cominciato un nuovo fantastico lavoro, io avrei trovato qualcosa di meglio e Derek
avrebbe ricominciato da capo in una nuova scuola.
Avevamo comprato una casa pi o meno tre chilometri a sud di Promise Falls, una villetta a due
piani, semplice ma carina, in fondo a un viale, poco oltre la villa dei Langley. Ellen aveva iniziato il
nuovo lavoro e Derek era andato nella nuova scuola. Dopo neanche un mese la maestra ci aveva
convocati per discutere dei problemi del bambino, che non prestava attenzione, non si concentrava
nello studio, era indisciplinato.
Io avevo trovato lavoro come addetto alla sicurezza in un'altra societ, e passavo le serate e i
fine settimana a dipingere. Ero riuscito persino a convincere una galleria in citt a ospitare una mostra
dei miei lavori. Avevo organizzato un rinfresco a base di vino e formaggio invitando chiunque mi
venisse in mente. Riuscii solo a vendere un unico, piccolo quadro a un amico per meno di cento dollari.
Ellen aveva tentato di sollevarmi il morale, insistendo nel dire che avevo talento e citandomi grandi
artisti che avevano aspettato a lungo, prima di ottenere un meritato riconoscimento. Ma non era servito
a niente. Caddi in un baratro in cui mi trascinai per diversi mesi. Ellen, scoraggiata, esasperata, o forse
tutte e due, aveva rinunciato a cercare di farmi stare meglio. Penso che all'inizio fosse stato
essenzialmente il mio lato artistico ad affascinarla, e, ora, pi sembravo arrendermi, pi sembrava
allontanarsi da me.
Ben presto avevo cominciato a odiare il mio lavoro come guardia di sicurezza. Sai che sorpresa.
Cos, quando era apparso l'annuncio sul Promise Falls Standard che l'ufficio del sindaco
cercava un autista, mi ero detto: "Che diavolo, perch no?".
Per organizzare la prima edizione del festival letterario Ellen doveva lavorare a stretto contatto
con Conrad, al quale era stato chiesto di fare da consulente, vista la sua conoscenza della letteratura
americana, ma soprattutto perch si occupava di autori viventi e in grado di accettare l'invito. Lavorare
con una persona cos carismatica e sofisticata come Conrad fu un'esperienza inebriante per Ellen. E
questo ancor prima che Chase finisse sulla copertina di Newsweek in concomitanza con l'uscita di un
articolo sulla nuova scuderia di autori in procinto di spiccare il volo.
Quel che a Conrad interessava essenzialmente era portarsi a letto Ellen e chiss, se all'epoca
non fossi stato cos concentrato sui miei problemi di pittore fallito trascinandomi alla deriva, forse non
ci sarebbe riuscito.
Fu una storia breve. Non so neanche se potesse definirsi una vera e propria relazione. Un passo
falso, pi che altro, da parte di Ellen. L'entusiasmo del momento. Con questo non voglio dire che la
cosa non mi abbia ferito profondamente. O che non sia mai stato sfiorato dall'idea di ripagarla con la
stessa moneta, finendo solo per peggiorare la situazione.
Da allora erano passati quasi dieci anni ed eravamo riusciti, in buona parte, a lasciarcela alle
spalle. Era stata dura, per, non voglio indorare la pillola. Ellen aveva cercato di affogare i sensi di
colpa nell'alcol. Non penso sia mai caduta nell'alcolismo vero e proprio, ma di certo visse in una sorta
di torpore per diversi mesi. Come facesse a lavorare, proprio non lo so. Era come se, per un certo
periodo, un uragano si fosse posizionato sulla nostra casa. La turbolenza era sempre presente, ma a un
certo punto Ellen aveva deciso che non poteva pi continuare in quel modo e aveva smesso di bere. Di
punto in bianco. Una cosa va detta di mia moglie: quando decide che  arrivato il momento di voltare
pagina, lo fa e basta. Quando mor sua madre, per esempio, Ellen si ridusse in uno stato pietoso per le
prime due settimane, poi una mattina si alz e disse:  ora di andare avanti.
Ma, a volte, in attesa che quel momento arrivi,  davvero dura.
Passata la bufera, io ed Ellen avevamo trovato il modo di perdonarci a vicenda e le cose
iniziarono ad andare molto meglio. Eravamo abbastanza intelligenti da capire che ci che avevamo
costruito era troppo importante per gettarlo via. Avevamo un figlio. Non avremmo rovinato la vita di
Derek separandoci.
Chiusa la relazione, Ellen aveva continuato a lavorare insieme a Conrad, ma dopo che un
grande editore di New York ebbe acquistato i diritti del libro, lui aveva cominciato a frequentare un
ambiente sempre pi distante dal nostro e i contatti si erano molto diradati. Mentre si trovava a
Hollywood per vagliare diverse ipotesi di un adattamento cinematografico de La parte mancante,
Conrad conobbe Illeana, un'attricetta di serie B, con i capelli cotonati e le tette grandi. Liquidarla come
un'oca sarebbe un errore, per. Non era un granch come attrice, ma era abbastanza intelligente da
capire che il suo futuro a Hollywood aveva i giorni contati. E frequentare lo scrittore del momento non
doveva esserle sembrato poi cos male. Illeana torn a Promise Falls insieme a Conrad e nel giro di un
anno si sposarono.
Nel frattempo Chase si era ingraziato a tal punto il consiglio di amministrazione dell'universit
che, quando il preside Kane Mortimer ebbe un attacco di cuore facendo snorkeling alle Fiji, riusc a
prenderne il posto. Nel frattempo Illeana aveva imparato a cotonarsi meno i capelli e a mettere meno in
mostra le tette: insomma, e si era adattata abbastanza comodamente al ruolo di moglie del preside.
A molti era sembrato strano che Chase avesse scelto quella strada. Essere preside di un college
ha un suo fascino, inutile negarlo, ma non  minimamente paragonabile al prestigio di essere uno
scrittore di successo. I presidi delle universit dello stato di New York non partecipano ai talk show,
non vengono invitati alle feste piene di VIP, non vengono citati sul New Yorker.
Ma Conrad Chase non aveva pi scritto nulla dopo La parte mancante. I primi anni, quando gli
chiedevano spiegazioni in merito, rispondeva che stava lavorando a un nuovo romanzo - probabilmente
l'accordo per la pubblicazione di La parte mancante prevedeva un seguito - ma se lo aveva scritto,
doveva ancora essere pubblicato. Alla fine avevano smesso di chiederglielo e quando ancora
succedeva, di tanto in tanto, Conrad rispondeva invariabilmente: Ho un college da mandare avanti.
La verit pura e semplice, secondo me,  che Conrad non riusciva pi a scrivere. Ma, a
differenza mia, era riuscito a farsi un nome prima di tirare i remi in barca.
Presi il dischetto, le pagine stampate, e mi avviai verso casa, senza dare ulteriori spiegazioni a
mio figlio sul fatto di aver gi letto il libro. E non lo ascoltai nemmeno quando mi chiese di non far
vedere quelle pagine a sua madre. Era proprio quello che avevo intenzione di fare.
Ellen era al piano di sopra intenta a rifare il letto. Bench fosse domenica, non era certo la
giornata ideale per oziare e rilassarsi leggendo il giornale. Eravamo tutti sottosopra. Ellen reagiva
tenendosi occupata.
Le allungai le pagine stampate da sopra il letto. Ellen lasci le lenzuola e prese in mano i fogli.
Gli lanci un'occhiata, chiedendo: Che cos'?.
Leggi e dimmi se ti ricorda qualcosa risposi.
Ma non puoi dirmi semplicemente...
Leggi.
Mia moglie abbass lo sguardo e cominci a leggere. Una volta arrivata in fondo alla prima
pagina mi guard. Che significa?
Lo riconosci?
Certo che lo riconosco ribatt, cercando di mantenere un tono di voce neutro. Mi resi conto
che stavo affrontando l'argomento nel modo sbagliato. Ellen avrebbe pensato a un attacco personale
contro Conrad Chase per quel che era successo anni prima. Avrebbe pensato che avessi scelto proprio
quel momento per riaprire la ferita. Non era certo quello il piano, ma a volte le cose non vanno come
previsto.
 il libro di Chase dissi. Non c'era bisogno che specificassi quale. Non parola per parola.
Sembra pi che altro una versione non rifinita. Ma  la stessa storia, con un titolo diverso.
Ti ho gi detto che l'ho riconosciuto ripet Ellen. In quanti sono ad aver scritto la storia di
un tizio che perde il pene e si ritrova una vagina?
"Bella domanda" pensai. Derek l'ha appena stampato. Era sul computer che gli aveva regalato
Agnes Stockwell. Derek l'aveva dato a Adam e adesso  scomparso.
Ellen mi fiss. Non capisco di cosa parli. Agnes Stockwell ha regalato a Derek un computer?
 quello che ha portato a casa un paio di settimane fa? Non sapevo che glielo avesse regalato lei.
Forse non te l'abbiamo detto. Non era di fondamentale importanza.
E adesso s, invece?
Inspirai profondamente. Ti ricordi Brett Stockwell?
Ellen annu.
Agnes aveva conservato tutte le cose del figlio, dopo il suicidio, ma ormai  passato tanto
tempo, cos ha deciso di sbarazzarsi almeno degli oggetti che non hanno un valore sentimentale. Aveva
questo vecchio computer in garage, e quando ha scoperto che Derek  fanatico di vecchi modelli, glielo
ha regalato. Il romanzo di Conrad, per lo meno quello che tutti pensano sia il romanzo di Conrad, era
sull'hard disk. E adesso il computer  sparito da casa dei Langley. Feci una pausa. Non ti sembra
strano?
Ellen continuava a fissarmi. Che cosa in particolare? Che il romanzo fosse sull'hard disk di
quel ragazzo o che il computer sia sparito?
Tutte e due le cose.
Era un computer fisso, non un portatile?
No, non era un portatile risposi. E solo la torretta dell'hard disk.
E come fai ad avere una stampata se il computer  sparito?
Derek ne aveva fatta una copia.
Ellen si accasci sul bordo del letto. Si pu sapere dove vuoi andare a parare? Non riesco a
capire, ma sono sicura che hai in mente qualcosa.
Non lo so nemmeno io. Sto solo cercando di capirci qualcosa. Ma non posso fare a meno di
chiedermi se Conrad sia davvero il genio letterario che tutti pensano. Magari La parte mancante non 
farina del suo sacco.
Ellen rimase senza parole per qualche istante. In effetti era un'ipotesi piuttosto sconvolgente.
Vorresti dire che l'ha scritto qualcun altro? Ma  ridicolo. Quel libro  finito nella classifica dei
libri pi venduti del "New York Times".
Sto solo pensando ad alta voce ribattei. Mi sembra strano che il romanzo di Chase salti fuori
su un vecchio computer.
Forse, ipotizz Ellen uno degli studenti di Conrad era un suo fervente ammiratore e l'ha
ribattuto, parola per parola. O ne ha fatta una copia su Word. All'epoca esistevano gi gli ebook? Forse
Brett Stockwell l'ha scaricato. Ci hai pensato?
A che anno risale il libro di Conrad? domandai. Quando  stato pubblicato?
Ellen ci riflett. Nove... no, dieci anni fa. Aspetta. Si alz, usc dalla camera e scese al piano
di sotto. La seguii in sala, dove cominci a esaminare i volumi allineati sulla libreria. Ce n'erano fin
troppi, impilati di traverso uno sull'altro. Ellen ci mise un po', inclinando la testa per leggere la costa di
copertina, prima di estrarre una copia di La parte mancante.
Lo apr alla pagina del copyright. E stato pubblicato nel 2000 mormor. L'edizione rilegata.
Il tascabile  uscito un anno dopo.
Brett Stockwell si  ucciso dieci anni fa precisai. Due anni prima dell'uscita del libro.
Magari c' una spiegazione molto semplice afferm Ellen.
Certo dissi. Forse hai ragione tu.  solo che  strano, tutto qua. Per non parlare del fatto che
il computer sia scomparso.
Qualcuno l'ha rubato?
Mi strinsi nelle spalle. Secondo Derek, fino a gioved era a casa dei Langley e adesso non c'
pi.
E stato Barry a dire che  stato rubato la sera degli omicidi?
No, se n' accorto Derek quando abbiamo fatto il sopralluogo con Barry.
Ellen distolse lo sguardo, scuotendo la testa. Ma  pazzesco. Come ha reagito Barry quando
Derek si  accorto che mancava?
Derek non gliel'ha detto. Me l'ha confessato solo dopo. Voleva parlarne prima con me, perch
si sentiva in imbarazzo a rivelargli il contenuto del romanzo. Non sapeva che si trattava di un romanzo
gi pubblicato. Insomma, quando  uscito il libro Derek avr avuto... Quanto? Nove anni? Di sicuro
nei libri che leggeva a quell'et nessuno si svegliava una mattina senza pisello. Ha pensato che fosse il
tentativo di uno studente di darsi al porno, anche se, a suo parere, non  pornografia di quella forte.
Ellen si lasci sfuggire un mezzo sorriso, che svan rapidamente. Che cosa pensi di fare?
Credo che dovrei dirlo a Barry, che ne pensi? risposi. Magari  una sciocchezza. E forse la
scomparsa del computer non c'entra niente con quanto successo ai Langley. Potrebbe essere sparito fra
gioved, cio l'ultima volta in cui Derek  stato in camera di Adam, e la sera degli omicidi, vale a dire
venerd sera. O forse  in un'altra parte della casa in cui Barry non ci ha portati.
Ellen prese a camminare su e gi per la stanza. Dovresti avvertire Conrad disse alla fine.
Che cosa?
Prima di andare da Barry. Conrad ha il diritto di saperlo, perch magari c' una spiegazione
molto semplice. In tal caso, faremmo meglio ad avvertirlo prima di coinvolgere la polizia.
Faremmo? Intendi tu e io?
Ellen mi guard. Non fare cos.
Cos, come? Forse per te  importante risparmiare a Conrad una spiegazione imbarazzante, ma
per me non  esattamente una priorit. Mentre pronunciavo quelle parole, sapevo di non essere del
tutto onesto. In fin dei conti quell'uomo firmava le buste paga di mia moglie.
Non  questo il punto ribatt Ellen.  una questione di correttezza. Anche perch 
probabile che sia solo molto rumore per nulla. Scosse la testa con una certa frustrazione. Forse
sarebbe meglio che gli parlassi io. Se lo fai tu, potrebbe pensare che a muoverti ci sia ben altro.
Incontr il mio sguardo. Lo sai che  cos.
Annuii molto lentamente. Ho un'idea migliore mormorai. Che ne dici se prima vado a
parlare con Agnes? Senza raccontarle proprio tutto, cos forse riesco a farmi un'idea di come mai quel
romanzo sia finito sul computer del figlio.
C'era anche qualcos'altro che avevo in mente di chiedere ad Agnes. E in caso ci fosse una
spiegazione banale, posso riferire a Barry che Derek si  accorto della scomparsa del computer e
basta.
Ellen annu. Okay, d'accordo. Parla pure con Agnes.
Nessuno dei due apr bocca per qualche secondo. Trassi un profondo respiro ed espirai
lentamente. C'era un particolare che mi tormentava da prima che Derek ritornasse con le pagine
stampate.
Ellen si era voltata verso la finestra e guardava in lontananza il profilo della casa dei Langley.
Erano giorni che non parlavo con loro. Non li ho quasi visti.
Nemmeno io dissi.
L'ultima volta deve esser stato quando Donna  venuta a portarmi quel pacco prosegu Ellen.
Quando  stato? domandai. Non me ne ricordavo.
Un editore di New York mi aveva spedito alcuni libri di autori che volevo invitare al festival.
E perch  stata Donna a portarteli?
Il corriere li aveva consegnati a casa sua.
Ellen rimase immobile qualche istante, fissando fuori della finestra. Quando si volt mi sembr
che tutto il sangue le fosse defluito dal viso.
Donna ha detto che il fattorino si era sbagliato: vedendo la cassetta della posta con il nome
Cutter, aveva pensato che si trattasse di casa nostra.
11.
Il giorno prima non eravamo riusciti a finire come si deve il lavoro a casa di Agnes Stockwell.
Ellen mi aveva chiamato per avvertirmi di quel che stava succedendo a casa dei Langley.
La scusa ideale per ritornare. Non c'era neanche bisogno di attaccare il rimorchio al pickup. Il
prato della signora Stockwell era gi sistemato, quindi il trattore non mi sarebbe servito. Caricai solo il
decespugliatore sul retro del furgone. Mancavano soltanto qualche rifinitura e la pulizia finale.
Dove vai? mi chiese Derek. Mentre io parlavo con Ellen, lui era rimasto in giardino,
passando il tempo a saltellare da una parte all'altra del vialetto d'accesso senza toccare la ghiaia.
Occupati della mamma gli dissi. Io torno subito.
Risalii lentamente il viale, salutando con un cenno il poliziotto che piantonava la casa dei
Langley, poi svoltai sulla statale verso Promise Falls. Parcheggiai sul marciapiede di fronte alla casa di
Agnes Stockwell e salii i gradini dell'ampio portico vecchio stile, bussando piano alla porta. Dopo tutto
era domenica, anche se ormai si era fatto mezzogiorno.
Avvicinandosi alla porta, Agnes Stockwell mi sorrise.
Che ci fa qui, oggi? domand mentre il gatto le si strusciava contro le caviglie, sbirciando
fuori. Era senza dubbio il gatto pi brutto che avessi mai visto; sembrava che dovesse trovarsi pi a
proprio agio a sguazzare nel fango di un porcile, che non acciambellato sul divano.
Agnes doveva essere stata una bella donna ai suoi tempi, ma la prolungata sofferenza dovuta
alla perdita del marito e poi del figlio l'aveva invecchiata precocemente. Non riuscivo neanche a
immaginare come ci si potesse riprendere da una cosa simile. Forse era impossibile. Agnes aveva
continuato a vivere nella stessa casa, facendone, per quanto ne sapevo, il suo unico progetto di vita.
Lavorava in giardino quando la stagione lo permetteva e se ne stava per lo pi per conto suo il resto del
tempo.
Siamo dovuti andare via presto, ieri risposi. Devo ancora completare le rifiniture.
Oh, non me n'ero neanche accorta rispose Agnes. Ma forse era solo troppo gentile per
farmelo notare. Suo figlio non c', oggi?
No risposi. Non c' molto da fare, cos ho pensato di venire da solo e lasciargli la giornata
libera. Stavo per aggiungere: "Sa come sono i ragazzi, appena possono dormono fino a tardi", ma mi
trattenni appena in tempo.
Quando ha finito, venga dentro che le offro una limonata disse Agnes.
Era proprio quello che speravo.
Impiegai non pi di un quarto d'ora per finire il lavoro. Inforcai gli occhiali di protezione e
ripassai i bordi del vialetto e delle aiuole, assicurandomi che non rimanessero residui di erba. Mi
piaceva questo lavoro, mi dava un senso di soddisfazione come ben poche altre cose, a parte forse la
pittura.
Stavo sistemando gli attrezzi sul pickup quando sentii aprirsi la porta d'ingresso e vidi
comparire Agnes con un bicchiere di limonata ricoperto di goccioline di condensa. Mi avvicinai e lo
presi.
Le dispiace se mi siedo un momento? chiesi.
Accanto alla porta c'erano due poltroncine da esterno.
No, no, ma certo, signor Cutter rispose. Stavo per invitarla a sedersi con me, ma ancor prima
che potessi aprire bocca, Agnes si era gi accomodata. Immaginai che, vivendo sola, cogliesse al volo
ogni occasione per scambiare due parole, anche se si trattava del tizio che le sistemava il giardino.
Mi chiami Jim la pregai.
Jim ripet lei a bassa voce.
Questa limonata  davvero ottima esclamai, e non stavo esagerando. Il gatto mi si strusci
contro le gambe. Come si chiama?
Si chiama Boots.  una femmina rispose Agnes Stockwell.
Non credo di aver mai visto un gatto cos.
S,  davvero orribile conferm Agnes. Ma le sono molto affezionata.
Mi scolai la limonata quasi fino in fondo, asciugandomi la bocca con il dorso della mano.
Dovevo avere un aspetto terribile, cos sporco e sudato, ma Agnes non sembr farci caso.
Ha sentito di quell'avvocato? mi domand. Quello che  stato ucciso insieme alla moglie e
al figlio?
S.
 successo vicino a casa vostra, no?
A un centinaio di metri risposi. Una tragedia terribile.
Agnes scosse il capo. S, davvero terribile. Sono cose che fanno riflettere. Non  mai successo
niente del genere da queste parti.
Annuii. Gi, e ha ragione, sono cose che fanno pensare. Ci concedemmo entrambi un istante
di riflessione. Poi ripresi: Mio figlio mi ha chiesto di ringraziarla ancora per il computer.
Oh, si figuri,  stato un piacere ribatt Agnes. Sono contenta che qualcun altro lo usi. Non
sapevo neanche se funzionasse ancora, era talmente vecchio. Sono rimasta sorpresa che lo volesse.
Pi vecchi sono e meglio  per Derek ribattei.  un vero mago con quegli aggeggi.  una
fortuna che non l'avesse gi dato via. Presto i ragazzi del vicinato faranno la fila qui davanti per vedere
se ha altri computer da regalare.
Non credo proprio. Ma sono contenta che suo figlio lo apprezzi.
Non  che per caso ha detto a qualcuno di averlo regalato a Derek?
Agnes sembr perplessa. No, non credo. Perch?
Dovetti escogitare in fretta una spiegazione plausibile. Stavo solo pensando che, in tal caso,
potrebbero presentarsi in molti per vedere cos'altro ha da dare via.
Agnes assent. Un'argomentazione convincente. Oh, no, non credo. Chiss, magari un giorno
organizzer una piccola vendita in casa. Ci penso ogni estate, poi non mi decido mai. Come ha detto
che si chiama suo figlio?
Derek.
Mi sembra un bravo ragazzo.
S, abbastanza risposi. Ha i suoi alti e bassi, ma  in gamba.
Hanno tutti alti e bassi disse Agnes. Brett di sicuro. Mi sono sentita un po' in colpa ad aver
dato via il suo computer, ma che potevo fare? Non ci si pu aggrappare per sempre ai ricordi. Ne aveva
un altro, sa... di quelli portatili, ma devo averlo regalato molto tempo fa. Non ricordo neanche che fine
ha fatto. I vestiti invece non li ho tenuti. Li ho dati ai poveri. Penso che Brett avrebbe voluto cos.
Scommetto che anche lui era un bravo ragazzo osservai.
Di nuovo quel sorriso triste. Oh, s. Non passa giorno...
Lasci la frase sospesa per qualche istante.
Non passa giorno...? la sollecitai.
Sospir. Non passa giorno che non mi chieda perch l'ha fatto. Lei sa cosa  successo a Brett,
signor... Jim?
Ho sentito che si  tolto la vita.
La donna annu. Non riesco pi neanche a scendere in citt o ad avvicinarmi alle cascate.
Potrei fare un salto ogni tanto a consegnare la dichiarazione dei redditi, invece la spedisco per posta.
Non posso guardare le cascate, non riesco neanche a sentirne il rumore.
La capisco mormorai.
Cerco di non incolpare me stessa. Ma anche dopo tutti questi anni, mi riesce difficile. Avrei
dovuto capire i segnali. Ma, giuro, non mi sono mai accorta di nulla, non me l'aspettavo. Solo quel
fatidico giorno o gi di l, poco prima che si uccidesse. Fino ad allora Brett mi era sembrato che stesse
bene, ma quel giorno lo vidi cos preoccupato e sconvolto. Per non ne volle parlare con me.  per
questo che mi riesce cos difficile non sentirmi in colpa. Non mi sono mai resa conto di quanto fosse
infelice, eppure Brett era tutta la mia vita, dopo che mio marito ci aveva lasciati. Ci saranno stati
sicuramente dei segnali nell'ultima settimana, ma non li ho saputi riconoscere. Come pu una madre
non accorgersi che il proprio figlio  tormentato, prima che sia troppo tardi?
Scossi il capo lentamente, provando una pena infinita. Non possiamo sapere tutto dei nostri
ragazzi affermai. Ci nasconderanno sempre qualcosa. Sono certo che anche Derek  cos. Cercai di
sorridere. E a volte, forse,  anche meglio.
Agnes rimase a fissare il giardino con lo sguardo perso nel vuoto, in silenzio.
Mi racconti di Brett. Che interessi aveva? Cosa gli piaceva fare?
Non era come tutti gli altri ragazzi rispose. Era... Si interruppe di botto. Le va di vedere
una sua foto?
Ma certo.
Si scus e si allontan per non pi di mezzo minuto, poi ritorn con una foto incorniciata.
Questa risale all'anno del diploma, quattro anni prima di... be',  cos che me lo ricordo.
Brett Stockwell era un bel ragazzo. Capelli biondi che gli coprivano le orecchie, occhi castani,
una bella pelle per quell'et. Aveva un'aria sensibile, da artista. Di certo non era il capitano della
squadra di football.
Mi sembra che abbia i suoi occhi dissi.
Agnes prese la foto e la studi, come se la vedesse per la prima volta. Assomigliava molto al
padre. Ha preso pi da lui, penso. Borden era basso, non arrivava al metro e settanta; Brett aveva la sua
stessa struttura fisica.
Mi stava dicendo che non era come gli altri ragazzi.
Non impazziva per lo sport. Non gliene  mai importato niente del football. Amava leggere e
andare al cinema. Ma non gli piacevano i film che guardano tutti, gli piacevano quelli con la traduzione
dei dialoghi in basso sullo schermo.
I sottotitoli.
Esatto, i film in lingua straniera. Solo quelli. Preferiva passatempi che non interessavano molto
i suoi coetanei.
Mi sembra giusto osservai. Non dobbiamo essere tutti uguali. Altrimenti che razza di mondo
sarebbe? Bevvi un altro sorso di limonata.
E amava scrivere prosegu Agnes Stockwell. Era sempre l che scriveva.
Che cosa scriveva? domandai.
Oh, di tutto. Quando era piccolo gli piaceva scrivere di viaggi verso pianeti lontani. O di
viaggi nel tempo, cose cos. E poesie. Ha scritto centinaia e centinaia di poesie. Non di quelle che fanno
rima, per. La poesia non  pi la stessa di quando ero ragazza. Non deve per forza essere in rima. A
me non sembra neanche poesia senza la rima, ma solo un'accozzaglia di frasi messe insieme.
Non ne so molto di poesia. Ellen ne legge qualcuna di tanto in tanto.
Ellen  sua moglie?
S.
Deve farmela conoscere, una volta o l'altra. Mi piacerebbe.
S, penso che farebbe piacere anche a lei. Per adesso la conosce come "la signora che ci offre
la limonata".
Agnes sorrise. A volte per il mio compleanno Brett mi scriveva una poesia, di quelle in rima
per, perch sapeva che altrimenti non l'avrei capita. Erano simili a quelle che si trovano sui biglietti
d'auguri, sa?
Le faceva leggere tutto quel che scriveva? domandai.
A volte s, a volte no. Voleva che fosse tutto corretto e rifinito, prima di farmelo leggere. E
poi, pi cresceva, pi diventava riservato. Ai ragazzi non piace condividere proprio tutto con la
madre. Batt le palpebre e mi sembr di scorgere un luccichio negli occhi.
S, be', capisco benissimo. Pensa che volesse diventare uno scrittore?
Oh, senza dubbio. Era il suo sogno, diventare uno scrittore famoso. Parlava spesso degli autori
che amava, Truman Capote, James Kirkwood e tanti altri. E se non si fosse... se avesse fatto scelte
diverse, credo che ce l'avrebbe fatta. Perch era proprio bravo, sa? Aveva molto talento. E non lo dico
perch sono sua madre. Una pausa. Ero sua madre.
Anche altri pensavano che avesse talento? m'informai.
Agnes annu. I suoi insegnanti dicevano che era molto bravo. Alcuni addirittura che era
geniale.
Davvero?
Al liceo aveva un insegnante... com' che si chiamava? chiuse gli occhi per concentrarsi. Il
signor Burgess, ecco. Ricordo ancora il commento che scrisse a nota di un racconto di Brett. Scrisse:
"John Irving, sta' in guardia!". Cosa ne dice?
Wow!
Lei sa chi  John Irving?
S risposi.
Una volta Brett si mise nei guai, credo all'ultimo anno di liceo. Scrisse qualcosa che turb
alcuni insegnanti. L'argomento era un po'... un po' troppo maturo, sa cosa intendo? E il linguaggio non
era del tutto appropriato per una scuola superiore.
Di cosa parlava?
Della vita degli studenti. Non proprio dei suoi compagni di scuola, di ragazzi e ragazze
qualsiasi... di quel che fanno di nascosto dai genitori. Una storia sulla scoperta della sessualit,
diciamo. Agnes pronunci quest'ultima frase come se fosse fra virgolette. Era un po' troppo per il
corpo docente del liceo di Promise Falls.
E cos  finito nei guai?
Sarebbe successo, se non fosse intervenuto il professor Burgess. Difese Brett davanti al
consiglio scolastico, sostenendo che il suo scritto, anche se di argomento discutibile, era una
rappresentazione onesta della realt. Disse che Brett non meritava la sospensione o qualunque altra
punizione per aver fatto emergere cose di cui tutti erano a conoscenza, ma che nessuno aveva il
coraggio di ammettere apertamente.
Mi sembra l'insegnante perfetto.
Brett non mi aveva fatto leggere quel racconto. Sapeva che avrei cercato di convincerlo a non
consegnarlo. Non mi piace sollevare polveroni.
Come molti di noi, del resto osservai. E quando  andato al college? Ha trovato anche l dei
mentori, dei professori che lo incoraggiavano a scrivere?
Oh, s. Anche se al college c'erano meno opportunit di dedicarsi al tipo di scrittura creativa
che Brett amava tanto. Era tutta roba molto... accademica, sa, cose che non interessavano molto a mio
figlio, nonostante se la cavasse molto bene con le parole e fosse un lettore accanito. Aveva cos tanti
libri. Non ho ancora deciso cosa farne. Pensa che la biblioteca li accetterebbe?
Forse risposi. Quindi al college Brett ha smesso di scrivere poesie e racconti?
No, non ha smesso. Li scriveva e li consegnava ai professori. Alcuni erano pi interessati di
altri, naturalmente.
Certo.
Per lo pi li dava agli insegnanti di inglese, o meglio, di letteratura.  cos che la chiamano al
college. Per esempio, il professore di scienze politiche o quello di storia non si erano dimostrati
particolarmente interessati ai suoi lavori. Immagino che fossero tutti cos impegnati; non erano in molti
a voler sacrificare il proprio tempo libero per leggere qualcosa che non c'entrasse con il programma.
Alcuni docenti, per, gli permettevano di consegnare una poesia o un racconto al posto della solita
relazione con note a pie' di pagina e bibliografia.
Odiavo le bibliografie esclamai, ripensando ai tempi della scuola. A volte me le inventavo
di sana pianta.
Agnes mi diede una pacca scherzosa sulla spalla. Scommetto che gli insegnanti non ci
cascavano.
No, infatti ammisi.
Alcuni professori erano a loro volta scrittori prosegu Agnes. E chiudevano pi volentieri un
occhio. A loro Brett poteva consegnare un racconto invece di andare in biblioteca per la ricerca
bibliografica.
Ricorda i loro nomi?
Agnes scosse il capo. Ne  passato di tempo. Non li riconoscerei neanche se me li ritrovassi
davanti alla porta di casa. A parte forse il signore che adesso  preside del college. Ogni tanto leggo il
suo nome sullo "Standard".
Fui come squassato da un piccolo terremoto interno. Intende Conrad Chase? domandai.
Esatto, proprio lui. All'epoca aveva preso molto a cuore i lavori di Brett. E Brett parlava
continuamente di lui. Era senza dubbio il suo insegnante preferito, anche se Brett non ha frequentato il
college a lungo.  anche venuto a trovarmi un paio di volte dopo la morte di mio figlio. La prima volta
mi ha portato dei fiori, e mi ha persino inviato dei biglietti per un concerto. Era molto gentile.
D'improvviso Agnes scoppi a piangere. Tir fuori un fazzoletto di carta dalla manica e si
asciug gli occhi. Mi spiace mormor. E passato tanto tempo e dovrei riuscire a parlarne senza
piangere.
Non si preoccupi risposi. Queste cose non ci abbandonano mai. Le diedi qualche istante
per riprendersi. Brett ha mai fatto vedere i suoi lavori al professor Chase?
Oh, s. Chase lo incoraggiava molto. Lo ha anche invitato a casa sua un paio di volte, mi pare.
Questo prima di diventare famoso e incontrare quell'attrice che poi ha sposato. Brett sarebbe stato
entusiasta del successo del professor Chase. Se la sua vita non fosse stata spezzata cos
prematuramente, Brett avrebbe continuato a scrivere, e poter annoverare Conrad Chase fra le proprie
conoscenze certo gli avrebbe aperto qualche porta.
Scommetto di s.
Agnes si strinse nelle spalle, asciugandosi qualche lacrima.
L'ha mai letto? domandai.
Mmm? rispose Agnes, senza capire a cosa mi riferissi.
La parte mancante spiegai.
Agnes mi guard come se le avessi chiesto se nel tempo libero faceva la lapdance. Oh, no. Ci
ho provato, ho letto una cinquantina di pagine e poi ho deciso che... ecco, non era proprio il mio
genere. Non che fosse scritto male, solo non faceva per me. La lingua inglese  cos ricca di vocaboli
bellissimi, e ci sono tantissimi argomenti di cui scrivere, ma certi autori evidentemente non li
apprezzano. Non mi fraintenda, a volte leggo anche Danielle Steel, per... insomma, un uomo che si
ritrova i genitali femminili? Non m'importa quanto lo abbiano osannato i critici. Non fa per me.
Sorrisi. La capisco perfettamente.
Brett, per, ha sempre avuto una mente molto pi aperta della mia prosegu Agnes con un
tono di voce pi dolce. Era quel che si pu definire uno "scrittore sperimentale", amava le sfide.
Credo che avrebbe adorato il libro del professor Chase.
12.
Prima di andarmene chiesi ad Agnes se potevo dare un'occhiata all'elenco telefonico. Agnes
and a prenderlo, lasciandomi con Boots, che mi strusci l'orrendo muso contro i pantaloni.
Agnes Stockwell ritorn non solo con l'elenco telefonico, ma anche con bloc-notes e matita.
Che cosa deve cercare? mi domand, affrettandosi poi ad aggiungere: Oh, mi perdoni! Non sono
affari miei.
Non c' problema replicai. Mi aspetta un altro cliente, prima di tornare a casa, ma devo
controllare l'indirizzo.
Trovai tre Burgess sull'elenco di Promise Falls e annotai indirizzo e numero di telefono.
Grazie mormorai, riconsegnando l'elenco alla padrona di casa. E grazie anche per la limonata. Ci
vediamo, Boots.
Mentre mi allontanavo lungo il viale d'ingresso, recuperai il cellulare dalla tasca, pensando di
chiamare Barry per spiegargli che, dopo il sopralluogo a casa Langley, Derek si era ricordato
improvvisamente che mancava un computer. Magari non significava niente, ma forse era meglio
metterlo al corrente.
Mi resi conto di non aver acceso il cellulare prima di uscire e premetti il tasto di accensione.
Sollevai lo sguardo sulla strada e mi accorsi di una berlina nera ferma a un isolato di distanza. Appena
feci qualche passo verso il pickup, la macchina, una Grand Marquis, si mosse; invece di salire sul
furgone decisi di aspettare per vedere se stessero cercando proprio me.
Vidi la berlina accostare vicino al pickup. Prima ancora che si fermasse, si abbass il finestrino
posteriore.
Salve, Randall esclamai, lasciando scivolare il cellulare in tasca.
Il sindaco Finley mi scocc il solito sorriso da stronzo. Cutter, figlio di puttana, non muori
mica se mi chiami Signor Sindaco!
Forse s ribattei.
Ascolta, Jim, hai un minuto? Avrei proprio bisogno di parlarti.
Sto lavorando, veramente risposi. Come hai fatto a trovarmi?
Ho chiesto a Ellen rispose. Ha provato a contattarti.
Avevo il cellulare spento.
Le ho detto che era importante, e visto che non  riuscita a mettersi in contatto con te, mi ha
spiegato dove trovarti prosegu il sindaco. Forza, salta su. Prenditi una pausa da questo caldo
concluse, aprendo la portiera. Era il massimo della cortesia per Randy.
Randall, davvero...
Ti prego, Cutter. Te lo sto chiedendo per favore.
Spalancai la portiera e salii in auto. C'era un fresco delizioso. Mentre mi sedevo, Lance Garrick
si volt con un ghigno. Ehi, Cutter, le erbacce non ti danno tregua, eh?
Feci finta di non aver sentito.
Lance intervenne il sindaco. Invece di startene fermo a sprecare benzina, perch non ci
facciamo un giretto? Ti va? chiese, ora rivolto a me.
Fa' come ti pare risposi. Mi metter comodo a godermi l'aria condizionata.
Non fa un po' troppo caldo per tosare prati? E pure di domenica esclam Lance, scuotendo la
testa e facendo schioccare la lingua, come se avessi infranto una regola non scritta di Promise Falls.
Qui dentro invece si sta cos freschi concluse, guardando dritto davanti a s.
Beato te replicai, incapace di ignorarlo del tutto.
S, be' tosare prati con questa afa non fa per me, nossignore.
S, Lance, ho afferrato il concetto.
Certo, se avessi quattordici anni, sarebbe diverso.
Lance intervenne Finley. Vuoi chiudere il becco? Poi si volt verso di me. Nella prossima
riunione di bilancio devo assolutamente far approvare la spesa per un vetro insonorizzato fra i sedili.
Lance fece una smorfia. Sto cercando di iniziare una conversazione qua dietro, Lance. Non puoi
infilarti quel cazzo di iPod?
Non l'ho portato borbott Lance offeso.
E allora pensa a guidare ribatt Finley. Stiamo parlando di affari.
"Non per il momento" pensai. Mi limitavo a guardare fuori del finestrino, godendomi il viaggio.
Chiss se Randall avrebbe chiesto a Lance di ripulire il sedile posteriore dal mio sudore, quando fossi
sceso.
Jim esclam il sindaco Finley. Ti vedo bene, davvero.
Non risposi.
Come te la passi dopo la tragedia dei Langley? Sarete sotto shock. Come stanno tua moglie e
tuo figlio?
Che posso fare per te, Randall?
Ecco il Jim Cutter che conosco. Dritto al punto, niente giri di parole.  questo che mi  sempre
piaciuto di te. Langley mi ha rappresentato in diverse occasioni, lo sapevi? Il suo studio, non lui
personalmente, si  persino occupato del divorzio dalla mia prima moglie. Una pausa. O dalla
seconda. O forse da tutte e due.
Feci scorrere una mano sul sedile di pelle, chiedendomi quante volte Finley si fosse fatto una
sveltina l sopra.
Gi replicai. Albert lavorava per tutti i pezzi grossi di Promise Falls. Sempre che esistano
pezzi grossi a Promise Falls.
Finley rise. Gi, non  proprio Albany. Siamo un piccolo stagno. Ma anche gli stagni hanno
pesci pi grossi, giusto?
Silenzio da parte mia.
Il fatto ... prosegu Finley abbassando la voce che sto pensando di dare una svolta alla mia
vita.
Una svolta? esclamai. Jane si  finalmente decisa a buttarti fuori a calci? La sua terza
moglie gli era rimasta al fianco pi a lungo del previsto. Forse credeva in una ricompensa divina per gli
anni trascorsi accanto a Randall Finley. O forse era solo pi incline al perdono delle due che l'avevano
preceduta.
Buona questa comment Randall. No, voglio candidarmi al Congresso.
Nessuna reazione da parte mia.
Come... nessun commento sarcastico? esclam Finley.
Accomodati pure, Randy. Candidati al Congresso. O anche alla presidenza. Non me ne
importa. Tanto non voter per te.
Un'altra risata. Sei un osso duro, Jimmy Ma non ho mai contato sul tuo voto. Mi chiedevo
piuttosto se potessi contare sulla tua discrezione.
Discrezione?
Quando sei sindaco, be', puoi anche comportarti da stronzo e farla franca. Credimi, lo so bene.
Ma a livello nazionale, specialmente se vieni dallo stato di New York e non da qualche avamposto
sperduto, come il North Dakota...
Mia madre era del North Dakota lo interruppi. Non era vero, ma chissenefrega.
Lo sai cosa voglio dire ribatt Finley, senza neanche scusarsi. Il punto  che quando ti
presenti a livello nazionale, la musica cambia. Mi lanci un'occhiata per vedere se avevo colto
l'antifona. Rimasi impassibile. Appena sanno che ti candidi al Congresso, cominciano subito a scavare
nel tuo passato e a fare domande in giro. Iniziano a interessarsi alla tua reputazione.
Allora, Randy, non dovresti avere problemi. Ce l'hai gi una reputazione. Chiedi a chiunque.
Chiedi alla Casa per ragazze madri dove hai vomitato l'anima. Sono certo che ti sosterranno.
Gi, be'... borbott Finley, quasi arrossendo. Uno spiacevole incidente. Passer da Gillian
uno di questi giorni con un bell'assegno. Non far smettere di frignare i bambini, ma chiuder il becco
alle madri.
Prima o poi, Randy, sarai ricompensato per tutto il bene che fai.
Comunque sia, volevo sapere se posso contare sulla tua discrezione, in caso qualche
giornalista venisse a ficcare il naso.
A che proposito?
Finley alz gli occhi al cielo. Senti, quando eri il mio autista ci sono stati momenti in cui non
ho dato il meglio di me. Ma le cose sono cambiate. Sono una persona diversa. Il tizio per cui lavoravi,
non esiste pi.
Buono a sapersi mi limitai a commentare.
Perci, se dovessero farti domande sul mio passato, posso contare sul fatto che saprai dare la
risposta giusta? Vedendo che non rispondevo, prosegu. Voglio dire, siamo pari, no? Tu non hai
aperto bocca su quella notte, e io non ti ho denunciato per aggressione. Un altro al posto mio ti avrebbe
fatto sbattere dentro per quello che hai fatto.
Non avrebbe dovuto chiamare Jim quella sera, capo intervenne Lance. Se avesse telefonato
a me, nulla di tutto questo sarebbe successo.
Perch invece non diciamo che, se tu non gli avessi combinato un appuntamento con una
minorenne, nulla di tutto questo sarebbe successo? replicai. Mi voltai verso Finley. E quanto a te,
non crederai sul serio di non avermi denunciato per farmi un favore? Chi avresti chiamato a
testimoniare? Pensaci. Quanti anni aveva quella ragazzina? E la sua amica in corridoio? Gli sarebbe
servita la giustificazione della scuola per venire in tribunale.
Ancora una cosa continu Finley come se niente fosse. Che ne dici di lavorare di nuovo per
me, Cutter? Per la mia campagna elettorale?
Ehi! sbott Lance. Non avr intenzione di ridargli il vecchio posto?
Cazzo, Lance, vuoi guidare e stare zitto?
Che cosa? Devo far finta di non aver sentito?
Ignoralo Jim. Ti sto proponendo un altro tipo di incarico. C' un sacco di lavoro da fare in
campagna elettorale. E sarai pagato bene. Molto pi di quel che prendi a tosare i prati. Cazzo, che
diavolo ti  preso? Non hai un po' di dignit?
Avrei voluto rispondergli che se davvero non avessi avuto dignit, sarei stato ancora alle sue
dipendenze. Ma non dovevo giustificarmi, n con lui n con chiunque altro.
Finley per non aveva ancora finito. Andartene in giro su quel catorcio a fare quel lavoro
assurdo,  molto al di sotto delle tue possibilit, Cutter. Sei un uomo molto intelligente, con grandi
capacit. Ci sai fare con la gente e hai un istinto infallibile. Difficilmente perdi la calma. Mi piace. E
quella storia del pugno sul naso...  acqua passata. Come se non fosse mai successa.
Puoi riportarmi al mio pickup? chiesi a Lance. Poi mi voltai verso Finley. Senti, non
m'importa quel che fai. Candidati pure dove vuoi. Non dir una parola.
Sei in gamba, Jim.
Perch se raccontassi in giro tutto quello a cui mi  toccato assistere, dovrei anche spiegare
come mai ho continuato a lavorare per te. E non lo so nemmeno io il perch. Quindi non hai nulla da
temere. E per la tua offerta... passo, grazie. Mi piace il mio lavoro. Mi piace lavorare con mio figlio.
Riesco persino a guardarmi allo specchio a fine giornata.
Finley annu, quasi pensieroso. Va bene, non ho altro da chiederti disse. Se non vuoi
lavorare per me, lo accetto. E ti sono grato per la discrezione.
Quella ragazza, mormorai quella che era in camera con te. Cosa le  capitato?
Non lo so rispose Finley. Non l'ho mai pi rivista. Mi sono dato una calmata dopo quella
sera. Te lo giuro su Dio.
Poco pi avanti scorsi il mio furgone. Lance rallent per accostarsi al marciapiede.
Finley mi porse la mano: mi costava pi fatica rifiutarla, perci gliela strinsi. Cercai di
convincermi che non avrei compromesso i miei principi se non avessi stretto troppo forte. Scendi e vai
ad aprire la portiera al signor Cutter esclam Finley rivolto a Lance.
Eh? Sta scherzando?
Mi hai sentito.
Lance scese dall'auto; per un istante pensai: "Vaffanculo, sono capace di aprirmela da solo la
portiera". Poi ci ripensai. Perch non lasciare che Lance facesse il lavoro per cui era pagato?
La portiera si apr e scesi dall'auto. Nel richiuderla, Lance si allung verso di me e mi sussurr
all'orecchio: Questa  davvero una novit. Non mi era mai capitato di aprire la portiera a uno sfigato
tagliaerba.
Scattai con il gomito all'indietro, colpendolo proprio sotto lo sterno. Rimase senza respiro e
cadde a terra.
Spiacente mormorai.  il braccio che uso per il decespugliatore. A volte ha spasmi
muscolari incontrollati.
13.
Appena Lance si rialz da terra allontanandosi poi insieme a Finley, recuperai il cellulare,
deciso a comporre il numero sul biglietto da visita di Barry. Per mi bloccai. Cosa gli avrei detto
esattamente?
Avrei potuto dargli la versione ridotta della storia: dopo il sopralluogo in casa Langley, Derek si
era ricordato di non aver visto una delle torrette dell'hard disk, che fino a qualche giorno prima era in
camera di Adam. "Magari ti pu essere d'aiuto" avrei aggiunto.
Poi Barry avrebbe potuto farci quel che voleva con quell'informazione.
A dire il vero non sapevo se il computer c'entrasse con la morte dei Langley. A quanto ne
sapevo, Adam poteva averlo chiuso nell'armadio. Barry non l'aveva aperto per mostrarci il contenuto.
E se il computer non c'entrava con gli omicidi, a che serviva infilarsi in quel ginepraio rivelando
quello che Adam e Derek avevano trovato, a parte causare una serie di grattacapi a Conrad Chase? Non
che mi sarebbe dispiaciuto vederlo contorcersi dall'imbarazzo, ma, allo stesso tempo, non ero cos
vendicativo da trascinare un innocente in un'indagine per omicidio per puro divertimento. Quasi, ma
non proprio.
Decisi che sarebbe stato meglio approfondire la faccenda prima di chiamare Barry Duckworth.
Ecco perch fare visita al signor Burgess, insegnante di Brett Stockwell al liceo, mi sembr un ottimo
inizio.
Le madri pensano sempre che i figli abbiano talento, e a volte possono anche aver ragione.
Burgess, per, mi avrebbe fornito una valutazione pi obiettiva e avrebbe potuto confermarmi se Brett
era davvero dotato come scrittore. Se non fosse stato cos, allora doveva esserci un'altra spiegazione al
fatto che il libro di Conrad fosse finito sul computer del ragazzo. Proprio in quel momento mi resi
conto di quanto la mia conclusione - che Conrad avesse rubato il romanzo a uno studente - fosse
azzardata.
Forse rimandare la telefonata a Barry era davvero la mossa pi saggia.
Cominciai a comporre i numeri annotati dall'elenco di Agnes Stockwell; trovai il Burgess che
mi interessava al terzo tentativo. Casa sua era a non pi di dieci minuti da dove mi trovavo. Non avevo
bisogno di una cartina: vivevo e lavoravo a Promise Falls ormai da tempo e sapevo orientarmi.
Quando l'uomo mi rispose al telefono non seppi bene cosa dirgli. Dopo essermi presentato e
aver appurato che fosse un insegnante di inglese della Promise Falls High School, gli dissi che avevo
bisogno di parlare con lui di un suo ex studente. L'uomo mi chiese chiarimenti, ma mi limitai a
rispondere che sarebbe stato meglio parlare faccia a faccia.
D'accordo, venga pure mormor, lasciando trasparire chiaramente nel tono il sospetto e la
diffidenza.
Lo scontro con Lance mi lasci una strana sensazione, una specie di ronzio di sottofondo. Mi
sentivo agitato e, allo stesso tempo, in preda all'ansia e alla malinconia.
Era stato stupido colpirlo con una gomitata nello sterno. Di grande soddisfazione, s, ma avrei
dovuto essere superiore e non reagire. Il fatto  che Lance aveva tirato troppo la corda. Forse se si 
costretti a scarrozzare uno stronzo tutto il giorno, non ci sono molte persone a cui potersi sentire
superiori. Prendersela con un tizio che taglia l'erba per vivere era un'opportunit troppo allettante per
lasciarsela sfuggire.
Non ero particolarmente preoccupato che Lance mi denunciasse. Gli sarebbe servito l'appoggio
di un valido testimone e sapevo che non l'avrebbe trovato nel sindaco: Finley non avrebbe mai rischiato
di giocarsi la mia discrezione per assecondare quella testa di legno di Lance.
I tipi come Lance, per, avevano un'infinit di modi per farsi giustizia al di fuori di un'aula di
tribunale. Cos adesso, per aver voluto dimostrare di avere le palle, avrei dovuto stare in guardia per
chiss quanto tempo.
Un'altra seccatura di cui avrei volentieri fatto a meno.
Parcheggiai di fronte a casa di Burgess - non sapevo ancora il nome di battesimo - e spensi il
motore. Era una modesta villetta a un piano, con una tettoia a lato per l'auto; la casa era costruita su un
piccolo terreno, a circa dieci metri dalla strada. Il giardino, senza alberi, era ben tenuto: neanche
un'erbaccia. Lungo il vialetto d'ingresso erano parcheggiate una Toyota vecchio modello e una Honda
Civic nuova. Prima che potessi bussare alla porta di vetro e alluminio, comparve un uomo sulla soglia.
Appena superata la sessantina, magro, pochi capelli. Se non fosse stato cos ingobbito avrebbe
raggiunto il metro e ottanta.
Il signor Cutter? mi chiese, aprendo appena la porta.
Esatto.
Lanci un'occhiata al pickup e riport lo sguardo su di me. Non mi interessa un servizio di
manutenzione per il giardino, se  di questo che si tratta.
No, non si tratta di questo risposi.
Be', entri allora mormor, in tono non particolarmente caloroso.
Mi guid in una piccola cucina e mi invit a prendere posto a un tavolo di formica. Le offrirei
del caff, ma fa troppo caldo. Non c'era l'aria condizionata e in casa si soffocava, malgrado le finestre
aperte.
Non si preoccupi, signor Burgess dissi. Grazie per aver accettato di vedermi.
Mi chiami Walter.
Walter ripetei. Cos lei insegna inglese alla Promise Falls High School? Derek andava in
un'altra scuola, pi vicina a casa.
Un tempo. Adesso sono in pensione.
Ah, non lo sapevo.  in pensione da molto?
Da quattro anni.
Be' mormorai, lanciandogli una rapida occhiata. Essere in pensione le fa bene. Ero sul
punto di chiedergli se c'era anche una signora Burgess, ma una specie di sesto senso mi trattenne.
Proprio in quel momento sentii qualcuno salire le scale del seminterrato. Sulla porta della
cucina comparve un uomo, pressappoco della stessa et di Burgess e vestito con altrettanta cura, ma pi
robusto e con qualche capello in pi. Mi lanci il tipo di occhiata calorosa che si riserva agli ispettori
delle tasse.
Trey disse Walter. Ti presento il signor Cutter. Signor Cutter, questo  Trey Watson.
Salve salutai. Trey si limit a un cenno del capo.
Non sapevo che tipo di rapporto legasse Trey e Walter, ma non avevo nessuna intenzione di
informarmi a proposito. Fu Walter ad annunciare: Trey e io viviamo insieme.
Bene risposi.
Di cosa si tratta? si inform Trey. Era la prima volta che apriva bocca.
Il signor Cutter non me l'ha ancora detto, ma mi sembra di capire che c'entri uno dei miei ex
studenti.
Oh, per carit di Dio, Walter, cosa aspetti a cacciarlo via? Trey si volt verso di me. Non ne
ha gi passate abbastanza? Che cosa vi siete inventati questa volta?
Spostai lo sguardo da Trey a Walter. Temo di non capire. Sono venuto per farle alcune
domande su un suo ex studente di nome Brett Stockwell. Se lo ricorda?
Ma certo rispose Walter sulla difensiva.
Era uno dei suoi studenti, giusto?
S, me lo ricordo.
Si  suicidato dieci anni fa aggiunsi.
S, lo so.
Vedi? esclam Trey. Adesso trover il modo di incolpare te della sua morte.
Trey, lo interruppe Walter gentilmente perch non mi dai un minuto per parlare con il signor
Cutter? Dopo preparer il pranzo.
Non il tonno, per favore replic Trey. L'abbiamo gi mangiato ieri.
Pensavo a un'insalata di pollo.
Trey bofonchi qualcosa di incomprensibile e attravers la cucina, allontanandosi verso un'altra
zona della casa, finch non sentimmo sbattere la porta di servizio.
Le chiedo scusa mormor Walter.
Non si preoccupi. Dicevamo, Brett Stockwell... gli ricordai.
Si  buttato dalle cascate. S, me lo ricordo. Una vera tragedia continu Burgess con
un'espressione sinceramente rattristata.
La madre di Brett sostiene che lei l'ha sempre incoraggiato a scrivere.
Senta, rispose Burgess io e Trey non riceviamo molte visite, le nostre famiglie ci hanno
praticamente ripudiati, perci  bello avere qualcuno con cui chiacchierare, ma non capisco cosa sia
venuto a fare qui.  un parente di Brett? So che non  suo padre. Ricordo di averlo incontrato ai
colloqui con i genitori. E poi credo che sia morto prima di Brett.
No, infatti non sono suo padre. E non sono un parente.
Burgess aggrott la fronte. E allora? chiese. Un estraneo sbuca fuori dal nulla, senza offesa,
a chiedermi di uno studente che avevo in classe pi di dieci anni fa. Non capisco. E non mi meraviglia
che Trey sospetti che lei abbia cattive intenzioni.
Assolutamente no replicai.
Mi creda, ho le mie ragioni per essere sospettoso.
D'accordo. Dunque, a mio figlio Derek piace collezionare vecchi computer. Ci gioca, li
seziona, li aggiusta. Poco tempo fa Agnes Stockwell gli ha regalato un vecchio computer che teneva in
garage. Prima o poi lo avrebbe comunque dato via, ma vedendo che Derek era cos interessato, glielo
ha regalato. Spulciando nell'hard disk, mio figlio ha trovato una cosa molto interessante.
Burgess si protese un po' in avanti. Pi che incuriosito, sembrava preoccupato. Di che si
tratta? domand.
Di un libro, un romanzo. C'era un romanzo su quel computer.
Be', la cosa non mi sorprende. Brett era uno scrittore decisamente prolifico. In assoluto, non
solo in quanto studente delle superiori.
Il libro, per lo meno quel poco che ne abbiamo letto, ecco,  unico nel suo genere, molto
originale direi. Non sono un esperto in materia letteraria, ma leggo molto, e quel romanzo mi 
sembrato l'opera di una persona molto pi matura. E ha un protagonista davvero particolare.
Quindi lei  venuto qui, mi interruppe Burgess per sapere se quel personaggio fosse ispirato
a me.
Ci misi un po' a reagire. Questo proprio non me lo aspettavo. Di sicuro l'uomo seduto di fronte a
me non si era svegliato una mattina scoprendo che i genitali erano scomparsi. E non era certo il genere
di domanda che potevo fargli.
No, non  per questo risposi. Volevo sapere se secondo lei Brett sarebbe stato in grado di
scrivere una storia del genere. All'universit, o addirittura alle superiori, avrebbe potuto scrivere un
romanzo pubblicabile?
Non ho letto il lavoro che suo figlio ha trovato sul computer obiett Burgess. Perci mi
posso solo basare su quello che Brett mi ha fatto leggere quando era a scuola, e direi che la risposta 
s. Fece una pausa. Era un giovane molto dotato. Non ho mai avuto uno studente con un talento
minimamente paragonabile a quello di Brett Stockwell.
 gi qualcosa mormorai. S,  gi qualcosa. Per qualche istante nessuno dei due parl. Poi
chiesi: Perch ha pensato che il protagonista fosse ispirato a lei?.
Burgess assunse un'aria imbarazzata.  stato sciocco da parte mia rispose. Non so neanche
perch ho detto una cosa del genere.
Io credo di s, invece ribattei, cercando di non avere un tono accusatorio.
Brett era un ragazzo sensibile mi disse con una certa circospezione. Molto perspicace.
Mi appoggiai sullo schienale della sedia. Riguardo a lei?
S, anche. Le ragioni per cui mi chiedeva spesso di leggere i suoi scritti erano due, penso.
Prima di tutto ero un insegnante di inglese e, fra tutti i suoi professori, ero forse il pi adatto a
consigliarlo, anche se non ho mai scritto niente di mio. Per ho sempre cercato di incoraggiare gli
studenti che mi sembravano pi promettenti.
E la seconda? lo esortai.
Forse ero l'unico insegnante gay rispose. O per lo meno, l'unico che conoscesse.
E perch lei crede che questa sia una ragione? domandai lentamente.
Perch ero qualcuno con cui Brett sapeva di poter parlare. Stava cercando di capire qualcosa di
s.
Brett era gay?
Walter Burgess annu. I suoi non lo sapevano. Non penso che l'abbia mai confessato a
nessuno, a parte me. Ma credo che gli altri ragazzi lo sospettassero. Forse lei crede che dieci anni fa ci
fosse l'apertura mentale di adesso, ma non era cos. Certamente non da parte dei genitori.
Ma con lei poteva parlare.
S. Parlavamo.
Cercai di mantenere un'espressione neutra, ma Burgess riusc a leggermi nel pensiero.
No mormor. Non avevamo una relazione. Il nostro  sempre stato un rapporto
professionale. Ma sapevo consigliarlo, come fanno molti altri insegnanti con gli studenti in difficolt. A
volte i giovani hanno bisogno di parlare con un adulto che non sia un genitore o un parente. Spesso le
ragazze che rimangono incinte alle superiori si confidano con gli insegnanti, prima ancora che con i
genitori.
Certo ammisi. Ricordo benissimo di aver raccontato ai miei professori cose che non ho mai
detto ai miei.
Dal modo in cui Burgess mi fiss capii che non ci credeva. So bene cosa sta pensando disse,
scuotendo il capo, quasi fosse stanco. Sa gi tutto di me, vero?
Mi scusi?
Sul motivo per cui ho lasciato l'insegnamento. Lo sanno quasi tutti. Non  un gran segreto.
No, temo di non saperlo. E non avevo intenzione di chiederglielo. Ero passato solo per avere
qualche informazione sul talento letterario di Brett. Tutto il resto non mi interessava. Non ero un
poliziotto, non ero Duckworth. Qualunque cosa fosse successa nel passato di Burgess non era affar
mio.
Burgess ridacchi. Be', davvero astuto da parte mia. L'unico di Promise Falls che non sa niente
e io non riesco a chiudere la mia boccaccia.
Non mi importa. risposi. Mantenga pure il suo segreto.
Burgess alz una mano in gesto noncurante. Non ha pi importanza ormai. Sono passati
cinque anni. Si schiar la voce. Avevo incontrato un ragazzo da Whistle's. Era un bar del centro,
famoso per la clientela gay. Niente di importante, solo una conoscenza. Siamo usciti qualche volta, ci
hanno visti insieme, e la gente ha cominciato a sparlare. Il ragazzo si era appena diplomato al liceo
Spring Park. Era la scuola di Derek. Insomma, ero stato visto in compagnia di un giovane appena
diplomato. Non aveva importanza che non frequentasse la mia scuola, che non fossi mai stato il suo
insegnante. Mi sono lo stesso attirato gli strali dei benpensanti. Il mio comportamento fu giudicato
poco professionale e inappropriato. Potevo lasciare che mi licenziassero, lottare, oppure accettare
l'offerta di prepensionamento. Mi mancavano solo un paio d'anni alla pensione, comunque. Cos
accettai e me ne andai. E non ce l'avrei mai fatta senza l'aiuto di Trey. Un istante di silenzio. Non 
sempre cos scontroso.
Mi limitai ad annuire.
Ma non ho mai, ripeto, mai approfittato di Brett insistette Burgess. Giuro su Dio che  la
verit.
La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato dissi, alzandomi e dirigendomi verso la porta
d'ingresso.
Una volta fuori, Burgess lanci un'occhiata al mio pickup. Quanto prende?
Eh?
Per il servizio, quanto prende per un giardino come il mio, diciamo una volta a settimana?
Gli comunicai la tariffa.
Burgess annu, pensieroso. Il ginocchio mi sta dando molti problemi ultimamente e mi secca
assillare Trey per farmi dare una mano. Sarebbe tutto molto pi semplice se assumessi un
professionista, non trova?
Certo risposi. Posso aggiungerla alla lista dei clienti, se vuole.
Burgess ci riflett un istante, poi annu. Affare fatto. Trey dir che non ce lo possiamo
permettere, ma tanto lo dice per qualunque cosa. E un po' tirchio, ma soprattutto  pigro, perci alla
fine non avr nulla in contrario.
Ci stringemmo la mano. Il romanzo di Brett aggiunse Burgess, mentre mi avviavo al furgone
pensa sia possibile farmene avere una copia? Mi piacerebbe molto leggerlo.
Mi voltai a guardarlo. Ha mai letto La parte mancante? Burgess batt le palpebre perplesso e
annu. Se l'ha letto, allora ha letto anche il libro di Brett.
Burgess mi guard pensieroso. Stesso argomento?
Direi proprio di s.
Capisco l'interesse del ragazzo per il tema affrontato da Chase in quel libro. Quello che non ho
mai capito  come avesse potuto scriverlo Chase.
In che senso?
Be', secondo me non  il genere di libro che un eterosessuale sarebbe in grado di scrivere
ribatt Burgess. A meno che Chase non possedesse capacit introspettive di cui non lo credevo
capace.
Lo conosce?
L'ho incontrato in diverse occasioni nel corso degli anni. E non  gay.
No confermai. Non lo .
Ellen ne era la prova.
14.
Mentre tornavo a casa, squill il cellulare.
Il sindaco ti ha trovato? mi chiese Ellen.
S.
Ho cercato di chiamarti al cellulare, ma...
Mi sono dimenticato di accenderlo prima di uscire.
Randy ha detto che doveva assolutamente parlarti ma non sono riuscita a raccontargli una
bugia, a dirgli che non sapevo dove fossi.
Non ti preoccupare.
Che cosa voleva?
Ha intenzione di candidarsi al Congresso.
Non ci credo! esclam Ellen. E con quale programma? Che non c' abbastanza corruzione in
politica, ma lui sar in grado di cambiare le cose?
Mi fece bene ridere. Bella questa. Potresti suggerirgli uno slogan: "Votate Finley! Aiutate a
mantenere corrotto il sistema". Sarebbe un ottimo adesivo per il paraurti.
Che cosa voleva da te?
Il mio silenzio.
E tu che cosa avresti in cambio?
Non sono obbligato a votarlo.
Be',  gi qualcosa mormor Ellen.
Mi ha anche offerto un lavoro continuai. Non il vecchio posto da autista. Per quello c'
Lance. Qualcosa per la campagna elettorale, direi.
E cosa hai risposto?
Ho detto di no.
Ha per caso accennato allo stipendio?
Ellen, non c' denaro al mondo...
Lo so, chiedevo solo. Tornavi a casa sempre disgustato, dopo averlo scarrozzato in giro tutto il
giorno.
Disgustato a dir poco! Non riuscii a confessare a Ellen che avevo lasciato Lance a terra
boccheggiante e piegato in due.
Senti, riprese Ellen ho ripensato a quanto ci siamo detti prima che uscissi, sai, di Donna che
si  presentata a casa nostra con quei libri e del fatto che il corriere abbia confuso le due case a causa
della cassetta della posta. Se uno non sa che abitiamo in fondo al viale,  abbastanza facile pensare che
la villa dei Langley sia casa nostra.
Gi.
Dimmi a cosa stai pensando mi incalz Ellen.
Non so cosa pensare, almeno riguardo a questo risposi.  tutta la faccenda del computer che
mi infastidisce. Il fatto che non fosse pi in camera di Adam, che in memoria ci fosse il libro di
Conrad. Il fatto che sia stato regalato a Derek e non a Adam. Ho parlato con Agnes, le ho chiesto se
avesse detto a qualcuno di aver regalato il computer a Derek.
E che cosa ha risposto?
Ha detto di no.
D'un tratto pensai: "...e Derek? E Adam? Che l'avessero detto a qualche amico? E se Derek
l'avesse detto a Penny e poi Penny a qualcun altro? Se qualcuno di loro avesse chattato online parlando
di questa cosa?".
Jim, dove vuoi arrivare? mi chiese Ellen. Voglio dire, anche ammettendo che il computer
sparito abbia a che fare con la morte dei Langley, cosa suggerisci? Che i Langley sono stati ammazzati
perch un libro assomiglia molto a quello di Conrad? Lo sai a cosa potrebbe portare questo genere di
illazioni?
Ci avevo gi pensato eccome!
Jim? esclam Ellen. Ci sei?
S, ci sono.
Pensavo fosse caduta la linea.
No, no, ci sono. E solo che sto guidando, tutto qui.
Hai sentito cosa ho detto? Capisci le possibili ripercussioni?
A dire il vero, no mentii, per vedere se Ellen fosse arrivata alle mie stesse conclusioni.
Non fare il finto tonto con me, Jim. Lo sai benissimo. Penserebbero che Conrad sia in qualche
modo collegato a quanto accaduto ai Langley.
Immagino che questa sia una delle possibili conclusioni ammisi.
Be',  ridicolo ribatt Ellen. A prescindere da quel che pensi di lui, non  certo un
assassino.
Ci sar pure un motivo per cui i Langley sono stati ammazzati obiettai.
Ma non  quello che stai insinuando. E veramente troppo, Jim.
Non sto insinuando proprio niente. Sentii uno strano prurito sotto pelle. Per la
conversazione con Agnes  stata piuttosto illuminante. E ho parlato anche con il professore d'inglese di
Brett alle superiori.
Hai chiamato il suo insegnante di inglese?
Sono passato a trovarlo. Si chiama Walter Burgess.
Cavolo, ti sei dato da fare, Sherlock!
Non percepii la minima ammirazione sotto il sarcasmo. Pare che Brett fosse un ragazzo
prodigio. Una specie di genio. E non lo dice solo la madre, ma anche il suo insegnante. Era uno
scrittore brillante, molto maturo per la sua et.
Capisco.
Quindi penso che, a prescindere da quanto possa rivelarsi importante per le indagini, dovrei
riferire a Barry del computer scomparso, nonch del romanzo trovato sull'hard disk. Un romanzo che, a
quanto pare,  stato scritto prima che Conrad pubblicasse il suo libro.
Silenzio all'altro capo del telefono.
Ellen?
Sono qui. Ti dir cosa ne penso, che ti piaccia o no. Conrad ha il diritto di esserne informato,
ha il diritto di spiegare come siano effettivamente andate le cose, prima che lo sappia la polizia.
Raccontarlo a Barry potrebbe rivelarsi molto dannoso per la reputazione di Conrad e sollevare tutta una
serie di illazioni e pettegolezzi.
Non sto cercando di sollevare illazioni e...
Col cazzo! scatt Ellen. Le sue parole mi attraversarono come una scarica di corrente. Non
gliel'hai mai perdonata. E adesso, dopo tutti questi anni, hai intravisto la possibilit di fargliela pagare.
Non  vero protestai. E quasi ci credevo.
Stai insinuando che ha rubato il romanzo a quel ragazzo.
Penso solo che Barry debba essere informato di ogni minimo particolare, tutto qui.
Non hai idea di cosa abbia gi scoperto la polizia. Potrebbero avere gi un indiziato, per quel
che ne sappiamo. Pensa al lavoro di Albert. Difendeva ogni tipo di delinquenti. C' un sacco di gente
che potrebbe avercela a morte con lui.
Riflettei sulle parole di mia moglie. Non aveva tutti i torti: non sapevo a che punto fossero le
indagini. Non  che Barry mi tenesse al corrente. Okay ammisi. Hai ragione. E pu darsi che a
Barry non importi un bel niente di quanto ho da dirgli. Ma credo lo stesso che dovrebbe esserne
informato.
Il fatto  prosegu Ellen in tono pi conciliante che Conrad adesso  il mio capo, a
prescindere da quel che  successo anni fa. Ho un buon lavoro. Un lavoro che significa molto per me.
Lo so.
E poi Conrad  la star del festival letterario del Thackeray Tutto il festival ruota attorno a lui.
So anche questo.
Sarebbe gi abbastanza grave per il mio lavoro se la sua reputazione fosse in qualche modo
infangata, ma pensa a quanto sarebbe spiacevole se fossimo stati proprio noi a innescare la miccia.
Capisco.
Abbiamo bisogno del mio stipendio prosegu Ellen. Ci serve per arrivare a fine mese.
Ecco il punto. A differenza del mio sottolineai.
Non ho mai detto questo si affrett a replicare Ellen. Mi sono espressa male. Non intendevo
in quel senso.
S, certo mormorai.
Oh, cavolo, ritiro tutto. Sono stata una stronza. Mi spiace.
Rimasi in silenzio.
Ascolta, voglio solo dire... Cerchiamo di capire come sono andate effettivamente le cose,
prima di dirlo a Barry. Parliamone prima con Conrad.
Cosa vorresti che facessi? chiesi, rompendo il mio silenzio. Che mi presentassi nel suo mega
ufficio a dirgli: "Ehi, per caso hai plagiato il romanzo di un tuo studente?".
Ecco, in realt  per questo che ti ho chiamato Conrad  qui. Con Illeana. Sono passati a
trovarci. Sai quel suo brutto vizio di entrare in casa senza bussare? A momenti mi veniva un colpo.
Non avevi chiuso la porta a chiave? Dopo tutto quello che  successo?
Pensavo che l'avessi chiusa tu a chiave mentre uscivi! Comunque, ero in cucina, Conrad 
entrato e credo di aver cacciato un urlo.
Conrad si era sempre sentito troppo importante per bussare.
Sto per arrivare dissi.
Mentre mi avvicinavo a casa, oltrepassai la villa dei Langley e la volante che ancora piantonava
l'ingresso. Notai due uomini che attraversavano lentamente il giardino sul retro, a testa china,
dirigendosi verso il boschetto che separava la propriet dei Langley dalla nostra. La Scientifica, pensai.
Aggirai il portico sul retro e parcheggiai di fronte alla rimessa, accanto all'auto di Conrad, una
Audi TT ultimo modello. Conrad e Illeana erano seduti sul portico, una bottiglia di birra appoggiata al
bracciolo delle poltroncine. La Mazda di Ellen non c'era: Derek non era in casa. Peccato, avevo qualche
domanda da fargli.
Il tempo di scendere dal pickup e Conrad era gi in piedi per venirmi incontro con la mano tesa,
mentre l'altra stringeva la bottiglia di birra. Non avevo altra scelta che ricambiare il saluto. Aveva una
stretta pi vigorosa del necessario, come se volesse sempre dimostrare qualcosa. Era davvero un
omone: a occhio e croce pi di un quintale per un metro e ottanta. Tutto boria e arroganza. Mi chiesi se
non esagerasse un po' troppo con tutte quelle manifestazioni di amicizia nei miei confronti. Sapeva di
avermi fatto un torto in passato, e sembrava voler a tutti i costi riguadagnarsi la mia simpatia, anche
dopo tutti questi anni.
Peccato che non fossi minimamente interessato.
Jim mi salut, sorridendo.
Scusa, sono conciato male esclamai, alzando la mano sudicia che Conrad aveva gi stretto e
indicando i miei vestiti. Dovevo finire di sistemare un paio di giardini, stamattina.
Non ti scusare ribatt Conrad. Poi, puntando con un cenno del capo la casa dei Langley,
aggiunse: Roba da non credersi.
Mi limitai a scuotere la testa, avviandomi verso il portico. Conrad mi affianc.
E proprio a pochi passi da te continu, mollandomi qualche pacca affettuosa fra le scapole, a
dimostrazione che ti puoi scopare la moglie di uno ed essergli comunque amico. Non riesco neanche a
immaginarlo. E non hai sentito niente?
Ne avevamo gi parlato al telefono. No risposi.
Conoscevo Albert da anni, sai? prosegu Conrad. Non era solo il mio avvocato. Era un
amico, fin dai tempi della scuola. Lui e Donna sono venuti a casa mia un sacco di volte. Albert ha
presieduto anche un paio di commissioni universitarie. Era molto attivo nella comunit, una persona
incredibile, considerando che passava la vita a far assolvere ogni tipo di delinquenti. Ma, del resto, era
il suo lavoro.
Nel frattempo eravamo arrivati al portico. La moglie di Conrad, in camicetta e pantaloncini
bianchi, i capelli biondi sciolti lungo le spalle, mi sorrise mentre salivo i gradini, ma non si alz,
limitandosi a stendermi la mano.
Ciao Illeana dissi.
Ciao, Jim. Conrad ha pensato di fare un salto a trovarvi mormor, quasi a volersi scusare
dell'intrusione.  una tragedia orribile, per tutti noi.
Da quando si era trasferita da Hollywood, Illeana aveva imparato piuttosto bene a recitare la
parte della moglie del preside di un piccolo college di provincia. Vestiti costosi ma di buon gusto,
tacchi alti ma non vertiginosi (e soprattutto non pi di plastica trasparente), la camicetta sbottonata quel
tanto da attirare gli sguardi, ma senza dare troppo nell'occhio. Sotto quello strato di rispettabilit, per,
si percepiva ancora l'eco della sua vita di un tempo. Come se ruminasse sempre una invisibile gomma
da masticare, facendo scoppiare i palloni con schiocchi secchi, udibili solo ai segugi della mia specie.
Ellen mi allung una Amstel e mi sedetti. Ellen stava bevendo ci che negli ultimi tempi era
diventata un'abitudine in fatto di alcolici: un bicchiere di vino bianco pieno fino all'orlo. Conrad si
accomod nella poltroncina accanto a Illeana. Volevamo solo assicurarci che andasse tutto bene. Siete
parte della famiglia del Thackeray e quando succedono tragedie del genere - certo, non che siano mai
successe prima d'ora - mi sento in dovere di controllare come state. Guard Ellen. Immagino fosse
per questo che avete telefonato.
Telefonato? feci eco.
Ho trovato una chiamata sul cellulare, questa mattina. Io e Illeana eravamo fuori a provare la
nuova Audi. L'hai vista? Niente male, eh? Illeana si sta abituando al cambio manuale. Forse non
abbiamo sentito squillare il telefono.
Ellen mi lanci un'occhiata di sottecchi, prima di rispondere. S, ero io. Volevo chiedervi di
fare un salto da noi e invece... guarda che combinazione, avete avuto la stessa idea!
Fissai mia moglie. Cos aveva cercato di avvertire Conrad di sua iniziativa. Probabilmente
aveva provato prima a casa e, non ottenendo risposta, l'aveva cercato sul cellulare.
La prossima volta, lasciate un messaggio e vi richiameremo appena possibile disse Conrad,
imitando la voce meccanica della segreteria.
Be', osservai a quanto pare si  risolto tutto, visto che siete passati comunque. E adesso
eccoci qui.
Allora riprese Conrad. Barry Duckworth  a capo delle indagini, vero?
Annuii.
Un tipo a posto osserv Conrad. Mi chiedo solo se questo caso non sia al di sopra delle sue
possibilit. Non mi sembra che abbia esperienza sufficiente a gestire un caso simile.
Sono sicuro che far del suo meglio replicai, scolandomi poi un lungo sorso di birra. Credo
che Barry abbia lavorato per un po' ad Albany.
Non  comunque New York o Los Angeles, giusto? fece notare Conrad. Albany ripet
sprezzante. Quand' l'ultima volta che  successo qualcosa, qualsiasi cosa, ad Albany?
Non risposi. Non ero molto bravo nei convenevoli, almeno non in presenza di Conrad. Spesso il
college organizzava eventi a cui ero obbligato a partecipare per accompagnare Ellen, cos mi ero
trovato pi volte a dover interagire con Conrad e Illeana. Essendo il capo di Ellen, era impossibile
evitare di incontrarlo di tanto in tanto o di parlargli qualche volta al telefono. Conrad era quel genere di
individuo che cerca sempre la simpatia e l'ammirazione di tutti: sarebbe stato disposto a qualunque cosa
pur di raggiungere un obiettivo, persino fingere che noi due non avessimo uno scheletro nell'armadio.
Del resto per lui era pi facile. Non era certo lui il cornuto! (Cristo, che parola insopportabile.)
Penso che far una telefonata al comandante riprese Conrad, riferendosi al capo della polizia di
Promise Falls, senza dubbio un caro amico. Conrad aveva eccellenti agganci. Solo per ricordargli che
deve assolutamente impiegare ogni risorsa possibile nella risoluzione del caso, anche a costo di
coinvolgere l'FBI, o chiunque altro, per dare una mano a Barry. Non  il momento di tirare in ballo
l'orgoglio. Se Duckworth ha bisogno di qualcuno con pi esperienza, far meglio a farsi furbo e
accettare un aiuto. Che ne dici, amore?
Stava guardando Illeana. Assolutamente, Conrad rispose lei con dolcezza, sfiorandogli il
braccio. Dovresti proprio chiamarlo e fargli sapere che questa indagine ti sta molto a cuore.
Non mi meraviglierei se Randy facesse lo stesso intervenni.
Randy, s, sono certo che lo far ammise Conrad. Sempre che non sia troppo occupato a
vomitarsi l'anima sul tappeto della Casa per ragazze madri concluse, battendosi il ginocchio e
scoppiando a ridere. Quell'uomo non finisce mai di stupirmi.
Questo  certo risposi. Per quanto odiassi i pettegolezzi, non riuscii a trattenermi dal
chiedere: Hai sentito l'ultima?.
Conrad mi guard con circospezione. Parli della candidatura al Congresso?
Annuii.
Ha gi radunato un gruppo di esperti per tastare il terreno. Penso che quel bastardo abbia
davvero buone possibilit. Non occorre essere dei santi per essere eletti.
Un bel vantaggio per Randy replicai. Credo voglia dare l'annuncio a breve.
Dove l'hai sentito? domand Conrad, sorpreso che fossi cos bene informato sulle mosse
delle alte sfere dato il mio attuale status sociale.
Me l'ha detto lui.
Conrad batt le palpebre, perplesso. Be', a ogni modo, non vogliamo certo trattenervi tutto il
pomeriggio. Ellen, se avessi bisogno di un paio di giorni di permesso, non farti scrupolo.
Certo, Conrad disse Ellen, finendo l'ultimo sorso di vino. Molto gentile da parte tua.
Bene, allora, sar meglio andare, se...
Conrad lo interruppi. C' una cosa di cui vorrei parlarti.
Ellen mi guard e capii dall'espressione contrariata che avrebbe di gran lunga preferito
affrontare personalmente la situazione.
Vaffanculo.
Certo disse Conrad. Di cosa si tratta?
Mi alzai in piedi. Facciamo due passi.
Conrad mi si affianc e ci avviammo verso la rimessa. Le doppie porte erano aperte.
Come se la sta cavando Ellen? chiese.
Odiavo sentirlo pronunciare il suo nome. Siamo tutti un po' tesi risposi.
Si capisce mormor. Ho notato che si  scolata il vino piuttosto in fretta.
Come ti dicevo, siamo un po' tutti stressati. Tre persone ammazzate nella casa accanto a volte
hanno questo effetto.
Conrad Chase entr nella rimessa e cominci a guardarsi attorno; esamin i tosaerba, poi
afferr un potasiepi elettrico, soppesandolo in mano. All'improvviso si accorse delle tele accatastate in
un angolo, ce n'era circa una dozzina abbandonata contro il muro a raccogliere polvere. Si avvicin e
stacc dal muro la prima, poi la seconda e la terza.
Non  questo il modo di trattare i tuoi quadri esclam. Lasciarli qua fuori, esposti alle
intemperie, agli sbalzi di temperatura e alla polvere.
Rimasi in silenzio.
Non sono male, sai? Aveva un tono adulatore e condiscendente allo stesso tempo. Torn a
esaminare il primo quadro, una veduta dei monti Adirondacks. Questo mi piace. Mi sa che pi si va
indietro nel tempo e pi migliorano. Un tocco impressionista. Pennellate dense, corpose. Se ti avvicini
troppo vedi solo quelle, ma basta allontanarsi un po'... Fece tre passi indietro ...e tutto si ricompone.
Hai allestito una mostra qualche anno fa, giusto?
S.
Trov il terzo dipinto e lo sollev. Ma questa ... fammi indovinare... questa  Promise
Falls.
S.
Un uso molto interessante del colore. Molto attenuato, sembra quasi filtrato di grigio. Non
conosco nessuno che riesca a comunicare la malinconia di un paesaggio come te. Scosse il capo con
un'espressione che poteva quasi passare per ammirazione. Sei un individuo molto complesso, Cutter
afferm.
In che senso? non potei fare a meno di chiedere.
Be', non sei di molte parole, te ne vai in giro su un pickup a tagliare i prati altrui e un tempo eri
l'autista di Randy, ma l dentro... Indic la mia testa. ... l dentro c' molto pi di quanto lasci
trasparire.
Davvero?
Sei un tipo riflessivo. Scommetto che eri un ragazzo molto serio. Non parli mai di quando eri
giovane.
No,  vero ammisi.
La mente umana  davvero affascinante. Uno come te, dotato di un'enorme riserva di creativit
a cui attingere, che a un certo punto ha deciso di chiudere i rubinetti.
Devo pur guadagnarmi da vivere obiettai.
Conrad annu, come se capisse. S,  successo anche a me... mandare avanti il Thackeray, tutta
quella merda burocratica, invece di esercitare la mia creativit, l'unica cosa in grado di nutrire l'anima.
"O magari hai preferito attingere alla creativit di qualcun altro" pensai.
Comunque, cosa volevi dirmi? chiese, rimettendo a posto il dipinto di Promise Falls.
C' una cosa che penso di dover riferire a Barry Duckworth dissi. Ma secondo Ellen  giusto
informarti prima.
Davvero? chiese, inarcando in modo impercettibile un sopracciglio. E di cosa si tratta?
Ricordi un tuo studente di circa dieci anni fa, Brett Stockwell?
Ma certo rispose senza esitazioni. Speravo che fingesse di non ricordarsi, ripetendo almeno il
nome del ragazzo un paio di volte, come per cercare di collegarlo a un volto. Studente geniale,
assolutamente geniale esclam. Una tragedia terribile. Si  suicidato, sai?
S, lo so.
All'epoca ne fui sconvolto. Anche se non proprio sorpreso.
Davvero? E come mai?
A volte le persone creative sono molto tormentate. La creativit non  solo un dono, Jim, pu
diventare una maledizione. Ma non devo certo dirlo a te... concluse, indicando i dipinti. Ci sei
passato anche tu, giusto? Quei momenti di depressione, in cui ti frullano in testa mille pensieri che
vorresti esprimere e che, se non trovano uno sbocco, possono diventare devastanti.
Quindi mi stai dicendo che avevi percepito dei segnali. Da Brett.
Conrad si strinse nelle spalle. Be', il ragazzo aveva un umore instabile. Me lo ricordo. Duro
con se stesso. Niente di ci che faceva era mai abbastanza. Ma si sa, la frase o l'idea che hai in testa non
sembra pi cos buona quando la metti nero su bianco. Fece una pausa. Come mai ti  tornato in
mente Brett Stockwell?
Hai mai conosciuto sua madre Agnes?
S. Sono andato al funerale di Brett, ovviamente e l'ho conosciuta l. Me la ricordo ancora che
piangeva in piedi davanti alla tomba del figlio. Mi sembr cos sola. Aveva gi perso il marito.
 una mia cliente spiegai. Io e Derek ci occupiamo del suo giardino.
Carino da parte vostra osserv Conrad.
Dio, come avrei voluto ucciderlo in quel preciso istante. Passargli sopra con il trattore, a lui e a
quella sua cazzo di aria compiaciuta.
Mi ha detto che sei stato molto gentile con lei dopo la morte del figlio. Le hai mandato dei
fiori e anche i biglietti per un concerto.
Conrad annu, ma qualcosa nel suo sguardo mi fece capire che il ricordo lo aveva innervosito.
In tutti questi anni Agnes non  mai riuscita a disfarsi delle cose di Brett proseguii. Ma
qualche settimana fa ha regalato un vecchio computer a Derek. Lui e Adam, il figlio dei Langley, si
divertivano ad armeggiare con quei vecchi rottami.
Ah, s? mormor Conrad, passando la mano sul potasiepi elettrico e premendo il pulsante di
accensione in tutta tranquillit, dato che la spina era staccata.
Brett scriveva molto. Cosa che non ti sorprender, visto che eri il suo insegnante. Sull'hard
disk di quel computer c'era un intero romanzo.
Non mi sorprende affatto ribatt Conrad lentamente. Mi sorprende che non ce ne fossero di
pi. Diventare scrittore era il suo sogno.
I ragazzi ne hanno trovato solo uno, per quanto ne so. Il protagonista si chiama Nicholas, e un
giorno si sveglia con l'impianto idrico un po' risistemato.
Le sopracciglia di Conrad scattarono all'ins. Stai scherzando?
Si sveglia con una vagina al posto del pene.
S, il concetto mi suona familiare mormor Conrad. Ma temo di non capire.
Il computer in questione era a casa Langley fino a un paio di giorni fa. E adesso non c' pi.
Conrad rimase impassibile. Continuo a non capire.
Allora siamo in due. Come ha fatto il tuo romanzo a finire sul computer di uno studente morto
qualche anno prima della pubblicazione? Ecco, stavo valutando di sottoporre il problema all'attenzione
di Barry. Che se la sbrighi lui, ho pensato. Per Ellen ha voluto che ne parlassi prima con te. Dice che
potrebbe esserci una spiegazione molto semplice. Pausa.  una cortesia nei tuoi confronti.
Conrad era arrossito, ma rispose con voce ferma. Non vorrei sembrarti uno stupido, Jim, ma
faccio ancora fatica a capire. Se questo computer regalato a tuo figlio  sparito, come fai a sapere cosa
conteneva?
Deglutii. Perch Derek ne ha fatta una... Mi interruppi, ma era troppo tardi, avevo gi detto
fin troppo.
Ha fatto una copia? sugger Conrad.
Non risposi, ma non ce n'era bisogno. Non ero mai stato bravo a bluffare. Conrad aveva capito
perfettamente ci che stavo per dire.
Sai che cosa penso, Jim? Penso che siano tutte stronzate, ecco cosa. Mi deludi. Credevo che
avessi superato quella vecchia storia, credevo che fossi abbastanza uomo da non rivangare il passato.
Ellen  una donna meravigliosa, ma non significa niente per me, da molti anni ormai.  stata una cosa
passeggera, una sciocchezza. Abbiamo un rapporto esclusivamente professionale, adesso.  un valido
membro dello staff del Thackeray e organizza un evento letterario che ha dato grande lustro a questa
citt. Ma non ho una storia con lei. Sono sposato adesso. E ho una moglie bellissima.
Buffo come si possa odiare qualcuno per essersi scopato tua moglie, ma allo stesso tempo
arrabbiarsi, se insinua che non sia desiderabile quanto la donna con cui sta al momento.
Jim, ce l'ho messa tutta con te, davvero, ho cercato di dimenticare il passato, di esserti
amico...
Non ti sforzare troppo ribattei.
Come stavo dicendo, ho cercato di comportarmi sempre in maniera civile con te. Non solo per
salvaguardare il rapporto con Ellen, ma per tutti noi, in quanto esseri umani ragionevoli. E allora
perch hai scelto proprio questo momento, dopo anni, per escogitare questa stronzata e cercare di
screditarmi? Proprio non lo capisco. Sono senza parole. E voglio chiarire subito una cosa. Se soltanto
provi a infangare la mia reputazione, te la faccio pagare. Ti distruggo. Sar un gioco al massacro,
amico mio. E per quanto mi addolori profondamente, non potr evitare di trascinare a fondo anche
Ellen. E sarebbe un peccato. Ma almeno adesso sai come stanno le cose. Non mi far certo rovinare la
vita da un insignificante giardiniere cornuto.
Eccola di nuovo, la parola odiosa...
Durante tutta la sparata di Conrad non abbassai mai lo sguardo. Com' che non hai scritto pi
nulla dopo quel libro, Conrad? chiesi, appena ebbe finito. Forse perch il tuo ghostwriter ha fatto un
bel tuffo dalle cascate?
Pensavo di farlo infuriare, ma Conrad mi rispose con un grande sorriso.  questo che ti
tormenta? Oh, Jim, speravo davvero ti fosse passata. Vedi, sto proprio finendo un libro a cui lavoro da
anni. La mia agente di New York  nella sua casa di Saratoga Lake e passer da me entro la settimana
per comunicarmi i nomi degli editori che stanno sgomitando per leggerlo. Vuoi che le chieda se per
caso se la sente di rappresentare artisti falliti che si accontentano di tosare prati?
Che cosa succede qui? Illeana era ferma sulla porta della rimessa. Perch state litigando voi
due?
15.
Si pu sapere che cazzo gli hai detto? sbott Ellen, mentre Conrad e Illeana uscivano in
retromarcia dal vialetto sulla loro Audi nuova di zecca. Conrad era furibondo.
Chiss, forse avrei dovuto trovare un modo pi gentile per dire che ha rubato il romanzo di un
ragazzino morto esclamai.
Fantastico esclam Ellen, scuotendo il capo. Davvero fantastico. Penso che dovr cercarmi
un altro lavoro domani.
Ehi, ho fatto solo quello che volevi obiettai. L'ho avvisato prima di andare da Barry.
Avresti dovuto lasciare che ci parlassi io!
Ci avevi gi provato, no? Mentre ero fuori, stamattina. Peccato che tu non l'abbia trovato.
D'accordo, volevo parlargli prima che lo facessi tu, perch sapevo che avresti soltanto
peggiorato la situazione. E se non si fosse presentato qui con Illeana, forse ci sarei riuscita.
Gli ho dato la possibilit di spiegarsi replicai. Questo dalle mie parti significa avergli fatto
un favore.
E allora? si inform Ellen. Che cosa ti ha detto?
Un sacco di cose. Ma niente di vagamente simile a una spiegazione.
In che senso, un sacco di cose? Se non ti ha dato una spiegazione, che cosa ha detto?
Che secondo lui si tratta di una faccenda personale. Pensa che stia solo cercando di vendicarmi
per quel che c' stato fra di voi.
Ellen fece per ribattere qualcosa, ma si trattenne.
So che lo pensi anche tu affermai. Ma cosa credi? Che abbia escogitato chiss quale piano
elaborato? Prima ho fatto in modo che Agnes regalasse il computer a Derek, riuscendo poi non si sa
come a copiare sull'hard disk il romanzo di Conrad, perch gi sapevo che Derek e Adam prima o poi
l'avrebbero scoperto e che Derek me lo avrebbe fatto vedere. E a quel punto me ne sarei servito per fare
domande in giro con l'obiettivo di distruggere la reputazione di Conrad.  questo che pensi? Perch
secondo te mi brucia ancora che anni fa tu sia andata a letto con quel fornitissimo genio della
letteratura? Per tutti questi anni non avrei fatto altro che elaborare un piano? E, in tal caso, cosa
c'entrano i Langley? Secondo te sapevo che sarebbero stati uccisi e ho calcolato esattamente i tempi, in
modo che il computer sparisse al momento giusto, per coinvolgere Conrad? Be', lasciamelo dire, se
fossi capace di mettere a punto un piano del genere, a quest'ora sarei a capo della fottutissima CIA!
Falla finita! grid Ellen, afferrando il bicchiere vuoto e scagliandolo contro il muro. Basta!
Rimasi senza parole.
Eravamo in piedi sul portico, uno di fronte all'altra a un metro di distanza, incapaci di guardarci
negli occhi; il divario fra di noi era grande quanto un campo da football.
Senti mormorai. Forse  vero che...
Ma in quel momento sentimmo il rumore di un'auto che risaliva il vialetto d'accesso. Era la
Mazda di Ellen. Derek fren un po' troppo bruscamente e la macchina slitt sulla ghiaia. Ancor prima
che scendesse, mi accorsi che aveva i lineamenti distorti dalla rabbia. Era tutto rosso in faccia, proprio
come Conrad quando se n'era andato.
Brutti bastardi! esclam.
Sbatt con forza la portiera e si avvi a grandi passi verso casa. Cerc di ignorarci, ma gli
sbarrai la strada, appoggiandogli una mano sul petto. Derek aveva le labbra contratte e lo sentivo
sbuffare stizzito.
Ehi, rallenta, amico dissi. Che succede?
I genitori di Penny esclam Derek. Stronzi fottuti!
Cos' successo con i Tucker? domand Ellen. Che cosa ti hanno detto?
Non posso crederci esclam Derek, scuotendo il capo.
Dicci cos' successo lo esortai. Speravo solo non fossero arrivati alle mani. Ci mancava solo
che Derek avesse preso a pugni il padre di Penny.
Non vogliono che la veda esclam. Non riuscivo a mettermi in contatto con lei, non
rispondeva al cellulare. L'ho chiamata a casa e i suoi non me l'hanno passata, cos sono andato da lei.
Perch? domand Ellen. Perch non te la lasciano vedere?
Pensano... che cazzo ne so cosa pensano.  come se... non so... sembra quasi che sia
pericoloso starmi vicino, perch vivo accanto al posto in cui  stata massacrata un'intera famiglia.
Ma  ridicolo! esclamai.
S, be', vallo a dire a loro.
Cos sei andato l disse Ellen. E poi che  successo?
Ho bussato alla porta e quando la signora Tucker  venuta ad aprire, ho chiesto di Penny. Lei
mi ha detto che non potevo vederla.
Ti ha spiegato il motivo? chiesi.
Gliel'ho chiesto. Ho detto: "Perch non posso vedere Penny?". Ha risposto che non era un
buon momento.
Non capisco disse Ellen. Per quello che  successo ai Langley? Per questo pensano che non
dovreste vedervi?
Provai a cercare di vedere la cosa dal punto di vista dei genitori di Penny. Se si trattasse di
nostra figlia mormorai forse anche noi saremmo spaventati all'idea che si avvicini alla casa in cui
sono state uccise tre persone.
Che cosa? scatt Ellen. Sei dalla loro parte adesso? Non vogliono che Derek veda la figlia e
per te va bene?
Non c'era proprio verso di intendermi con Ellen quel giorno. Non sono dalla parte di nessuno.
Sto solo cercando di capire.
Non so neanche se si tratti di quello disse Derek. Si comportavano in modo strano. A un
certo punto si  presentato alla porta anche il signor Tucker e mi ha detto di sloggiare.
Sloggiare ripetei. Ha detto proprio cos? Sloggiare?
E mentre mi allontanavo ho visto Penny alla finestra della sua camera. Ho alzato le spalle,
cos... Mim il gesto. Pensavo che avrebbe risposto allo stesso modo, per farmi capire che le
dispiaceva che i suoi fossero cos stronzi. Ma lei non si  mossa,  rimasta l a guardarmi. Poi sua
madre  comparsa alla finestra e l'ha tirata via.
Adesso li chiamo esclam Ellen.
No! esclamammo io e Derek all'unisono.
Cavoli, no, non farlo la preg Derek.
Per il momento lasciamo perdere intervenni. Abbiamo gi abbastanza problemi. Ci manca
solo di litigare con la famiglia di Penny.
Non hanno diritto di trattare Derek in questo modo sibil Ellen con l'aria di una pronta a fare
a botte. Se ci fosse stato un altro bicchiere a portata di mano, penso che avrebbe lanciato anche quello
contro il muro. Poi d'un tratto alz le mani. Non ce la faccio ad affrontare anche questo adesso
mormor, prima di rientrare in casa.
Rimasto solo con mio figlio, gli posai una mano sulla spalla. Derek si scans bruscamente.
Che c'? dissi. Ce l'hai con me, adesso?
Non lo so borbott. Mi dispiace. E solo che... Cazzo, sono incazzato.
Attesi qualche secondo. Okay mormorai. Ti capisco. Siamo tutti sconvolti, non solo noi,
chiunque sia anche solo vagamente collegato a questa faccenda. Siamo spaventati. I Langley sono stati
uccisi e la gente ha paura. Anche i Tucker sono spaventati, probabilmente. Tu sei spaventato, tua madre
 spaventata, io sono spaventati.
Derek trasse un profondo respiro. Lo so disse. Lo so.
Va meglio? Perch c' una cosa che ti vorrei chiedere.
Cio?
Il computer.
Mi guard come se avesse gi dimenticato tutto quanto, anche se erano passate solo poche ore
da quando me ne aveva parlato. Che c'entra il computer?
Hai raccontato a qualcuno che te l'aveva regalato Agnes? Hai detto a qualcuno di quello che
c'era sull'hard disk?
No, a nessuno rispose senza pensarci. Be', a parte Adam.
Okay dissi. E a Penny? A lei l'hai detto?
No, io... non mi pare.
Sei sicuro?
Voglio dire, magari le ho detto di aver trovato un vecchio romanzo. Ma niente di pi.
Pensi che potrebbe averne parlato a qualcuno?
Non vedo perch. Non  che gliene fregasse molto. Le raccontavo sempre delle schifezze che
io e Adam trovavamo sui vecchi computer ma non mi pare che ci desse molto peso.
E Adam? continuai. A chi potrebbe averlo detto?
Perch? Che sta succedendo?
Derek, pensaci un attimo. Se, e ripeto se, qualcuno si  introdotto dai Langley per prendere
quel computer, vuol dire che sapeva di trovarlo l. Secondo te Adam pu averlo detto a qualcuno?
Non credo. A parte suo padre. Te l'ho detto che suo padre si era infuriato quando l'aveva
scoperto.
Adam Langley. Avvocato, fra gli altri, proprio di Conrad Chase.
Secondo te  possibile? Voglio dire, che Adam parlasse di certe cose con suo padre? Ti sembra
verosimile che possa avergli detto: "Ehi, pap, non crederai mai cosa abbiamo trovato io e Derek sul
computer che gli ha regalato Agnes Stockwell"?
Derek ci riflett un istante. S, penso di s. Certo non l'avrebbe detto a sua madre, per, e per la
stessa ragione per cui non volevo parlarne alla mamma. Per l'argomento del libro.
Mi sedetti su una poltroncina del portico. La mia birra era ancora appoggiata sul bracciolo,
ormai calda. Derek si mise di fronte a me.
Che c'? mi chiese.
Non lo so. Proprio non lo so. Bevvi un sorso di birra tiepida. Sono cos stanco che non
riesco neanche a pensare.
Qualcosa attir l'attenzione di Derek. Mi voltai e vidi che stava fissando i tecnici della
Scientifica, intenti a esaminare ogni foglia d'erba dietro la casa dei Langley. Perch stanno
setacciando il bosco in quel modo? domand Derek. Che cosa cercano?
16.
Due giorni dopo, sembrava che tutta Promise Falls si fosse data appuntamento al funerale dei
Langley. La chiesa di St. Peter poteva tranquillamente ospitare cinquecento persone, ma quella mattina
c'era posto solo in piedi. Albert Langley gestiva uno dei pi importanti studi legali della citt, sua
moglie Donna era una delle mogli pi in vista di Promise Falls e Adam, pur non essendo lo studente
pi popolare a scuola, aveva molti amici.
E poi c'erano i parenti. Heather, la sorella di Donna, era arrivata in aereo dall'Iowa insieme al
marito e ai due figli. La madre di Albert, una signora anziana che si era trasferita a St. Petersberg, era
venuta accompagnata dall'altro figlio, Seth, che viveva in South Carolina. C'erano cugini e nipoti da
tutto il paese, persino uno zio da Manitoba.
Piangevano quasi tutti.
Era il primo funerale per Derek. In un mondo ideale, avrei preferito che il suo primo contatto
ravvicinato con la morte fosse qualcosa di meno sconvolgente delle esequie di tre persone, scomparse
prematuramente per un atto di indicibile violenza.
Il funerale di un nonno, per esempio, sarebbe stato un approccio ragionevole. La madre di Ellen
era morta quando Derek aveva sei anni, ma allora decidemmo che fosse troppo piccolo per partecipare
temendo che ne rimanesse turbato.
Io, Ellen e Derek eravamo seduti vicini, pi o meno a met della chiesa, un po' di lato. Per
quanto abitassimo accanto ai Langley, eravamo meno legati a loro della maggior parte dei presenti. E
comunque, non avevamo nessuna voglia di sederci in prima fila.
Il sindaco Randall Finley disse qualche parola: il suo discorso tenne fede alle aspettative, cos
infarcito di banalit e di espressioni quasi convincenti di sincero cordoglio. Albert Langley era
l'esempio perfetto di ci che rende speciale questa comunit disse. Tutti ricordiamo il suo costante
impegno verso i concittadini, la continua ricerca di equit e giustizia, la determinazione a rendere
Promise Falls un posto migliore per tutti noi.
Nessun accenno al fatto che spesso trattava sua moglie di merda. Ma non si poteva pretendere
tanto da Randy e, soprattutto, non in un discorso che chiaramente era la prova generale dell'imminente
candidatura al Congresso.
A circa tre quarti della funzione cominci a levarsi un brusio fra i presenti, e non solo perch
Finley si stava dilungando troppo. Era cominciata a girare una voce, ma non riuscimmo a scoprire di
cosa si trattasse finch che non raggiunse la nostra fila.
Una donna che non conoscevo, seduta alla mia destra, era stata appena informata da quello che
immaginai fosse il marito, che sedeva dall'altro lato. Oh, no bisbigli la donna. Oh, mio Dio!
Mi chinai verso di lei e sussurrai: Che succede?.
Un uomo si  tolto la vita disse la donna. Poco prima che la polizia lo interrogasse.
E chi era?
Non lo so. Ha a che fare con quel vecchio caso di Albert... Sa quando ha fatto assolvere quel
ragazzino?
Ellen mi diede una gomitata e le raccontai quanto avevo saputo. Chi era? domand. Scossi il
capo. Avremmo dovuto aspettare per saperne di pi.
Terminata la funzione, la chiesa si svuot. Le donne si asciugavano gli occhi con il fazzoletto;
gli uomini cercavano di assumere un'aria stoica. Tutti curiosi di sapere cosa fosse successo.
Riconobbi la sorella di Donna, Heather; era venuta spesso in visita a Promise Falls. Era accanto
al marito, Edward, quando mi avvicinai insieme a Derek ed Ellen. Ci mise un secondo a riconoscermi.
Le mie pi sentite condoglianze mormor Ellen.
Heather annu, poi aggiunse: Avete saputo?.
Qualcosa qua e l risposi.
 stato il detective Duckworth a dirmelo spieg Heather.
Avevo intravisto Barry tra la folla poco prima.
La polizia si  presentata a casa di un certo Colin McKindrick per interrogarlo prosegui
Heather.
"Ma certo" pensai. "Il padre del ragazzo ucciso da Anthony Colapinto con una mazza da
baseball."
E...? dissi.
Mentre bussavano alla porta, spiegandogli che volevano fargli qualche domanda a proposito
delle minacce che aveva rivolto ad Albert, quello ha urlato di andarsene, che si sarebbe sparato se
fossero entrati. Un minuto pi tardi, hanno sentito un colpo di pistola. Quando hanno fatto irruzione in
casa, il signor McKindrick era morto. Heather si port una mano alla bocca, sopraffatta dall'orrore.
Si  sparato in testa. Edward le cinse le spalle con un braccio e la strinse a s.
Santo Dio mormorai. Ricordo bene quel caso, ma credo che Barry vi abbia gi informati sui
particolari. Quell'uomo aveva minacciato Albert perch aveva fatto assolvere il ragazzo che gli aveva
ammazzato il figlio. Albert era riuscito a convincere la giuria che Anthony Colapinto avesse agito per
legittima difesa.
Heather scosse il capo, sconvolta dall'enormit della cosa.
Ellen allung una mano a sfiorare il braccio di Heather. Ci dispiace davvero tanto. Non
vogliamo trattenervi oltre. Era il nostro segnale convenuto per allontanarci.
Che cosa ne pensi? mi chiese Ellen poco dopo.
Non lo so risposi. Certo,  una cosa che d da pensare.
Forse  finita.
Potrebbe, in effetti ammisi.
La polizia va a casa di quel tizio per interrogarlo e quello si ammazza...
Che cosa? esclam Derek. Quindi pensano che sia stato lui a uccidere Adam e i suoi
genitori?
Se la polizia bussa alla tua porta per interrogarti su un triplice omicidio e ti togli la vita,
qualche sospetto viene disse Ellen. Sar stato disperato. Perdere un figlio in quel modo e poi, sempre
che sia stato lui a uccidere i Langley, dover convivere con i sensi di colpa.
Non sapevo bene cosa pensare.  gi abbastanza grave uccidere l'avvocato che ha fatto
assolvere l'assassino di tuo figlio prosegu Ellen. Ma perch anche la sua famiglia? Forse faceva tutto
parte di un piano: quell'uomo ha perso il figlio e ha voluto ripagare Albert con la stessa moneta, e alla
fine ha ucciso anche Donna.
Anche se si trattava di un epilogo decisamente tragico, mi sentii liberato da un grosso peso: se
c'era qualcosa di vero nelle nostre conclusioni, allora forse potevamo lasciar perdere tutta la faccenda
del computer e di Conrad.
Ellen scosse il capo con aria triste. Derek, che non sembrava particolarmente a suo agio in
giacca e cravatta in quella giornata torrida, mormor: Vorrei tornare a casa.
Ero perfettamente d'accordo. Camminando verso il parcheggio, ci imbattemmo in Conrad e
Illeana. Con loro c'era una donna che non conoscevo. Magra, capelli spruzzati d'argento, poco oltre i
sessanta, un trucco che mi sembr un po' eccessivo per l'occasione, orecchini sobri, ma dall'aria
costosa, e un anello con un'enorme pietra. I pantaloni color crema e la camicetta di seta rossa avevano
un tocco di eleganza casual: troppo per indossarli tutti i giorni, del tutto inappropriati per un funerale.
Jim, Ellen ci salut Conrad, in tono pi amichevole di quanto mi sarei aspettato dopo il
nostro ultimo incontro. Poi fece un cenno a nostro figlio. Derek.
Conrad, Illeana risposi. Poi mi voltai verso la donna che era con loro. Non ci conosciamo,
credo.
Elizabeth Hunt si present lei.
Jim Cutter. Mia moglie Ellen e nostro figlio Derek.
Piacere disse la donna. Mi hanno detto che  stata una cerimonia molto commovente.
Elizabeth ci ha raggiunti per pranzare con noi spieg Conrad.  appena arrivata dalla sua
casa al lago. Pausa. Elizabeth  la mia agente. Sembrava stesse annunciando di aver comprato una
macchina nuova.
Be', fantastico risposi.
 stato molto triste prosegu Conrad indicando la chiesa con un cenno del capo. Davvero,
davvero triste. Il dolore di Conrad, come molte delle sue manifestazioni emotive, sembrava calcolato
solo per far colpo. Ma la vita continua, giusto?
Segu un mormorio di assenso generale, da cui mi astenni.
Jim prosegu Conrad. Elizabeth potrebbe segnalarti qualche agente che segue artisti. Sai,
quel che ti ho detto l'altro giorno... magari ho usato il tono sbagliato, ma ero sincero.
Di che cosa sta parlando? esclam Ellen. Non le avevo riferito parola per parola la mia
conversazione con Conrad.
Ecco, veramente... balbett Elizabeth. Temo di non avere cos tante conoscenze nel...
Non si preoccupi la interruppi. Provavo quasi pena per lei, trascinata a sua insaputa in una
delle nuove trovate di Conrad. Non sar necessario.
Elizabeth ha gi abbastanza da fare in questi giorni a strappare di mano a Conrad il suo ultimo
romanzo aggiunse Illeana.
Hai finito un romanzo? chiese Ellen sgranando gli occhi. Uno nuovo?
Be'... quasi finito rispose Conrad con falsa modestia. Elizabeth dice che molte case editrici
sono gi interessate.
Conrad! lo ammon Elizabeth. Evidentemente la metteva a disagio parlarne davanti a noi.
 una notizia fantastica esclam Ellen senza troppo entusiasmo.
Sar meglio andare tagliai corto.
Ma Conrad evidentemente non era ancora disposto a lasciarci. Avete sentito quel che 
successo? domand. Ne parlavano tutti all'uscita della chiesa.
McKindrick dissi. Conrad si affrett ad annuire.
Gi. La notizia si  diffusa in un attimo. Si intuisce gi l'impatto che avr. Padre disperato
vede assolvere il ragazzo che gli ha ammazzato il figlio, si vendica di Albert per poi togliersi la vita
quando si sente braccato dalla polizia.
In effetti potrebbe essere andata cos ammisi.
Hai un minuto? mi disse Conrad.
Ci allontanammo dagli altri. Sicuramente questi nuovi sviluppi, sempre che le cose prendano
la piega che tutti ci aspettiamo, metteranno fine alle tue insinuazioni che quel dannato computer con
una copia del mio libro c'entri in qualche modo con gli omicidi mi comunic Conrad a bassa voce.
Non mi venne in mente niente da ribattere. Ma non c'era problema, perch Conrad era sempre
pronto a riempire i silenzi.
Devi sapere che quanto hai detto ha sconvolto terribilmente Illeana. Ha sentito solo l'ultima
parte delle tue accuse. Le ho detto di lasciar perdere, che non ne vale la pena. Sono pi che disposto a
dimenticare tutta la faccenda, Jim. E vorrei anche scusarmi per la scenata che ho fatto a casa tua. Era
fuori luogo. Ma cerca di capire, un uomo con la mia reputazione non pu reagire bene quando qualcuno
cerca di infangarla.
S, come ti pare, Conrad.
Conrad sorrise e mi assest una pacca sulla spalla. Sono contento che ci siamo chiariti, Jim. E
per dimostrarti che non serbo rancore, voglio che tu ed Ellen siate i primi, dopo la mia agente, ad avere
una copia del nuovo manoscritto.
Be', un bel gesto da parte tua.
Mi interessa la tua opinione. Molto. E penso che la pubblicazione del mio libro avr
ripercussioni positive anche sul lavoro di Ellen per il festival. Un nuovo romanzo del preside del
Thackeray dar ancora pi risalto alla manifestazione.
Adesso devo tornare dalla mia famiglia, Conrad dissi prima di allontanarmi.
Forse aveva ragione. Forse il caso era risolto. Dopo la discussione con Conrad e quella
successiva con Ellen, non avevo pi indagato a proposito del computer scomparso. Un paio di volte ero
stato sul punto di telefonare a Barry, ma ci avevo ripensato. Non sapevo neanche se si trattasse di
un'informazione importante; stavo cominciando a dubitare delle mie motivazioni, anzi stavo
cominciando a dubitare di ogni cosa. Comunque mi muovessi, avrebbero potuto esserci ripercussioni
sul lavoro di Ellen e, soprattutto, sul mio matrimonio.
Decisi di lasciar calmare un po' le acque, almeno fino a dopo il funerale dei Langley. Era ancora
presto, cos io e Derek decidemmo che, tornati a casa, ci saremmo cambiati e saremmo andati a
sistemare il prato di qualche cliente.
Stavamo lavorando in un giardino nella zona occidentale della citt, quando notai l'auto di
Barry che avanzava lentamente lungo la strada, fermandosi all'imbocco del viale d'accesso.
Derek aveva in testa le cuffie per attutire il rumore del compressore, mentre ripuliva il
marciapiede dai residui d'erba. Gli battei leggermente sulla spalla, indicandogli Barry. Sono l, se hai
bisogno articolai con le labbra.
Derek annu e continu a lavorare.
Barry abbass il finestrino del lato passeggeri. Ehi, Jim, vieni a fare un giretto con me.
Salendo in macchina fui investito dall'ondata dell'aria condizionata. Cercai il pulsante per
chiudere il finestrino, ma Barry mi precedette. Tolse il piede dal freno e prese a risalire la strada,
lentamente, come se non avesse una meta.
Dove andiamo? chiesi.
Da nessuna parte rispose. Volevo solo parlarti.
Di cosa?
Della tua storia con Donna Langley. Non mi avevi detto di esserci andato a letto.
17.
Era passata da noi perch a casa sua era saltata la luce; voleva sapere se il blackout fosse
generale.
Era il mio giorno libero - da sei mesi lavoravo come addetto alla sicurezza - e stavo
ridipingendo qualche infisso (invece dei soliti paesaggi) nel lato di casa nostra che dava sulla villa dei
Langley. Derek era a scuola, all'epoca faceva la seconda; Ellen era al lavoro al Thackeray, occupata a
organizzare la sua prima edizione del festival.
Io stavo prendendo in considerazione l'idea di uccidermi.
Ero sulla scala, stavo verniciando gli infissi della finestra del primo piano e calcolavo se,
buttandomi da quell'altezza, sarei riuscito a spezzarmi il collo e morire sul colpo. Abbastanza
improbabile: al massimo mi sarei rotto un braccio o una gamba; forse solo un polso. E anche se fossi
riuscito a farmi male al collo o alla schiena, probabilmente sarei finito paralizzato invece di morire. Sai
che divertimento. E allora sarebbe stata dura riprovarci, costretto a essere imboccato e a farmi pulire il
sedere.
Mi sentivo parecchio depresso; in pi io ed Ellen non stavamo attraversando un bel periodo. Lei
era nel pieno del suo tira e molla con l'alcol; io stavo valutando i pr e i contro di infilare la testa nel
forno.
Circa un mese prima, infatti, avevo trovato un biglietto scritto da Conrad Chase e indirizzato a
mia moglie. Considerando che era un brillante professore d'inglese (accadde un paio d'anni prima che
riuscisse a scalare la classifica dei bestseller del New York Times) mi sarei aspettato qualcosa di un
po' pi poetico di: Non vedo l'ora di essere di nuovo dentro di te.
Non era firmato, ma la casa straripava di appunti con la sua calligrafia. Non ebbi alcun bisogno
di un nome per trarre le mie conclusioni. Non c'era neanche un "Cara Ellen", ma non aveva importanza,
visto che il biglietto era nella borsa di mia moglie.
Non che fossi andato a frugare di proposito. Non credo nemmeno di aver nutrito dei sospetti,
all'epoca. Un po' di risentimento, forse. Il nuovo lavoro di Ellen le portava via un sacco di tempo:
voleva fare una buona impressione sull'amministrazione del Thackeray ed era sottoposta a notevoli
pressioni. Era abituata a organizzare eventi in quell'agenzia di Albany, ma l aveva molti ad aiutarla. E
poi fino a quel momento non aveva mai seguito nulla di minimamente paragonabile al festival del
Thackeray.
In realt stavo cercando cinque dollari. Era mattina presto, Ellen si stava preparando per andare
al lavoro, e io ero in cucina con Derek, che era gi in ritardo e ci stava mettendo un'infinit a finire il
toast con il burro di arachidi. Non  proprio la colazione ideale da masticare in fretta quando si hanno i
minuti contati. Se non si fosse sbrigato a muovere il suo sederino di sette anni nei successivi tre minuti,
l'autobus della scuola sarebbe partito senza di lui.
Coraggio, socio, devi sbrigarti continuavo a esortarlo.
C'era ancora mezzo toast sul piatto e Derek aveva capito di non avere la minima possibilit di
farcela. Devo lavarmi i denti esclam.
Non c' tempo.
Ma devo...
Dov' lo zaino? Hai preparato lo zaino?
Dov' il mio pranzo?
Pranzo?
La mamma ti aveva detto di prepararmi il pranzo. Ti ricordi?
Comprati da mangiare a scuola.
La mamma mi prepara sempre qualcosa, cos non devo...
Derek, calmati. Domani ci organizzeremo meglio. Oggi puoi comprarti qualcosa a scuola.
Aspetta. Infilai una mano in tasca in cerca del portafogli, ma avevo solo una banconota da venti. Non
ci pensavo neanche a dargli venti dollari: le speranze di rivedere il resto a fine giornata erano pari a
zero.
La borsa di Ellen era sulla panca accanto alla porta d'ingresso.
Torno subito dissi, afferrando la borsa. Dentro c'era il portafogli, ma sapevo di poter trovare
contanti in una delle varie tasche interne o sparsi sul fondo. Sentii al tatto alcune monete, ma mettermi
a contare gli spicci mi avrebbe fatto perdere troppo tempo. Nel portafogli c'erano solo tagli da venti.
Benvenuti nel mondo del Bancomat!
Sentendo un fruscio cercai in una delle tasche interne, e trovai due pezzi di carta. Uno era una
banconota da dieci: la allungai immediatamente a Derek e lo spinsi fuori.
L'altro era un biglietto.
Un attimo prima stai cercando di far finire a tuo figlio un toast con il burro di arachidi, e
l'attimo dopo ti crolla il mondo addosso.
Fu come se vedessi tutto quello che mi circondava per la prima volta in vita mia. La casa, i
mobili, il viale che portava alla statale. All'improvviso nulla di tutto questo sembrava pi reale. Era
stato tutto solo un miraggio, un sogno. La mia vita, per come la conoscevo, non era stata altro che una
proiezione della mente.
Ehi! grid Ellen dal bagno di sopra. Derek ce l'ha fatta a prendere l'autobus?
S risposi.
Che cosa?
Ho detto di s!
Sentendo i passi di Ellen sulle scale, feci scivolare il biglietto in tasca. Per un istante, fui incerto
se rimetterlo nella borsa fingendo di non averlo visto. Ma non era neanche da prendere in
considerazione. Ormai avevo aperto una porta e dovevo scoprire cosa ci fosse dall'altra parte.
Devo andare mi disse Ellen baciandomi sulla guancia. Va tutto bene?
S.
Hai un'aria strana. Ti senti male?
Sto bene.
Non devi uscire anche tu fra poco?
No, oggi attacco alle dieci.
Okay, senti, adesso vado. Preparer qualcosa per cena stasera, visto che sar a casa prima di
te.
Certo risposi, accompagnandola alla porta.
Appena Ellen mont in auto, io salii al piano di sopra, nella stanza che usava come studio. Non
ci misi molto a trovare un foglio con la calligrafia di Conrad Chase. La scrivania di Ellen era piena di
suoi appunti, suggerimenti su chi contattare per il festival, numeri di telefono, liste di nomi di vari
uffici stampa di case editrici. Recuperai il biglietto dalla tasca e lo confrontai con gli appunti che avevo
davanti.
Non c'erano dubbi.
Poi mi preparai per andare al lavoro. Che altro potevo fare? Telefonare al mio capo e dirgli che
mi sentivo troppo tradito per lavorare?
Quando rientrai, Ellen aveva gi cucinato le lasagne.
Ciao mi salut. Com' andata al...
Le allungai il biglietto di Conrad. Senza neanche togliermi la giacca. Ellen lo guard e scoppi
a piangere.
Era finita, mi disse fra i singhiozzi. Era finita ancor prima di cominciare. Avevano lavorato cos
a stretto contatto e si era fatta trasportare; aveva fatto una cosa stupida, ma l'aveva troncata subito.
Dovevo crederle, mi diceva. E poi, io ero sempre cos distante, aggiunse.
Ah, quindi era colpa mia.
No, rispose. Aveva commesso un errore. Dovevo crederle, ripeteva, stava dicendo la verit.
Io non sapevo pi cosa credere, ma mi ero fatto un'idea di cosa l'avesse attratta in Conrad.
Quando tornava a casa dal lavoro non parlava d'altro che di quanto fosse creativo Conrad e quanto
fosse entusiasmante vedere qualcuno tanto deciso a imbrigliare il talento di cui la vita gli aveva fatto
dono. Conrad era tutto ci che io non ero. Lui si era dedicato anima e corpo all'arte, mentre io ci avevo
rinunciato, malgrado i continui incoraggiamenti di Ellen.
Credevo che mi sarei infuriato con lei. Invece ero troppo distrutto per arrabbiarmi. Quella stessa
sera me ne andai e non ritornai per un paio di giorni; dormii in un motel e continuai ad andare al lavoro.
Un giorno Derek mi telefon al lavoro e mi disse: Ho messo a posto la mia camera, pap. Adesso
torni a casa, per favore?.
Alla fine tornai a casa, ma solo per prendere qualche vestito in pi. Ellen sembrava non avesse
fatto altro che aspettarmi.
Far qualunque cosa disse, strascicando lievemente le parole. L'alito le puzzava di alcol.
Qualunque cosa. Basta che me lo dici.
Cos decisi di ritornare. Non tanto perch fossi pronto a voltare pagina e a cercare di risolvere i
nostri problemi, ma perch Ellen aveva iniziato a bere pesantemente e qualcuno doveva pur prendersi
cura di Derek.
Nelle settimane successive tirai avanti inserendo il pilota automatico. Andavo al lavoro, tornavo
a casa, preparavo Derek per la notte e dormivo nella stanza degli ospiti. Mi alzavo la mattina dopo e
ricominciavo tutto da capo, cercando di limitare le conversazioni con Ellen al minimo indispensabile.
Parlami mi implorava.
Mi sentivo affondare nella depressione. Ed era esattamente quello il mio stato d'animo, il giorno
in cui avevo deciso di riverniciare gli infissi. Lo stesso giorno in cui Donna Langley era venuta a
controllare se anche da noi fosse saltata la corrente.
Non mi sembra le risposi. Per aspetta che vado a controllare.
Entrai in casa, accesi l'interruttore della cucina e uscii di nuovo. No, qui funziona. Siamo
collegati alla stessa centralina, perci deve trattarsi di un interruttore in casa tua.
Okay, chiamer un elettricista, allora disse. Scusa se ti ho disturbato. Ne hai di finestre da
fare ancora!
Prima di chiamare un elettricista, sarebbe meglio controllare l'interruttore generale.
Era una bella donna. Non uno schianto, ma era affascinante. Alta, un bel seno e i fianchi torniti.
Capelli castani lunghi fino alle spalle. A volte mi era capitato di vederla mentre faceva jogging in
calzoncini e maglietta lungo la strada per Promise Falls. Partecipava sempre alla maratona di
beneficenza, talvolta passava da noi a chiedere qualche contributo.
Il quadro dei comandi  nel seminterrato. Non ci ho neanche pensato a controllare. Sar uno di
quegli interruttori. Bisogna solo risollevare la levetta, giusto?
A meno che non si tratti dell'interruttore generale.
Vedr che posso fare rispose ridendo.
Per il momento accantonai l'idea di buttarmi gi dalla scala di testa. Posso dare un'occhiata io,
se vuoi.
Donna annu. Ci incamminammo verso casa sua. Non c'era nessuno: Albert era al lavoro e
Adam a scuola. Lui e Derek avevano la stessa insegnante quell'anno, la signora Fare, che, a sentire i
ragazzi, sembrava un coniglio. Dovrebbe vedere come mangia il panino mi aveva detto una volta
Adam.
Entrammo dalla porta di servizio. La luce  saltata in tutta la casa? chiesi.
Non lo so. Ero in cucina quando il microonde si  spento ed  saltata la luce. Una volta che
avevo deciso di cucinare qualcosa per cena... Di solito la sera siamo talmente sfiniti che finiamo per
ordinare qualcosa o per andare a mangiare fuori, sai com'...
No, non lo sapevo com'era. Noi non potevamo permetterci di magiare fuori tutte le sere. Un
hamburger ogni tanto; a volte una pizza. Per risposi: Gi, come no. Entrai in cucina e provai
l'interruttore. Niente. Allora provai con una lampada su un tavolino del salotto e si accese.
Be', la corrente in casa c'. Mi sa che si tratta della cucina, probabilmente un interruttore
indipendente. Fammi vedere dov' il quadro generale.
Donna mi accompagn di sotto, nella stanza della caldaia, e tir una catenella collegata a una
lampadina. Da quella parte, mi sembra disse, indicando una cassetta di metallo grigia appesa sopra
un tavolo da lavoro.  quella, no?
Attraversai la stanza; Donna mi seguiva a pochi passi.
Sembrerebbe proprio di s. Aprii il pannello e osservai le due file di interruttori neri. La luce
era cos fioca che riuscivo a malapena a leggere le etichette che indicavano le diverse zone della casa.
Non  che hai una pila, Donna? le chiesi voltandomi. Era cos vicina a me che riuscivo a
sentire il calore del suo corpo.
Ci eravamo visti diverse volte con i Langley. Qualche barbecue. Quando davano una festa che
non fosse ristretta ai colleghi dello studio, ci invitavano. Cos, una gentilezza fra vicini. Se pensi di fare
baccano, invita i vicini, cos non si incazzano. Se fossimo stati tipi da feste, avremmo contraccambiato
il favore. Loro, invece, sembravano la tipica coppia di professionisti: ragionevolmente felici, rampanti,
un solo figlio.
Donna trov una torcia dietro la cassetta degli attrezzi. Esit un secondo di troppo
nell'allungarmela e mi sfior la mano.
Accendendo la torcia trovai l'interruttore con l'etichetta CUCINA e lo spinsi verso l'alto. Ecco
fatto dissi. Vedrai che adesso funziona.
Non ci  voluto molto comment Donna, con una lieve nota di delusione nella voce.
Mi stava talmente incollata che, nel ridarle la torcia, le nostre anche si sfiorarono. Donna non si
ritrasse, anzi mi appoggi una mano sul fianco, poco sopra la cintura.
Donna... mormorai.
Ho notato qualcosa in te m'interruppe. Nelle ultime settimane. Quando ti vedo entrare e
uscire, in macchina o a piedi. Qualcosa di diverso.
Non capisco che vuoi dire.
E come se avessi perso tutta la voglia di vivere continu, senza togliere la mano. So bene
cosa significa.
Deglutii, a disagio. Fu come quando avevo trovato il biglietto nella borsa di Ellen: tutto poteva
cambiare all'improvviso. Un attimo prima sei sulla scala a dipingere gli infissi, cercando di trovare il
modo pi efficace per ammazzarti, l'attimo dopo sei in un seminterrato con una donna che ti tiene per la
cintura.
Le posai una mano sulla spalla. Donna inclin la testa di lato, come a cercare una carezza. Le
avevo sfiorato delicatamente il viso.
Donna, io... sono...
Non dire niente. Volevo solo che sapessi che se ti senti triste, non sei da solo.
Sono sposato avevo aggiunto. Che cosa stupida, banale.
Anch'io. Pausa. Se il tuo matrimonio  perfetto, allora scusami per la sfacciataggine e puoi
andartene in questo preciso istante.
Quello sarebbe stato il momento giusto per voltarsi e andarsene, ma sarebbe stato come
mentire: le cose fra me e Ellen erano tutto tranne che perfette.
Che mi dici di te e di Albert? avevo chiesto.
Perch non mi baci e basta?
Cos la baciai. Donna fece scivolare le braccia intorno alla vita. A quel punto sembrava che le
cose potessero finire in un solo modo. Ma non certo l, nel seminterrato, accanto all'interruttore
generale della corrente.
Mi guid al piano di sopra, nella sua camera da letto.
Ci sedemmo sul bordo del letto, pronti a fare qualcosa che mi sentivo assolutamente autorizzato
a fare. Ero stato tradito, giusto? Non avevo il diritto di pareggiare i conti?
Invece mi tirai indietro. Non posso dissi a Donna.
S, che puoi insistette lei, allungando una mano per accarezzarmi il viso. Le afferrai il polso
con delicatezza, riabbassandolo. No, non posso.
Donna mi fiss con gli occhi che le si gonfiavano di lacrime, ormai pronte a scendere sulle
guance.
Mi spiace. Sar meglio che vada.
Mentre mi alzavo la sentii mormorare: Facciamo finta che non sia mai successo niente.
Annuii. Perch non  successo niente precisai.
E persino possibile che le cose fra me ed Ellen abbiano cominciato ad andare meglio proprio da
quel momento. Non avevo pareggiato i conti, ma avevo avuto la possibilit di farlo. E nessuno pi di
me sapeva quanto ci fossi andato vicino. Forse quando Ellen si era sporta troppo verso il precipizio,
aveva cercato di fermarsi, ma era caduta dalla parte sbagliata.
Ma anche se non era successo nulla, forse Donna aveva sentito il bisogno di parlarne con
qualcuno. Non ero certo di voler sapere con chi si fosse confidata.
18.
Sua sorella mi annunci Barry mentre entravamo a Promise Falls, superando le
concessionarie di auto, WalMart, KFC e una caffetteria.
Heather mormorai. Viene dall'Iowa.
Le sorelle si raccontano tutto riprese Barry. Sono riuscito a parlare con lei prima del
funerale.  arrivata con il marito ieri sera.
S, li ho visti fuori della chiesa. E comunque si sbaglia.
Barry ignor il commento. Abbiamo chiacchierato un po' prosegu. Non le veniva in mente
nessuno che potesse fare del male alla sorella, al cognato, o tanto meno al nipote. Ma ha aggiunto che
la signora Langley le aveva confessato di essere andata a letto con un vicino. Era stato un errore, ma
era successo.
Se Donna le ha detto davvero questo, ha mentito.
Perch una sorella dovrebbe mentire su una cosa del genere?
Barry, risposi pazientemente non ho voglia di discutere dell'argomento, ma voglio dirti una
cosa. Non  mai successo niente fra me e Donna Langley. Non ci sono andato a letto. Ne ho avuto
l'opportunit, ma non l'ho colta. Mi rendo conto che stai solo facendo il tuo lavoro, ma credimi, non
capisco proprio cosa c'entri tutto questo con gli omicidi. Neanche se ci fossi andato a letto davvero,
cosa che, ripeto, non ho fatto. E poi, se le voci che girano sono vere, le tue indagini dovrebbero
concludersi a breve.
Dove l'hai sentita questa? domand Barry.
Non si parlava d'altro al funerale. Colin McKindrick. Quello che aveva minacciato Albert per
aver fatto assolvere l'assassino di suo figlio.
E che cosa hai sentito di preciso?
Che quando siete andati da lui per interrogarlo si  fatto saltare il cervello.
Be', questo  vero ammise Barry.  successo stamattina presto. Brutta faccenda.
E questo non ti suggerisce niente?
Cos', all'improvviso sei diventato uno psicologo, Jim?
 irragionevole pensare che Colin McKindrick si sentisse in colpa per qualcosa? Che si sia
ucciso perch stavate per fargli delle domande sui Langley?
Be', poteva anche solo essere depresso, Jim.
Ma non ne sei sicuro.
Credi di sapere tutto, tu replic Barry furioso. Be', ascolta invece quel che so io. Sono
andato da McKindrick per parlargli e, dopo essermi identificato, gli ho detto che si trattava
dell'indagine per l'omicidio dei Langley. Quello mi ha risposto di levarmi di torno altrimenti avrebbe
cominciato a sparare dalla porta. Cos ho chiamato i rinforzi, ma prima che potessimo intervenire, quel
bastardo si  ucciso. La porta d'ingresso era chiusa a chiave, ma sono riuscito a entrare dal garage. L'ho
trovato nell'ingresso, anche se un po' di cervello era schizzato fino in cucina.
Barry... mormorai, non particolarmente colpito dal suo tentativo di scioccarmi.
Ma ecco quello che invece non sai prosegu. Gohn McKindrick ha passato tutta venerd
notte, fino alla mattina dopo, in una cella, ubriaco fradicio.
Lo fissai in silenzio.
Era alla centrale di Promise Falls. Aveva alzato troppo il gomito da Casey's. A quanto pare
non ha fatto altro da quando  morto il figlio e soprattutto da quando Albert ha fatto assolvere il suo
assassino. E risalito in macchina e ha cominciato a sbandare per Charlton Street, cos una pattuglia l'ha
fermato, gli ha fatto il test del palloncino e l'ha sbattuto dentro. Macchina compresa.
Era in prigione quando sono stati uccisi i Langley mormorai, pi a me stesso che a Barry.
Proprio cos. E finire dietro le sbarre  un alibi a prova di bomba.
Scossi piano il capo. Magari ha pagato qualcuno. McKindrick assolda un killer per far fuori
Albert Langley e quello finisce per ammazzare l'intera famiglia.
Barry fece una smorfia. Un killer? A Promise Falls? Dove pensi di essere, Jim, in Fargo?
Mi allungai all'indietro verso il poggiatesta. Mi sentivo esausto.
Perci, come vedi continu Barry il caso  ancora aperto e sono ancora in giro a fare
domande. Ecco perch ti sto chiedendo della tua non storia con Donna Langley.
Perch non mi dici cosa ti ha raccontato sua sorella e vediamo cosa posso dirti proposi.
Il labbro superiore di Barry si sollev impercettibilmente. Questa  bella, Jim. Questa 
davvero bella. Ma forse non hai capito come funzionano le indagini. Non ti vengo a spifferare quello
che ha detto l'altra persona, in modo che tu possa prendere le misure.  la prima regola che mi hanno
insegnato all'accademia.
Mi limitai a guardare avanti, senza dire nulla.
Senti, Jim, ci conosciamo da tanto tempo, da quando lavoravi per Finley. Ti considero una
gran brava persona. Te lo dico in tutta onest. Non mi sono seduto al tavolo della tua cucina a farti
queste domande davanti a Ellen. Sto cercando di venirti incontro, perci vedi di restituirmi il favore.
Avresti potuto benissimo chiedermelo davanti a Ellen ribattei. Perch non  successo
proprio niente. Feci una pausa. Quasi niente.
Un po' vaga come risposta, no? osserv Barry.
 stato tanto tempo fa, Ellen aveva appena iniziato a lavorare al Thackeray. Stavo verniciando
gli infissi e Donna  passata perch a casa sua era saltata la corrente. Cos sono andato da lei, le ho
azionato l'interruttore...
Barry ridacchi.  cos che si dice adesso?
Scossi il capo. Mi ha baciato. Voglio dire, ci siamo baciati. Voleva che facessi sesso con lei,
ma mi sono tirato indietro.
Okay fece Barry, poco convinto.
 la verit. Vedi... Donna sembrava una persona molto infelice. C'era una tristezza palpabile
in lei. Credo che venire a letto con me fosse il suo modo per cercare di... Ci pensai un istante. Forse
ci sono stati altri uomini, a parte me, con cui ha avuto pi successo.
S, forse.
Ti sto dicendo la verit. Dopo quanto  capitato... quasi capitato, decisi di provare a sistemare
quel che non andava nel mio matrimonio.
Tu ed Ellen avevate dei problemi? chiese Barry.
Merda. Non avevo intenzione di aprire quella porta. Specialmente adesso che, con l'alibi di
McKindrick, stavo di nuovo valutando l'idea di rivelare a Barry del computer con il romanzo di
Conrad. Non volevo che pensasse che agivo per vendetta, cercando di infangare la reputazione di
Conrad per fargliela pagare.
Solo... ecco, diciamo che era un momento un po' difficile risposi. Io ero un po' distante.
Depresso, scontento della piega che aveva preso la mia vita. Ellen si era buttata anima e corpo nel
lavoro e forse ero un po' geloso.
Tenendo il volante con una mano sola, Barry indic una caffetteria. Ti va un caff o
qualcos'altro?
Fa troppo caldo risposi. Che ne dici di fare manovra e riportarmi indietro? Ormai Derek
avr finito e mi star aspettando.
Barry si ferm davanti al locale e si mise in fila con l'auto. Caff medio, senza n latte n
zucchero e un donut al cioccolato ordin nel microfono.
Aspettai che richiudesse il finestrino. Allora, adesso che hai scartato McKindrick, hai qualche
altra pista?
Oh, s rispose, avviandosi lentamente verso lo sportello delle consegne.
Quali? domandai.
Varie cose.
Che mi dici degli altri clienti di Albert? Qualcuno nello studio legale?
Li stiamo interrogando tutti, stanne certo.
Decisi che era arrivato il momento giusto. Forse ho qualcosa per te.
Barry si volt a guardarmi, inarcando un sopracciglio. Ah, davvero?
Gi. Sai quando ci hai portato a fare un giro in casa Langley, domenica mattina?
S.
Pi tardi, io e Derek stavamo parlando, e si  ricordato di aver notato una cosa. Non sapeva
neanche se fosse importante ed  per questo che non te ne ha accennato, ma era un particolare che lo
tormentava.
Aspetta disse Barry. Eravamo allo sportello. Barry porse all'impiegato una banconota da
cinque dollari e prese il resto, insieme al caff e al donut. Sicuro di non volere niente? mi chiese.
Neanche qualcosa di fresco per Derek? Un gelato?
No, no, ti ringrazio.
Appoggi il caff sul portabicchieri dell'auto e ritorn sulla strada, verso il mio pickup. Solo a
questo punto mi disse: Allora, continua.
Secondo Derek c'era un computer in camera di Adam. Sai, una di quelle torrette dell'hard disk.
Gioved, il giorno prima degli omicidi, era ancora al suo posto, ma domenica non c'era pi.
Un computer?
Gi.
Barry si strinse nelle spalle. Te l'ha detto Derek? aggiunse, con un tono che mi parve di
scarsa considerazione.
Esatto.
Che ne sa Derek di quel computer?
Gli riferii che glielo aveva regalato Agnes Stockwell, che era vecchio di dieci anni e che
apparteneva a suo figlio Brett.
Quello che si  buttato dalle cascate osserv Barry. Me lo ricordo. Infil la mano nel
sacchetto per recuperare il donut. Quindi il computer di Derek si trovava in camera di Adam?
Gi. Si divertivano ad armeggiare con i vecchi computer.
Be', lo terr presente, Jim. Potrebbe essere importante, ma anche no.
Aspetta, non  tutto. In memoria c'era un libro. Un romanzo. A Brett Stockwell piaceva
scrivere.
Ma  fantastico, Jim biascic Barry fra un morso e l'altro. Ti dispiace togliere il coperchio
dal caff? Non ci riesco mentre guido.
Tolsi il coperchio e rimisi il caff nel portabicchieri. Era pieno fino all'orlo e alla prima curva si
sarebbe rovesciato.
Il libro era praticamente identico a La parte mancante proseguii.
La parte... che?
Non lo conosci?  il libro di Conrad Chase.
Come cazzo hai detto che si chiama?
La parte mancante.  un romanzo.
Mi sa che me lo sono perso. Se non  di Tom Clancy o Clive Cussler, non ne so niente
precis.
Quel che sto cercando di dirti, Barry,  che un romanzo apparentemente scritto da Conrad era
gi sul computer di quel ragazzo, due anni prima che il libro di Chase fosse pubblicato.
Barry stava lottando per portarsi il caff alle labbra senza rovesciarlo. Appena ci riusc esclam:
Cazzo se scotta!.
Non lo trovi strano? lo incalzai. Non sei neanche un po' curioso?
Non lo so, Jim. Piuttosto trovo curioso che sia Derek la fonte di tutto ci.
Lo fissai perplesso. Che cosa vorresti insinuare?
Voglio solo dire che Derek potrebbe essersi confuso o aver capito male. Ma grazie per
avermene parlato, lo terr presente.
Poco pi avanti scorsi il mio pickup con il trattore gi attaccato. Derek mi aspettava
nell'abitacolo.
Va bene, d'accordo esclamai. Stavo solo cercando di esserti d'aiuto. Se non vuoi che ti
riferisca particolari che potrebbero rivelarsi importanti, per me va bene. Se non vuoi risolvere il caso,
sono affari tuoi.
Certo che voglio risolvere il caso ribatt Barry. E sai una cosa? Ho la sensazione che ci sar
una svolta nelle indagini. E molto presto.
Davvero? esclamai sorpreso.
Si accost al marciapiede, subito dietro al furgone e mi guard. Penso che a breve
procederemo a un arresto.
Per essere cos vicino alla risoluzione del caso, non aveva un'aria molto allegra.
Mi avviai al pickup, senza neanche degnarlo di un'occhiata mentre si allontanava. Scusa se ci
ho messo tanto dissi a Derek. Poi notai le lacrime che gli rigavano le guance, facendosi strada fra la
polvere e i residui d'erba appiccicati al viso. Ehi, tutto bene? Vidi che stringeva ancora in mano il
cellulare.
Derek scosse il capo, senza riuscire a parlare.
Cosa c'?
Derek tir su con il naso. Mi ha chiamato Penny.
E?
Tir su con il naso. Niente.
E dai! esclamai dandogli un colpetto affettuoso sul ginocchio. Sai che puoi parlare con me!
Penny, ecco... ha detto che, visto che rispondo ancora al telefono, allora non  ancora
successo.
Che cosa? Che cosa non  ancora successo?
Derek si pul il naso con il dorso della mano. Senza guardarmi disse: Qualunque cosa ti
diranno di me, voglio solo che ti ricordi che sono un bravo ragazzo.
Non mi piaceva. Non mi piaceva neanche un po'.
19.
Mentre ci avvicinavamo a casa, riconobbi un'auto molto familiare parcheggiata in fondo al
nostro viale. Era una Audi TT grigio metallizzato. Fantastico, proprio quel che mi ci voleva per rendere
la giornata perfetta. Conrad.
Appena misi la freccia, si apr la portiera dell'Audi: era Illeana. Indossava pantaloni e maglietta
bianchi, quasi brillava nella luce del tardo pomeriggio.
Non  la signora Chase, quella? chiese Derek.
Gi risposi.
Che cosa vuole?
E chi lo sa?
Mentre imboccavo il vialetto d'accesso, abbassai il finestrino, aspettando che Illeana si
avvicinasse. Jim! mi salut, prima di lanciare un'occhiata veloce a Derek. Ciao, Derek. Il ragazzo
si limit a un breve cenno della testa.
Ciao, Illeana dissi. Aspettavi noi?
Aspettavo te rispose. Hai un minuto?
Vuoi entrare?
No, possiamo parlare qui. Non voglio disturbare.
Vista l'ora, era probabile che Ellen non fosse ancora rientrata dal lavoro. Chiesi a Derek di
mettersi al volante e portare dentro il pickup.
Illeana si stava massaggiando il polso destro con aria distratta.
Ti sei fatta male? le domandai.
Oh rispose guardandosi le mani. No, sto solo cercando di familiarizzare con il cambio.
Conrad ha voluto a tutti i costi comprare una macchina con il cambio manuale, ma non mi sono ancora
abituata.
Be' mormorai fissando la macchina nuova, abbiamo tutti i nostri problemi.
Riguardo l'altro giorno... prosegu Illeana. Mi spiace molto per come  finita. Ce ne siamo
andati piuttosto di fretta dopo la piccola discussione fra te e Conrad.
Mi strinsi nelle spalle. Cosa potevo dire? Specialmente a Illeana.
Se non avessi assistito all'ultima parte della conversazione sono certa che Conrad non mi
avrebbe neanche detto cosa lo avesse tanto sconvolto.
Non avevo voglia di parlarne con lei. Ero stufo di parlare. Era stata una giornata pesante. Un
funerale, un giretto con Barry, mio figlio in lacrime, spaventato da non so che cosa. Quindi, Conrad ti
ha raccontato anche il resto? mi informai.
S. Si appoggi all'Audi. E penso che tu abbia esagerato, Jim.
Illeana, non mi sembra il caso di parlarne con te.
Lo hai accusato di plagio. Di aver rubato il romanzo a uno studente.
Volevo solo chiedergli delle spiegazioni.
Cosa ti fa pensare che te le avrebbe date? chiese, cercando di mantenere un tono abbastanza
gentile. * Se esiste una spiegazione semplice, non capisco perch non darmela.
 ovvio che l'hai preso alla sprovvista. L'hai colpito alle spalle senza nemmeno dargli la
possibilit di difendersi.
Non risposi. Se Illeana aveva qualcosa da dirmi, meglio che la tirasse fuori.
Conrad non voleva parlarne neanche con me, mi ha assicurato che non era niente, che non
dovevo preoccuparmi. Poi mi ha raccontato di quello studente, Brett Stockwell, di quanto fosse
incredibile, brillante.
Cos dicono tutti.
Non gli era mai capitato uno studente cos sensibile, con una profondit degna di una persona
molto pi matura.
Aspettai.
Ma non abbastanza da poter scrivere La parte mancante puntualizz Illeana, Un ragazzino di
quell'et, per quanto intelligente e dotato, non ne avrebbe avuto le capacit.
Se lo dici tu, Illeana. Stavo per aggiungere che ormai la faccenda era nelle mani di Barry, ma
ci ripensai. Il detective mi era sembrato stranamente indifferente a quanto gli avevo riferito, come se
avesse gi preso una decisione e non volesse farsi distrarre dalla faccenda del computer scomparso.
Conrad aveva gi finito il libro tre anni prima della pubblicazione prosegu Illeana. Ma non
l'aveva fatto vedere a nessuno. Continuava a ritoccarlo, riscrivendo alcune pagine, senza mai sentirsi
sicuro. Voleva un'opinione sul suo lavoro, cos l'ha dato a Brett perch lo leggesse. Su un dischetto, non
l'aveva stampato. Ecco perch si trovava sul computer del ragazzo.
^ Mi passai la lingua all'interno delle guance, riflettendo.  questo che ti ha detto Conrad?
Illeana annu con aria sicura.
Perci, invece di darlo a un collega, a un agente letterario o a un altro autore gi pubblicato,
Conrad ha deciso di farlo leggere a uno dei suoi studenti? chiesi.
Esatto conferm Illeana.
Sarebbe questa la spiegazione?
Esatto ripet Illeana, sorridendo e mettendo in mostra i denti perfetti.
Be', evidentemente ci sono aspetti di Conrad di cui non avrei mai sospettato. Un professore
con la sua esperienza e la sua reputazione che chiede il parere di un ragazzino.
Penso che avesse bisogno di una risposta sincera, la verit nuda e cruda replic Illeana, sicura
che mi bevessi la storia. Del resto se l'era bevuta lei per prima. Ma, forse, l'alternativa sarebbe stata
ancora pi insopportabile. So che Conrad a volte pu sembrare pieno di s, ma non  diverso da
qualunque altro artista, divorato dal timore del giudizio altrui. Voleva procedere a piccoli passi prima
di affidare il proprio lavoro all'industria editoriale.
Capisco.
Perci sono venuta a chiederti un piccolo favore. Da quanto mi ha riferito Conrad, so che
esiste una copia di questo libro su dischetto, giusto? Le conclusioni a cui sei arrivato potrebbero
riflettersi negativamente su Conrad e, come l'hai fatto tu, possono farlo anche altri. Perci ti sarei grata
se potessi darmi quel dischetto per evitare ulteriori malintesi.
Non male come discorso per una che si spogliava nei film di serie B.
Saresti dovuta rimanere a Hollywood, Illeana sibilai. Davvero un'interpretazione superba.
Hai imparato alla perfezione le battute e le hai recitate in maniera molto convincente. Il copione te l'ha
scritto Conrad?
Illeana non batt ciglio. Conrad non sa neppure che sono qui ribatt, e dal tono capii che non
mentiva. Ti renderai ridicolo se continuerai a insinuare che La parte mancante  stata scritta da
qualcun altro e non da mio marito. Perch il suo nuovo romanzo lascer tutti a bocca aperta.  persino
migliore del primo, e non ci sar pi alcun dubbio sul suo talento e sulla sua genialit. Non che
qualcuno ne abbia mai avuti. A parte te, Jim.
Gli auguro buona fortuna, allora risposi.
Illeana sorrise. Ce l'hai davvero a morte con lui, vero? Perch non provi a crescere, cazzo?
Non sembrava pi la moglie di un preside universitario adesso. Dalle mie parti la gente passa
continuamente da un letto all'altro, sono cose che si superano. Bruce Willis, per esempio, va in vacanza
con Demi e Ashton.
Divertente ribattei. Magari qualche volta porteranno anche te.
Per la prima volta, Illeana sembr ferita. Che cosa ti ho fatto, Jim? Ci conosciamo appena.
Per la prima volta pensai che forse avevo davvero esagerato. Hai ragione, Illeana. Qualunque
problema abbia con Conrad, tu non c'entri. Ma non ho intenzione di darti il dischetto.
Illeana annu, come se avesse capito che la mia decisione era definitiva. Ma non aveva ancora
finito. Conrad ed Ellen hanno avuto una storia molto tempo fa. Siamo tutti adulti. Si scost dall'auto
e si ferm a pochi centimetri da me. Anche in una giornata come quella, si sentiva chiaramente il calore
che emanava il suo corpo. Un uomo pi maturo avrebbe trovato nel proprio cuore la forza di
dimenticare il passato, perdonare e andare avanti.
Feci per ribattere, ma mi fermai. Non sapevo cosa dire. Forse perch, in fondo, era la verit.
Illeana si volt e apr lo sportello dell'Audi. Mi ha fatto piacere parlare con te, Jim concluse,
salendo in macchina. Ingran la prima, schizzandomi la ghiaia sui jeans, e si allontan. Sembrava
cavarsela niente male con le marce, non gratt neanche una volta.
Ellen torn a casa poco dopo, e verso le sei mettemmo a grigliare qualche hamburger. Dopo
cena Derek se ne and in camera, cos raccontai a Ellen prima dell'incontro con Barry, poi di quello
con Illeana. Spacciai la mia chiacchierata con il detective come un incontro casuale: non volevo
scoprisse che era venuto a chiedermi di Donna Langley. Per quanto non ci fosse stato niente fra me e
Donna, non volevo confessare quanto ci fossimo andati vicini.
Per le riferii che Colin McKindrick non era pi indagato. Aggiunsi anche che ora Barry sapeva
del romanzo sul computer di Brett, della singolare somiglianza con un libro gi pubblicato e della
sparizione del computer.
Ellen mi fiss un istante prima di aprire bocca. E qual  stata la sua reazione?
Non gliene frega niente risposi.
Davvero?
Davvero.  come se avesse gi una pista migliore da seguire.
Poi le raccontai dell'incontro con Ileana e di come Conrad si fosse giustificato dicendo di aver
dato la prima stesura del romanzo a Brett per avere il suo giudizio.
Ellen ci riflett un istante. Possibile mormor.
Credi? Da quanto mi hai sempre raccontato di Conrad, sembra nutrire un profondo disprezzo
anche per gli studenti pi bravi. Non li considera solo una massa di mocciosi?
S, ma...
Ma, cosa?
Forse...
Un secco bussare alla porta ci fece trasalire. Non avevamo sentito arrivare un'auto lungo il
viottolo, ma del resto avevamo le imposte chiuse e l'aria condizionata accesa.
Ci alzammo dal tavolo di cucina e attraversammo la sala fino alla porta d'ingresso. Sbirciando
da dietro le tende riuscii a distinguere Barry. Mi sembr che avesse qualcosa in mano.
Aprii la porta. Dietro a Barry vidi tre agenti che indossavano i guanti bianchi di lattice. Barry?
Che diavolo succede?
Barry sollev il foglio che aveva in mano. Ho un mandato, Jim. Per perquisire la casa.
Che cosa? esclam Ellen. Ma che stai dicendo?
Va' a chiamare Derek mi intim Barry con un tono di voce molto serio.
Perch? chiesi.
Jim, per favore, non rendere le cose ancora pi difficili. Fallo scendere.
Esitai un istante, poi chiamai Derek, alzando la voce per farmi sentire fino al piano di sopra.
Che c'? rispose la voce attutita da dietro la porta.
Vieni gi! Subito!
Un istante dopo sentimmo i suoi passi sulle scale. Arrivato in fondo, incroci gli agenti in
procinto di salire. Oh, merda mormor, in tono meno sorpreso di quanto mi sarei aspettato.
Ripensai alla telefonata di Penny. Ecco, adesso quella cosa stava accadendo. Era di questo che
Penny aveva avuto paura.
In cucina ordin Barry, precedendoci attraverso la sala. Una volta l, per, nessuno si mise a
sedere.
Derek esord Barry. Mi chiedevo se non volessi cambiare qualcosa nella tua versione
riguardo a venerd sera.
Derek sembr sconcertato, ma c'era qualcosa di strano nei suoi occhi, nel modo in cui si
muovevano veloci. No rispose. Niente.
Perci rimane valido quello che ci hai raccontato? Sei uscito da casa dei Langley verso le otto,
hai fatto un giretto, sei andato a trovare Penny e poi sei tornato a casa verso le nove e mezzo?
S conferm Derek esitante. Ma Penny non l'ho vista, abbiamo parlato al telefono, poi sono
andato in giro per conto mio.
Barry si volt verso di me. E tu? Confermi quello che hai dichiarato? Confermi di aver sentito
rientrare Derek a quell'ora, prima delle dieci?
Barry risposi. Perch non ci dici che diavolo sta succedendo?
Sentivamo gli agenti al piano di sopra mettere tutto a soqquadro. Il trambusto sembrava
provenire dalla stanza di Derek.
Voglio sapere se qualcuno vuole modificare la sua versione dei fatti di quella sera ripet
Barry.
Sono sicuro che sia andata come ho detto afferm Derek, ma ancora senza molta
convinzione.
Allora forse puoi spiegarmi una cosa riprese Barry.
Che cosa?
Hai telefonato alla tua ragazza, Penelope Tucker, un paio di volte quella sera.
Penny, s disse Derek. Certo. Ci telefoniamo in continuazione. Be', ecco, fino a poco tempo
fa. I suoi genitori sono usciti di testa ultimamente.
Credo sia colpa mia replic Barry. Ho parlato con loro domenica mattina e ho consigliato
loro di interrompere le comunicazioni fra te e la figlia.
Ah, cazzo, fantastico! Quindi  per questo che...
Derek lo ammonii, cercando di mantenere la calma. Vacci piano.
Vacci piano? esclam Derek. Poi, rivolto a Barry: Non aveva il diritto di farlo. Perch gli
ha....
Derek tagli corto Barry, avvicinando il viso a pochi centimetri dal suo. Dimmi delle
telefonate a Penny venerd sera.
Che ne so? L'ho chiamata un paio di volte, mi pare.
Dal cellulare?
Certo.
Sempre e solo dal cellulare?
Qualcosa scatt nel cervello di Derek; all'improvviso sembr rendersi conto della trappola. Mi
sembra mormor.
Penny dice che l'hai chiamata da casa dei Langley.
Ehm, s, forse. Ero passato a salutarli.
No. Pi tardi.
Allora si sbaglia disse Derek.
Derek intervenne Ellen. Che sta succedendo?
Di sopra il trambusto continuava.
Se non ti dispiace, disse Barry a mia moglie, con un tono abbastanza gentile considerate le
circostanze sono io che faccio le domande. Derek, non credo che Penny si sbagli. Il telefono nel
seminterrato di casa Langley memorizza i numeri delle chiamate in uscita. Fa risparmiare un sacco di
tempo alla polizia, perch non dobbiamo richiedere i tabulati telefonici.
Quella storia non mi piaceva per niente.
La cosa interessante  che poco prima delle dieci quel telefono  stato usato per chiamare
Penny Tucker. Come lo spieghi? Un paio di ore dopo il momento in cui ci avevi detto di essertene
andato, cio pi o meno un'ora e mezzo dopo la partenza dei Langley, qualcuno fa una telefonata alla
tua ragazza da dentro casa. E sai che cosa mi ha detto Penny? Mi ha detto che stava parlando con te.
Derek rimase in silenzio.
E pi o meno alla stessa ora Albert Langley ha chiamato la segretaria dal cellulare, dicendo di
essere vicino a casa. Perci, pensa un po', non solo eri ancora in casa dopo la partenza dei Langley, ma
con ogni probabilit eri presente anche al loro rientro.
Derek scosse il capo.
Barry mi intromisi. Quello che stai insinuando  pazzesco. Conosci me e conosci Derek.
Insomma, sai bene che non farebbe mai niente del genere.
Forse... balbett Derek con la voce che gli tremava. Forse il telefono funziona male.
Pensi che funzioni male anche quello di Penny? Perch  registrata una chiamata in arrivo alla
stessa ora in cui il telefono dei Langley ha registrato quella in uscita. Penny ci ha detto che continuava
a cadere la linea con il cellulare, cos hai usato il telefono fisso.
Non capite esclam Derek. Okay, forse ero l, ma...
Derek lo ammonii. Non dire niente.
In che senso? scatt Ellen. Che razza di consiglio ? Derek non c'entra con tutta questa
storia.
Esatto mormor Derek con gli occhi che gli si inumidivano. Non c'entro. Lo giuro.
Ma eri in quella casa, vero Derek? lo incalz Barry, in tono pi conciliante.  iniziata in
maniera del tutto innocente, non  cos? Avanti, parla. Penny mi ha gi raccontato qualcosa.
 solo che... balbett Derek con aria disperata.
Okay, il fatto  che... mi era venuta un'idea... I Langley dovevano stare via una settimana, la
casa era vuota, sarebbe stato un posto ideale per me e Penny, sapete, un posto per...
Oh, per carit di Dio sbott Ellen. Ma che diavolo ti  saltato in testa? Adam ti ha dato la
chiave?
Il volto di mio figlio era rigato di lacrime. Volevamo solo un posto per stare in pace. Quando 
arrivato il momento di andare via, ho salutato Adam e ho fatto finta di uscire dalla porta di servizio, ma
sono sgattaiolato nel seminterrato e mi sono nascosto nel ripostiglio fino a che non sono partiti. Tutto
qua. Dopo di che sono uscito dal nascondiglio e ho chiamato Penny un paio di volte, ma l'avevano
messa in castigo. Era nei guai con suo padre perch aveva ammaccato l'auto. Ecco, tutto qua.
D'accordo disse Barry in tono quasi amichevole. Lo capisco. In effetti i conti tornano.
Perci sei stato nascosto l tutto il tempo, nel seminterrato?
Esatto.
Non sei andato in giro per la casa?
Be', ho gironzolato un po'. In cucina, mi pare. E sono stato in camera di Adam prima che
partissero.
Qualche altra stanza? insistette Barry.
Derek scosse il capo esasperato. No!
Barry annu e poi quasi con noncuranza indic l'orecchio sinistro di Derek. Portavi un
orecchino l? Si vede ancora il buco.
Derek si prese per un attimo il lobo fra il pollice e l'indice, proprio come aveva fatto qualche
giorno prima sul pickup, quando anch'io gli avevo fatto notare che non aveva pi l'orecchino.
Non so che fine abbia fatto rispose.
D'accordo disse Barry in tono tranquillo. Ma quando i Langley sono inaspettatamente
tornati a casa perch la signora Langley si sentiva male, si saranno seccati di trovarti in casa. Pi che
seccati, scommetto. Dopo di che la situazione deve esserti sfuggita di mano, giusto? Il signor Langley ti
ha minacciato? Ti ha aggredito? Non era un tipo facile, non  cos?
No mormor Derek. No.
Sar stato imbarazzante essere scoperti. Nascondersi in casa del tuo migliore amico. I Langley
si saranno sentiti traditi. Forse anche Adam. O Adam era parte del piano? Sapeva cosa avevi intenzione
di fare?
No, cazzo, no, non lo sapeva.
Perci si sar arrabbiato anche lui. Non solo avevi tradito la fiducia dei suoi, ma gliel'avevi
anche fatta alle spalle.
Okay, vaffanculo. Va bene! esclam Derek avvampando.  stata un'idea di merda e anche
molto stupida. Mi spiace, mi spiace davvero!
"Brutto idiota" pensai. "Brutto idiota che non sei altro." Ma a Barry dissi: Ecco, vedi? Ha fatto
una stupidaggine e l'ha ammesso, ma la cosa finisce l.
Non proprio rispose Barry, continuando a fissare Derek. C' dell'altro, vero? Sono tornati a
casa, ti hanno scoperto e ti sei fatto prendere dal panico. Ti sei trovato tra le mani una pistola, magari
era in casa...
No! grid Derek. No! Non sono stato io! E stato qualcun altro! Nonio!
E allora chi, Derek? lo incalz Barry. Sai chi  stato?
No!
Barry intervenni. Non vedi che  sconvolto? Vacci piano.
Barry si volt a guardarmi. Non piace neanche a me quel che sto facendo, Jim.
Derek aveva iniziato a singhiozzare ed Ellen lo teneva stretto fra le braccia. Sei contento,
adesso? Guarda cos'hai fatto! esclam rivolta a Barry.
Il detective la ignor. Okay, Derek, dici di non essere stato tu, ma abbiamo stabilito che eri in
casa al momento degli omicidi. Per non hai nemmeno visto chi  stato. O l'una o l'altra, Derek,
deciditi.
Non ho visto nessuno rispose mio figlio. Ero nascosto.
Barry scosse la testa con aria triste; in quel momento uno dei tecnici della Scientifica apparve
sulla soglia della cucina. Aveva in mano una scarpa e la teneva solo con due dita. Era una delle tante
scarpe da ginnastica di Derek.
Detective Duckworth intervenne l'agente, prima di girare la scarpa e mostrarne la suola.
Indicando una macchia scura vicino al tacco esclam: Bingo!.
Barry si avvicin per dare un'occhiata. Sicuri che sia sangue? chiese.
Direi di s rispose l'agente. E quando avremo fatto le analisi del dna ne sapremo di pi.
In quel momento n io n Ellen riuscivamo a respirare. Derek continuava a singhiozzare,
mormorando a bassa voce: No, no, no....
Barry dissi.
Non ho visto niente url d'un tratto Derek. Ma l'ho sentito! L'ho sentito entrare! Ho sentito
gli spari! Li ho sentiti morire! Giuro su Dio!
Barry rimase impassibile. Derek Cutter, sei in arresto per gli omicidi di Albet Langley, Donna
Langley e Adam Langley. Hai...
Barry, Cristo! esclamai. Ha gi ammesso che si trovava in casa. Dagli ascolto, per carit
di...
Jim, per favore m'interruppe Barry, sollevando una mano, ...hai il diritto di rimanere in
silenzio. Qualunque cosa dirai, potr essere usata contro di te in tribunale. Hai diritto ad avere un
avvocato e puoi richiederne la presenza durante l'interrogatorio. Se non puoi permettertelo, ti verr
assegnato un avvocato d'ufficio.
Estrasse un paio di manette dalla tasca, fece voltare mio figlio e lo ammanett.
E in quel preciso istante il nostro mondo croll a pezzi.
20.
Derek fu chiamato in giudizio la mattina dopo.
Io e Ellen avevamo trascorso una notte insonne, prima cercando di superare lo shock dell'arresto
e poi tentando disperatamente di trovargli un avvocato. In altre circostanze, ovviamente, saremmo
subito ricorsi ad Albert Langley. Lo conoscevamo, conoscevamo la sua reputazione e ci fidavamo
ciecamente di lui.
Ma non era certo un'opzione, al momento.
Non ce la sentivamo neanche di chiamare qualcuno del suo studio. Chi avrebbe voluto
difendere la persona accusata dell'omicidio di un collega e di tutta la sua famiglia? E inoltre, anche se
avessero accettato, non volevamo correre il rischio che affiorasse in seguito una certa ostilit nei
confronti di Derek. Perci Ellen si attacc al telefono, per contattare alcune conoscenze al college in
cerca di qualche nome. Alla fine salt fuori Natalie Bondurant. Otto anni come penalista a Promise
Falls e, secondo la persona che ce l'aveva segnalata, un "osso duro". Le lasciammo un messaggio in
segreteria verso le nove; poco prima delle dieci ci richiam.
Le spiegai la situazione al telefono, con la voce che di tanto in tanto mi tremava; l'avvocato mi
rivolse un'infinita serie di domande alle quali cercai di rispondere nel modo pi sintetico possibile.
Erano domande chiare e dirette. La Bondurant cerc di dribblare l'emotivit che a tratti sembrava
sopraffarci; ci costrinse a concentrarci sui fatti, e a vedere per quanto possibile la situazione in modo
razionale, anche se per noi era impensabile rimanere obiettivi.
Perci la polizia non ha trovato l'arma del delitto concluse. Un bel problema per loro. A
meno che non la trovino e allora la situazione potrebbe cambiare.
Non la troveranno affermai. Non  stato lui.
Natalie prefer non ribattere. Questo indebolisce l'accusa. Vostro figlio si trovava sulla scena,
era l, il che non  positivo, ma non ha precedenti.
Si  messo nei guai un paio di volte. E andato in giro con un amico che aveva preso di
nascosto l'auto al padre e sono andati a sbattere. E un'altra volta  stato beccato sul tetto della scuola
con degli amici e...
Non mi preoccuperei troppo per questo genere di cose. Sono lontane anni luce dall'omicidio a
sangue freddo. Ma temo che ci sia ben altro sotto. La polizia sostiene che vostro figlio ha ucciso i
Langley perch l'hanno scoperto a nascondersi in casa loro, per, non so, non regge granch come
movente. Temo che non abbiano ancora giocato tutte le loro carte. Vedremo. Se questa Penny Tucker
fosse stata la figlia dei Langley, avrebbero potuto sostenere che il padre avesse tirato fuori una pistola
per sparare a vostro figlio. Dovr sentire la ragazza, scoprire esattamente in che stato d'animo era
Derek quando le ha parlato al telefono da casa Langley. Con Derek invece parler domattina, prima
dell'udienza preliminare, ma non credo che potremo aspettarci un rilascio su cauzione.  il principale
indiziato di un triplice omicidio. L'accusa avr anche per le mani un caso traballante, ma fino a che non
riusciamo a smontarlo, non credo che lo rilasceranno.
Ma che gli succeder? chiese Ellen che ascoltava dal telefono in camera da letto. In
prigione, voglio dire. Pensa che sar al sicuro?
Far qualche telefonata. Data la natura dell'incriminazione, penso sia pi probabile che venga
messo in una cella separata dagli altri detenuti comuni.
Sapevo esattamente cosa stesse passando per la mente a Ellen in quel momento. Era il mio
stesso pensiero. Il nostro ragazzo di diciassette anni in una cella con uomini adulti, trattenuto in carcere
per chiss quanto. Non volevo pensarci, ma non riuscivo a fare altro.
La stampa vi star addosso ci avvert Natalie.
In che senso? domand Ellen.
Dopo un arresto in un caso del genere, il tribunale sar preso d'assalto. Verranno giornalisti da
Albany, forse anche da New York. Sar terribile.
Oh, Dio gemette Ellen.
Avete un cellulare? Ci affrettammo a darle i nostri numeri. Se devo contattarvi vi chiamer
su uno di questi numeri. Il telefono di casa... arriverete al punto di non rispondere pi. Anzi, vi
conviene staccare la spina subito. Giornalisti, psicopatici, minacce, insulti e via dicendo. Non guardate
il telegiornale. I poliziotti lasceranno qualcuno di guardia davanti a casa Langley,  ancora la scena del
crimine dopo tutto. Riusciranno a tenere a bada i giornalisti. Parler con Barry per vedere se mi pu
dare una mano.
S, come se Barry fosse disposto a farci un favore.
 una brava persona aggiunse Natalie, come se mi avesse letto nel pensiero. Vedr cosa
posso fare. E poi c' la faccenda dei soldi. Non sono a buon mercato. Ci rifer le tariffe. Potrebbe
andare per le lunghe.
Okay disse Ellen, che teneva i conti di casa. Potremmo incassare il fondo pensione, ma non
 granch. Anche attraverso la cornetta, riuscii a sentire la disperazione nella sua voce. Me ne
occuper domani come prima cosa.
D'accordo rispose Natalie. A domani allora.
Come aveva previsto Natalie Bondurant, Derek non ottenne il rilascio su cauzione. L'avvocato
ce la mise tutta, sostenendo che non aveva precedenti, veniva da una buona famiglia e non c'era
pericolo di fuga. Ma il giudice fu irremovibile: acconsent alle richieste del pubblico ministero e gli fu
negata la libert su cauzione. Era accusato, sostenne il procuratore Dwayne Hillman con grande enfasi,
del pi raccapricciante omicidio nella storia di Promise Falls. Se c'era un caso in cui la cauzione andava
negata, era proprio quello.
In tribunale Ellen pianse. Io feci del mio meglio per rimanere impassibile.
Derek, in piedi accanto a Natalie nella imponente aula di tribunale dagli alti soffitti stuccati,
sembrava ancora pi piccolo, quasi un bambino rispetto al giorno prima. In jeans e maglietta, senza
cintura, i capelli arruffati, teneva lo sguardo fisso a terra con le spalle curve, come se si fosse ritirato in
se stesso. Se aveva quell'aspetto dopo solo poche ore in prigione, come sarebbe stato dopo una
settimana o, peggio, dopo...
Non potevo neanche pensarci.
Derek accenn un saluto con i polsi ammanettati, mentre veniva condotto verso una porta
laterale dell'aula.
Derek... sussurr Ellen. Derek... N io n Ellen avevamo dormito, e si vedeva. Ellen
sembrava invecchiata di dieci anni da quando era iniziata questa follia.
Quanto a me, mi sentivo completamente svuotato.
Natalie ci venne incontro nell'atrio del tribunale. Era il nostro primo incontro faccia a faccia.
Era un'afroamericana alle soglie dei quaranta, alta quasi uno e ottanta, capelli corti neri, vestita con un
tailleur blu dal taglio classico. L'espressione seria sul suo viso non dava spazio all'ottimismo.
Okay esord. Non c'era alcuna possibilit che lo rilasciassero su cauzione, per quanto alta
fosse la cifra. Ma questo lo sapevamo gi. L'hanno messo in una cella d'isolamento, quindi sar lontano
dagli altri detenuti per quasi tutto il tempo.
Guardai Ellen. Stava morendo dentro.
Non abbiamo ancora i risultati delle analisi del sangue trovato sulla scarpa di Derek, ma
presumiamo sia di Adam Langley. Vostro figlio ha ammesso di averlo dovuto scavalcare per uscire di
casa e cos facendo deve aver calpestato il sangue. Poi ha lasciato alcune impronte in direzione di casa
vostra. Non mi sorprende che gli abbiano anche prelevato un campione di dna.
Ci rifer un resoconto dettagliato della versione fornita da Derek. Si era nascosto in casa
Langley nella speranza di avere un posto dove stare in pace con Penny per tutta la settimana. Quando i
Langley erano tornati all'improvviso, si era nascosto nel seminterrato e, poco dopo, qualcuno era
entrato in casa e aveva sparato ad Albert, a Donna e infine a Adam, che aveva cercato invano di
scappare dalla porta di servizio.
Non posso credere che ce l'abbia tenuto nascosto mormor Ellen.
 un adolescente replic Natalie. Aveva paura dell'assassino dei Langley, ovvio, ma forse
aveva ancora pi paura di voi due e del guaio in cui si sarebbe cacciato confessando di essere rimasto
dentro quella casa. Mi ha riferito che dopo l'incidente a scuola, quando era saltato da un tetto all'altro
prosegu Natalie, ora guardando soltanto me lei gli aveva detto che alla prossima stupidaggine lo
avreste buttato fuori.
Non me l'ero certo dimenticato.
Ma per una faccenda cos grave obiett Ellen. Doveva sapere che poteva rivolgersi a noi.
Natalie rimase zitta un istante. C' un'altra cosa che penso sia meglio sappiate mormor. Io ed
Ellen la fissammo, in attesa. Non eravamo pronti a sopportare altre brutte notizie. La polizia sta
cercando dei collegamenti fra l'omicidio dei Langley e altri due delitti commessi nell'area di Promise
Falls nelle ultime settimane.
Come dei collegamenti? chiese Ellen.
Secondo gli inquirenti la pistola che ha ucciso i Langley  la stessa usata per uccidere un certo
Edgar Winsome nel retro del bar Trenton, circa un mese fa, e anche un altro uomo, Peter Knight, una
settimana prima.
Ma non li conosciamo nemmeno obiettai. Ricordo vagamente che Barry Duckworth ha
accennato alla cosa sabato scorso.
Se la polizia non ha l'arma del delitto fece notare Ellen come fanno a sostenere che si tratti
della stessa pistola?
Ha ragione, non hanno l'arma replic Natalie Bondurant. Per hanno i proiettili. E quelli
estratti dal corpo dei Langley corrispondono a quelli degli altri due omicidi. Siete a conoscenza di
qualche collegamento fra vostro figlio e le due vittime?
No risposi, mentre Ellen contemporaneamente esclamava: Non vorranno accusare Derek
anche di - quegli omicidi?.
Nessuno dice questo. Ma i casi sono collegati dal rapporto della balistica. E parte dell'indagine
e volevo lo sapeste. Voglio che siate informati di tutto.  cos che lavoro. Dall'espressione sulle nostre
facce, Natalie dovette intuire che avevamo bisogno di essere rincuorati. Sentite, non sono molto brava
a consolare il prossimo e non ho intenzione di dirvi che non c' niente di cui preoccuparsi, perch non 
cos. Ma il caso che hanno montato contro vostro figlio  tutto tranne che perfetto. Fa acqua da tutte le
parti e penso che Barry lo sappia. Il movente, il modo in cui  stato ricostruito,  debole. E poi sappiate
che questo sar per voi il momento peggiore. Siete ancora sotto shock. Vi sembra che il mondo vi crolli
addosso, per cercate di tenere duro. Vostro figlio ha bisogno di voi. E, che ci crediate o no, una notizia
buona c'.
Sbattemmo le palpebre, perplessi. Quale? chiesi.
Be', se prendiamo per buona la versione di Derek, cio che si trovasse in casa al momento
degli omicidi, che abbia addirittura assistito alle esecuzioni e che sia sgattaiolato fuori senza essere
visto dall'assassino, o dagli assassini, la notizia buona  che vostro figlio  vivo.
Io ed Ellen ci scambiammo una lunga occhiata. Nessuno dei due aveva considerato la cosa da
questa prospettiva. Derek era stato fortunato a non fare la fine dei Langley. E lei, prende per buona la
versione di Derek? chiesi.
Natalie Bondurant fece per dire qualcosa, ma ci ripens. Poi mi guard negli occhi. Stavo per
rispondere che non ha importanza. I miei clienti non devono per forza essere innocenti perch io li
difenda. Ma credo che Derek abbia detto la verit.
Non sarebbe il caso che Derek raccontasse tutto a Barry? chiesi. Magari ha sentito qualcosa
che pu aiutare il detective a trovare il vero colpevole. Perch chi ha ucciso i Langley  ancora l fuori,
libero.
Barry sa gi tutto replic Natalie. Ma al momento pensa di aver inchiodato il colpevole.
Una pausa. C' una cosa, in effetti, che Derek ha sentito...
Che cosa? domand Ellen.
"Vergogna" rispose Natalie. Ha sentito un uomo urlare: "Vergogna!".
Ellen e io ci scambiammo un'occhiata, non sapendo che significato attribuire alla notizia.
Infilai una mano in tasca per recuperare il dischetto che avevo portato con me e lo allungai a
Natalie. Era la copia di Derek de La parte mancante, o, come l'aveva intitolato Brett Stockwell,
Nicholas Dickless.
Che cos'? mi chiese la Bondurant. Ellen mi osserv in silenzio mentre mettevo il dischetto
in mano all'avvocato.
Lo conservi per me dissi. Cos sar al sicuro.
21.
Chiesi a Natalie Bondurant se volesse prendere un caff con noi per continuare a parlare, ma
rispose che aveva un'altra udienza di l a poco. Cos proposi a Ellen di mangiare qualcosa in una tavola
calda non lontana dal tribunale. Non avevamo nemmeno fatto colazione. Era quasi mezzogiorno e, per
quanto fossi a pezzi, emotivamente e fisicamente, cominciavo a sentire i morsi della fame.
Non ho voglia di mangiare rispose Ellen.
Lo so, ti capisco dissi. Ma dobbiamo mantenerci in forze se vogliamo essere d'aiuto a
Derek.
Appena fuori dal tribunale, trovammo ad attenderci un gruppetto di fotografi e tre emittenti
televisive, cos dovetti rivedere rapidamente il piano. Fummo subito accerchiati e investiti da una
raffica di domande.
Credete che vostro figlio sia innocente?
Secondo voi perch l'ha fatto?
Dobbiamo aspettarci una confessione a breve?
Afferrai Ellen per un braccio e mi feci largo fra i giornalisti, guardando fisso davanti a me,
senza rispondere, neanche quando una voce esclam: Come ci si sente ad avere un figlio assassino?.
Sentii Ellen irrigidirsi e pensai che volesse fermarsi a rispondere, cos le sussurrai: Non ti
girare, andiamo.
Salimmo sulla Mazda, che venne subito circondata dai fotografi. Per lo meno ebbero il buon
senso di fare un passo indietro vedendo che mettevo in moto e cominciavo ad avanzare a passo d'uomo.
"Cerca di non mettere sotto nessuno" continuavo a ripetermi. Avevamo gi abbastanza problemi senza
aggiungere alla lista l'omicidio colposo. Oltre tutto bastava la parcella di una sola causa a rischiare di
mandarci in rovina. Non che al momento l'aspetto economico fosse la preoccupazione principale.
Ci allontanammo dal tribunale e imboccammo la strada che portava fuori citt, pensando di
essere in salvo. Arrivati in prossimit di casa nostra, per, scorgemmo dei furgoni con le antenne
paraboliche e una serie di auto parcheggiate lungo la carreggiata.
Figli di puttana! urlai.
Misi la freccia e svoltai lentamente nel viale, superando la calca di giornalisti che sparavano la
solita raffica di domande. Il nastro giallo della polizia delimitava ancora la propriet dei Langley; il
poliziotto di guardia scese dalla volante, bloccando il passo ai giornalisti per impedire loro di
avvicinarsi a casa nostra.
Pi tardi gli avremmo offerto un bicchiere di limonata.
Una volta in casa, Ellen prepar il caff e tir fuori dal frigo alcune fette di pane in cassetta e il
burro di arachidi. Mentre cominciava a spalmarlo sul pane, scoppi a piangere, singhiozzi disperati che
la scuotevano dalla testa ai piedi.
La presi fra le mie braccia, sperando che, stringendola forte, sarei riuscito a farla calmare. In
effetti la calmai. Peccato che ci volle pi di mezz'ora.
Ellen scese i gradini del portico, dove eravamo rimasti seduti qualche minuto, e si incammin
lungo il viale d'accesso verso la rimessa. Da quel punto si riusciva a vedere la casa dei Langley e un
tratto di statale.
Sembra che ci abbiano rinunciato mi inform, tornando sul portico. Se ne sono andati. I
giornalisti non ci sono pi.
Rimasi seduto, incerto di riuscire a trovare la forza per alzarmi. Eravamo a casa da un paio
d'ore. Anche se la via sembrava libera, sospettavo che un paio di irriducibili fossero appostati in fondo
alla strada per coglierci alla sprovvista.
Tanto per il momento non dobbiamo andare da nessuna parte dissi. E non voglio darla vinta
a quella gente, se per caso ci fosse ancora qualcuno in agguato.
Ellen torn a sedersi, inspir profondamente e mi guard. Voglio dirti una cosa.
D'accordo risposi piano.
Non ce la farei senza di te. Non potrei assolutamente superare tutto questo, se non avessi te al
mio fianco.
Mi sembrava sciocco rispondere con un "grazie". E ricambiare poteva sembrare poco
spontaneo. Perci mi limitai ad annuire.
Lo so che a volte ti rinfaccio di non aver superato la faccenda di Conrad prosegu Ellen. Che
sono passati dieci anni, che sarebbe ora mi perdonassi per il mio errore e seppellissi l'ascia di guerra
con Conrad. Ma la verit  che sono la prima a non aver perdonato me stessa. Sono stata un'egoista.
Non ho pensato n a te n a Derek. Non ho pensato a noi come famiglia. Ma non passa giorno in cui
non pensi a quanto stavo per buttare via, a quanto sono fortunata ad averti ancora accanto a me, anche
se non me lo merito.
Ellen...
Quando capita una tragedia come questa... l'arresto di Derek... penso: "Come farei ad
affrontarla da sola?". Non ne sarei capace. Sei la mia roccia, Jim. La mia roccia. E ci  mancato poco
che ti lasciassi sfuggire fra le dita, fino al fondo dell'oceano. Ti amo, lo sai.
Anch'io ti amo risposi.
Ho commesso altri errori continu Ellen. Forse pi di quanto tu possa perdonare.
Ellen, ma che...
Ma mia moglie si alz e rientr in casa.  ora che cominci a darmi da fare disse. Devo
capire come faremo a pagare l'avvocato di Derek.
Mi avviai lentamente verso la rimessa.
Controllai i livelli di carburante del tosaerba, del trattore e del decespugliatore, oliai il potasiepi
che aveva iniziato a cigolare, ripulii il pickup, misi un po' d'ordine e pensai se distruggere una volta per
tutte le mie tele impilate contro il muro.
Quel giorno io e Derek ci saremmo dovuti occupare di vari giardini. Non avevo neanche
chiamato i clienti per avvertirli che non saremmo andati. Ma forse, se avessero guardato i notiziari,
avrebbero intuito che al momento avevamo questioni pi urgenti di cui preoccuparci.
Mio figlio era in prigione. Mio figlio era in prigione, accusato di tre omicidi.
Raccolsi la prima cosa a portata di mano. Un tagliabordi da giardino, con una piccola lama
semicircolare attaccata a un manico lungo circa un metro. Lo presi e lo lanciai come un'ascia contro la
parete della rimessa. L'attrezzo rote in aria e and a conficcarsi nel legno. Lo liberai e lo scagliai di
nuovo, violentemente, scheggiando la parete; poi lo lanciai ancora e questa volta la lama rimbalz sul
legno e torn come un proiettile contro di me. Mi scansai giusto in tempo. Se avessi tardato una
frazione di secondo in pi, avrei perso un occhio.
Dovevo darmi una calmata. Dovevo lavorare. Dovevo convogliare la rabbia che mi accecava in
qualcosa di utile.
Mi appoggiai al tavolo da lavoro e misi mano ai vari componenti del tosaerba sparsi tutt'intorno.
Era arrivato il momento di dare una ripulita a quel posto.
C'era una lama sulla panca, una vecchia lama del trattore. Era cos rovinata che non valeva la
pena di affilarla, perci mi avviai verso casa per ordinarne una su internet, portandomi dietro quella
vecchia come riferimento.
Pensavo di trovare Ellen al tavolo di cucina, intenta a controllare gli estratti conto della banca
per per capire come pagare Natalie Bondurant invece la vidi alla finestra della sala, che fissava il vuoto.
Mi avvicinai, posando la lama su uno scaffale della libreria. Stai bene? le chiesi.
S rispose, mentre le appoggiavo una mano sulla spalla. Avevo bisogno... di stare un po' da
sola.
Ritrassi la mano. Certo, d'accordo. Potevo accontentarla e allo stesso tempo fare qualcosa per
me stesso. Sai una cosa? Vado a lavorare dissi. Uscii di casa e montai sul pickup.
Iniziai con la casa dei Fleming. Era la nostra prima tappa del mercoled. Un giardino di medie
dimensioni, senza aiuole difficili da aggirare, ma bisognava assicurarsi di non lasciare il bench
minimo residuo d'erba sul vialetto d'accesso o Ned Fleming sarebbe stato colto dalle convulsioni. Di
solito non c'era nessuno in casa quando arrivavamo la mattina e non trovai nessuno neanche quel
pomeriggio: perfetto. Meno gente vedevo, meglio era.
Impiegai molto pi del solito, naturalmente. E non soltanto perch ero da solo.
In squadra io e Derek potevamo far fuori un giardino come quello in mezz'ora. Uno dei due
rasava con il trattore le zone pi estese e pi facilmente raggiungibili, mentre l'altro si occupava dei
punti pi stretti con il tosaerba. Poi uno avrebbe passato il tagliabordi lungo il viale d'accesso e i
marciapiedi, mentre l'altro avrebbe aspirato i residui con il compressore.
Gli di, che ultimamente mi stavano fottendo alla grande, decisero di continuare l'opera dai
Fleming. Prima si sganci la cinghia di collegamento delle tre lame rotanti del trattore e impiegai dieci
minuti buoni sdraiato a terra per riuscire a infilarla di nuovo nelle pulegge, non prima di essermi
schiacciato le dita un paio di volte.
Poi si incepp il decespugliatore e, quando lo sollevai e tolsi la calotta di sicurezza per sostituire
la vecchia bobina, una piccola molla cadde scomparendo nell'erba alta. Altri cinque minuti per trovarla.
Se ci fosse stato Derek, uno di noi si sarebbe potuto occupare di questi piccoli inconvenienti e
l'altro avrebbe potuto continuare il lavoro.
Ma gli di non ne avevano ancora abbastanza. Stavo spingendo il tosaerba nel giardino sul retro
quando le lame si impigliarono in una zolla d'erba che io e Derek avevamo piantato un paio di
settimane prima, per sostituirne alcune secche. Pensavo che avrebbe attecchito in fretta, invece la zolla
venne su come un parrucchino da quattro soldi. Le lame la triturarono, sputando erba tutt'attorno.
Porca puttana! urlai. Il sudore che mi imperlava la fronte mi era colato sugli occhi e adesso
mi bruciavano da morire.
Tornai al pickup, aprii lo sportello dalla parte del passeggero ed estrassi dal vano portaoggetti il
volantino accartocciato che Derek aveva infilato l dentro qualche giorno prima. Afferrai il cellulare e
composi il numero scritto sopra.
Rispose una donna. Pronto?
Posso parlare con Stuart Yost? domandai. Era il ragazzino che mi aveva chiesto un lavoro.
Chi parla?
E per un lavoro risposi.
Oh... Stuart! grid la donna. Stuart! Telefono.  per un lavoro!
Aspettai venti secondi, forse di pi, poi sentii il clic del ricevitore alzato. S?
Stuart?
S?
Sono Jim Cutter. Ci siamo parlati l'altro giorno per un lavoro. Manutenzione giardini.
S?
Se ti interessa ancora, il lavoro  tuo. Pausa. Mio figlio non  in grado di aiutarmi al
momento. Dieci dollari all'ora.
Okay fu la laconica risposta.
Perfetto! Hai appena superato il colloquio. Mi feci dare l'indirizzo e gli comunicai che sarei
passato a prenderlo la mattina dopo alle otto.
Possiamo fare alle otto e mezza? mi chiese. Di solito dormo fino alle otto.
In sottofondo sentii la voce della donna che aveva risposto prima, di sicuro la madre, esclamare
un secco: Stuart!.
Alle otto andr benissimo borbott il ragazzo.
Il giorno dopo io ed Ellen concordammo un piano d'azione. Ellen avrebbe cercato di far visita a
Derek in prigione, contattato Natalie Bondurant, messo mano alla situazione finanziaria, e fatto anche
qualche telefonata per il festival letterario, anche se Conrad le aveva detto che poteva prendersi tutto il
tempo di cui aveva bisogno, visto tutto quel che era successo. Tanto vale che faccia qualcosa per non
stare troppo a rimuginare asser mia moglie.
Uscii di casa verso le otto meno un quarto; la casa di Stuart Yost faceva parte di una
lottizzazione risalente agli anni Sessanta, quando i costruttori - evidentemente influenzati da / pronipoti
- consideravano all'avanguardia i garage con i tetti di lamiera ondulata. Quando arrivai il ragazzo non
c'era ancora, perci accostai al marciapiede in attesa che comparisse. Alle 8.05 scesi dal pickup, e mi
stavo incamminando verso la casa, quando lo vidi uscire a razzo dalla porta, come scappasse da
un'esplosione.
Mi scusi bofonchi e sal.
Gli spiegai come funzionava il lavoro. Io avrei guidato il trattore mentre lui si sarebbe occupato
del tosaerba e delle rifiniture.
Non possiamo fare il contrario? chiese. Mi piace guidare il trattore.
Magari dopo risposi. Volevo valutare le sue capacit, prima di affidargli un attrezzo capace di
devastare un intero giardino in tre secondi, se non si prestava la dovuta attenzione. Per il momento Yost
non mi aveva fatto una gran bella impressione.
Eravamo al secondo giardino e stavo procedendo a spirale con il trattore, quando mi venne in
mente che da un po' non vedevo Stuart con il tosaerba o con il potasiepi. Fino a quel momento non si
era particolarmente distinto nel lavoro: mentre risalivamo sul pickup, m'inform che sulle braccia gli
stava venendo una specie di orticaria da sudore.
Aggirai la casa con il trattore per tornare sul davanti e ancora nessuna traccia di Yost. Poi notai
una figura seduta dentro al furgone.
Stuart era nell'abitacolo con i finestrini alzati. Appena spensi il trattore, mi accorsi che il pickup
era in moto. Mi avvicinai al finestrino dalla sua parte e bussai sul vetro. Le dita del ragazzo battevano
veloci su un GameBoy o un aggeggio simile, e trasal sentendo bussare.
Abbass il finestrino lasciando uscire una ventata di aria fredda. S? bofonchi.
Che stai facendo?
Mi sono preso una piccola pausa rispose.
Recuperai il portafogli, estrassi una banconota da venti e una da dieci e gli ficcai i soldi in
mano. Eccoti la paga, liquidazione compresa. Hai un cellulare o vuoi che ti presti il mio per chiamare
tua madre e farti venire a prendere?
Sarebbe stato ingiusto generalizzare, affermando che i ragazzi d'oggi non riescono neanche a
portare a termine una giornata di lavoro, e credono di avere solo diritti e niente doveri. Derek non era
certamente cos. Teneva sempre il passo con me, e faceva la sua parte.
Ma Cristo santo, i ragazzi d'oggi!
Imprecai almeno un centinaio di volte per il resto della giornata, mentre mi occupavo da solo
degli ultimi clienti. Quando arrivai dai Blenheim, su Stonywood Drive, ero cos stanco che temevo di
atterrare a faccia in gi sul loro splendido giardino.
Stonywood  una vecchia strada caratteristica di Promise Falls; la casa dei Blenheim si trovava
nell'angolo, di fronte a un'imponente villa d'inizio secolo, circondata da siepi talmente alte che a stento
si scorgeva il piano pi alto. Fosse stato per me, le avrei potate, per lasciare in bella vista la casa, ma
dovevo ammettere che era una propriet ben curata.
Da un'apertura fra le siepi si snodava il viale d'accesso che portava al portico anteriore; un paio
di volte notai, dietro il fogliame, la testa di un uomo che faceva capolino per controllare cosa stessi
facendo. Forse aveva letto il mio nome sulla fiancata del pickup parcheggiato di fronte alla casa dei
Blenheim e l'aveva riconosciuto. "Ecco il padre di quel ragazzo che ha massacrato un'intera famiglia"
immaginai stesse pensando.
L'avevo visto solo di sfuggita, ma mi sembr sui trentacinque anni. Capelli corti dal taglio
militare, testa rotonda, collo taurino, spalle possenti. Alto pi o meno come me, forse un po' meno, ma
massiccio e muscoloso. Probabilmente un ex giocatore di football. O forse ci giocava ancora, per
quanto ne sapevo.
Finito il lavoro dai Blenheim, stanco e stravolto dal caldo, guidai il trattore verso il carrello da
rimorchio, dove avevo gi posizionato la rampa. Stavo per agganciarlo, quando con la coda dell'occhio
vidi qualcosa di rosso sbucarmi di lato e piombarmi addosso come un razzo, inchiodando a pochi
centimetri.
Mi voltai di scatto per vedere cosa fosse, cos braccia e volante seguirono il movimento della
testa. Un furgone con la sigla di un'emittente televisiva locale scritta a grandi lettere sulla fiancata si
ferm facendo stridere le ruote; per lo spavento sterzai un po' troppo sulla sinistra facendo scivolare la
ruota anteriore oltre il bordo della rampa metallica.
Il trattore si inclin di circa quarantacinque gradi e -per un istante mollai la presa sul volante.
Forse, se non fossi stato cos esausto per la mancanza di sonno, avrei avuto i riflessi pi pronti. Invece
persi il controllo e finii a terra, il trattore sempre in moto, con la ruota destra posteriore che girava a
vuoto.
In quel momento sentii qualcuno gridare: Oh, cazzo!. Un tizio in giacca e cravatta era sceso
di corsa dal furgone e stava cercando di afferrare il volante, ma lo stronzo riusc solo a spingere il
trattore ancora pi avanti, fino a farlo cadere. La calotta di protezione delle lame mi atterr sulla
gamba, fra la caviglia e il ginocchio.
Cristo! urlai. Mentre mi contorcevo per cercare di liberarmi scorsi con la coda dell'occhio il
giocatore di football che sbirciava imbambolato fra le siepi. Mi aiuti invece di stare l impalato!
L'uomo attravers di corsa la strada e, dopo avermi scavalcato per arrivare al trattore, afferr
con la mano sinistra il volante e con l'altra il paraurti posteriore, e lo sollev.
Il trattore sembrava un giocattolo nelle sue mani, lo alz senza alcuno sforzo. Mi allontanai
strisciando, in modo che, se gli fosse sfuggito di mano, non mi ricadesse addosso.
L'uomo deposit delicatamente parte del trattore a terra lasciando l'altra met ancora sulla
rampa. Allungai una mano per girare la chiave e spensi il motore. Al fianco del tizio in giacca e
cravatta (un giornalista del notiziario locale) si era materializzato un giovane in jeans e capelli lunghi.
L'autista nonch cameraman, dedussi.
Tutto bene? mi chiese il giornalista.
Vaffanculo! esclamai. Quasi mi faceva a fette una gamba!
Stavo solo cercando di aiutarla ribatt quello.
E per questo che mi  piombato addosso in quel modo, spaventandomi a morte? Scossi il
capo e mi rivolsi all'uomo che mi aveva liberato dal trattore. Grazie mormorai.
Riesce a camminare? mi chiese. Nonostante l'aspetto da duro, aveva un tono di voce molto
tranquillo.
Ancora non lo so. Mi si affianc insieme all'autista del furgone. La gamba mi faceva male,
ma non sembrava esserci nulla di rotto. I due indietreggiarono di un passo, per vedere se riuscivo a
reggermi in piedi da solo. Tutto okay. Mi piegai, arrotolando una gamba dei pantaloni. A parte una
serie di lividi, non mi ero ferito.
Be',  tutto a posto intervenne il giornalista. Senta, vorremmo farle un paio di domande su
suo figlio.
Se ve ne andate subito, magari decider di essere buono e non fare causa alla vostra fottuta
emittente televisiva per avermi quasi mandato all'ospedale.
Il giornalista lanci un'occhiata al cameraman, poi riport lo sguardo su di me. Mi spiace,
forse non  il momento giusto. Mi porse il biglietto da visita, tenendolo fra due dita, ma non allungai
neanche la mano per prenderlo. I due risalirono sul furgone e si allontanarono.
Stronzi borbott il giocatore di football.
Gli tesi la mano. Jim Cutter dissi. Grazie infinite. Ha delle braccia che sembrano tronchi
d'albero.
Drew rispose, stringendomi la mano con una stretta decisa. Drew Lockus.
Be', grazie mille, Drew.
Mi guard con aria imbarazzata. Non volevo spiarla poco fa.
Non si preoccupi.
Le sar sembrato strano che la sbirciassi da dietro la siepe.  solo che... ho letto il nome sul
pickup e mi chiedevo se fosse imparentato con quel ragazzo, sa quello che hanno incriminato. Parlava
lentamente, esitava, come se stesse valutando ogni singola parola. L'ho sentito al notiziario.
Annuii. S, infatti,  mio figlio.
Drew lanci un fischio sommesso. Dev'essere dura.
Non  stato lui esclamai, tanto per mettere in chiaro le cose prima che Drew me lo chiedesse.
Certo assent Drew. Ne sono sicuro. I poliziotti fanno in fretta a passare sopra le persone.
Sembrava parlare per esperienza diretta, ma avevo gi abbastanza problemi per interessarmi a
quelli altrui.
Il suo trattore  ancora fuori dalla rampa continu. Se vuole le do una mano.
Accettai e ci posizionammo sui due lati del trattore. Vedevo i muscoli delle braccia di Drew
gonfiarsi sotto la maglietta. Quando feci pressione sulla gamba per sollevare il trattore, sentii una fitta.
Merda mormorai. Mi fa male. D'un tratto sentii il bisogno di giustificarmi per essere
andato a lavorare, malgrado le circostanze.  stata una giornata dura oggi. Di solito mi aiuta mio
figlio. Lavoriamo in squadra.
 un bel trattore disse Drew cambiando discorso. Una volta li aggiustavo.
Davvero? E adesso cosa fa?
Drew si strinse nelle spalle. Per il momento sono a spasso. Poi, ricordando d'un tratto dove si
trovava, fece un cenno con la testa verso la casa circondata dall'alta siepe. Mi prendo cura di mia
madre. Non pu vivere da sola in una casa cos grande.
Guardai la casa. Davvero una bella villa.
Drew assent. Okay, se sta bene, allora...
Annuii, inspirai un paio di volte e mi venne un'idea. Poi ci ripensai. Ma eccola spuntare di
nuovo. Sta cercando lavoro? gli chiesi.
Non saprei rispose scrollando le spalle. Forse, ma non pi di tanto. Perch?
Avevo preso una persona per aiutarmi oggi. Un ragazzino. Ma non  andata bene.
Oh, non saprei rispose. Dovrei parlarne con mia madre, vedere se  d'accordo che stia fuori
casa quasi tutto il giorno.
Come vuole. Se Drew non voleva il lavoro, pazienza. Sarei riuscito a trovare qualcun altro.
C'era una specie di ufficio di collocamento in Comune, forse l avrei avuto pi fortuna.
Gli diedi comunque il mio biglietto da visita e scrissi il numero di cellulare sul retro. Se
dovesse ripensarci, provi questo numero. Non rispondiamo al telefono di casa in questi giorni.
Spero che la gamba guarisca rispose a bassa voce, come temendo di svegliare la madre.
Grazie ancora dissi e rimontai sul trattore. Dallo specchietto retrovisore vidi che mi seguiva
con lo sguardo finch non svoltai l'angolo.
22.
In qualunque altro giorno, a quel punto sarei tornato a casa. Ellen mi chiam al cellulare
dicendo di aver messo il pollo in forno da un'ora e che al mio ritorno la cena sarebbe stata pronta.
Dovrei passare ancora da un cliente risposi. Ero a pochi isolati dalla casa dei Putnam;
avevano un giardino enorme, ma pensai che, accelerando un po', ce l'avrei fatta anche da solo prima
che facesse buio.
Jim mormor Ellen. Vieni a casa.
Mettimi in caldo la cena risposi. Abbiamo bisogno di soldi, ora pi che mai. Non tiro su
molto, ma meglio di niente. Hai controllato i conti per vedere come faremo a pagare Natalie
Bondurant?
S rispose Ellen con voce abbattuta. Dovremo vendere le quote del fondo pensione per avere
un po' di liquidit.
Allora sar meglio che continui a tosare prati. Torno appena ho finito.
A dopo rispose Ellen con voce stanca.
Parcheggiai sulla strada di fronte alla casa dei Putnam, un'enorme villa a due piani con il doppio
garage, una Porsche parcheggiata su un lato del viale d'accesso e una Lexus sull'altro. Lonard Putnam
era un consulente finanziario di un certo calibro, a quanto sapevo, e sua moglie era una psichiatra
piuttosto famosa. Non li avevo incontrati molto spesso. L'ultima volta era capitato due estati prima,
quando mi avevano assunto. Mi ero presentato di sabato per conoscerli. Dopo di che non era pi stato
necessario che ci vedessimo, tanto dovevo solo tagliare il prato. Facevo il mio lavoro o, per meglio
dire, io e Derek facevamo il nostro lavoro, e una volta al mese trovavo un assegno nella cassetta della
posta. Un assegno consistente, viste le dimensioni del giardino.
Quel giorno, per, ero indietro rispetto alla solita tabella di marcia, cos quando arrivai i Putnam
erano gi rientrati dal lavoro. Non rimasi sorpreso di vedere Lonard Putnam uscire dalla porta
d'ingresso, mentre giravo intorno al pickup per scaricare il trattore.
Signor Cutter mormor l'uomo con un tono non propriamente amichevole, che anzi sembrava
sottintendere un rimprovero in arrivo. Il signor Putnam aveva i capelli grigio argento e indossava un
maglione color crema e pantaloni bianchi. Abiti costosi, che trasudavano ricchezza. Se ci fosse finita
sopra dell'erba, non sarebbe pi venuta via.
Buonasera risposi.
Posso parlarle un secondo?
Una novit. Lonard Putnam non era tipo da parlare con i sottoposti. Forse era seccato che fossi
arrivato cos tardi. Forse il rumore del tosaerba gli avrebbe rovinato l'aperitivo.
Certo risposi, incamminandomi lungo il vialetto d'accesso. Putnam mi venne incontro a met
strada e ci fermammo pi o meno all'altezza della Porsche.
Signor Cutter esord. Temo che dovremo rinunciare ai suoi servizi.
Come, scusi?
Dovremo rivolgerci a qualcun altro per il giardino.
C' stato qualche problema? Se qualcosa non la soddisfa, posso sicuramente venirle incontro.
Non avevo idea che lei o la dottoressa Putnam non foste contenti del lavoro.
Oh, no, niente del genere. Ha sempre svolto un ottimo lavoro.
Le mie tariffe sono competitive. Chieda in giro, se non mi crede ribattei.
Non si tratta di questo, signor Cutter. Fece una pausa. Vede, Albert Langley era il mio
avvocato.
Lo studiai in viso per qualche istante, poi annuii lentamente. Capisco. E che cosa c'entra con il
fatto che mi prendo cura del suo giardino?
Quasi scoppi a ridere. Non dir sul serio, signor Cutter?
S, invece.
Non me la sento in tutta coscienza di continuare il nostro rapporto di lavoro dopo quel che ha
fatto suo figlio. Mia moglie  davvero turbata al pensiero che quel ragazzo sia stato qui, insieme a lei,
settimana dopo settimana, a volte con noi presenti, e che avesse libero accesso a casa nostra. Dio solo
sa cosa sarebbe potuto succedere. Mia moglie  davvero sconvolta, altrimenti sarebbe uscita con me a
parlarle. Conosceva molto bene Donna Langley, sia personalmente sia da un punto di vista
professionale, anche se di questo non posso certamente parlarne con lei.  distrutta per questa tragedia
e lo sono anch'io.
Mio figlio  innocente esclamai, drizzando subito il pelo.
Be', non lo biasimo certo se ha deciso di dichiararsi non colpevole ribatt Putnam.  cos
che funziona. Albert lo sapeva meglio di chiunque altro, suppongo. Non mi aspetterei niente di diverso
e non ne faccio una colpa a lei o a suo figlio. Se dovessi perdere il controllo e commettere un tale atto
di violenza, anch'io mi dichiarerei non colpevole.
Non ho detto che si dichiara non colpevole. Ho detto che  innocente.
Di nuovo trattenne una risata. Non mi sembra il caso che io stia qui a discuterne proprio con
lei. Assurdo. Non avremo pi bisogno dei suoi servizi, fine. Le mander un assegno che copre tutto il
mese. Sono una persona ragionevole.
In quell'istante provai l'impulso di ucciderlo. Ancora di pi avrei voluto gettarlo a terra e
trascinare i suoi pantaloni immacolati per tutto il prato. Solo dopo averlo sistemato a dovere, l'avrei
ucciso.
Ma non lo stesi con un pugno, n lo trascinai per tutto il giardino, n gli misi le mani al collo.
Mi voltai e tornai verso il pickup, quasi cieco dalla rabbia. Forse per questo non mi accorsi in tempo di
Lance Garrick.
Mentre mi avvicinavo, scorsi con la coda dell'occhio un'ombra dietro il trattore, per non ebbi il
tempo di reagire prima che mi si lanciasse contro.
Riuscii solo a spostarmi un po' sulla destra e il pugno non mi centr in pieno sul naso, ma sulla
mascella. Per quanto fossi riuscito a deviare la traiettoria, per, mi fece un male cane. Il dolore
m'imped di vedere arrivare il secondo pugno, che mi colp con la stessa velocit sotto lo sterno,
togliendomi il respiro.
Crollai a terra, contorcendomi e gemendo. Alzando lo sguardo vidi l'autista di Randall Finley
sopra di me che sogghignava.
Non  divertente beccarsi un pugno nello stomaco, vero? mi url Lance. Chi  che ride,
adesso, testa di cazzo?
Annaspavo in cerca di aria.
Lance intanto si era accovacciato e sentivo il suo fiato sull'orecchio. Brutta faccenda quella di
Derek, eh, figlio di puttana? Mi sa che ha preso da te. Forse quando uscir fra vent'anni, sempre che
non finisca sulla sedia elettrica, potreste andare tutti e due in terapia per imparare a gestire la rabbia
repressa.
Dopo di che mi sput nell'orecchio.
Ancora a terra, vedendo il mondo semicapovolto, lo osservai allontanarsi fischiettando lungo la
strada, per poi salire sulla Mustang blu e scomparire.
Mentre tornavo a casa con dolori dappertutto (specialmente alle costole), telefonai a Natalie
Bondurant. Non per ottenere un ordine di restrizione contro Lance, ma per farle una domanda. Trovai
la segreteria e le lasciai un messaggio, chiedendole di richiamarmi a casa appena possibile.
Ellen mi venne incontro sulla porta. Ehi, la tua cena  in caldo e...
Poi vide la mia faccia e le raccontai tutto. Non solo dell'incontro ravvicinato con Lance, ma
anche della discussione con Lonard Putnam. Non so chi dei due la fece infuriare di pi. Forse Putnam.
Sapeva che ero in parte responsabile di quanto accaduto con Lance: qualche giorno prima gli avevo
sferrato una gomitata e ora lui aveva contraccambiato il favore.
Mi allung del ghiaccio avvolto in un asciugamano per il gonfiore in faccia; me lo tenni sul
livido mentre tentavo di mangiare. Masticare mi faceva male, ma ero cos affamato da sopportare il
dolore. Ellen mi stava versando il caff quando sentimmo bussare piano alla porta della cucina.
Ci guardammo perplessi. Almeno sapevamo che non era Conrad: lui sarebbe entrato
direttamente senza bussare.
Vado io mormorai alzandomi da tavola. Scostai le tendine e vidi Penny Tucker in piedi sul
portico. Tolsi il chiavistello (una volta non lo mettevamo mai), e aprii la porta. Penny, accomodati.
Penny entr in cucina. Era una ragazza graziosa, piccola e minuta, con una carnagione olivastra
che suggeriva origini mediterranee. Grazie rispose. Come sta Derek?
Non tanto bene dissi.  in prigione. Il giudice non gli ha concesso il rilascio su cauzione.
Come mai la polizia non ti ha fermata? si inform Ellen.
Pensai che fosse sgattaiolata dietro la volante, come qualche giorno prima, ma Penny disse: Ho
parlato con l'agente e mi ha lasciata passare.
Io ed Ellen ci scambiammo un'occhiata. In effetti  di guardia alla scena del crimine, non per
filtrare i nostri visitatori ammisi.
Che possiamo fare per te, Penny? domand Ellen con voce fredda. Non aveva dimenticato,
come me del resto, il modo in cui i suoi genitori avevano trattato Derek l'ultima volta che si era
presentato a casa loro.
Sentite disse la ragazza. Non dovrei neanche trovarmi qui. I miei mi ucciderebbero... Si
interruppe, imbarazzata per l'infelice scelta di parole ...se scoprissero che sono uscita di casa di
nascosto.
Dovresti chiamarli suggerii, indicando il telefono. Saranno molto preoccupati.
Derek vi avr detto cos' successo quando  venuto a casa nostra.
Gi dissi.
Mi sento cos in colpa. Ma quel poliziotto, Duckworth si chiama, giusto? Annuimmo. Era
venuto da noi quella mattina per interrogarmi. Aveva gi scoperto che Derek mi aveva chiamato da
casa dei Langley ed  riuscito a farmi confessare tutto. C'erano anche i miei, e mi hanno ordinato di
dire la verit, cos ho dovuto ammettere che Derek era in casa proprio prima che i Langley venissero
ammazzati. Parlava in modo concitato e quasi le manc il fiato.
Va tutto bene, Penny dissi. Calmati.
Ma non  stato lui! esclam la ragazza.
Lo sappiamo disse Ellen. Derek non sarebbe mai capace di una cosa simile.
Il detective pensa che io menta per coprire Derek, per toglierlo dai guai, e i miei non fanno
altro che ripetermi: "Devi dire la verit altrimenti finisci anche tu nei guai! ". Ma io la sto dicendo la
verit! Derek mi ha telefonato nel cuore della notte proprio da qui, dalla vostra cucina, ed era
terrorizzato. Mi ha raccontato tutto: gli spari, i passi di qualcuno che si aggirava per la casa, di aver
dovuto scavalcare il corpo di Adam per uscire e poi... la sera dopo sono venuta qui e lui...
L'hai detto alla polizia? la interruppi.
Penny annu. La sera dopo Derek mi confess che voleva dirvelo, ma che aveva paura. Paura
che l'assassino scoprisse che era dentro casa se la notizia fosse trapelata sui giornali o al notiziario. E
temeva la vostra reazione se aveste scoperto il suo piano di usare la casa dei Langley mentre erano
via. Distolse lo sguardo, imbarazzata. Avrei potuto raccontarle un paio di storielle dei primi tempi in
cui io ed Ellen uscivamo insieme per farla sentire meno a disagio, ma non mi sembrava il momento
adatto. Non volevo dirlo al detective Duckworth, specialmente di fronte ai miei genitori, ma ho
pensato che, se avesse saputo tutta la verit, anche se mi vergogno un sacco, avrebbe capito perch
Derek non ne avesse parlato prima e soprattutto avrebbe capito che non era stato lui a uccidere i
Langley.
Ma non  andata cos osservai.
Penny batt un piede sul pavimento per la frustrazione. Quel poliziotto non mi sta neanche a
sentire!
Questa frase mi strapp un mezzo sorriso sul volto tumefatto. S, be', non dirlo a noi.
E se parlassi con il giudice? azzard Penny. Se gli riferissi cosa mi ha raccontato Derek e gli
dicessi che dal suo racconto ho capito che non  stato lui?
Non puoi parlare con il giudice. Ma puoi sempre parlare con l'avvocato di Derek mormorai.
Sar molto pi interessata di Barry ad ascoltare cosa hai da dire in difesa di Derek. Barry pensa di
aver gi risolto il caso.
E se i miei non mi ci fanno parlare? obiett Penny.
Non possono impedirtelo! esclam Ellen. Poi cerc il mio sguardo. Vero?
Perch dovrebbero? chiesi.
Non gli  mai andata gi che uscissi con Derek, sapete?
No rispose Ellen cercando di mantenere un tono di voce tranquillo. Non lo sapevamo. E per
quale motivo?
Secondo loro passavamo troppo tempo insieme, a scuola ero distratta, il che non  per niente
vero, perch i miei voti sono buoni come prima...
Sollevai una mano per interromperla. Non ti preoccupare dissi. Credo che tutti i genitori
guardino con sospetto il ragazzo con cui esce la figlia.  sempre stato cos, da secoli e secoli.
Per poi, dopo che quel detective si  presentato a casa nostra, i miei non hanno pi voluto che
parlassi con Derek, perch era... ecco... un sospetto.
Penny dissi. Dovresti avvertire i tuoi che sei qui. posso accompagnarti a casa se vuoi,
oppure possono passare a prenderti.
Ho preso la macchina della mamma spieg Penny.  parcheggiata lungo la strada, lontano
da qui.
Vorrei chiederti una cosa, prima che tu vada dissi.
Okay.
Derek ti ha parlato del computer che gli aveva regalato Agnes Stockwell, quello su cui ha
trovato un romanzo? Un romanzo che lui e Adam stavano leggendo?
S rispose Penny. Mi ha detto che era molto strano.
L'hai letto?
No, non mi interessava granch.
E tu ne hai parlato con qualcuno? Con i tuoi amici, i tuoi genitori?
Penny ci pens su un istante. Non ne sono sicura... Per sono sicura di aver accennato ai miei
dell'hobby di Derek. Una volta mio padre gli ha persino chiesto di sistemargli il computer, che si era
bloccato. Pensavo che la cosa avrebbe potuto avvicinarli, ma non  durata a lungo.
Perci potresti aver detto loro del libro?
Be', anche se l'ho fatto, di certo non ho raccontato di cosa parlava.
Certo, lo capisco mormorai. D'accordo, grazie. Sei stata gentile a venirci a trovare. Dir a
Derek che sei passata per avere sue notizie.
Penny annu, tirando su con il naso e asciugandosi una lacrima sulla guancia. Ci salutammo e,
mentre Ellen la accompagnava alla porta, mi squill il cellulare.
S? risposi.
Salve mi rispose una voce maschile. Sono Drew. Drew Lockus.
Ci misi un secondo a capire chi fosse. L'uomo che mi aveva estratto da sotto il trattore. S,
Drew, come va?
Senta disse. Ho parlato con mia madre e mi ha detto che se voglio guadagnare qualche
dollaro tagliando l'erba, per lei non ci sono problemi. Perci, la risposta  s, se mi vuole ancora.
Certo! risposi. "Sempre che non si defilino altri clienti come i Putnam" pensai. Che ne dici
se ti passo a prendere a casa domani mattina alle otto? gli chiesi, passando al tu.
Okay rispose. Sembrava pi rassegnato che elettrizzato alla prospettiva. Ci vediamo alle
otto.
Non feci in tempo ad appoggiare il cellulare sul bancone della cucina, che squill di nuovo.
S?
Signor Cutter, sono Natalie Bondurant.
Grazie di aver richiamato. Senta, la ragazza di Derek, Penny Tucker,  appena stata qui. Penso
che abbia da dirle alcune cose che potrebbero essere d'aiuto a Derek.
 gi sulla mia lista. Fisser un colloquio. Per quanto riguarda la sua domanda, quella che mi
ha lasciato in segreteria, la risposta  s.
Un tuffo al cuore.
Ufficialmente lo stato di New York prevede la pena di morte, ma nel 2004  stata giudicata
incostituzionale. Quindi, anche se in teoria  ancora in vigore, di fatto non viene mai applicata.
Capisco. Da quando Lance aveva ventilato la possibilit che mio figlio finisse sulla sedia
elettrica, non ero riuscito a pensare ad altro. Ma non avevo confessato le mie paure a Ellen.
Da quel punto di vista prosegu Natalie pu dormire sonni tranquilli.
Cosa intende con "da quel punto di vista"? C' qualche novit?
La polizia ha trovato un orecchino.  piccolo;  il simbolo della pace.
Continui.
Derek ha perso un orecchino di recente?
S.
Ellen stava articolando con le labbra: Che c'?. Sollevai una mano per zittirla.
La polizia l'ha trovato in casa Langley.
Okay mormorai, cercando di contenere il panico. Ha gi ammesso di essere stato in quella
casa. In che modo l'orecchino potrebbe peggiorare le cose?
Prima di tutto non  stato ancora confermato che sia il suo. Al momento stanno ancora
cercando tracce di dna.
E possibile? Da un orecchino?
Ci stanno provando.
Continuo a non capire. E anche se fosse l'orecchino di Derek? Ripeto, ha ammesso di essere
stato in quella casa.
Natalie rimase un momento in silenzio. Il problema  dove  stato trovato.
Di nuovo il mio cuore manc un battito. Continui.
Era nella camera da letto dei Langley. Nelle pieghe del copriletto. E le impronte di Derek sono
sul cassettone.
Per un istante mi sentii franare la terra sotto i piedi.
Se il test del dna confermer che si tratta dell'orecchino di Derek, il procuratore si chieder
come sia finito proprio l. E nel giro di pochissimo, presenteranno un movente molto pi valido di
quello che hanno adesso.
23.
Ma che diavolo significa? esclam Ellen appena la aggiornai sulla conversazione con Natalie
Bondurant.
Non lo so.
Non ha senso. Forse quell'orecchino non  neanche suo.
Invece sembra proprio il suo osservai.
Ma che ci faceva Derek in camera di Albert e Donna? prosegu Ellen. Magari l'ha perso da
qualche altra parte in casa, Donna l'ha trovato e se l' portato in camera, dopo di che  caduto anche a
lei.
Non lo so sospirai. Riconobbi un tono di sconfitta nella mia stessa voce. D'istinto sarei corso
in fondo alle scale e avrei chiamato Derek per avere una spiegazione. Invece avremmo dovuto aspettare
di fargli visita, oppure attendere che il suo avvocato avesse qualche novit.
Se il test del dna dimostra che l'orecchino  quello di Derek, che succede? domand Ellen.
Cerchiamo di non arrivare a conclusioni affrettate.
Sai che cosa diranno Barry e quel procuratore... esclam Ellen. Diranno che la signora
Langley era andata a letto con nostro figlio, o qualche altra assurdit, e che  questo il motivo per cui
Derek ha litigato con i Langley, non perch l'hanno scoperto nascosto in casa loro.
Mi sentii sopraffare dalla disperazione. Ma Ellen mi considerava una roccia: non potevo certo
deluderla.
Non potranno arrivare a tanto, giusto? Nessuno pu pensare seriamente che Donna sia andata a
letto con nostro figlio.
D'un tratto mi torn in mente la conversazione con Barry: Donna aveva confessato alla sorella
di essere andata a letto con un vicino. Forse non aveva esagerato, dopo tutto.
Ellen apr il frigo, recuper due bottiglie di vino bianco e le appoggi sul bancone. Prese
l'apribottiglia da un cassetto e le stapp. Cristo santo, quanto aveva intenzione di bere?
Svit i due tappi dall'apribottiglia e li gett via, poi afferr le bottiglie e ne vers il contenuto
nel lavandino. Devo mantenermi lucida se voglio affrontare tutto questo mormor.
Se voleva essere lei la roccia da adesso in poi, per me andava bene.
Appoggi le bottiglie vuote sul bancone e si volt verso di me. Penso che questa sia una
punizione disse.
Che cosa?
Per ci che abbiamo fatto, o non abbiamo fatto, in passato. Quel che sta succedendo  una
specie di punizione e dobbiamo pagare.
Non capisco risposi. Parli di quel che abbiamo fatto in questa vita o in quella passata?
Ellen usc dalla cucina senza rispondere.
Fu un'altra notte insonne, almeno per me. Per la maggior parte del tempo rimasi a fissare il
soffitto, riuscendo solo a visualizzare mio figlio chiuso in cella. Era la sua terza notte dietro le sbarre,
lontano da noi. Mi sembrava ancora impossibile che stesse veramente succedendo alla nostra famiglia.
Appena smettevo di preoccuparmi per una cosa, me ne veniva subito in mente un'altra. Non
riuscivo nemmeno a concentrarmi su un solo problema alla volta, perch sembravano moltiplicarsi
all'infinito.
Derek, naturalmente, era la mia preoccupazione principale. Ero convinto che non c'entrasse
niente con la morte dei Langley, cos continuavo a chiedermi cosa fosse realmente accaduto quella
notte e chi avesse premuto il grilletto.
Un pensiero ricorrente era che l'omicidio dei Langley fosse un errore. Non in senso letterale:
ovvio che fosse stato un errore, una tragedia, un evento orribile.
No, pensavo a un tipo di errore diverso.
Pensavo alla cassetta della posta con il nostro nome sopra. Al fatto che non ci fosse nessuna
cassetta della posta con il nome dei Langley.
E se l'assassino, o gli assassini, avessero sbagliato casa? Possibile che fossimo noi l'obiettivo? E
se era cos, perch?
Quel computer. Il pensiero tornava sempre al computer. Era stato regalato a Derek, poi era
scomparso. Forse l'assassino aveva pensato di essere nel posto giusto, perch quel che cercava si
trovava l.
O forse erano tutte stronzate. Volevo disperatamente illudermi che, se avessi spiegato tutto con
calma a Barry, avrebbe per lo meno preso in considerazione la cosa. Ma le possibilit che ci avvenisse
erano meno di zero, al momento.
Dopo aver spento la luce, Ellen aveva posato la testa sul cuscino e, qualche secondo dopo,
l'avevo sentita allungare una mano verso la scatola di fazzoletti sul comodino. Si era addormentata
piangendo e l'avevo tenuta stretta fino a che i singhiozzi si erano acquietati, poi mi ero voltato a pancia
in gi e avevo affondato la faccia sul cuscino, sperando di soffocare il mio pianto senza svegliarla.
La mattina successiva decidemmo che la priorit era incontrare Derek e il suo avvocato per
scoprire cosa diavolo stesse succedendo. Non fu affatto facile.
Appena svegli ci dividemmo i compiti. Ellen si attacc per prima cosa al telefono, cercando di
organizzare la visita in carcere e di mettersi in contatto con Natalie Bondurant. Ma in prigione non
trov nessuno che potesse autorizzare una visita e Natalie non era raggiungibile.
A questo punto avevamo due possibilit: girarci i pollici tutto il giorno o darci da fare in altro
modo.
Decisi di andare al lavoro: Ellen poteva sempre trovarmi sul cellulare, se fosse successo
qualcosa. Mia moglie, invece, avrebbe fatto un salto in banca per avviare le pratiche per incassare parte
(o forse tutti) i nostri risparmi del fondo pensione. Non che disponessimo di centinaia di migliaia di
dollari. Come tanta gente, ci ritrovavamo spesso a dover far fronte alle scadenze della vita di ogni
giorno, sperando di ovviare alle necessit della terza et vincendo alla lotteria.
Andr tutto bene la rassicurai uscendo di casa.
Prima di salire sul pickup, controllai di avere tutto l'occorrente: serbatoi degli attrezzi pieni,
tosaerba e tagliasiepe nel retro del furgone, cellulare acceso. Nella borsa termica c'erano un panino, un
frutto e diverse bottiglie d'acqua. Non acqua minerale, ovvio, ma semplice acqua del rubinetto in
bottiglie di recupero. Caricai anche un innaffiatoio di metallo, cosa che di solito non facevo, ma pensai
che forse mi sarebbe tornato utile.
Avevo promesso al mio nuovo aiutante che sarei passato a prenderlo alle otto, perci l'altra
sosta che avevo in programma - e di cui Ellen non era informata - avrebbe dovuto aspettare. Per
volevo occuparmene prima di essere tutto sudato e pieno di fili d'erba nel collo.
Drew Lockus era proprio dove mi aspettavo di trovarlo, nell'angolo di fronte alla casa di sua
madre; aveva un sacchetto in mano. Se fosse stato un autostoppista, non so se avrei avuto il coraggio di
prenderlo a bordo. Massiccio e robusto, con le braccia muscolose che sembravano straripare dalla
maglietta, gli occhi infossati sotto le sopracciglia folte, aveva un che da uomo di Neanderthal.
Sperai di non aver commesso un errore: forse chiedergli di lavorare per me era stata una
decisione troppo impulsiva. Ma quante probabilit c'erano che si rivelasse peggiore di Stuart Yost, il
ragazzo con l'orticaria?
Per quanto mi riguardava, Drew si era trovato al posto giusto nel momento giusto. Non sono
uno che crede nel fato, non penso che le cose accadano sempre per una ragione precisa, che esista una
sorta di potere superiore che ci governa tirando le fila in una specie di teatrino cosmico. La mia
filosofia  pi del tipo "la merda capita". Una sorta di causa-effetto. Una cosa tira l'altra.
Tuttavia ero comunque grato agli di, malgrado ultimamente sembrassero avercela a morte con
me, di avermi dato un po' di respiro, facendo s che Drew fosse nei paraggi quando il trattore mi stava
per atterrare sulla gamba. Di certo non mi avrebbe salvato quel giornalista idiota o il suo autista.
Era stata Ellen, quando le raccontai l'episodio, a suggerirmi che il destino ci avesse messo lo
zampino per impedire che ci lasciassi una gamba. Chiss, aggiunse, forse le nostre strade si erano
incrociate perch Drew potesse salvarci da un pericolo peggiore.
Adesso sei tu che spari stronzate commentai.
Mi faceva male dappertutto. La gamba mi pulsava, la faccia e le costole erano ancora doloranti
per i pugni di Lance. Ma non potevo farci granch. Dovevo guadagnarmi da vivere. Dovevo aiutare
mio figlio.
Drew apr lo sportello dalla parte del passeggero e sal. Salve disse.
Ciao. Vedo che ti sei portato il pranzo. Se vuoi puoi metterlo nella borsa termica dietro al
sedile. Drew, ancora senza la cintura di sicurezza, si volt, apr la borsa e ci infil il sacchetto. Puoi
anche prendere un po' della mia acqua, se vuoi aggiunsi.
Grazie. Avrei dovuto pensarci.
Non c' problema. E comunque in molti giardini c' la pompa dell'acqua, in caso ci venisse
sete. A volte i proprietari, sempre che non siano degli emeriti imbecilli, e che siano in casa, ci offrono
da bere, specialmente quando fa cos caldo.
Bene esclam Drew. Poi inizi a studiarmi. Che  successo alla tua faccia?
Oh mormorai, alzando una mano al viso, ma facendo attenzione a non toccarlo. Un piccolo
diverbio con un ex collega.
Girai a destra in direzione del centro.
Che botta! osserv Drew.
Mi ha preso alla sprovvista.
Pensai che chiedesse ulteriori dettagli, invece cambi argomento. Qual  la prima tappa?
Sulla Culver. Ma devo prima fare un salto in Comune.
Hai dimenticato di pagare le tasse?
Non esattamente risposi.
Promise Falls  una cittadina troppo grande per essere definita "caratteristica", ma  graziosa e
ha molti edifici storici. Il fiume che scende dalle cascate la attraversa tutta fino in centro, e l diventa
ancora pi bella con i suoi lampioni e le insegne vecchio stile, i marciapiedi in pietra e i piccoli negozi.
L'edificio del Comune  uno strano mix di stili architettonici diversi: la facciata anteriore  delineata da
una serie di porte e da un colonnato; ai lati sono state annesse strutture pi moderne.
Parcheggiai davanti al Comune e dissi a Drew: Ci metter solo pochi minuti. Se ti fanno
spostare il pickup, fatti un giro attorno all'isolato.
D'accordo rispose.
Presi l'innaffiatoio di metallo dal retro del furgone e mi incamminai velocemente verso
l'ingresso principale, imboccando la scalinata di marmo che conduce al piano superiore. Conoscevo
bene la strada.
L'ufficio del sindaco  composto da una serie di stanze: appena entrati c' la reception con una
scrivania, poi l'ufficio del vicesindaco sulla sinistra e le postazioni dei collaboratori sulla destra. La
porta dell'ufficio di Finley era proprio davanti a me. Quando la donna seduta alla scrivania vide dove
ero diretto, mi accolse con un enorme sorriso. Non credo ai miei occhi, Jim Cutter!
Ciao, Delia risposi, ricambiando il sorriso senza fermarmi.
Che ci fai con un innaffiatoio? mi domand. Non dirmi che lavori per il servizio
manutenzione del Comune e annaffi le piante! Mi strizz l'occhio. Scommetto che  pi divertente
che scarrozzare in giro il Signor Sindaco. Mi limitai a sorridere. Cristo, Jim, che ti  successo alla
faccia? Sei andato a sbattere contro un muro?
Non  niente dissi.
Se cerchi il sindaco,  nel suo ufficio, ma al momento  piuttosto occupato con quella donna
che lo aiuta per la campagna elettorale. Immagino avrai saputo del Congresso.
Oh s.
Incredibile, eh?
Risposi scrollando le spalle. Gli elettori hanno sempre ci che meritano, Delia.
Devo avvertirlo che sei qui?
No, grazie, volevo solo sapere se era in ufficio. Suppongo che anche Lance sar nei paraggi.
L'ho visto pochi minuti fa. Penso che sia di sotto, nella caffetteria. Delia allung la mano
verso il telefono. Vuoi che lo avverta?
No, no mi affrettai ad anticiparla stavo comunque scendendo.
Quando feci per allontanarmi, Delia mi afferr per una manica. Mi spiace per tuo figlio.
Annuii, grato dell'interessamento. Non ci credo che sia stato lui aggiunse, lasciandomi il
braccio.
Mentre attraversavo l'atrio afferrai saldamente il manico dell'innaffiatoio. Era importante che
mantenessi una buona presa.
Spinsi la porta della caffetteria: era abbastanza grande da ospitare una mezza dozzina di tavoli,
oltre ad alcuni distributori automatici lungo le pareti e a una macchina del caff appoggiata su un
bancone, accanto a un lavello e a un frigorifero.
C'era solo un uomo nella stanza. Lance sedeva a uno dei tavoli, con una mano reggeva, una
tazza di caff, con l'altra sfogliava le pagine del giornale.
Ehi dissi.
Appena Lance si gir, sollevai l'innaffiatoio e, prendendo lo slancio da dietro, lo colpii in pieno
volto con tutta la forza che avevo. L'impatto produsse un sonoro, grave "Bang". Lance si rovesci sul
tavolo, poi croll a terra.
Non avresti dovuto sputarmi nell'orecchio sibilai, prima di voltarmi e tornare al pickup.
Drew non aveva bisogno di particolari istruzioni. Non che la manutenzione dei giardini sia
ingegneria spaziale, ma sapeva come muoversi senza che glielo dovessi spiegare. In ognuna delle
quattro tappe, io mi misi alla guida del trattore, mentre Drew manovr il tosaerba per rifinire gli angoli
che non riuscivo a raggiungere. Quindi pass al tagliabordi, e infine al compressore per ripulire i
marciapiedi e i vialetti dai residui d'erba.
Dopo il terzo giardino gli lanciai una bottiglia d'acqua e Drew se la scol tutta d'un fiato.
Perch non facciamo una pausa per il pranzo? proposi. C'era un parco lungo il fiume, a sud delle
cascate, dove si poteva trovare ombra a volont e, con un po' di fortuna, anche un po' di brezza. Trovai
un parcheggio abbastanza grande da contenere il pickup con il rimorchio del trattore, poi ci
sistemammo a un tavolo da picnic.
Quando sei uscito dal Comune prima mi disse avevi un'aria, non so... strana. Un ghigno
soddisfatto, compiaciuto.
S ammisi. Compiaciuto  la parola giusta. Mi scompigliai i capelli per liberarmi di
qualche filo d'erba. Ultimamente sono molto sotto pressione e avevo bisogno di sfogarmi.
Okay mormor Drew, senza chiedere altro.
Cos, ti prendi cura di tua madre? domandai.
Drew annu, addentando il panino.
 malata?
Un altro morso al panino e un altro cenno del capo. Aspett di avere la bocca vuota per
rispondere.  avanti con gli anni. E ha un tumore. Di nuovo un morso.
Mi spiace mormorai.
Drew Lockus aveva gi finito il primo panino e infil la mano nel sacchetto per recuperare
l'altro. Dobbiamo morire tutti, prima o poi sentenzi prima di ributtarsi sul cibo.
Fa' con calma gli dissi. Non abbiamo fretta. Fa bene ricaricare le batterie, specialmente con
questo caldo.
Scusa replic Drew, masticando avidamente. Sono abituato a mangiare in fretta.
Che lavori hai fatto di recente?
Piccole riparazioni ai motori in un'officina meccanica, roba del genere rispose. Ma, come ti
dicevo, non  che abbia lavorato granch negli ultimi tempi. Quando mia madre si  ammalata mi sono
trasferito da lei per assisterla.
E tuo padre?
 morto molto tempo fa. Infarto.
Mi spiace. Fratelli o sorelle?
Soltanto io.
 dura quando non c' nessuno con cui condividere responsabilit e fatica. Bevvi un po'
d'acqua. Sposato?
Non pi rispose Drew. Un tempo lo ero. Insomma, vivevamo insieme. Non eravamo
sposati.
Figli?
Drew sembr esitare. Non pi.
Scusa mormorai. Non volevo essere invadente. Non sono fatti miei.
Non c' problema. Il fatto  che non ho avuto una vita molto felice. E, visto come sta andando
adesso, non mi sembra ci siano buone probabilit che migliori.
"Ah, be', grandioso" pensai. "Ho trovato proprio la persona adatta a tirarmi su il morale. " Poi,
per, cercai di vedere la situazione dal suo punto di vista: con tutti i problemi che aveva, era capitato
con un tizio che sembrava ancora pi disperato. Forse le mie traversie lo avrebbero in qualche modo
confortato: poteva andargli anche peggio, dopo tutto. O magari avrebbero potuto deprimerlo anche di
pi.
Rimanemmo in silenzio qualche istante, godendoci la leggera brezza. Come vanno le cose per
tuo figlio? mi chiese dopo un po'.
Bevvi un sorso d'acqua. Diciamo che potrebbero andare meglio risposi. Spero solo di
riuscire a raccogliere pi informazioni possibili su quella notte, cos finalmente la polizia si render
conto di aver commesso un errore e lascer cadere le imputazioni.
La prigione non  un bel posto dove stare mormor, scuotendo la testa.
No concordai, cercando di capire cosa si nascondesse dietro quel commento. Sembra quasi
che parli per esperienza diretta.
Come ti dicevo, non ho avuto una vita molto felice Magari un giorno te lo racconter, quando
ti sentirai annoiato. Una pausa, poi disse: Ho notato che guardi spesso verso il fiume.
Stavo solo guardando le cascate risposi. Osservare l'acqua che scendeva a valle, con la
schiuma che si arricciava in superficie, aveva quasi un potere ipnotico su di me.
E un bel posto disse Drew.
Gi. In quel momento immaginai Brett Stockwell che scavalcava il parapetto per buttarsi nel
vuoto. Mi sembr di vederlo precipitare e poi di vedere il corpo che si sfracellava sulle rocce.
Un'altra immagine si sovrappose: Conrad Chase che gli faceva un ultimo cenno con la mano, un
sorriso soddisfatto sul volto, al pensiero di aver risolto tutti i suoi problemi.
Allontanandoci dal centro passammo davanti a Clover, un raffinato ristorante dove si poteva
cenare in due per la modica cifra di cento dollari, e pranzare forse per la met. Nel parcheggio notai
una Mazda simile a quella di Ellen.
Sembra l'auto di mia moglie mormorai rallentando. Dalla targa capii che si trattava proprio
dell'auto di Ellen. Magari  con l'avvocato di Derek, forse dovrei...
Poi riconobbi un'altra macchina dall'aria familiare, parcheggiata poco lontano da quella di mia
moglie. Un'Audi TT grigia metallizzata.
Accelerai e mi allontanai.
Che c'? esclam Drew. Se vuoi entrare, fa' pure. Io ti aspetto qui, non c' problema.
Mi sono sbagliato replicai. Non  la sua macchina.
Un paio d'ore pi tardi, mentre cercavo di sganciare il rimorchio del trattore, squill il cellulare.
Lo portai all'orecchio cos rapidamente che non ebbi il tempo di vedere chi stesse chiamando.
Pronto?
Ehi, Jimmy, ho saputo che sei passato di qui. Avresti potuto farmi un saluto.
Il sindaco Randall Finley.
Spiacente risposi. Delia ha detto che eri in riunione con la superconsigliera per la campagna
elettorale.
Gi, Maxine Woodrow. Una vera bellezza. E ha anche un cervello. Una combinazione insolita
per me disse ridendo.
Che posso fare per te, Randy?
Senti, Lance ha dovuto prendersi un giorno di malattia perch gli hai quasi staccato mezza
faccia. In realt non era poi cos grave, sono certo che domani sar al lavoro. Cazzo, per, vorrei tanto
che non le facessi certe cose. Mi metti nei guai.
Dovevo pareggiare un conto.
Non ne dubito. Certe volte anch'io vorrei spaccargli una padella in testa. A proposito, che cosa
hai usato? Delia ha detto che avevi un innaffiatoio.
Esatto.
Cazzo. Adesso quelli di sinistra vorranno un porto d'armi anche per gli innaffiatoi. Se tu e
Lance avete dei conti in sospeso, la prossima volta sbrigatevela fuori dal mio territorio. Non so se mi
sono spiegato.
S, capito risposi.
Hai mai pensato che forse hai un problema? Ti tieni tutto dentro, parli a monosillabi e poi
esplodi. Ridacchi. Nessuno lo sa meglio di me.
Andr in terapia.
Ecco, cos va meglio. E, Cutter, prosegu in tono pi conciliante per quanto riguarda tuo
figlio...
S?
E una vergogna. Ho visto che hai preso la Bondurant. Ottimo avvocato, mi dicono. E ha anche
un bel culo a quanto pare. Non che per te abbia importanza.
No, infatti.
Senti, tieni duro. Non credo minimamente che tuo figlio sia colpevole.
Il commento mi colse alla sprovvista: mai successo. Mi ci volle qualche istante per trovare le
parole giuste. Grazie mormorai alla fine.
Okay, ci sentiamo. E il sindaco riattacc.
Chi era? mi chiese Drew, che stava riempiendo di carburante uno dei tosaerba e doveva aver
sentito la conversazione.
Il sindaco.
Dobbiamo tagliare anche il suo prato? si inform.
Prima che potessi rispondere, squill di nuovo il cellulare. Questa volta riuscii a leggere il
display: era Ellen.
Possiamo vedere Derek mi annunci. Per mezz'ora. Alle tre e mezzo.
Hai parlato con Natalie? Qualche novit sull'orecchino?
L'ho vista per poco, ma non c' niente di nuovo. Verr anche lei da Derek.
Nient'altro? tentai, chiedendomi se mi avrebbe raccontato del pranzo con Conrad.
No, tranne il fatto che saranno rimasti circa 850 dollari sul nostro fondo pensione.
Guardai l'ora. Sar l fra quindici minuti dissi. E riagganciai.
Drew mi assicur che poteva occuparsi da solo dei prossimi clienti, mentre io andavo alla
prigione di Promise Falls.
Ero conciato da far schifo, ma quando arrivai nessuno sembr farci caso. Ellen e Natalie
Bondurant mi stavano gi aspettando. Venimmo condotti in una saletta e ci fu detto di aspettare intanto
che una guardia andava a prendere Derek.
Quando mio figlio entr dovetti farmi forza per non piangere. Era pallido, gli occhi cerchiati, le
spalle curve e un polso fasciato.
Ellen gli butt le braccia al collo per prima e anch'io riuscii ad abbracciarlo, ma solo di fretta.
La guardia che piantonava la porta ci rimprover: non era permesso alcun contatto fisico.
Che ti  successo? chiese Ellen, indicando la fasciatura.
Un tizio mi ha sbattuto contro il muro rispose Derek.
Una guardia? si inform Natalie.
No replic Derek. Un altro detenuto. Non sono stato abbastanza rapido a scansarmi.
C' niente che possiamo fare? chiesi a Natalie. Non potremmo fargli avere un po' di
protezione...
Natalie sollev una mano per interrompermi. Vedr che posso fare. Adesso vorrei cominciare,
per. C' fin troppo di cui discutere. Derek, disse, allungandosi sul tavolo verso nostro figlio ci sono
alcune cose che dobbiamo chiarire.
Tipo quali?
La polizia ha trovato un orecchino. Il simbolo della pace. Lo stanno analizzando per trovare
tracce di dna, ma preferisco saperlo prima.  tuo?
Derek annu. Probabilmente.
Quando l'hai perso?
La guard; sembrava perplesso. Non lo so. Due, tre settimane fa, credo.
Non mentre eri nascosto nel seminterrato la sera in cui sono stati uccisi i Langley?
Derek scosse il capo con convinzione. No,  stato prima. Dove l'hanno trovato?
Ci scambiammo un'occhiata prima che Natalie rispondesse: Nella camera da letto dei Langley.
Fra le pieghe del copriletto.
Un lampo attravers lo sguardo di Derek.
Inoltre, prosegu Natalie Bondurant c'erano le tue impronte sul cassettone.
Okay, un momento. Pu darsi che l'abbia toccato la notte degli omicidi.
Ma a Barry hai detto di non essere mai stato in quella camera intervenni.
Derek sospir, sollevando lo sguardo verso il soffitto. Merda, sono entrato solo un secondo.
Ho fatto un giro per la stanza e devo averlo toccato.
Sicuro di non averlo perso in quel momento l'orecchino? chiese Ellen.
Derek rimase in silenzio per un istante. No, sono sicuro.
E secondo te come  finito in quella stanza? domand Natalie.
Gli occhi di Derek si gonfiarono di lacrime. Guard sua madre. Dobbiamo proprio parlarne?
S, dobbiamo proprio parlarne mormor Natalie.
E solo che... mi vergogno!
Ellen fece del suo meglio per rassicurarlo. La signora Bondurant non pu aiutarti se non sei
del tutto sincero con lei. Capisco che possa essere difficile parlare di certe cose davanti a noi. Se
preferisci che ci allontaniamo...
No ribatt Derek. No, tanto... Merda, prima o poi lo scoprirete comunque, visto come
vanno le cose.
"Allacciarsi le cinture di sicurezza" pensai.
Ecco, io... io ho fatto sesso con la signora Langley mormor Derek.
Fossimo stati solo io ed Ellen, sarebbe seguito solo un lungo silenzio attonito. Invece Natalie
prosegu imperterrita con la domanda successiva.
Quando, Derek?
Circa tre settimane fa.
Una volta sola o di pi?
Solo una.
Raccontaci cos' successo.
Derek inspir a fondo. Ero passato a trovare Adam, che per era fuori con suo padre. Erano
andati al cinema, mi pare. La signora Langley mi ha invitato comunque a entrare. Succedeva spesso,
credo che le facesse piacere avere qualcuno con cui parlare. Era sempre cos gentile con me. Cos sono
entrato; lei mi ha fatto un panino e ha aperto un sacchetto di patatine. Poi si  seduta al tavolo della
cucina con me e ci siamo messi a parlare. A quel punto ha iniziato a chiedermi della mia ragazza,
Penny.
Annuimmo.
La signora Langley ha cominciato a dire che i ragazzi di oggi sono molto pi precoci, mi ha
chiesto se prendevo precauzioni per non metterla incinta e per tutta quella storia delle malattie... Cos
le ho detto che non avevo ancora... Insomma che... non l'avevo ancora fatto. Mi lanci un'occhiata di
sottecchi, quasi temesse di avermi deluso. Le ho detto che qualcosa avevo fatto, ma non proprio...
tutto.
D'accordo disse Natalie.
Allora lei mi ha chiesto se ero nervoso pensando alla mia prima volta. Credo di aver risposto
che s, forse un po' lo ero, cos mi ha detto che avrebbe potuto aiutarmi. Derek si ferm un momento,
cercando di organizzare i pensieri. Mi ha detto che se non ne avessi fatto parola con nessuno, avrebbe
potuto darmi qualche lezione. Sarebbe stato il nostro segreto.
Avevamo Mrs Robinson per vicina!
Cos sei salito in camera sua lo incalz Natalie.
Derek annu. E lei... mi ha fatto vedere come si fa.
Ti ha violentato concluse Ellen.
Derek fece una smorfia. Non... non proprio, mamma.
Derek, intervenne di nuovo Natalie ne hai mai parlato con qualcuno prima di adesso?
No, no, non lo sa nessuno.
E la signora Langley?  possibile che il signor Langley ne sia venuto a conoscenza?
Derek scosse il capo. Credo che se l'avesse saputo mi avrebbe detto qualcosa.
Per non possiamo provarlo afferm Natalie. E ora sappiamo che l'esame del dna
confermer che l'orecchino  tuo. Dobbiamo trovare una spiegazione plausibile al perch si trovasse l,
ma ci sono le tue impronte sul cassettone, il che ti inchioda in quella camera. Probabilmente l'accusa
star gi elaborando una teoria secondo cui Albert Langley ha scoperto che sei andato a letto con sua
moglie, ne  seguito un litigio quella sera, che poi si  concluso con la morte di tutti e tre. Si ferm un
momento. La buona notizia  che...
Perch, c' una buona notizia? esclamai.
S, finora  tutto ancora a livello circostanziale, sono solo una serie di congetture. Ma il
procuratore potr addurre un movente molto pi valido di quello che ha in mano adesso.
Sono fregato mormor Derek.
No ribatt Natalie Bondurant. Dovremo solo darci pi da fare.
Derek guard sua madre con occhi imploranti. Mi dispiace.
Facciamo tutti degli errori mormor Ellen.
"Ben detto" pensai.
Non uscir mai di qui piagnucol Derek.
Non devi neanche pensarlo obiettai. La signora Bondurant sa quel che fa. E noi faremo tutto
il possibile. Mi servi fuori di qui. Non posso tagliare tutti quei prati senza di te. Speravo di strappargli
un sorriso, ma non ebbi fortuna.
Mi dispiace di essere un tale disastro.
Non sei un disastro lo rassicurai.
Derek scosse il capo lentamente, fissando il vuoto. Sono sempre stato un disastro. Mi metto
sempre nei casini. Anche se tu e la mamma riuscirete a tirarmi fuori di qui, finir per fare qualche altra
cavolata, perch sono fatto cos. Non so fare altro.
Qualcuno buss alla porta alle nostre spalle. Tempo scaduto annunci la guardia.
Natalie si alz in piedi, dicendoci che si sarebbe tenuta in contatto, e si diresse alla porta. Ellen
e io rubammo di straforo un breve abbraccio e la seguimmo. Ellen era gi uscita quando sentii la voce
di Derek. Pap?
I nostri sguardi si incontrarono. Sai... i tuoi quadri.
"Eh?" pensai, invece dissi: S, Derek?.
So che pensavi di sbarazzartene, ma vorrei che non lo facessi.
Okay mormorai.
Penso che siano davvero belli. Non so se te l'ho mai detto.
Rimasi senza parole.
Se dovessi rimanere qui... Insomma... se mi dovessero tenere dentro per un bel po', per molti
anni o per sempre, pensi che me ne faranno appendere uno in cella?
Riuscii a stento ad arrivare al pickup, lontano da Ellen, prima di crollare.
24.
Quella sera scoppi il delirio.
In realt, dopo la visita in carcere, il resto della giornata si trascin senza avvenimenti di rilievo.
All'ultima tappa, Drew ebbe qualche problema a mettere in moto un tosaerba. Tir e tir la
cordicella collegata al motore premendo insieme il pulsante d'accensione. Si ferm un istante per paura
di averlo ingolfato del tutto, ma decise di dare un ultimo strattone: incepp il meccanismo e si ritrov
improvvisamente con un metro e mezzo di filo penzolante.
Oh, merda esclam quando mi avvicinai per vedere cosa fosse successo.
Non  grave dissi.
Mi spiace mormor Drew facendo ondeggiare la corda come se fosse una corda per saltare.
Si  sfilato completamente.
Non ti preoccupare risposi.
Posso aggiustarlo. Se lo smonto posso vedere di riavvolgere il filo. Be', certo, mi servirebbero
gli attrezzi giusti.
Ho quello che serve nella rimessa, a casa mia gli assicurai. Ci penso io.
Se vuoi, potrei passare stasera, dopo che ho preparato la cena a mia madre. Hai gi abbastanza
pensieri, Jim, senza dover rimediare anche ai miei disastri.
D'accordo, allora. Diedi a Drew il mio indirizzo e aggiunsi anche qualche dritta. C' una
volante della polizia parcheggiata di fronte alla casa dei Langley. Potrebbero farti qualche domanda
prima di lasciarti passare. Non che fossero riusciti a intercettare l'arrivo di Penny, e per ben due volte.
Non c' problema disse Drew.
Se ce la fai, bene aggiunsi. Altrimenti, non ti preoccupare.
Allora se mia madre non ha bisogno di me passo pi tardi, dopo cena mi ricord quando lo
accompagnai a casa.
Drew, davvero. Se non ce la fai, non ti preoccupare.
Rimase fermo sul marciapiede mentre mi allontanavo. Dallo specchietto retrovisore vidi che mi
salutava con un cenno, finch poi non svoltai l'angolo.
Appena imboccai il viale di casa mia, alle sei meno dieci, mi accorsi che il nastro giallo della
polizia era stato rimosso dalla casa dei Langley.
Mi accostai all'agente e abbassai il finestrino. Era sempre lo stesso poliziotto fin dalla sera degli
omicidi.
Ve ne andate? chiesi.
Non c' pi bisogno di me rispose. Hanno finito di esaminare la scena del crimine. Il caso 
chiuso, con l'arresto e tutto il resto. Abbass gli occhi per non incrociare il mio sguardo.
D'accordo mormorai, togliendo il piede dal freno e continuando verso casa.
Trovai la porta chiusa a chiave. Ellen era sempre sul chi vive, proprio come me. Era arrivata
qualche minuto prima con una pizza al salame e doppia mozzarella; era ancora calda dentro il cartone.
Mi lasciai cadere su una sedia della cucina: ero sfinito.
Sei sparito stamattina quando siamo usciti dalla prigione mi disse Ellen.
Non potevo dirle che stavo per crollare e che non volevo farmi vedere da lei. Dovevo tornare
da Drew mentii.
Ellen tir fuori i piatti. Per quanto la nostra vita stesse cadendo a pezzi, non ci saremmo mai
ridotti a mangiare direttamente dalla confezione.
Ho sentito che sei passato in Comune, oggi.
La guardai. Cosa hai saputo, esattamente?
Che hai ammaccato l'innaffiatoio.
Lo aggiuster.
Jim, sul serio, pareggiare i conti con Lance non ci  di grande aiuto in questo momento.
Forse hai ragione ribattei. Ma per un istante mi ha fatto sentire meglio.
E se decide di denunciarti?
Scossi il capo. Non lo far. Anche lui mi ha pestato. Deglutii. Piuttosto, potrebbe cercare di
vendicarsi ancora.
Fantastico esclam Ellen, togliendo un granello di pepe verde finito per sbaglio sulla pizza.
E tu? chiesi. Cosa hai fatto? In realt quello che mi interessava era sapere con chi avesse
pranzato.
Sono stata pi che altro qui e in banca rispose. Poi, dopo la visita a Derek, ho fatto un paio
di commissioni e ho preso la pizza mentre tornavo a casa. Non riuscivo neanche a pensare di cucinare.
Del resto, dopo un lauto pasto insieme a Conrad... Ero quasi sicuro che si trattasse di lui,
nonostante anche Uleana guidasse l'Audi.
Decisi di lasciar perdere, almeno per il momento. Forse una parte di me non voleva sapere. Non
riuscivo a sopportare l'idea di nuove complicazioni. Dopo tutto, Ellen lavorava con quell'uomo e se
potevano lavorare gomito a gomito al college, avevano anche il diritto di pranzare da Clover.
Ellen sbocconcell la pizza. Non ho tanta fame mormor. Continuo a pensare a Donna. Non
riesco a capacitarmi di quello che ha fatto.
E per quanto Donna avesse cercato di sedurre anche me, ammetto che trovavo difficile accettare
quel che aveva fatto a mio figlio.
Sono cos... cos furiosa continu Ellen. Adesso vorrei andare a casa sua e dirle in faccia
cosa penso di lei.
Qualunque peccato abbia commesso le ricordai ha gi pagato un prezzo molto alto.
Dopo cena mi sedetti sul divano per guardare il notiziario alla tv. Ancor prima di rendermene
conto, mi addormentai. Cos, di colpo. Ecco il risultato di tre notti praticamente insonni.
Quando mi svegliai erano le otto; Ellen era seduta di fronte a me. Stava sorridendo, per la prima
volta da diversi giorni. Russavi cos forte che temevo si staccassero pezzi di intonaco disse.
Mi alzai lentamente dal divano. Ragazzi, sono proprio crollato.
Anch'io mi sono appisolata per un po'. Sar meglio andare a letto e farci una bella dormita.
Ottima idea. Prima vado a controllare la rimessa, voglio vedere se ho chiuso tutto. La polizia
non  pi di guardia qua fuori, sai?
Che cosa? esclam Ellen con aria preoccupata.
Hanno levato le tende.
Ma quando sono tornata con la pizza c'era il solito agente obiett Ellen.
Se n' andato poco dopo. Per loro il caso  chiuso.
No, che non lo  replic con aria di sfida.
Le feci un cenno con il pollice alzato e uscii dalla cucina, chiudendo a chiave la porta dietro di
me. Mi trascinai sulla ghiaia verso la rimessa. Era l'imbrunire e nel giro di mezz'ora sarebbe stato buio.
Avrei avuto mille cose da fare, attrezzi da aggiustare, conti da preparare, ma avevo solo la forza di
chiudere tutto e andarmene a letto.
Mi colsero alla sprovvista mentre entravo nella rimessa. Vidi un'ombra sbucare alla mia destra,
poi sentii il colpo.
Dopo di che l'oscurit mi avvolse.
Non dovevo essere rimasto svenuto a lungo, perch quando ripresi i sensi c'era ancora un filo di
luce fuori. Forse un paio di minuti. Eppure bastarono perch mi ritrovassi legato a una vecchia sedia di
legno.
Ancor prima di riuscire a valutare la situazione, sentii un forte dolore alle dita della mano
destra. Mi facevano male anche altre parti del corpo e la testa pulsava, ma quelle quattro dita della
mano pizzicavano e mi davano una sensazione sgradevole.
Cercai di girare la testa, provai a dire qualcosa, per mi accorsi di avere la bocca tappata con il
nastro adesivo. Abbassando lo sguardo, vidi altro nastro adesivo che mi avvolgeva poco sotto le spalle
e intorno alla vita. Non potevo muovere le gambe, e anche se non riuscivo ad allungare lo sguardo oltre
le ginocchia, dedussi che anche i piedi erano stati bloccati.
La mano sinistra era legata dietro lo schienale. Ci misi un po' a capire cosa ne fosse stato della
destra.
Era fissata al potasiepi elettrico che avevo appoggiato in grembo. Non riuscivo nemmeno a
vedermi il palmo o le dita, da quanto nastro vi era avvolto intorno.
In quel momento capii cosa mi aspettava.
Le dita erano infilate nell'apertura del macchinario, quella da cui le lame sbucano alla velocit
della luce appena si preme il pulsante di accensione. Il nastro adesivo teneva le mie dita ben salde
all'interno: una frazione di secondo e probabilmente tutta la prima falange sarebbe partita. La lama non
era progettata per segare le ossa, ma non avevo dubbi che ce l'avrebbe fatta. Avevo tagliato un'infinit
di cespugli con quell'attrezzo, staccando ramoscelli del diametro di un paio di centimetri.
E di sicuro quella lama sarebbe passata attraverso la carne come fosse un panetto di burro.
Spostai lo sguardo sul filo giallo che usciva dalla parte posteriore del potasiepi, seguendolo fino
a terra, dove si attorcigliava in una grande spirale come un serpente, per poi arrivare al muro. Dalla mia
posizione non riuscivo a vedere se la spina fosse attaccata alla presa o meno.
Ehi, la Bella Addormentata  sveglia disse qualcuno.
Oh, bene rispose un'altra voce.
Erano alle mie spalle; voltai la testa prima da un lato, poi dall'altro, per cercare di capire chi
avesse parlato. Ma non ce ne fu bisogno. Due uomini si materializzarono all'istante proprio di fronte a
me.
Avevano il volto coperto da calze di nylon. Probabile che se le fossero infilate solo quando
avevo ripreso i sensi, perch se le stavano ancora abbassando sul collo. I loro lineamenti erano distorti,
ma riuscii a vedere che uno aveva i capelli scuri, neri o castani, mentre l'altro era completamente calvo.
Cazzo! esclam quello con i capelli scuri. Fa troppo caldo per queste fottutissime calze!
Cerca di resistere gli disse l'altro. Poi mi guard. Allora, come ti senti, stronzo? Non sei
rimasto troppo KO.
Alzai la testa per guardarli negli occhi. Chiss se riuscivano a scorgere la paura nei miei.
"Dov' Ellen?" pensai a un tratto, sentendomi afferrare dal panico. Ma anche senza nastro
adesivo sulla bocca, non ero certo di volerglielo chiedere: speravo che non si fossero accorti che era in
casa.
Il pelato sembr leggermi nel pensiero. Tua moglie sta bene, Cutter.  in casa, legata come te.
Solo che non ha una mano nel potasiepi.
Sarebbe stato pi semplice con lei intervenne quello con i capelli scuri. Ha le dita pi
piccole. Sono pi facili da triturare.
Non preoccuparti fece il pelato scrollando le spalle. Tanto riusciremo a farci dire quel che ci
serve da questo qui.
Forse mi avevano rubato le chiavi, oppure erano riusciti a farsi aprire con qualche scusa. Cercai
di concentrarmi sulle voci, ma non mi sembr di riconoscerle. Erano entrambi in ottima forma: magri,
sul metro e ottanta, abiti sportivi ma dall'aria costosa. Il pelato indossava jeans firmati e una Lacoste,
con tanto di coccodrillo sulla sinistra. L'altro tizio portava una semplice maglietta nera con le maniche
corte, che metteva in evidenza i bicipiti muscolosi, rivelando parte di un tatuaggio sul braccio destro.
La lama di un coltello, mi sembr.
Cercai di ricordarmi se avessi mai visto Lance senza camicia - improbabile, credo - e se gli
avessi mai notato un tatuaggio del genere. Me ne sarei ricordato. Quell'uomo era alto pressappoco
come Lance e aveva anche la stessa struttura fisica, ma da sotto la calza di nylon non riuscivo a
distinguere se portasse i segni dell'incontro ravvicinato con il mio innaffiatoio. Le poche parole che
aveva detto non mi avevano ricordato l'autista del sindaco, ma per ovvie ragioni avevo pensato subito a
lui.
Come avrai notato, sei completamente in mano nostra prosegu il pelato, afferrando il
potasiepi e trascinandosi dietro anche la mia mano. Cercai di divincolarmi, ma senza risultato.
Ehi! Fai il bravo mi ammon.
Afferr l'impugnatura, appoggiando il dito poco sotto il pulsante.
Allora, hai afferrato la situazione? continu. Se solo tocco questo pulsante ti stacco la punta
delle dita.
Minuscole goccioline di sudore mi imperlarono la fronte; in parte scesero sull'occhio destro che
cominci a bruciare. Battei le palpebre diverse volte.
Sar un macello prosegu. E devo essere sincero: non amo particolarmente la vista del
sangue. Ma con tutto quel nastro adesivo non dovrebbe schizzare in giro.
Cristo esclam quello con i capelli neri, che distolse lo sguardo dalla mia mano. Ti far un
male cane. Infil due dita sotto la calza e si gratt il collo. Cazzo, fa' un caldo fottuto. Non possiamo
bendargli gli occhi e toglierci queste dannate calze?
Sar pi facile convincere il signor Cutter ad aiutarci se pu vedere cosa lo aspetta.
Emisi un gemito indistinto da dietro il nastro.
Che cosa? disse il pelato. Non sai neanche cosa voglio chiederti e vuoi gi parlare?
Annuii lentamente. Il pelato tolse la mano dal potasiepi e mi stacc di colpo il nastro adesivo
dalla bocca. Mi fece malissimo, ma strinsi i denti e riuscii a non urlare.
Figlio di puttana! urlai. Se hai fatto del male a mia moglie, giuro che ti uccido!
" La bocca del pelato si distorse in un ghigno Ehm, pronto? Capisci in che situazione ti trovi?
Pensi di essere nella posizione di fare minacce? Forse sar il caso che ti chiarisca subito un paio di
cosette. E cos dicendo afferr nuovamente il potasiepi e premette il pulsante di accensione.
Cazzo, Mortie! esclam l'uomo con i capelli scuri e il tatuaggio.
No! Questa volta non riuscii a soffocare l'urlo.
Cercai istintivamente di ritrarre la mano, ma riuscii solo ad avvicinare di pi il potasiepi. Il
pelato lo teneva ancora ben saldo, il dito sempre sul pulsante.
Non successe niente.
Il potasiepi non si mise in moto. Le mie dita, a parte il dolore per la posizione contratta fra le
lame, erano ancora intatte.
Il pelato mi lanci di nuovo l'attrezzo in grembo e scoppi a ridere. Oh, cazzo! esclam,
facendo un passo indietro e battendosi una mano sul ginocchio. Davvero impagabile! Avresti dovuto
vedere la tua faccia!
Vaffanculo, me la sono fatta sotto anch'io! replic l'altro.
Il pelato continu a ridere, poi si avvicin al muro, dove il filo giallo spariva dietro alcuni
scatoloni. Li spost con un calcio, scoprendo cos la presa a muro: la spina era staccata.
Si chin, afferr l'estremit del filo e infil la spina nella presa.
Poi torn verso di me, fregandosi le mani, sempre sorridendo sotto la calza. Afferr il potasiepi
e lo sollev, insieme alla mia mano incastrata. La prossima volta faremo sul Serio esclam.
25.
Allora, torniamo a noi esclam il pelato, Mortie, come l'aveva chiamato l'altro. Avrei
qualche domanda da farti.
Che cosa? ribattei. Sentivo le dita che sudavano dentro il nastro adesivo.
So che sei in possesso della copia di un certo libro disse. Su un dischetto, vero?
Non dissi niente.
Non so se l'hai stampato, se  solo su un dischetto, o su due, o che cazzo ne so. Comunque sia,
lo voglio.
Okay risposi, con la mente al galoppo. Ve lo dar. Ma prima voglio assicurarmi che mia
moglie stia bene. Non vi dir dov' finch non avr la prova che non le avete fatto niente.
Mortie scoppi a ridere. Non credo proprio amico, perch...
VoglioVedereMiaMoglie lo interruppi, scandendo ogni parola.
Quel che stavo cercando di dirti, stronzo ribatt Mortie agitando il potasiepi  che non sei
nella posizione di dettare condizioni.
Cercai di raccogliere tutto il coraggio che mi rimaneva, date le circostanze. Non m'importa se
mi tagliate tutte le dita delle mani e dei piedi. Potete anche tagliarmi il pisello e succhiarvelo, ma non vi
dir niente finch non sar certo che mia moglie stia bene.
Mortie sembr prendere in considerazione la richiesta; si volt verso il complice e ordin: Vai
a prendere 'sta cazzo di moglie!.
Prima fammi togliere questa roba dalla testa rispose. Solo un paio di secondi. Poi la vado a
prendere.
Mentre lasciava la rimessa, uscendo dal mio campo visivo, mi accorsi che si toglieva la calza.
Cristo lo sentii bofonchiare. Non mi sembrava proprio la voce di Lance. E poi perch mai Lance
avrebbe voluto quel dischetto?
Avrai caldo anche tu dissi a Mortie.
Il caldo non mi d fastidio.
Cos vi ha mandato Conrad.
Chiudi quella cazzo di bocca.
Chi l'avrebbe mai detto che un preside universitario sapesse dove trovare degli scagnozzi in
grado di occuparsi di certi lavoretti.
Ti ho detto di chiudere quella cazzo di bocca! Vuoi che la metta in moto davvero? esclam
sfiorando con il dito il pulsante di accensione. Ho una domanda per te. Vuoi che dopo metta tutte le
punte delle dita in un sacchetto, cos puoi portarle in ospedale?
Non trovai niente da dire. Per i due minuti successivi restammo in silenzio. Cristo! sbott alla
fine Mortie. Adesso comincio ad aver caldo anch'io! Usc dalla rimessa e gir a destra,
probabilmente per togliersi indisturbato la calza.
Mi guardai intorno in cerca di qualche ispirazione, un'idea qualsiasi per liberarmi. Mi avevano
legato molto bene alla sedia e anche se avevo il braccio destro libero, era del tutto inservibile con la
mano ficcata nel potasiepi.
Non mi venne in mente niente, cos cominciai a prendere in considerazione un piano
alternativo. Fermo restando che avrebbero portato Ellen nella rimessa, e che lei stesse bene, cosa avrei
fatto a quel punto?
Perch non avevo pi il dischetto. L'avevo dato a Natalie Bondurant.
Qual era il modo migliore per giocare la partita? Confessare che non avevo il dischetto, ma che
avrei potuto procurarmelo? Mi avrebbe fatto guadagnare tempo o ci avrebbero ammazzati tutti e due? I
Langley non erano certo stati risparmiati e, per quanto ne sapevo, avevano consegnato il computer.
Il particolare pi inquietante era che, essendomi lasciato sfuggire il nome di Conrad, avevo
rivelato chiaramente di essere a conoscenza del contenuto del dischetto. Anche se l'avessi consegnato a
quei due, sarebbe rimasto il problema di cosa io ed Ellen avremmo potuto raccontare in giro. Potevamo
danneggiare non poco la reputazione di Conrad anche solo dicendo che aveva plagiato l'opera di uno
dei suoi studenti.
Ma quanto saremmo stati credibili senza prove?
A quei due avrei potuto dire che il dischetto era sulla scrivania di Derek, accanto al computer -
ce n'erano migliaia l sopra - cos se ne sarebbero andati convinti di aver trovato quel che cercavano.
Tuttavia ancora non c'erano garanzie che non ci avrebbero uccisi.
Mortie rientr, con la calza di nylon di nuovo al suo posto.
Quando avete preso il computer dai Langley azzardai eravate convinti che il libro fosse
sull'hard disk. Ma non c' bisogno che uccidiate anche noi. Non apriremo bocca. Non ce ne importa.
Giuro su Dio che non ce ne importa pi un cazzo.
Mortie mi fiss, aggrottando la fronte come se fosse perplesso. Chiudi il becco. Adesso arriva
tua moglie.
Sentii sbattere la porta di servizio e poi un rumore di passi sulla ghiaia del vialetto. Qualche
istante dopo quello con i capelli neri comparve sulla soglia, con la calza di nylon sul viso ed Ellen al
fianco.
Era viva. Il mio sollievo per non dur a lungo, appena vidi l'espressione terrorizzata sul suo
volto.
Aveva le mani legate davanti con il nastro adesivo. Altro nastro le stringeva i gomiti al corpo e
le tappava la bocca. Notai residui di nastro all'altezza delle caviglie, nel punto in cui era stato strappato
perch potesse camminare fino alla rimessa.
Aveva gli occhi sgranati dal terrore e mi accorsi che aveva pianto.
Va tutto bene, tesoro mormorai. Ti hanno fatto del male?
Ellen scosse il capo nervosa. Bene. Quando si accorse della mano infilata nel potasiepi
sgran gli occhi ancora di pi, seguendo con lo sguardo il cavo elettrico che andava alla presa a muro.
Okay disse Mortie. Adesso tua moglie  qui e, come vedi,  tutta intera. Quindi, dov' il
dischetto?
Allora risposi ci sono alcune pagine gi stampate. Mi sembra che siano in camera nostra,
accanto al letto. Sul comodino, credo. Dovrebbero essere l. Guardai Ellen. Sono l, vero, tesoro?
Ellen annu.
D'accordo disse Mortie. Poi si gir verso l'altro. Va' a prenderle!
Vado! esclam, sollevato al pensiero di potersi allontanare e togliersi la calza. E di lei che
ne faccio?
Star bene qui con me rispose Mortie. Fece cenno a Ellen di entrare e avvicinarsi alla parete.
Rimani ferma l. Una sola mossa e sei spacciata.
Sentii una porta aprirsi e chiudersi: il tizio con i capelli neri era entrato in casa.
Ellen si posizion accanto al muro. Morty era pi o meno a met fra noi due.
Allora... il dischetto...
Non ce l'ho risposi.
Mortie alz la testa con uno scatto. Come, scusa?
Non ce l'ho. Non qui.
Non dire stronzate.
Ma posso recuperarlo mi affrettai ad aggiungere.  in un posto sicuro. L'ho dato a una
persona.
Un posto sicuro dove?
Fuori, nell'oscurit, mi sembr di scorgere un'ombra che scivolava fra la rimessa e la casa. Se
l'amico di Mortie era in casa, chi c'era in giardino?
L'ho dato a qualcuno.
A chi? sbott Mortie, irritato.
All'avvocato di mio figlio risposi, decidendo l per l che tanto valeva dire la verit. Ma solo
per precauzione. Non credo che lo legger. Se glielo chiedo, me lo restituir.
Mortie si tamburell la testa con il palmo di una mano, riflettendo. E adesso come cazzo
facciamo?
Potrebbe andare mia moglie. Tenete me come ostaggio. Ellen parla con l'avvocato, si fa dare il
dischetto e quando torna ve lo consegniamo.
Ma che bel piano osserv Mortie sarcastico. Lasciamo andare tua moglie a sbrigare questa
piccola commissione e quella fila dritto alla polizia.
"Lo spero proprio" pensai. Guardai Ellen dicendo: Non lo farai, vero, tesoro?.
Ellen scosse il capo in segno di diniego.
Oh, ora s che mi hai convinto ribatt Mortie. Senti invece il mio piano. Tua moglie rimane
qui e vai tu a prendere il dischetto. Sono certo che non permetterai che le succeda niente di male.
Possiamo legarle la mano nel potasiepi proprio come abbiamo fatto con te, sai?
Fuori, scorsi di nuovo quell'ombra che si aggirava attorno al mio pickup, per poi svanire nel
nulla. Sentii il cuore accelerare le pulsazioni.
Che c'? esclam Mortie, lanciando un'occhiata alle proprie spalle. Sta tornando? Mortie
era abbastanza furbo da non chiamare il complice per nome, per non sembrava essersi accorto che
l'altro se l'era lasciato sfuggire.
Mortie si avvicin alla porta e sbirci fuori, poi scroll le spalle e torn dentro. Questa volta,
invece di mettersi fra me ed Ellen, mi si accost. Dopo tutto ero io quello da cui pretendeva delle
risposte.
Uhm, credo che il tuo piano non sia... come si dice... praticabile osserv. Se lasciamo
andare tua moglie correr subito alla polizia. A meno che non sia la pi stupida puttana che abbia mai
conosciuto. Ho un'idea migliore: dammi il nome dell'avvocato.
Non volevo farlo. Avevo commesso un grosso errore rivelandogli di aver dato il dischetto
all'avvocato di Derek. Certo non ci avrebbe messo molto a scoprire il nome - negli ultimi giorni non si
parlava d'altro al telegiornale - ma se glielo avessi detto in quel momento, sarebbe andato direttamente
a casa di Natalie nel cuore della notte. E avrebbe potuto ucciderla pur di recuperare il dischetto.
Con la coda dell'occhio mi accorsi che Ellen si stava spostando lentamente lungo la parete.
Piccoli movimenti quasi impercettibili. Era spalle al muro, gli occhi fissi su di noi. Quasi ogni secondo,
Mortie si voltava a controllarla, ma Ellen sembrava immobile: non si era accorto che negli ultimi due
minuti si era spostata di quasi mezzo metro.
Ti ho fatto una domanda, testa di cazzo url Mortie.
Possiamo recuperare il dischetto. Non importa chi sia l'avvocato.
Adesso ne ho abbastanza esclam Mortie, scuotendo il capo. Afferr il potasiepi e avvicin
l'altra mano al pulsante di accensione.
Il problema per te sar trovare dei guanti adatti. continu. Te ne servir un paio che abbia
una mano pi corta dell'altra. Sai cosa? Potresti infilarti il guanto, ficcare di nuovo la mano in questo
attrezzo e accenderlo, cos te li tagli su misura.
Aspetta! urlai, contorcendo le dita sotto il nastro adesivo nel tentativo di rattrappirle.
Ascoltami!
Vaffanculo! esclam Mortie, preparandosi a premere il pulsante.
Trattenni il fiato, sperando che Ellen riuscisse a staccare in tempo la spina. Con la coda
dell'occhio vidi che si accucciava a terra, proprio mentre il dito di Mortie premeva il pulsante. Se
avesse avuto le mani legate dietro la schiena, avrebbe dovuto cercare di beccare la spina alla cieca o
tentare di staccarla con i piedi. Per fortuna, per, erano legate davanti. Una volta in ginocchio, Ellen si
accost al muro e, afferrando la presa, tir violentemente.
Riusc a togliere la corrente nell'istante in cui le lame ricevevano il messaggio. Sentii un lieve
ronzio, ma si arrestarono in tempo. Le dita mi prudevano pi di prima, per ero sicuro che fossero
ancora collegate alla mano.
Ma che caz...? esclam Mortie. Fece scattare un paio di volte l'interruttore, poi si volt e cap
cosa era successo. Brutta troia! grid furioso. Mi ributt il potasiepi addosso e si avvicin a Ellen; lei
era ancora in ginocchio e lo fissava terrorizzata.
Lasciala stare! gridai. Lasciala!
E in quel momento comparve Drew Lockus.
Aveva una vanga in mano, una di quelle che tengo sul retro del pickup. Piomb su Mortie
roteandola come una mazza da baseball e lo colp in testa.
La vanga risuon come un diapason.
Mortie cadde a terra all'istante, crollando sul tosaerba che Drew aveva inceppato nel
pomeriggio.
Drew! gridai. Dio, Drew!
Pensavo che Mortie si sarebbe rialzato, o almeno che ci avrebbe provato. Ma non sembrava
neanche che stesse respirando.
Drew gli stava sopra: sembrava sbigottito, come se non credesse a quel che aveva appena fatto e
che Mortie non avesse nessuna reazione.
Cristo gemette senza staccare gli occhi dall'uomo a terra.
Drew! Ce n' un altro! esclamai. In casa!
Le mie grida lo scossero da quel torpore. Distolse lo sguardo da Mortie proprio nel momento in
cui il tizio con i capelli scuri comparve sulla porta della rimessa con una manciata di fogli in mano.
Nonostante la calza di nylon calata sul viso, si rese conto immediatamente che per lui le cose si stavano
mettendo male.
Lasci cadere i fogli e scapp. Drew afferr di nuovo la vanga, ma mentre si voltava, la lama si
impigli nel manico del tosaerba, facendogli perdere la presa. Drew inciamp, poi cerc di recuperare
l'attrezzo. A quel punto per l'altro era gi scomparso nella notte.
Drew gli corse dietro.
Cominciai a contorcermi febbrilmente, agitando e contraendo le dita intrappolate; finalmente
riuscii a estrarle dal potasiepi. Mancava solo il nastro adesivo. Intanto cercai di slegare la mano sinistra
dalla sedia: la prima delle due che fosse stata libera, l'avrei usata per recuperare l'altra.
Ellen era riuscita ad alzarsi e mi si avvicin. Le sue dita non erano bloccate, cos riusc a
strappare via il nastro adesivo dal potasiepi. Per quanto la spina fosse staccata, sembrava terrorizzata
che il meccanismo potesse magicamente rimettersi in moto.
Qualche istante dopo ricomparve Drew. Non sono riuscito a raggiungerlo esclam con il fiato
corto.  salito in macchina ed  scappato.
Ellen mi liber la mano dal potasiepi e le tolsi delicatamente il nastro adesivo dalla bocca. Oh,
Jim. Mio Dio! gemette.
Drew ci aiut a liberarci dal resto. Buttai le braccia al collo di Ellen, tenendola stretta per un
istante, poi allungai una mano per battere dei colpetti affettuosi sulla spalla di Drew.
Ero venuto ad aggiustare il tosaerba mormor.
26.
Per prima cosa mi assicurai che Ellen non fosse ferita. Pensai di chiamare un'ambulanza, per
disse che non ce n'era bisogno: era molto scossa, questo s, ma fisicamente stava bene. Pi che altro era
preoccupata per me. La mano era a posto, ma avevo preso un brutto colpo in testa. Ma non avrei certo
chiamato il 911 per questo.
Stavo per accostare ci spieg Drew quando ho visto una macchina che bloccava il
passaggio. Ho pensato che fossero gli agenti di cui mi avevi parlato, ma non mi sembrava una volante
della polizia. Cos sono sceso dall'auto, sono entrato a piedi e ho visto un tizio, quello che  scappato,
che spingeva una donna con le mani legate attraverso il giardino. L ho capito che qualcosa non
andava.
Lui  Drew dissi a Ellen, accorgendomi che non c'era stato neanche il tempo per le
presentazioni. Ti avevo detto di aver assunto un aiutante. Drew, mia moglie Ellen.
Si strinsero la mano, poi Ellen gli butt le braccia al collo. Grazie mormor con la voce che
le tremava.
Drew, con la testa appoggiata sulla spalla di Ellen, lanci un'occhiata a Mortie ai suoi piedi. Il
sangue filtrava dalla calza di nylon e aveva cominciato a gocciolare sul tosaerba.
Mi sa che l'ho ucciso.
Ellen si sciolse dall'abbraccio e guard l'uomo a terra. Dio, lo spero proprio disse.
No ribatt Drew. Sarebbe un guaio per me.
Mi inginocchiai accanto a Mortie e armeggiai un po' per sfilargli la calza. La lasciai cadere sul
tosaerba e mi avvicinai. Aveva gli occhi aperti, ma lo sguardo era vitreo e non lo sentivo respirare.
Sar meglio chiamare lo stesso un'ambulanza. Credo che sia morto, ma dobbiamo comunque
provarci.
Devo andarmene esclam Drew.
Drew, intervenni io non ti devi preoccupare. Ci hai salvato la vita. Hai fatto la cosa giusta.
Non capite. Sono appena uscito.
Come, scusa? chiese Ellen.
Sono appena uscito di galera. Un incidente del genere e mi rispediscono subito dentro.
Non se dir alla polizia come sono andate le cose ribattei. Hai due testimoni. Possiamo
raccontare alla polizia come  andata. Drew, sei un eroe. Hai messo fuori combattimento questo qui e
sei corso dietro all'altro.
Non sembrava molto convinto. Agli sbirri non importa niente quando hai dei precedenti.
Ellen allung una mano e gli sfior il braccio. Drew, hai fatto la cosa giusta. Avrai tutto il
nostro appoggio.
Voi non conoscete i poliziotti fece Drew, sempre meno convinto. Appena trovano una scusa
per sbatterti di nuovo dentro, la colgono al volo. Mi guard. Non puoi dire che sei stato tu? Che sei
riuscito a liberarti e mentre stava aggredendo tua moglie, hai afferrato la vanga e l'hai colpito? A te
crederanno. Ed Ellen confermer la versione. Non hai precedenti, non ti faranno niente.
Ci aveva gi salvato la vita e questo rendeva le cose ancora pi difficili da spiegare. Drew, la
polizia prima o poi scoprir come  andata. Troveranno qualcosa che non va nel nostro resoconto e poi,
ricomponendo i tasselli, capiranno che c'era un'altra persona coinvolta e che abbiamo cercato di
coprirti. E allora sar ancora peggio. Specialmente per te, con i tuoi precedenti e tutto il resto.
Drew annu serio, ma sapevo di non averlo convinto. Non lo so.
E c' dell'altro continuai. Mi sembra abbastanza ovvio che siano stati questi due a uccidere i
Langley. Voglio dire, tutto torna. Stavano cercando esattamente la stessa cosa. Non solo ci hai salvato
la vita, ma hai dato una mano a inchiodare un assassino e ora la polizia avr buone probabilit di
prendere il suo complice.
Sembr che gli si fosse accesa una lampadina. Gi, forse hai ragione.
E soprattutto, ripresi ci aiuterai a far uscire nostro figlio di prigione.
Lanciai un'occhiata a Ellen: stava pensando la stessa cosa. Era necessario non farsi troppe
illusioni, per. Avrebbe anche potuto non finire cos.
Vado a chiamare il 911 disse mia moglie, e torn di corsa dentro casa, come se ogni secondo
sprecato fosse un secondo di troppo che Derek doveva passare in carcere.
Grazie, Drew ripetei.
Scosse il capo. Non lo so ripet. Proprio non lo so. Fece per avviarsi alla porta.
Drew, dove stai andando?
Non lo so continu a ripetere, incamminandosi verso la sua auto.
Lo chiamai. Drew, rimani! La polizia non ha alcun motivo di arrestarti. Non stai violando la
libert vigilata se salvi la vita a qualcuno. Capiranno perch l'hai fatto.
Ma Drew continu ad allontanarsi e ben presto fu inghiottito dal buio.
Non avevo intenzione di corrergli dietro e trascinarlo nella rimessa. Sapeva che avrei riferito
alla polizia come si erano svolti i fatti e che non ci avrebbero messo molto a trovarlo.
Ritornai in casa; il mio mazzo di chiavi era ancora nella toppa e me lo infilai in tasca. Ellen era
in cucina e stava riagganciando il telefono. Stanno arrivando mi disse.
Mi si butt fra le braccia e la tenni stretta. Li avr mandati lui mormorai.
Ellen indietreggi. Che cosa?
Conrad risposi. Li ha mandati lui.
No ribatt Ellen scuotendo il capo. Non lo farebbe mai.
Le posai le mani sulle spalle. Ellen dissi in tono deciso. Non vedi che tutto torna? Volevano
il dischetto con la copia del libro. E probabilmente erano pronti a farci fuori. Di sicuro il tizio morto
come minimo era pronto a triturarmi le dita della mano pur di averlo.
No, Jim. Le cose non tornano affatto asser Ellen. Non ha alcun senso.
Ma chi altri a parte Conrad vorrebbe quel dischetto? Ha rubato il romanzo di quel ragazzo e,
dopo tutti questi anni, sta ancora cercando di coprire le tracce. Non mi stupirei se avesse ucciso Brett
Stockwell anni fa, spingendolo gi dal ponte sulle cascate per poi farlo sembrare un suicidio. Non
aveva altra scelta. Non poteva certo permettere che Brett andasse in giro a svelare di essere l'autore del
libro, bollando Conrad Chase come un grande impostore!
Jim, stammi a sentire.
No, tu stammi a sentire! Non so perch ti ostini a difenderlo. So che  il tuo capo, ma a quanto
pare  anche un assassino. E se non  stato lui a uccidere i Langley, ha sicuramente assoldato quei due
perch lo facessero. E quando ha scoperto che esisteva un dischetto con la copia del libro, li ha spediti
qui da noi.
Gli ho gi dato il dischetto mormor Ellen.
La guardai, senza riuscire ad afferrare il senso delle sue parole. Che cosa?
Il dischetto. Oggi ho chiesto a Natalie Bondurant di ridarmelo con la scusa che non c'era pi
bisogno che lo custodisse. E l'ho consegnato a Conrad. Ci siamo visti a pranzo.
Non capisco. Perch l'hai fatto? Perch non ne hai parlato con me prima?
Jim, non  un assassino.  uno stronzo arrogante, te lo concedo. Ma non  un assassino. Non
pu essere stato lui a mandare quei due, stasera. Ha gi il dischetto.
La testa mi faceva gi male per il colpo. Ora il dolore era peggiorato. Non ha alcun senso
mormorai.
In quel momento Ellen, che era voltata verso la porta di servizio, cacci un urlo.
Mi voltai di scatto e vidi un'ombra che si avvicinava. Era la sagoma di un uomo grande e
grosso.
Quando arriv sotto la luce, mi accorsi che era Drew.
Apr la porta. Scusate, non volevo spaventarvi mormor, fissandomi. Ho pensato che avevi
ragione. E sono tornato. Racconter alla polizia come sono andate le cose.
27.
Un minuto dopo udimmo le sirene.
Era gi troppo tardi per Mortie. Drew, in piedi accanto alla porta della rimessa, osservava
preoccupato i paramedici che controllavano le condizioni del nostro aggressore. Una volta stabilito che
era davvero morto, non fecero alcun tentativo per rimuovere il corpo.
Quando alla fine arriv anche Barry Duckworth, sulla scena c'erano gi diverse pattuglie. E a
breve sarebbe arrivata anche la stampa. Non avrebbero neanche dovuto chiedere indicazioni per la
strada. Era la seconda volta che tornavano nello stesso quartiere a distanza di pochi giorni.
Ellen cominci a preparare caff in grande quantit, non tanto per vincere il premio come
miglior padrona di casa sulla scena del crimine, quanto per mantenersi occupata. Era un bene che
avesse deciso di disfarsi delle bottiglie di vino.
Dopo aver assistito ai tentativi dei paramedici di rianimare Mortie, Drew e io tornammo in casa
e ci sedemmo al tavolo di cucina. Ellen stava controllando frigorifero e freezer in cerca di qualcosa da
offrire. Non ti preoccupare le dissi. Il caff andr benissimo.
Bingo! esclam Ellen. Dall'angolo in fondo al freezer estrasse una torta surgelata. Sembrava
un reperto archeologico.
Hai fatto la cosa giusta dissi a Drew.
Speriamo rispose lui, vedendo Barry comparire sulla soglia.
Per cominciare gli fornimmo una versione sintetica dell'accaduto. Sentendo che uno degli
aggressori era ancora a spasso, Barry chiese a Drew di descrivergli l'auto su cui l'uomo era fuggito.
Poteva essere una Buick o una Pontiac, rispose Drew. Quattro porte, bianca, con schizzi di fango
attorno ai cerchioni. Barry diram per telefono la descrizione per allertare ogni poliziotto di Promise
Falls. Poi si sedette al tavolo, accett il caff e la torta offerti da Ellen, e ci chiese di ricominciare con la
ricostruzione degli avvenimenti.
Gli riferii la mia parte di storia: due tizi spuntati dal nulla nella rimessa mi avevano legato e
ficcato le dita nel potasiepi. Poi Ellen rifer la sua: l'uomo dai capelli scuri era entrato in casa, l'aveva
legata a una sedia e se n'era andato. Pi tardi, lo stesso uomo era ritornato per condurla nella rimessa
dopo che io avevo chiesto di poterla vedere.
Quindi fu la volta di Drew.
Ti ho gi visto da qualche parte? domand Barry, osservandolo con attenzione.
Ho rapinato una banca rispose Drew con un tono piatto.
Cazzo, ecco chi sei! esclam Barry.
Cinque anni fa aggiunse Drew. Quella all'angolo fra Saratoga e Main Street.
Non ti era andata molto bene osserv Barry.
Se per "non molto bene" intende che sono stato beccato mentre uscivo dalla banca, allora, s,
ha ragione. Sono rimasto troppo all'interno, qualcuno deve avere azionato l'allarme silenzioso e quando
sono uscito vi ho trovati l ad aspettarmi.
Barry annu. Non credo che fossi tagliato per quel genere di attivit.
No, infatti.
E adesso sei fuori?
Da circa sei settimane rispose Drew. Il signor Cutter mi ha offerto un lavoro.
Be', davvero gentile da parte sua mormor Barry, lanciandomi un'occhiata. E che ci facevi
qui stasera?
Avevo inceppato uno dei tosaerba del signor Cutter ed ero passato ad aggiustarlo cos domani
avrei potuto lavorarci.
Barry mi guard per avere conferma. Io annuii.
Io ed Ellen riferimmo a Barry il resto della storia. Vedendo l'uomo dai capelli scuri trascinare
Ellen nel capanno, Drew doveva essersi reso conto della situazione in cui mi trovavo. Quando Ellen era
riuscita a staccare la spina, l'uomo che avevo sentito chiamare Mortie le si era avventato contro. A quel
punto Drew era entrato e l'aveva colpito con una pala recuperata dal retro del mio pickup.
Ci ha salvato la vita, Barry conclusi.
Quei due tizi si inform Barry. Li avevate mai visti prima?
Eravamo riusciti a vedere in faccia Mortie solo dopo che era morto, ma non ci era sembrato di
riconoscerlo. E n io n Ellen avevamo idea di chi fosse il complice. Ma aveva un tatuaggio sul
braccio aggiunsi. Un coltello. E mi sembrava avesse i capelli scuri.
Confermi anche tu? chiese a Ellen. Lei annu. E non sapete come si chiama?
Mortie era abbastanza furbo da non pronunciare mai il suo nome risposi.
Forse non aveva intenzione di uccidervi riflett Barry. Altrimenti perch coprirsi il volto?
Non lo so ammisi.
E dici che erano venuti per un dischetto?
Con sopra un romanzo. Te ne avevo parlato, ma non mi sembravi particolarmente interessato
gli ricordai. Derek aveva fatto una copia del romanzo che lui e Adam avevano trovato sul computer di
Brett Stockwell, un ex studente di Conrad Chase. Si parla di circa dieci anni fa, quando Chase non era
ancora preside del Thackeray.
Barry prendeva appunti su un bloc notes. E ricordami per favore l'importanza che potrebbe
avere questo dischetto.
Be', in seguito Conrad ha pubblicato un libro piuttosto simile.
Barry si accigli. Cosa vorresti dire? Che il preside del Thackeray College ha spedito qui due
scagnozzi a torturarvi, e magari a uccidervi, per recuperare quel dischetto?
No rispose Ellen. Non sta dicendo questo. Non avrebbe alcun senso, perch Conrad ha gi
quel dischetto. Gliel'ho dato io oggi.
La guardai perplesso e scossi il capo.
Un agente in uniforme entr in cucina per parlare con Barry. Abbiamo controllato il tizio
morto per cercare un documento di identit gli disse. Non aveva niente con s, a parte dei contanti
nella tasca dei pantaloni. Una bella cifra, direi. Pi o meno duemila dollari.
D'accordo disse Barry, e l'agente usc. Il detective alz gli occhi dal bloc notes. Perci, chi
altri poteva volere quel dischetto? Chi sapeva che era in vostro possesso e pensava che lo aveste
ancora?
Non lo so risposi. La moglie di Conrad, Illeana. Ma suppongo che il marito l'abbia
informata della restituzione.
Qualcun altro?
Cercai di riflettere. Penny aveva ammesso di avere accennato all'esistenza di un romanzo su
quel computer, ma aveva parlato di un dischetto? Mi sembrava proprio di no.
Barry prese ancora qualche appunto, poi pos la penna per tagliare con la forchetta un pezzo di
torta. Sai, Jim, ti conosco da tanto tempo e so che sei una brava persona, con la testa sulle spalle. Per,
sinceramente, la faccenda mi pare sempre pi complicata.
Barry intervenne Ellen non credi sia possibile che gli uomini di stasera siano gli stessi che
hanno ucciso i Langley?
Barry pos la forchetta. Non lo so.
Qualunque cosa stessero cercando, non ti sembra ragionevole pensare che quello che 
successo questa sera sia collegato agli omicidi?
Barry fin lentamente di masticare e inghiott il boccone.
I Langley vengono assassinati, scompare un computer da casa loro e, qualche sera dopo, due
uomini ci terrorizzano per recuperare un dischetto che ha a che fare con quel computer. Non ti
suggerisce niente?
So bene dove vuoi arrivare, Ellen disse Barry.
Derek non c'entra niente con l'aggressione di stasera prosegu mia moglie.  in carcere. E
non manderebbe certo qualcuno a torturare i suoi genitori. Non c'entra neanche con la morte dei
Langley. Barry, devi rilasciarlo.  innocente.
Notai un guizzo negli occhi di Barry, come se in realt ne fosse gi convinto. Mi augurai non
fosse il tipo da sacrificare la vita di un innocente per proteggere la propria reputazione. L'arresto di
Derek era il fiore all'occhiello del Dipartimento e rilasciarlo avrebbe potuto generare grande imbarazzo
al detective incaricato delle indagini.
Vedremo, Ellen ribatt Barry, senza sbilanciarsi. Sai anche tu che c' sotto ben altro, per
quanto riguarda i rapporti fra Derek e i Langley.
Rimanemmo qualche istante in silenzio, finch Ellen non si sporse verso Barry, guardandolo
dritto negli occhi. Non  stato lui, Barry, e lo sai. Nel profondo del tuo cuore, lo sai.
Barry allontan il piatto. Voglio parlare con tutti e tre, uno alla volta annunci. Poi,
guardando Drew: Tu sei il primo. E uscirono insieme dalla cucina.
Un rapinatore di banche? mi chiese Ellen.
La mia societ di manutenzione giardini non ha un avanzato sistema di controllo per i nuovi
assunti replicai.
Non era una critica.  solo che... non credo di averne mai conosciuto uno in vita mia.
A questo punto non mi importerebbe neanche se fosse lo Strangolatore di Boston replicai.
Spero solo che Barry non faccia la stupidaggine di incriminarlo. Mi alzai e mi appoggiai al frigo,
esausto. Ero distrutto dopo l'aggressione e ora anche tutte quelle domande irrisolte non mi davano pace.
Ad alcune avrebbe potuto rispondere solo mia moglie.
Ellen, perch hai dato il dischetto a Conrad?
Mi sembrava la cosa giusta da fare. Ma il motivo  difficile da spiegare.
A volte mi chiedo se non provi ancora qualcosa per lui.
Mi guard con aria stanca e un'espressione quasi triste. Proprio non capisci, vero?
Che cosa?
Io disprezzo quell'uomo. Silenzio. Pi di quanto tu possa immaginare.
Allora perch lo stai aiutando? Non riesci a fare due pi due? Non capisci il suo gioco?
Tu vedi solo quel che vuoi vedere ribatt Ellen.
No, sei tu che chiudi gli occhi davanti alla realt. Anche se non  stato Conrad a mandare quei
due stasera,  comunque coinvolto. In qualche modo ha scoperto che  ricomparso il computer di un
suo ex studente, quello a cui aveva rubato il romanzo. Conrad sapeva cosa ci fosse in memoria, quindi i
casi sono due: o  andato personalmente a casa dei Langley, o ha mandato qualcuno. La situazione 
sfuggita di mano ed  finita in un massacro.
No disse Ellen. Il computer ce l'aveva gi.
Che cosa?
Me l'ha detto lui. Il giorno in cui i Langley sono stati assassinati Albert lo aveva chiamato la
mattina presto.
Aspetta un secondo. Albert gli ha dato il computer?
Adam aveva raccontato a suo padre del romanzo che aveva trovato sul computer. Albert aveva
capito immediatamente di cosa si trattasse: conosceva il libro, sapeva che era lo stesso pubblicato da
Conrad. Cos lo ha avvertito e Conrad  andato in ufficio da Albert a riprenderselo. Era l'avvocato di
Conrad ed erano amici da molti anni.
Mi scostai dal frigo, avvicinandomi al lavandino e mi fregai la fronte. Te l'ha detto Conrad?
chiesi.
S.
E tu gli credi?
Ellen rimase in silenzio, poi rispose: S.
Dio,  tutto cos confuso... mi scoppia la testa dissi. Ma se i due di stasera non sapevano che
Conrad avesse gi riavuto il dischetto,  anche possibile che fossero all'oscuro del fatto che Albert gli
avesse consegnato il computer la sera in cui sono andati dai Langley.
Non lo so disse Ellen. E non mi interessa. Non ha pi importanza ormai. L'unica cosa che
conta  tirar fuori Derek di prigione. Voglio che lo rilascino e poi voglio buttarmi tutto alle spalle. Non
m'importa di quel dannato libro, non mi importa di Conrad, non me ne frega niente. Nulla ha
importanza finch Derek  in prigione.
Mi avvicinai lentamente, e le appoggiai le mani sulle spalle. Lo so mormorai. Lo so.
Ma gli interrogativi continuavano a ronzarmi nella testa. Forse Conrad non aveva nulla a che
fare con l'aggressione di quella sera. E forse non c'entrava neppure con l'omicidio dei Langley. Ma
rimaneva comunque aperta la questione del suo libro e di chi l'avesse scritto.
Se Brett Stockwell era davvero l'autore del romanzo, e se Conrad aveva intenzione di
rubarglielo, a meno di non aver pagato il ragazzo, come avrebbe potuto Conrad pensare di cavarsela
impunemente lasciandolo in vita?
Una volta finito con Drew, Barry interrog Ellen in sala. Io e Drew rimanemmo da soli in
cucina.
E cos gli dissi sorridendo e appoggiandomi al bancone sei un rapinatore di banche, eh?
Non molto abile rispose Drew. La prima rapina e mi sono fatto beccare.
Perch l'hai fatto?
Mi servivano i soldi rispose. Mi guard come se fossi un idiota. Avevo una bambina di cui
occuparmi.
Il giorno prima mi aveva detto di non avere pi figli. Preferii non approfondire. Com' andata
con il detective Duckworth? chiesi invece.
Drew si strinse nelle spalle e lanci un'occhiata all'orologio sulla parete. Era quasi mezzanotte.
Domani lavoriamo lo stesso?
Sorrisi con aria stanca. Che ne diresti se ti passassi a prendere alle nove invece che alle otto?
Per me va bene rispose. Sempre che non mi sbattano dentro.
Avrei voluto dirgli qualcosa di incoraggiante, ma non avevo idea di come fosse andato il
colloquio con Barry.
Avresti potuto dire che l'avevi ucciso tu prosegu. I poliziotti ti avrebbero sicuramente
creduto. Ma per me  diverso, con i miei precedenti. Si accigli. Proprio adesso che cominciavo a
crederti una brava persona.
Avevo fatto una brutta impressione a Drew durante il nostro primo incontro? E perch mai? E
poi quali erano i parametri per essere giudicato una brava persona da Drew? Confessare di aver ucciso
qualcuno anche se non era vero? Non era un prezzo un po' troppo alto anche se aveva salvato la mia
vita e quella di Ellen? Forse no. A dire il vero avrei anche potuto farlo se avessi pensato che la polizia
se la sarebbe bevuta. Tuttavia c'era sempre il complice di Mortie da qualche parte e, per quanto fosse
un delinquente, la sua versione dei fatti avrebbe finito per smentire la mia. Mi era sembrato meglio
attenersi alla verit. Speravo solo che non fosse Drew a pagarne le conseguenze.
Alla fine arriv anche il mio turno con Barry. Finii per ripetere le stesse cose di poco prima ma,
se anche Barry avesse notato delle incongruenze, non lo diede a vedere.
Non lo incriminerete, vero? gli chiesi alla fine. Se Drew non fosse capitato a casa nostra
Ellen e io a quest'ora saremmo morti.
Barry scosse il capo e si limit a rispondere: Come va la mano?.
Avevo alcune escoriazioni nei punti in cui le dita erano state infilate fra gli ingranaggi del
potasiepi, ma non erano vere e proprie ferite. Abbastanza bene risposi.
Hai avuto fortuna.
Gi ribattei- Un culo pazzesco!
Rientrammo insieme in cucina. Ellen e Drew erano fuori sul portico a parlare. Un agente, che
teneva qualcosa premuto contro il fianco, li super ed entr in cucina.
Detective disse, allungando a Barry una busta di plastica per le prove. Dentro c'era una
pistola.
Una Glock 19 riflett Barry. Nove millimetri. I Langley sono stati uccisi con una calibro 9.
Inarcai un sopracciglio, sorpreso.
Dove l'avete trovata? si inform il detective.
Lungo il viale, era nascosta nell'erba. Abbiamo segnato il punto.
Che succede? chiesi.  l'arma che ha ucciso i Langley?
Barry scosse il capo. Non sto dicendo questo. Non ancora, per lo meno. Se fosse cos, sarebbe
davvero sorprendente. Abbiamo setacciato ogni singolo centimetro qui attorno dopo l'omicidio.
Ordin all'agente di nascondere la pistola e chiam Drew.
S? disse Drew.
Hai detto di aver rincorso il secondo aggressore?
S, ma aveva un buon vantaggio e non sono riuscito a prenderlo. Sono forte, ma non corro
molto veloce.
Hai notato niente di strano quando  arrivato all'auto? Ha lasciato cadere qualcosa?
Drew sembr riflettere. Dunque,  salito in auto e stava chiudendo lo sportello, ma l'ha
riaperto un istante. Poi, vedendomi arrivare, l'ha richiuso ed  partito a razzo in retromarcia, schizzando
ghiaia dappertutto.
Fammi vedere esattamente dov'era la macchina disse Barry.
Ci incamminammo tutti lungo il viale; in testa c'erano Barry, Drew e il poliziotto che aveva
trovato la pistola. Io ed Ellen restammo poco pi indietro.
Era buio spieg Drew. Come ora. L'auto era parcheggiata proprio qui, all'imbocco del
vicolo.
Barry annu. L'agente setacciava l'oscurit con la torcia. Drew indic la statale. Ho dovuto
lasciare la mia lass, perch il passaggio era bloccato.
Strizzando gli occhi cercai di vedere il punto indicato da Drew e scorsi una macchina che mi
sembr una vecchia Ford Taurus o forse una Mercury Sable.
Drew si ferm. Mi sembra che fosse proprio qui.
L'auto era parcheggiata con il muso in avanti? si inform Barry.
Esatto.
Perci, quando l'aggressore numero due  salito in auto, si sarebbe dovuto trovare all'incirca
qui.
Gi disse Drew. La torcia dell'agente aveva illuminato una bandierina che immaginai fosse
stata usata per segnare il punto esatto del ritrovamento della pistola.
E quella che cos'? chiese Drew.
Quello  il punto in cui quel figlio di puttana si  liberato della pistola rispose Barry.
28.
La polizia sgombr il campo solo all'una di notte. Era un po' tardi per fare telefonate, ma
quando Ellen sugger di metterci in contatto con Natalie Bondurant per riferirle quanto successo e
capire se i nuovi sviluppi potessero essere d'aiuto a Derek, non ci pensai un attimo. La chiamo io
dissi.
Se anche Natalie fosse seccata per l'ora, non lo lasci trasparire dalla voce. Cercher di
scoprire cosa riescono a recuperare da quell'arma disse. Al pi presto.
Malgrado la brutta esperienza, quella notte dormimmo molto meglio del previsto. Credo
dipendesse dal fatto che, per la prima volta dall'arresto di Derek, cominciavamo a intravedere una
speranza.
Oggi mi occuper solo di questo annunci Ellen mentre facevamo colazione. Vado da
Natalie e vedo se riesco a ottenere un permesso per incontrare Derek.
Provai un certo sollievo nel vedere Drew al solito posto davanti alla casa della madre, quando
svoltai sulla Stonywood. Evidentemente Barry non aveva cambiato idea durante la notte e Drew non
era stato incriminato.
Ciao lo salutai, quando mont sul pickup.
Salve.
Come stai? gli chiesi.
Stanco disse. Quel detective mi ha fermato mentre stavo salendo in auto, e ha ricominciato
con le domande. Un paio di volte.
Tutto bene?
Penso che alla fine si sia convinto che stavo dicendo la verit.
E per il resto? Come ti senti? Che domanda stupida: aveva ucciso un uomo la sera prima. Per
quanto le sue azioni fossero del tutto giustificate, togliere la vita al prossimo non  una cosa che si
dimentica facilmente.
Mi chiedevo se saresti venuto questa mattina disse.
Perch?
Per i miei precedenti. Perch hai scoperto che sono stato dentro.
Dopo quel che hai fatto per me e per Ellen, sarei un vero stronzo a lasciarti a spasso.
Drew annu, fissando un punto oltre il parabrezza. E tu? mi chiese. Tutto bene?
S risposi. Sentivo il bisogno di stabilire un contatto con Drew, di far s che si confidasse con
me. Percepivo un'infinita tristezza che lo seguiva come un'ombra. Non dev'essere facile uscire di
prigione e dover ricominciare tutto da capo.
Drew annu.  come rinascere e venire catapultato in questo mondo senza essere ancora
pronto. Niente lavoro, niente soldi,  difficile cavarsela.
Almeno c' tua madre.
Un altro cenno del capo. S. E ho ritrovato un vecchio amico, Lyle, che mi ha prestato la
macchina. Senza macchina  impossibile vivere. L'ho presa per venire da voi ieri sera.
Hai accennato al fatto che avevi una figlia e che ti servivano dei soldi proseguii.
Gi rispose.
Ma adesso non ce l'hai pi. Hai perso l'affidamento?
No rispose.  morta.
Rimasi senza parole. Che potevo dire?  terribile fu la prima cosa che mi venne in mente.
Non posso neanche immaginare cosa significhi perdere un figlio. Quando  successo?
Non molto tempo fa. Fra qualche settimana avrebbe compiuto diciotto anni. Ci penso in
continuazione. Credo che il pensiero non mi abbandoner mai.
E sua madre?
Drew scosse il capo. Non so dove sia. Da tanto tempo, ormai. Era una svitata. Se n' andata
anni fa.
E quando eri in prigione, chi si  occupato della bambina? Tua madre?
Mi guard. S, mia madre. Ecco perch, ora che sta invecchiando, mi sento in dovere di
aiutarla.
Certo. Lasciai passare qualche istante. Che  successo?
Cosa?
A tua figlia?
Drew spinse la lingua all'interno della guancia. Si  ammalata disse infine. Non ha avuto
l'assistenza necessaria al momento del bisogno.
Dottori sbuffai. Avranno tralasciato qualcosa, come minimo.
Drew si strinse nelle spalle. Non aveva voglia di parlarne. Forse mi ero spinto troppo in l, forse
era troppo doloroso per lui ricordare quella storia. Scusami mormorai e lasciai cadere l'argomento.
La prima tappa prevista era la casa di Walter Burgess, l'ex professore di inglese di Brett
Stockwell, ora in pensione. Era la prima volta che tornavo l da quando mi aveva assunto per
occuparmi del giardino.
Burgess usc a salutarci, mentre il suo compagno, Trey Watson, rimase a osservarci da dietro la
porta a zanzariera.
Salve disse. C' qualcosa che volete sapere prima di cominciare?
In effetti no risposi. Ha delle richieste particolari?
State solo attenti a quelle piantine di pomodoro sul retro. A Trey verrebbe un colpo se
succedesse qualcosa a quelle piante.
Non si preoccupi.
Burgess si schiar la voce, come a farsi coraggio. Ne sono successe di cose alla sua famiglia
dall'ultima volta che ci siamo visti.
Gi. Ovviamente l'arresto di Derek era noto a tutti. La storia dell'aggressione della sera
prima, invece, non doveva essere ancora trapelata.
Mi spiace per tutti i guai che sta passando prosegu Burgess. L'altro giorno, quando  venuto
a chiedermi di Brett, mi ha parlato di un romanzo nella memoria del suo vecchio computer.
Esatto.
 riuscito a capirci qualcosa?
A dire il vero, no.
C'era solo quello sul computer?
Non lo so di preciso risposi. Perch me lo chiede?
Burgess scosse il capo, come per dire che era solo una sciocchezza. Trey era curioso, tutto qua.
Cos ho pensato di chiederglielo. Ma non  niente.
All'improvviso mi si accese una lampadina... un particolare a cui Derek aveva accennato,
parlando del computer scomparso dalla camera di Adam. Aveva detto che oltre al romanzo c'erano
delle lettere, scritte a un insegnante delle superiori.
Lettere dissi.
Mi scusi? fece Burgess.
C'erano delle lettere sul computer. Scritte a un insegnante. Ora che ci penso, mio figlio me ne
aveva accennato.
Burgess inspir a fondo. Erano indirizzate a me? Che cosa dicevano?
Non lo so. Pensa che fossero indirizzate a lei?
Si pass la lingua sulle labbra, sembrava nervoso.  possibile. Me ne aveva scritte diverse
all'epoca. Erano... Brett si era infatuato di me all'epoca, se vuol sapere la verit. Scosse il capo di
nuovo, come per liquidare l'intera faccenda. Sono sicuro che non ha importanza. Trey si preoccupa
sempre troppo. E poi ormai a cosa serve? Non  che possa pi perdere il lavoro. Si lecc nuovamente
le labbra. Se dovesse trovare quelle lettere, le dispiacerebbe farmelo sapere?
Terr gli occhi aperti risposi.
Burgess mi ringrazi e rientr in casa. Tornai da Drew, gli comunicai la faccenda delle piante di
pomodoro e ci mettemmo al lavoro. Salii sul trattore e tagliai prima il prato sul davanti, poi quello sul
retro, mentre Drew si occupava dei punti pi inaccessibili con il tosaerba.
Una volta finito, rimettemmo a posto gli attrezzi. Pensavo che Walter Burgess sarebbe uscito di
nuovo, anche solo per dire se era soddisfatto del lavoro, ma la porta d'ingresso rimase chiusa. Io e Drew
montammo sul pickup.
Che hanno quei due? mi domand Drew, mentre ci immettevamo sulla strada principale.
In che senso?
Insomma, ho capito subito che sono una coppia di checche e non ho nessun problema al
riguardo.
Certo.
Ma si stavano scannando poco fa, l dentro.
Continua.
Avevo spento il potasiepi per qualche secondo per togliere i residui d'erba. Tu eri sul retro con
il trattore, credo, quindi il frastuono non era particolarmente forte. Cos ho sentito quei due che se ne
dicevano di tutti i colori dentro casa.
Davvero? esclamai alzando un po' il condizionatore d'aria. E cosa si dicevano?
All'inizio, le solite stronzate. Uno, non quello che  uscito a salutarci, ha chiesto all'altro se ci
avesse avvertiti di fare attenzione con le piante di pomodori, poi hanno cambiato argomento. A un certo
punto quello fissato con i pomodori ha urlato: "Forse saresti pi felice con uno dei tuoi ragazzini". E
anche: "Non si  mai abbastanza prudenti, certe cose ti si ritorcono contro come un boomerang, quando
meno te l'aspetti".
Ha detto cos?
Gi.
E Walter... quello che  uscito a salutarci... che cosa ha risposto?
All'inizio che stava esagerando, ma a un certo punto si  stufato e gli ha detto di andare a farsi
fottere.
Armeggiai ancora qualche istante con l'aria condizionata. A quanto pare siamo un po' tutti
nella merda ultimamente osservai.
Ma non mi dire borbott Drew.
Stavamo per fermarci alla seconda casa, quando mi squill il cellulare. Non aspettavo nessuna
novit da Ellen era ancora troppo presto, per, chiss. Risposi senza neanche guardare il display.
Pronto?
Cos'altro  successo fra te e Lance? chiese una voce maschile. Ci misi un secondo a
riconoscere il sindaco all'altro capo del telefono.
Ma di che cosa stai parlando, Randy? esclamai.
Sentite, vuoi due  meglio che vi diate una calmata sbrait.  tornato al lavoro ieri, dopo che
gli avevano messo i punti in faccia. Ha detto che stava bene e che poteva guidare. Poi la sera doveva
accompagnarmi a una fottutissima raccolta fondi all'ospedale e non si  fatto vivo. E neanche
stamattina.
E perch chiami me, Randy? Vuoi che ti venga a prendere e ti faccia da autista? Va bene, ma ti
devi sedere dietro, sul trattore.
Sei sempre uno stronzo buffone. Volevo solo chiederti se sapevi dove fosse Lance. L'ho
chiamato a casa, sul cellulare, ho telefonato a un paio di persone che lo conoscono. Nessuno l'ha visto.
E io che c'entro?
Volevo sapere se avevate avuto un altro dei vostri piccoli scontri. Se l'hai steso con un pugno,
almeno dimmelo e non sto qui ad aspettarlo.
Non l'ho steso con un pugno, Randy.
Allora non l'hai visto dopo la visita di cortesia di ieri?
Gi risposi. A meno che non fosse il complice di Mortie, la sera prima. Ma non ne ero certo
allora, e non lo pensavo pi adesso. E poi i tasselli non combaciavano, giusto? E se il tizio con i capelli
neri fosse stato Lance, non ne avrebbe approfittato per prendermi a calci? Ero legato a una sedia, non
potevo reagire. Lance non avrebbe potuto resistere a un'occasione del genere, e lo stesso sarebbe valso
per me, se i ruoli si fossero invertiti.
Non  da Lance osserv il sindaco Finley. Voglio dire,  uno stronzo, ma di solito 
puntuale e affidabile.
Vorrei poterti aiutare, Randy dissi. Ma devo lavorare.
Dove sei?
Cosa?
In questo momento, con il pickup... dove sei?
Sono a nord. Sulla Bethune.
Merda, non  distante dalla casa di Lance. Fa' un salto da lui, vedi se  in casa.
Randy, mi stai prendendo in giro?
Sai dove abita, giusto?
S, lo sapevo. Quando lavoravamo per Finley, a volte passavo a prenderlo o lo riaccompagnavo
a casa con la Grand Marquis del sindaco.
Scordatelo, Randy. Trovati un altro fattorino.
Stammi bene a sentire, Cutter. Sei venuto in Comune ieri e hai aggredito un impiegato
pubblico. E a quanto ne so, nessuno ha chiamato la polizia. N io n Lance. Perci mi devi un favore.
Se quel coglione  morto per qualche effetto ritardato della commozione cerebrale che gli hai causato,
allora...
D'accordo sbottai. Far un salto da lui. Ma se Lance  in casa e mi fa saltare il cervello mi
incazzo davvero con te.
Grazie. Chiamami appena puoi tagli corto il sindaco, e riattacc. Pi di due anni da che
avevo lasciato l'impiego alle sue dipendenze e neanche quando gli facevo da autista avevamo parlato
cos tanto come nell'ultima settimana.
Che facciamo? chiese Drew.
Facciamo una sosta lungo la strada risposi.
Svoltai a destra sulla Raven, risalii la Mountainside e girai a sinistra. Lance viveva al piano
rialzato di una costruzione a due piani, in un appartamento cui si accedeva solo da una scala esterna.
Parcheggiai pickup e rimorchio lungo il marciapiede e notai la Mustang di Lance nel vicolo che
costeggiava la casa.
Ehi dissi a Drew. Non  che per caso  quella l'auto con cui  scappato il secondo aggressore
ieri sera?
Drew mi guard sorpreso. No rispose. Era diversa. L'ho detto alla polizia. Era una berlina,
tipo una Buick, a quattro porte.
Me n'ero dimenticato. Giusto mormorai. Torno subito. Salii le scale che portavano
all'appartamento di Lance e bussai.
Cercai di sbirciare all'interno dalla vetrata, ma le tende mi bloccavano la visuale. Bussai di
nuovo poi notai il campanello e suonai. Nessuna risposta.
Ridiscesi le scale, recuperai il cellulare e telefonai a Randy. La macchina  qui, ma a casa non
risponde nessuno gli comunicai.
Hai provato a entrare? mi chiese.
No, non ho provato a entrare. Non ho intenzione di fare irruzione in casa sua. Lance non
aspetta altro: io che butto gi la porta del suo appartamento. Probabilmente  l dentro che mi aspetta
con un fucile in mano.
Cristo, Cutter, che razza di mente contorta.
Randy, hai idea di cosa siano state le ultime ventiquattro ore per me?
No. Perch? Che  successo?
Scossi il capo. Te ne parler un'altra volta. Quando perderai le elezioni al Congresso, ne avrai
di tempo a disposizione. Allora...
Mi scusi. Voltandomi vidi un cinese di bassa statura, che indossava una camicia a fiori.
S? risposi.
Lei  appena stato di sopra? mi chiese, indicando l'appartamento di Lance.
S... cio, no. Ho bussato, ma non c' nessuno in casa.
C' una perdita da quell'appartamento ribatt il piccoletto. Io vivo al piano di sotto.
Rimani in linea dissi a Finley. Poi mi rivolsi all'uomo. Mi faccia vedere.
Mi fece entrare nel suo appartamento e indic il soffitto. Si vedeva una macchia scura di forma
circolare, pi o meno di dieci centimetri di diametro.
Ieri non c'era mi assicur l'uomo.
Ha una sedia o uno sgabello per salire? gli chiesi.
L'uomo mi port uno sgabello dalla cucina e lo posizion sotto la macchia. Di qualunque cosa
si tratti mi avvert dovr pensarci il padrone di casa a farla sistemare. L'ho chiamato e gli ho lasciato
un messaggio, prima che arrivasse lei. Non voglio una macchia del genere sul mio soffitto. Fa schifo.
Ha sentito qualcosa di strano al piano di sopra? domandai, montando sullo sgabello.
Ero fuori ieri sera disse sorridendo. Lezione di ballo. A furia di guardare quei programmi
televisivi, ho deciso di imparare a ballare.
Buon per lei commentai. Allungando una mano, toccai la macchia con la punta dell'indice.
Poi esaminai il dito da vicino, fregandolo con il pollice per sondare la consistenza del liquido.
Che cos'? chiese l'uomo. Olio?
No risposi. Non  olio. Avvicinai nuovamente il cellulare all'orecchio. Sei ancora l,
Randy?
S, che cazzo. Ti eri dimenticato di me?
Randy, chiama la polizia. Sar meglio che mandino degli agenti. E gi che ci sei, tanto vale
che cominci a cercarti un altro autista.
29.
L'innaffiatoio non c'entrava niente.
Un colpo di pistola disse Barry. Gli ha trapassato il cuore, a quanto pare.
Che mi venga un colpo esclam il sindaco.
Randall Finley e Barry Duckworth fissavano Lance, che giaceva a faccia in gi sul pavimento,
con addosso solo un paio di boxer e una maglietta bianca. Avevo controllato attentamente le braccia.
Niente tatuaggi. Il sangue aveva formato una pozza sotto di lui, penetrando fra le assi di legno del
pavimento e infiltrandosi fino all'appartamento di sotto.
Mi ero fermato accanto alla porta d'ingresso. Erano passate poche ore da che avevo visto un
cadavere a distanza ravvicinata, ormai il corpo di Lance non era pi una novit.
Barry diede istruzioni agli agenti sulla scena di cominciare a bussare alle porte dei vicini.
L'uomo al piano di sotto non aveva sentito niente, ma magari con qualcun altro avrebbero avuto
maggior fortuna.
Se qualcuno ha sentito uno sparo perch non ha chiamato la polizia? obiettai.
Barry mi lanci un'occhiata stanca. Nessuno chiama la polizia se sente uno sparo. Pensano:
"Ehi, cos' stato?". Rimangono un istante in attesa dello sparo successivo e, se non lo sentono, dicono:
"Sar stata un'auto", e si rimettono a guardare la tv.
Gi, sembrava proprio il mondo che conoscevo.
Qualche idea su un possibile colpevole? mi domand Barry.
No risposi. Ma non ci metterai molto a scoprire che noi due non andavamo d'accordo.
Abbiamo avuto un paio di incontri ravvicinati questa settimana. L'ultimo proprio in Comune.
Ma davvero?
Gi.
Dovunque mi giri non faccio altro che trovarti sulla mia strada. Non ti sembra strano?
Un po'.
Rimani nei paraggi, okay?
Certo. Torno solo gi al pickup.
Avevo gi avvertito Drew che saremmo stati bloccati l per un po' subito dopo aver appurato
che il liquido che filtrava dal soffitto del tizio cinese era sangue. Quando tornai da lui, lo trovai
appoggiato al furgone.
Che succede? si inform.
Gli riferii le novit.
Comincio a credere che porti sfortuna starti accanto osserv. Non c'era il minimo accenno di
ironia nella voce.
Il sindaco si avvicin, senza neanche degnare Drew di un cenno del capo. Un vero mago delle
relazioni pubbliche.
Posso parlarti un istante? disse.
Ci allontanammo di qualche metro sul marciapiede. - Ma  pazzesco mormor.
Gi, chi avrebbe mai detto che Lance potesse non risultare simpatico?
Oh, merda, Cutter ribatt Randy. Se bastasse essere stronzi per farsi ammazzare, tu e io
saremmo morti da secoli.
Concordavo solo in parte.
Barry mi ha riferito dell'aggressione di ieri sera a casa tua prosegu il sindaco. Ellen sta
bene? La sua preoccupazione sembrava quasi genuina.
S.
Pensi che quei due volessero ammazzarti?
Probabile risposi.
E tuo figlio  pure in prigione osserv Randy. Piove sempre sul bagnato, eh?
Di che cosa volevi parlarmi, Randy?
Mi serve un autista.
Hai gi un sostituto per quando Lance era assente.
Voglio che torni a lavorare per me afferm Randall Finley.
Non ti capisco. Sai bene che non ti rispetto. Ti ho persino dato un pugno sul naso.
Me lo sono meritato ribatt Randy. Stavo attraversando un brutto momento.
La vita di Randall Finley era una sequela infinita di brutti momenti.
Ma  proprio questo che mi piace di te prosegu. Sei una persona concreta e non ti fai
mettere i piedi in testa da nessuno. Mi serve ben altro che un dannato autista. Tu riesci sempre a
tenermi in riga. Se fossi stato con me la settimana scorsa, quando mi sono reso ridicolo alla Casa per
ragazze madri, avresti trovato il modo di riportarmi in auto, prima che combinassi troppi guai. Lance...
ecco, non era bravo in questo genere di cose. Era un leccaculo e faceva sempre quel che gli chiedevo.
Ma non sapeva tenermi a freno.
Neanche io ci sono sempre riuscito gli ricordai.
Quella scenata in albergo, con quella ragazzina...  stata davvero sgradevole, Randy. Era poco
pi di una bambina.
Ecco un esempio perfetto. Era stato Lance a combinare l'incontro. Credo che ci andasse a letto
anche lui. Tu non lo avresti mai fatto, tanto per cominciare. Sei uno che ha... come si dice, dei princpi
morali. Lance giocava con le mie debolezze; tu riuscivi a tenerle sotto controllo.
Ti serve una babysitter, non un autista dissi.
Randy sogghign. Se vuoi vederla cos.
Spero che quella ragazza se la sia cavata mormorai.
Quale ragazza?
Sospirai. Quella a cui hai dato un calcio in faccia quando ti ha morso il pisello.
Senti, Cutter ribatt Finley con un cenno noncurante della mano per liquidare l'argomento.
Quella sera ho capito di avere sbagliato. Ho smesso di andare con le prostitute. Capisci di cosa sto
parlando? Mi hai dato una bella lezione. Voglio dire, ero incazzato a morte con te, per il naso e tutto il
resto, ma sei riuscito ad aprirmi gli occhi. E te ne sono grato.
Non potei fare a meno di scoppiare a ridere. Di sicuro hai scelto il lavoro giusto, Randy. Sei il
pi grande leccaculo che conosca.
Randy sogghign. Mi piaci, Cutter, anche se la cosa non  reciproca. Ti pagher il doppio di
prima. Il consiglio non lo approver mai, ma trover i soldi da qualche altra parte. Di sicuro  molto pi
di quanto guadagni spingendo un fottutissimo tosaerba.
Quest'ultima osservazione mi diede da riflettere. Non sapevo quanto sarebbero durate le
traversie legali di Derek. E anche nella migliore delle ipotesi, Natalie Bondurant ci sarebbe costata un
occhio della testa. L'attivit di manutenzione giardini non era male, ma non poteva reggere il paragone
con il mio vecchio salario, per giunta raddoppiato.
Ti far sapere gli dissi.
Randy mi rivolse un sorriso a trentadue denti, e mi diede un pugno scherzoso sulla spalla. Ci
sentiamo.
S, certo. Hai bisogno di tempo per elaborare il lutto.
Un altro pugno sulla spalla. Sei tremendo, ecco cosa sei.
Mio malgrado, non riuscivo a togliermi dalla testa Lance e perch fosse stato ucciso. Non
riuscivo a trovare alcun collegamento con la morte dei Langley e la sparizione del computer.
Quando Barry scese per parlarmi mi stava scoppiando un brutto mal di testa. Mi allontanai di
nuovo da Drew per parlare in privato con il detective.
Che ci fai ancora insieme a quel tipo? mi chiese Barry, indicando con un cenno della testa il
mio nuovo dipendente.
Si  trovato nel posto giusto al momento giusto, pi di una volta replicai. Non pensi mai che
ci sia una ragione precisa per tutto? Un tempo la pensavo diversamente, ma ora non ne sono pi tanto
sicuro. Ho avuto un incidente con il trattore davanti alla casa di sua madre e mi ha aiutato, ho scoperto
che cercava lavoro e ho deciso di dargli una mano.
Ha rapinato una banca mi fece notare Barry.
S, lo so. Non ho intenzione di fargli compilare la mia dichiarazione dei redditi o di mandarlo a
depositare dei contanti in banca.
Come vuoi disse Barry, stringendosi nelle spalle. Poi si schiar la gola, segnale che stava per
cambiare marcia. Dimmi un po' di questi scontri che hai avuto con Lance mi disse.
L'altro giorno, il sindaco mi ha portato a fare un giretto e Lance non ha fatto altro che
provocarmi, cos casualmente il mio gomito si  fatto strada verso le sue costole. Un paio di giorni
dopo Lance ha trovato il modo di pareggiare i conti. Si  nascosto dietro il trattore mentre stavo
lavorando a casa di un cliente e mi ha preso a pugni, lasciandomi piegato in due sull'asfalto. Cos ho
pensato di restituirgli il favore mentre leggeva la pagina dello sport.
Insomma, non siete mai andati d'accordo.
Gi.
Una vicina sostiene di aver sentito qualcosa ieri, sul tardo pomeriggio, poco prima delle sei.
Stava per guardare il notiziario e ha sentito uno sparo, ma siccome  stato l'unico, si  tranquillizzata.
Proprio come avevi previsto osservai.
Immagino che tu possa rendere conto dei tuoi spostamenti a quell'ora prosegu Barry.
Ho un testimone oculare che pu confermare che mi trovavo a casa mia, a quell'ora.
Non il tizio morto nella rimessa, spero.
No, lui  arrivato pi tardi. Uno dei tuoi agenti. Quello di guardia davanti alla casa dei
Langley. Stava andandosene proprio a quell'ora e abbiamo scambiato due parole.
Be', ecco fatto disse Barry, annuendo. Pensai che avesse finito, invece prosegu: La signora
che guardava il notiziario... si  spinta un po' oltre quel che normalmente fa la gente. Si  alzata e ha
aperto la porta, tanto per dare una sbirciatina.
Ma non sentendo un secondo sparo,  tornata davanti alla tv.
S, pi o meno. Per le  sembrato di sentire la voce di un uomo. E le  parso che dicesse
qualcosa.
Rimasi in attesa.
Ha sentito urlare: "Vergogna!".
Lasciai che la parola rimanesse sospesa qualche istante. All'improvviso ricordai quanto ci aveva
detto Natalie Bondurant dopo aver parlato con mio figlio.
Derek mormorai.  quel che ha sentito Derek a casa dei Langley.
Lo so disse Barry.
Mi passai una mano fra i capelli. Barry, succede tutto troppo in fretta... non ci capisco pi
niente.
Allora siamo in due. Barry mi comunic che ero libero di andarmene e fece per allontanarsi,
ma d'un tratto si ferm e si volt a guardarmi. Potrebbero esserci buone notizie per tuo figlio, oggi.
Aprii la bocca per chiedere chiarimenti, ma Barry mi precedette, sollevando una mano. Non
posso dirti altro.
Allora lascia che ti chieda un'altra cosa replicai, diminuendo la distanza fra di noi. Ci sar
da qualche parte un rapporto sul "volo" che ha fatto Brett Stockwell dal dirupo di Promise Falls,
giusto?
Quello di dieci anni fa?
S.
Penso di s.
Vorrei darci un'occhiata.
Barry studi la mia espressione per un paio di secondi. Vedr che posso fare.
30.
Prima di pranzo riuscimmo a finire un altro giardino. Drew si era buttato a capofitto nel lavoro.
"Se avesse dedicato lo stesso impegno a rapinare banche" pensai "ora avrebbe messo da parte una
valanga di soldi. " Stavo per chiamare Ellen per dirle di Lance, ma decisi che era meglio non
disturbarla: era con Natalie Bondurant a cercare di tirar fuori nostro figlio di prigione.
Per pranzo, tornammo un'altra volta al fiume, poco sotto le cascate; ci sedemmo persino allo
stesso tavolo.
Cos quello era il sindaco? si inform Drew, bevendo un sorso d'acqua. Finley, giusto?
Gi.
E lavoravi per lui?
S. Non  un periodo della mia vita di cui vado particolarmente fiero, ma a volte bisogna
scendere a compromessi. Il fatto ... Le parole mi rimasero conficcate in gola. Randy vuole che torni
a lavorare per lui, ora che il suo autista  morto. E quei soldi mi potrebbero far comodo.
Quindi... Drew mi fiss. Neanche il secondo giorno di lavoro e gi rischiava di rimanere
disoccupato. E dopo aver salvato la vita del suo capo e della moglie.
Senti, non  che abbia ancora deciso lo rassicurai.
Drew addent il panino. Non c' problema mormor. La decisione  tua.
Ellen non creder alle sue orecchie. Ma se torno a lavorare per il sindaco, sar solo
un'occupazione temporanea, questo  certo. Fino a che non trova un sostituto di Lance.
Lance era il suo autista?
S. Lavorava per il sindaco da un po', facendo quello che facevo io prima che mi licenziassi.
Perch te ne sei andato?
Feci un profondo respiro. Un sacco di motivi. Ma tutti i nodi sono venuti al pettine una sera.
La situazione mi  sfuggita di mano.
In che senso?
Diciamo che il sindaco non considera il matrimonio propriamente un'istituzione sacra. So bene
che se vuole mettere le corna alla moglie non sono affari miei. Non  che mi deve piacere la cosa, e non
mi sento neanche il difensore della morale collettiva. Ma cazzo, quando te la fai con una ragazzina...
Drew rizz subito le orecchie. Con una ragazzina?
Sai... una di strada. Ho controllato la sua carta d'identit: era minorenne. E anche ammettendo
che Finley non lo sapesse, avrebbe dovuto capirlo, non c'erano scuse. Non dovrei neanche parlartene
mormorai. Avevo promesso di non divulgare indiscrezioni sul mio ex datore di lavoro. Ormai 
andata. Magari chiss, davvero non  pi lo stronzo di un tempo.
Cos ti sei licenziato? mi chiese Drew.
Be', diciamo che ho dovuto farlo dopo avergli dato un pugno sul naso.
Ma questa ragazzina... si stava prostituendo?
L'ho lasciata dicendole di chiamarmi se avesse avuto bisogno, ma non l'ha mai fatto.
Ma sapevi chi era? chiese Drew. Hai visto il nome sui documenti?
S.
Non hai mai cercato di rintracciarla per darle una mano?
No, non l'ho fatto.
Sentii il suo sguardo su di me.
Ricordo ancora il suo nome mormorai. Sherry. Sherry Underwood.
E hai intenzione di lavorare ancora per un uomo del genere? chiese Drew.
Le persone cambiano dissi, anche se, nel profondo del cuore, non credevo che Randall Finley
fosse poi cos diverso. Forse era solo diventato pi accorto. Tu sei cambiato, no? Hai cercato di
rapinare una banca. Lo rifaresti oggi?
Drew riflett sulla risposta. Forse.
La verit era che se fossi tornato a lavorare per Randy, l'avrei fatto solo per mio figlio. Per
pagare l'avvocato di Derek. Avrei fatto da autista a Satana in persona, se questo significava aiutare il
mio ragazzo.
Avevamo quasi finito per quel giorno. Eravamo sudati, accaldati e sporchi d'erba. Mi squill il
cellulare.
Qualcosa si sta muovendo esclam Ellen. Mi ha appena chiamata Natalie e mi ha detto di
andare al pi presto in tribunale. Vieni subito!
Accompagnai Drew a casa di sua madre e ripartii a razzo verso il centro. Drew aveva parlato
poco per il resto del pomeriggio, anche nei momenti in cui non eravamo occupati con gli attrezzi. Una
volta in centro, dovetti fare travolte il giro dell'isolato per trovare un parcheggio abbastanza grande da
contenere pickup e rimorchio.
Ero conciato da far schifo, ma dal tono di Ellen avevo intuito che non era il caso di andare a
casa a fare una doccia. Trovai mia moglie e Natalie Bondurant di fronte all'entrata principale del
tribunale. Ellen mi lanci un'occhiata e sorrise. Hai un ramoscello nel colletto disse, allungando una
mano per toglierlo.
Era bello vederla sorridere.
Lasceranno cadere le incriminazioni annunci Natalie. Fra poco Derek sar libero.
Oh, mio Dio! esclamai e abbracciai Ellen. Ci tenemmo stretti, mentre Natalie proseguiva. Il
caso faceva comunque acqua da tutte le parti. Forse sarebbero anche riusciti ad arrivare al processo, ma
sapevano di non poter vincere. La prova decisiva  stata la pistola.
La pistola? ripetei.
Quella ritrovata a casa vostra ieri sera. Gli esami balistici hanno stabilito che si tratta della
stessa arma usata per uccidere i Langley.
Cristo esclamai, sciogliendomi dall'abbraccio con Ellen. Perci sono stati Mortie e il suo
complice a uccidere Albert, Donna e Adam?
Be', questo  ancora da dimostrare obiett Natalie. Ma l'arma  la stessa. Difficile
incriminare vostro figlio che si trovava dietro le sbarre nel momento in cui l'arma usata per uccidere i
Langley rispunta fra le mani di due delinquenti. Certo, tutto  possibile, ma la polizia avrebbe mille
tasselli da ricomporre e non ci sono indizi da cui procedere.
Ellen mi strinse il braccio.
Significa anche che i vostri aggressori sono collegati agli altri due delitti avvenuti qualche
tempo fa a Promise Falls prosegu Natalie. Certo che si sono dati da fare.
E a quello di Lance aggiunsi.
Lance? ripet Ellen.
Lance  morto. L'hanno trovato nel suo appartamento stamattina. Un colpo di pistola al
cuore.
Oh, Dio, non lo sapevo mormor Ellen, bianca in viso.
Una vicina ha sentito qualcuno urlare: "Vergogna", subito dopo lo sparo. Proprio come Derek
quando era nascosto nel seminterrato dei Langley. Una volta estratto il proiettile dal corpo di Lance
scommetto verr fuori che  stato ucciso dalla stessa arma.
Ma perch? chiese Ellen. Qual  il collegamento?
Non lo so replicai. E non me ne importa neanche.
Uno di loro  ancora in giro mi fece notare Ellen. Quello con i capelli scuri.
Natalie annu. E quando la polizia lo prender, forse avremo la risposta alle nostre domande.
E Derek? chiesi. Quando potremo vederlo?
Lo stanno portando su proprio adesso rispose Natalie.
E in quel momento, quasi evocato dalle nostre parole, comparve Derek, scortato da un
funzionario del tribunale. Indossava gli stessi abiti che portava l'ultima volta che l'avevo visto. Appena
ci vide si mise a correre. Ellen mi super e lo strinse per prima fra le braccia. Appena li raggiunsi, li
abbracciai entrambi. Rimanemmo stretti per molto, molto tempo, piangendo.
Proponemmo a Derek di andare da Preston's a mangiare la migliore bistecca di Promise Falls,
ma lui ci disse che voleva solo andare a casa. Non potevo che essere d'accordo: avevo davvero bisogno
di una doccia. Anche Derek aveva avuto la stessa idea, e rimase talmente a lungo in bagno che, quando
tocc a me, trovai solo acqua fredda.
Non protestai. Forse non sarebbe bastata tutta l'acqua calda del mondo a lavargli via il ricordo
della prigione.
Ordinammo due pizze giganti e passammo la serata in cucina, parlando, ridendo e piangendo.
Non ricordo un altro momento in cui ci fossimo sentiti tanto uniti. Era come se fossimo rinati, come se
ci fosse stata restituita la vita stessa. Eravamo di nuovo tutti insieme.
D'ora in poi le cose andranno diversamente dissi a Derek.
Lo so rispose. Devo smetterla di combinare casini.
No, non intendevo quello. Voglio dire che dobbiamo essere sinceri l'uno con l'altro.
Okay acconsent mio figlio. D'accordo.
Se ti trovi nei guai proseguii devi rivolgerti subito a me o a tua madre. Immediatamente.
Basta con i segreti. Lanciai un'occhiata a Ellen. Giusto?
Ellen batt le palpebre. S, giusto. Basta con i segreti.
Un agente si present alla porta: era stato incaricato dal detective Duckworth di effettuare un
giro di perlustrazione attorno a casa nostra ogni mezz'ora. Il complice di Mortie era ancora in libert,
dopo tutto, e poteva decidere di ritornare.
Gli chiesi se volesse una fetta di pizza.
Ci sono le acciughe? si inform il poliziotto.
No.
Allora d'accordo.
Tornai al tavolo di cucina. Randy mi ha chiesto di lavorare di nuovo per lui annunciai alla
mia famiglia,-mentre sbocconcellavo un pezzo di crosta.
Che cosa? esclam Ellen. Randy?
Gi risposi con una smorfia. Si  liberato un posto.
Pensavo che lo odiassi disse Derek.
Diciamo che non sono il presidente del suo fan club. Ma qualche soldo in pi ci farebbe
comodo. Almeno per un po'. Appena avremo finito di pagare le spese legali, gli dir di trovarsi qualcun
altro. Sar per un mese o due, solo quanto basta.
E il nostro lavoro? chiese Derek. Vuoi chiudere bottega? E io? Devo trovarmi qualcos'altro
per il resto dell'estate?
Veramente, avrei un'idea dissi. Prendi tu in mano l'attivit. Ormai sai tutto. Conosci i
clienti... Ah, a proposito, ne abbiamo uno nuovo. Ma non dobbiamo pi occuparci dei Putnam. Ci
hanno scaricato.
Perch? chiese Derek.
Lascia perdere. Quindi, come dicevo, sai il fatto tuo e...
Non posso fare tutto da solo. E troppo faticoso.
Lo so. Ti aiuter Drew. In due ce la farete.
Drew? ripet Derek. Quello che ha ucciso il tizio nella rimessa?
Gli avevamo raccontato quel che era successo e di come l'aggressione avesse portato alla caduta
delle incriminazioni contro di lui.
S, quel Drew risposi, con un improvviso ripensamento. Forse non era poi questa grande idea.
Derek poteva avere delle riserve a lavorare con un tizio capace di uccidere, anche se aveva salvato la
vita ai suoi genitori. - Invece Derek esclam: Figo! Perch no?.
Telefonai a Randy. L'accordo  questo esordii. Lavorer per te qualche settimana, finch
non avr finito di pagare Natalie. Ti sto gi dando il preavviso di licenziamento, cos avrai tutto il
tempo di trovare qualcun altro.
Lo sapevo che avresti accettato rispose Randy. E sai perch?
Perch, Randy? mi sentii in dovere di chiedere.
Perch quando mi stai accanto, sei costantemente messo di fronte all'evidenza di essere una
persona migliore di me.
Quel figlio di puttana! Di solito non sapeva neanche dove stesse di casa la verit, eppure
stavolta ci era andato abbastanza vicino.
Derek riusc a sentire Penny al telefono, poi per i suoi genitori la obbligarono a tagliar corto.
Decisi di concedere loro il beneficio del dubbio. Del resto, anche se non era un assassino, mio figlio era
pur sempre il ragazzo che aveva escogitato un piano per pomiciare indisturbato una settimana intera
con la loro bambina.
Verso le dieci mangiammo un gelato, poi Derek annunci che andava a letto. Aveva dormito
poco o niente dal giorno dell'arresto. Non ci aveva raccontato molto del suo soggiorno nelle carceri di
Promise Falls. Chiaramente non erano giorni che amava ricordare al momento. Magari pi in l.
Quando spegnemmo la luce quella sera ci sembr di riuscire a intravedere finalmente una luce
in fondo al proverbiale tunnel.
Buffo come ci si possa sbagliare su certe cose.
31.
Teoricamente il responsabile sei tu spiegai a Derek il luned mattina prima che uscissimo per
andare a prendere Drew. Avevamo passato la domenica a riprendere fiato, facendo solo il minimo
indispensabile. L'attrezzatura e il furgone sono di tuo padre, e sei il figlio del capo. Ma non metterti a
dare ordini a Drew. Sei ancora un ragazzo, anche se diventi pi in gamba ogni giorno che passa, e
metterti a dare ordini a un uomo pi grande di te,  imbarazzante. Capisci cosa voglio dire?
S rispose Derek. Non devo fare lo stronzo.
Bravo esclamai. Allora io e la mamma prendiamo la macchina e tu ci segui con il pickup,
poi una volta arrivati da Drew e fatte le presentazioni, tua madre mi accompagna in Comune.
Non riesco ancora a credere che lavorerai per Finley osserv Derek. Voglio dire, non ti sto
mica giudicando,  solo che sono sorpreso.
Anch'io replicai. Ma a volte bisogna fare ci che  necessario.
Potrei ripagarti io mormor Derek. Lavorer gratis, cos risparmierai un po'.  tutta colpa
mia. Mi sono intrufolato in quella casa e mi sono ficcato nei guai. Tu e la mamma non dovete sempre
andarci di mezzo per la mia stupidit.
Dai, sali risposi.
Io ed Ellen prendemmo la Mazda. Ellen si mise alla guida, e le diedi indicazioni per arrivare da
Drew; ci stava aspettando al solito posto, sul marciapiede. Ellen si ferm, io scesi e aspettai che Derek
ci raggiungesse.
Mio figlio lo presentai. Derek, lui  Drew.
I due si strinsero la mano.
Ti avrei chiamato per spiegarti, ma mi sono accorto di non avere il numero dissi.
E io non ho il cellulare disse Drew. Non ho soldi per comprarlo al momento. Poi,
rivolgendosi a Derek: Cos sei uscito. Congratulazioni.
Ho deciso di accettare il lavoro per il sindaco proseguii, senza riuscire a pronunciare il nome
di Randy dopo i commenti di Drew del giorno prima. Derek prender il mio posto. Sa il fatto suo,
conosce i clienti e tutto il resto.
D'accordo rispose Drew.
Bene, adesso devo andare. Ci risentiamo a fine giornata. Strinsi Derek in un abbraccio, che
mio figlio sembr accettare senza il solito imbarazzo, dopo di che mi avviai alla macchina. Intanto
anche Ellen era scesa e, dopo aver abbracciato Derek, si rimise al volante.
Un attimo prima di allontanarci sentii Derek esclamare: Allora, mio padre dice che hai
rapinato una banca!.
Forse qualche altro consiglio non avrebbe guastato.
Quel giorno ero vestito in modo un po' diverso dal solito per andare al lavoro. Scarpe e
pantaloni neri, camicia bianca e giacca sportiva grigia. Avevo una cravatta arrotolata in tasca per le
emergenze ma, vista l'afa, speravo di cavarmela senza.
Mi ero dimenticato quanti tempi morti implicasse quel lavoro e passai gran parte della mattinata
in attesa.
Scambiai due chiacchiere con alcuni impiegati dell'ufficio: si dimostrarono tutti molto sollevati
per come si erano concluse le nostre vicissitudini.
Poco dopo l'ora di pranzo, Randy mi comunic che rimanevano solo un paio di appuntamenti
per il pomeriggio. Aveva cercato di mantenere una tabella di marcia leggera, in vista della conferenza
stampa del giorno dopo, quando avrebbe dato l'annuncio ufficiale della sua candidatura al Congresso.
La prima tappa fu l'inaugurazione di una concessionaria d'auto: il sindaco tagli il nastro e
mangi un po' di torta, strinse mani e si fece scattare qualche foto mentre chiudeva una portiera. Rimasi
ad attenderlo accanto alla Grand Marquis, preferendo restare il pi lontano possibile dalle telecamere.
Per riuscii lo stesso a sbafarmi un hot dog gratis.
Dopo ci recammo a Swanson House, la Casa per ragazze madri. Era la seconda visita del
sindaco, la prima dopo la scena madre della settimana precedente. Aveva gi fatto pulire a sue spese il
tappeto su cui aveva vomitato, ma quel giorno si presentava con un assegno da cinquemila dollari
intestato alla direttrice, Gillian Metcalfe. Di sicuro il Comune aveva stanziato ben pi di cinquemila
dollari per Swanson House - probabilmente eravamo sull'ordine dei cinquantamila o centomila -ma
donarli tutti in una volta avrebbe ridotto le opportunit di Finley di farsi immortalare dalla stampa.
Meglio dilazionare dieci o venti visite in assegni da cinquemila dollari appunto.
Randy era visibilmente seccato mentre salivamo i gradini di Swanson House. Non vedo la
stampa sibil. Vedi forse qualche fottuto giornalista?
In effetti non ne vedevo. Niente furgoni di emittenti televisive, niente auto con il logo del
quotidiano locale sulla fiancata. Chiss, forse perch un misero assegno da cinquemila dollari donato
dal sindaco alla residenza delle ragazze madri non era poi questa grande notizia.
Era capitato anni prima che Randy, presentandosi a manifestazioni con meno battage
pubblicitario del previsto, girasse sui tacchi e se ne andasse. Una volta fu invitato in un liceo per la
cerimonia di consegna dei diplomi. Appena scopr che il suo posto era in prima fila e non sul palco,
dove gli studenti sarebbero stati chiamati uno per uno, ma soprattutto dove lui avrebbe goduto della
massima visibilit, diede in escandescenze.
Ho rinunciato a ben due eventi che mi avrebbero garantito una visibilit decisamente
superiore, e voi mi fate sedere insieme alla gente normale? aveva sbraitato davanti al responsabile
scolastico. Se non mi fate salire sul palco, me ne vado. Magari faccio ancora in tempo ad andare da
un'altra parte.
All'epoca mi ero avvicinato, bisbigliandogli nell'orecchio: Nessuno te lo perdoner mai se li
pianti in asso cos.
La sua risposta era stata: Da quando sei diventato tu il sindaco?.
Ma Randy non poteva permettersi di giocare un tiro del genere a Gillian Metcalfe, che invece
era bravissima a sfruttare l'attenzione dei media a proprio vantaggio. Scaricare il tappeto sporco di
Swanson House sui gradini del Comune era stato un colpo da maestro. Perci anche se non si fosse
presentato nessuno della stampa, Randy si sarebbe assicurato di farla felice, per quanto si possa rendere
felice qualcuno con cinquemila dollari. Se Gillian era furba, e su questo non c'erano dubbi, avrebbe
accettato quell'assegno con un moderato entusiasmo, per garantirsi l'arrivo del successivo nel pi breve
tempo possibile.
Mentre il sindaco le stringeva la mano, scambiando convenevoli con la donna che si sforzava di
sorridere, io gironzolai per le cucine, grandi il doppio rispetto a quella di una casa normale. C'erano due
fornelli a gas, due frigoriferi enormi, un paio di microonde, banconi sconfinati e una serie di seggioloni,
pi biberon sparsi dappertutto. Mi sembr di sentire piangere uno o due bambini al piano di sopra, ma
il piccolo che vidi seduto sul seggiolone aveva un'aria soddisfatta, mentre la madre gli dava da
mangiare una pappina bianca, forse un omogeneizzato.
Salve dissi, non volendo disturbare, ma neanche essere maleducato.
La madre del piccolo mi lanci un'occhiata e mi sorrise, cercando di non perdere la
concentrazione mentre imboccava il bambino, che poteva avere dieci mesi.
Qualcosa in lei mi spinse a osservarla con pi attenzione. Sembrava sui vent'anni, ma poteva
essere anche pi giovane. Capelli biondo scuro che le arrivavano alle spalle, occhi castani, un
brillantino sul naso talmente minuscolo da passare inosservato. Qualche foruncolo sulla fronte,
carnagione chiara, niente rossetto, una fossetta sul mento.
Stavo cercando di ricordarmi dove l'avessi gi vista. C'era qualcosa di strano nel suo
abbigliamento, pantaloni sportivi e felpa, che continuava a portarmi fuori strada. Non era cos che la
ricordavo.
Il suo bambino  bellissimo le dissi, avvicinandomi.
La ragazza si illumin. Grazie. Si chiama Sean.
Ciao, Sean salutai. Un po' di pappa gli gocciol dalla bocca, finendo sul ripiano del
seggiolone. Il piccolo abbass lo sguardo e ci mise dentro la manina.
E io sono Linda disse la madre.
Ciao, Linda. Mi chiamo Jim. Jim Cutter.
Ci stringemmo la mano. Rimasugli di pappa mi rimasero incollati al palmo.
Ciao, Jim. Cos, lavori per il sindaco? Evidentemente, mentre entrava in cucina, aveva visto
Randy che chiacchierava con la Metcalfe.
Gli faccio da autista risposi. Veramente oggi  il mio primo giorno di lavoro dopo un paio
d'anni.  solo una sostituzione temporanea. L'altro autista non  disponibile al momento.
 venuto qui la settimana scorsa e ha vomitato disse Linda. Non l'autista, il sindaco.
S, l'ho saputo.  una delle sue specialit.
Vomitare?
Fare brutta figura. Ha un ampio repertorio a disposizione.
Linda sorrise e pesc altro omogeneizzato con il cucchiaino. Ma non mi dire!
Il commento mi fece pensare che avesse una certa familiarit con lo stile del sindaco.
Ho l'impressione che tu mi voglia chiedere qualcosa disse Linda. Vuoi sapere perch mi
trovo qui, perch non ho un marito?
In effetti stavo per chiederle qualcosa, ma di tutt'altro tipo. No, non credo siano affari miei.
Non c' problema disse Linda. Un ragazzo, Eric, mi ha messo incinta e forse mi avrebbe
anche sposata, ma l'hanno spedito in Iraq. Pensavo che al suo ritorno avrebbe fatto da padre al
bambino, anche senza sposarmi, ma  rimasto ucciso.
Mi spiace.
Era su un elicottero che  stato abbattuto.
Mi spiace ripetei.
 una guerra stupida afferm Linda.
 un'opinione abbastanza comune commentai.
Non ho soldi, n un lavoro, cos mi lasciano stare qui con il bambino, fino a che non mi
rimetto in carreggiata, capito?
Certo. Rimasi un attimo in silenzio. Sai, in effetti volevo farti una domanda, ma non quella
che credevi. Si tratta di altro.
Ah, s?
Hai un volto familiare. Non  che ci siamo gi visti da qualche parte?
Alz lo sguardo per osservarmi con attenzione, poi riprese a imboccare il bambino. S, forse ci
siamo gi visti mormor.  possibile. Ho conosciuto tanta gente. Parve esitare. Un sacco di
uomini.
E in quel momento mi si accese la lampadina. Era la ragazza seduta in corridoio fuori dalla
camera d'albergo, quella in cui Randall Finley se la spassava con la minorenne. Linda si guadagnava da
vivere proprio come Sherry Underwood a giudicare dal top scollato, dai calzoncini attillati e dai tacchi
alti che le avevo visto addosso.
Per caso tu... insomma, mi sembra di ricordare che... Come dirlo di fronte a una giovane
mamma che dava da mangiare al suo bambino?
Scopavo in giro per soldi? mi venne in aiuto Linda. Non ti preoccupare aggiunse indicando
Sean con il mento. Riesce a malapena a dire "mamma". Mi esamin attentamente. Ma non mi pare
di essere venuta a letto con te.
No, infatti confermai. Mi sedetti a uno dei tavoli in modo che non dovesse slogarsi il collo
per guardarmi. Cos sei riuscita a toglierti dalla strada?
Gi rispose, guardandosi in giro. E sono arrivata qui. Un ricovero per ragazzine che si sono
fatte mettere incinte.
Sei troppo dura con te stessa risposi, sorridendo.
Non ho fatto altro che combinare casini. Ma desidero davvero riprendere in mano la mia vita,
specialmente adesso mormor, guardando orgogliosa il bambino. Vorrei finire il liceo e poi
iscrivermi al college.
Che cosa ti piacerebbe studiare? chiesi.
Mi piacerebbe fare la giornalista rispose. Ne ho viste tante di situazioni di merda, gente che
vive una vita sbagliata... serve maggiore informazione. Credo che a molti non importi nulla dei ragazzi
di strada o di quel che gli succede. Credimi, so bene di cosa parlo. Vorrei cercare di cambiare questo
stato di cose.
Mi fa piacere per te dissi, cercando di non usare un tono troppo paternalistico e
condiscendente. Lo pensavo sinceramente. Per qualche istante nessuno dei due parl. Conoscevi una
ragazza che si chiamava Sherry, vero? dissi infine.
Sherry?
Sherry Underwood specificai. All'epoca in cui eri... diciamo, in cui lavoravi?
In cui facevo la prostituta rettific Linda.
Sorrisi. S, la prostituta. A quei tempi, stavi spesso con lei? Lavoravate insieme?
Linda parve riflettere. S, Sherry. Cavolo,  da un po' che non ci pensavo pi. Aveva qualche
anno in meno di me. Troppo giovane per fare la vita di strada, ma che ci vuoi fare? Bisogna pur
mangiare.
Quindi la conoscevi?
Un po'.
Sai che fine abbia fatto?
Perch? mi chiese Linda.
Esitai. Come facevo a spiegarglielo? Ecco... l'ho conosciuta una sera che si trovava nei
pasticci. Avrei voluto che andasse in ospedale. Si era beccata un calcio in faccia. Ho cercato di
convincerla a farsi visitare da un dottore, ma non ne ha voluto sapere.
Ah, s mormor Linda. Mi ricordo di te. Lanci un'occhiata alla porta della cucina. E c'era
anche quello dell'assegno.
Inarcai un sopracciglio. Ti ricordi di lui?
Rimarresti sorpreso se ti dicessi quante persone ricordo. A ogni modo, te lo spiego subito
perch Sherry non sia voluta andare in ospedale. Ti tocca startene seduta ad aspettare tutta la notte e
perdi un sacco di soldi. E poi non avevamo l'assicurazione sanitaria o roba del genere.
Capisco. E sai dove sia adesso Sherry?  ancora sulla strada?
Non lo so rispose Linda. Ne sono uscita prima di lei e le nostre vite si sono separate. Ma una
volta, ero incinta da poco, l'ho vista in centro, sai, da Kelly s? Era una tavola calda in citt. Non
aveva un bell'aspetto.
In che senso?
Non so, ma sembrava conciata male disse Linda. Avr avuto sedici o diciassette anni, ma ne
dimostrava cento. Alcune ragazze riescono a cavarsela per strada, altre molto meno e finiscono per
farsi. Anfetamina di solito. Oppure si beccano l'aids. Pronunci questa frase con un tono incolore,
come se fosse una semplice constatazione.
Quindi le cose non le andavano tanto bene continuai. Pensi che sia ancora per strada?
Linda pul la faccia di Sean con un panno umido. Ne dubito rispose. A giudicare dall'aspetto
che aveva l'ultima volta che l'ho vista, se qualcuno non l'ha aiutata a rimettersi in sesto, mi sa che se n'
andata.
Andata? Pensi che sia morta?
Linda si strinse nelle spalle. E chi lo sa? Sempre che non sia riuscita a darsi una raddrizzata, il
che non  molto probabile. Voglio dire, quante probabilit ci sono che qualcuno si sia preso la briga di
aiutare una stupida ragazzina di strada? Te l'ho detto, la maggior parte delle persone non vuole avere
niente a che fare con quelle come noi.
32.
Il sindaco Finley fece capolino in cucina, cercandomi. Ehi, andiamo disse, senza degnare di
uno sguardo Linda e il suo bambino, proprio come aveva fatto con Drew sotto casa di Lance. Se non
aveva bisogno di te, Randy non si disturbava certo a considerarti.
Okay, tanto vale tornare in ufficio mi annunci, una volta saliti in macchina. Ho il consiglio
comunale alle due, poi alle tre e mezzo devo piantare un albero in una scuola.
Bello da parte tua commentai.
Una gran rottura di palle mi corresse il sindaco. Ogni fottutissima scuola della citt cavalca
questa faccenda dell'ecologia, sai? Hanno proibito ai bambini di portare sacchetti di plastica a scuola e
pensano di aver risolto il problema del riscaldamento globale. E poi le mammine li vanno a prendere a
scuola con quei dannati SUV.
Una volta tanto condividevo la sua opinione.
Allora, chi pensi sia stato? mi domand. Stavo pensando a Derek e Drew, mi chiedevo come
stesse andando il loro primo giorno di lavoro insieme, e come se la cavasse mio figlio nelle sue prime
quarantotto ore di libert. Eh? bofonchiai.
Lance. Chi pensi l'abbia ucciso?
Non lo so.
Che ne dici di un marito geloso? Un trafficante di droga? Un magnaccia che si  rifiutato di
pagare? Debiti di gioco, forse? Oppure, che ne dici di questa. Si sporse in avanti con aria cospiratoria,
come se non fossimo soli in macchina. Un amante gay!
Non saprei.
Finley si riappoggi all'indietro sul sedile. Il fatto  che non sapevo granch di lui, malgrado
tutto il tempo che passavamo insieme.
E secondo te come mai? chiesi.
Dallo specchietto retrovisore vidi che scrollava le spalle. Perch in effetti non me ne fregava
un cazzo, immagino rispose. A essere onesti, Cutter, la vita degli altri non mi interessa per niente.
"A leggere bene fra le righe, in quella frase  nascosto uno slogan elettorale" pensai. Mi squill
il cellulare.
Sono Barry rispose la voce al telefono. Ti va di prendere un caff?
Potrei liberarmi fra un po'. Il sindaco non ha bisogno di me fino alle tre, poi deve andare a
piantare un albero. Stavo pensando al Kelly's, il locale in cui Linda aveva visto Sherry Underwood per
l'ultima volta. Era vicino al Comune. Lo proposi a Barry.
Fra mezz'ora mi rispose.
Il tempo di lasciare Randy in Comune e parcheggiare la macchina nel garage sotterraneo, ed era
gi ora dell'appuntamento con Barry. Lo trovai seduto in uno dei separ, con davanti due caff e due
fette di torta alle ciliegie. La sua era ancora intatta.
Mi sedetti.
E questa che cos'? dissi, guardando la torta.
Un'offerta di pace.
Non c' la panna montata.
Barry alz la mano e fece schioccare le dita. Quando la cameriera arriv Barry le chiese:
Potrebbe portare della panna montata, per favore?.
La donna si allontan con il piatto e fu di ritorno nel giro di trenta secondi con la mia torta
ricoperta di panna.
Adesso che ne dici? si inform Barry.
Meglio.
Mi dispiace per tuo figlio. Mi sembrava che tutto quadrasse. Era in quella casa, ha mentito, e
poi, non so bene i particolari, ma pare ci fosse qualcosa di strano fra il tuo ragazzo e la signora
Langley.
Rimasi in silenzio.
Ma l'orecchino prosegui Barry. Non sono riusciti a rilevare tracce di dna sull'orecchino. E
poi quei due tizi che vi aggrediscono in casa. La pistola. Tutto il caso si  sgretolato. Stavo solo
facendo il mio lavoro, Jim. Ma mi sono sbagliato. Mi guard fisso negli occhi.
Se avessi sbattuto dentro me per sbaglio, ti avrei perdonato subito replicai. Ma si tratta di
mio figlio. Mi ci vorr pi tempo.
Barry annu. Posso capire. Un momento di silenzio, poi riprese. Cos sei tornato a lavorare
per Finley. Questa proprio non me l'aspettavo. Cos', ha voglia di farsi rompere di nuovo il naso?
Non gli ho mai rotto il naso puntualizzai.
Ah ha! Allora lo ammetti.
Alzai gli occhi al cielo. Ho le spese legali da pagare, Barry. Ecco perch lavoro per Finley.
Barry ebbe la decenza di arrossire. Okay.
Gli ho promesso un mese al massimo. Tutto qua.
Barry annu. Ripetimi quella storia del libro e di Conrad mi disse.
Gli raccontai tutto da capo, lentamente. I due uomini che ci avevano aggredito volevano il
dischetto con la copia del romanzo: l'unica spiegazione logica era che fossero gli stessi che si erano
introdotti dai Langley per prendere il computer che Agnes Stockwell aveva regalato a mio figlio.
Peccato avessi appena scoperto che, il giorno stesso in cui i Langley erano stati uccisi, Albert
aveva consegnato il computer a Conrad Chase. Per lo meno cos aveva detto Conrad a mia moglie.
Evidentemente Albert sapeva che i dati in memoria erano di enorme importanza, e che dunque Conrad
doveva tornarne in possesso.
Quindi i Langley non sono stati uccisi per quel computer osserv Barry. Visto che non si
trovava gi pi in casa.
Be', per poco io ed Ellen non finivamo ammazzati per colpa di quel dischetto, e neanche noi lo
avevamo pi gli feci notare.
Barry si mise in bocca un pezzo di torta. Quindi mi stai dicendo che se quei due pensavano,
sbagliando, che aveste voi il dischetto, potevano anche ritenere che il computer fosse ancora dai
Langley?
Forse.
Come fai a sapere che Albert Langley lo aveva dato a Conrad?
Conrad l'ha detto a Ellen. Quando lei gli ha consegnato il dischetto.
Barry mastic la torta molto lentamente. Ma Conrad pu aver mentito. Magari  rientrato in
possesso del computer dopo la morte dei Langley. Oppure inghiott il boccone  Ellen a mentire
quando dice che il computer era gi nelle mani di Conrad.
Pensi che Ellen mi abbia mentito?
No, non sto dicendo che lo penso.  solo una delle tante possibilit. Senti, io adoro Ellen. I
suoi french toast sono incredibili. Se potessi lasciare mia moglie e chiedere a Ellen di venire a vivere
con me, sarei un uomo felice.
Pensavo che amassi tua moglie.
Infatti. Ma i suoi french toast fanno schifo.
Cavolo Barry, sei davvero fuori strada se pensi che Ellen mi abbia mentito.
Sto solo pensando ad alta voce. Okay, supponiamo allora che Conrad abbia mentito a Ellen.
Lascia che ti chieda una cosa. Chi era a conoscenza della copia su dischetto di quel libro?
Io, Ellen e Derek, ovviamente. Forse la sua ragazza, Penny. Forse i genitori di lei. Conrad l'ha
intuito e poi c' Illeana.
La grande star di Hollywood. L'hai mai vista in Tradita?
No.
L'unica pellicola della sua carriera che le ha fruttato un minimo di attenzione. E solo perch
faceva vedere le tette. La trovi da Blockbuster.
Passo ribattei, scavando nella panna per arrivare alla torta.
Che ne pensi di questa Ileana? mi chiese Barry.
Un lupo travestito da agnello risposi.
L'ho incontrata un paio di volte a qualche evento del Thackeray. Ma lei e suo marito non
perdono certo tempo a parlare con me. Troppo in basso nella scala sociale.
Prova a radere i prati altrui e poi ne riparliamo.
Gi. Okay. Il motivo per cui ti ho chiesto di lei  che abbiamo identificato il tizio della
rimessa, quello che il tuo amico Drew ha fatto secco. Si chiamava Morton DeLuca,  di New York.
Quanto al complice, sospettiamo che possa trattarsi di un certo Lester Tiffin. La polizia di New York ci
ha riferito che lavoravano spesso in coppia.
Tiffin? ripetei.
Gi.
Il cognome di Illeana  Tiff.
S, lo so. Se l' fatto abbreviare.
Quel tizio  un parente di Illeana? domandai. Un ex marito, un fratello? Cercai di
raccapezzarmi. Ha ingaggiato uno di famiglia per riappropriarsi del dischetto? Quindi non sapeva che
Conrad l'aveva gi recuperato?
Stai correndo troppo. Andr oggi a parlare con Conrad e Illeana. Non una parola di quanto ti
ho rivelato con nessuno, mi hai capito? Probabilmente non avrei dovuto parlartene, ma te ne ho fatte
troppe negli ultimi tempi e sono in debito con te.
Ma non mi dire... Sar divertente, interrogare preside e signora.
Ecco perch mi sono gratificato alla grande esclam Barry buttando gi l'ultimo boccone di
torta con un sorso di caff. Allung una mano per prendere un tovagliolino di carta dal portatovaglioli
cromato, ma erano cos stipati all'interno che, nel tentativo di estrarlo, lo strapp. Merda imprec.
Alla fine ne tir fuori una manciata e si pul la bocca.
Come mi avevi chiesto. Ho controllato il rapporto su Brett Stockwell mi annunci. Il
ragazzo che si  buttato dalle cascate.
Ah s? mormorai, stupito che se ne fosse ricordato.
Non ho trovato granch.  caduto, ha battuto la testa sulle rocce, si  spezzato il collo. Pare sia
morto sul colpo.
Ma  stato archiviato come suicidio.
Non c'era un biglietto di addio, se  questo che vuoi sapere. Ma neanche qualcosa di sospetto.
Nessuno ha visto o sentito niente. Si pensa che sia accaduto di sera, forse non c'era anima viva in giro.
Anche se quel posto  molto frequentato da ciclisti, gente che fa jogging o qualunque altro sport. Sono
state interrogate diverse persone: sua madre, gli insegnanti, persino Chase. Tutti concordavano nel
descrivere Brett come un ragazzo piuttosto tormentato, ipersensibile, lunatico. E creativo. Tutto questo
non implica necessariamente il suicidio, ma alcuni segnali c'erano.
Nel rapporto hai trovato qualche accenno al fatto che possa essere stato spinto?
No. Suppongo sia una possibilit, del resto nulla esclude che siano scesi gli alieni e l'abbiano
buttato gi.
Tutto qui, allora? chiesi.
Pi o meno.
Cosa? C' altro?
Sono state ritrovate delle fibre, dei fili, sul parapetto. Per l'esattezza su una delle colonne della
balaustra che delimita il ponte.
Che tipo di fili?
Di una camicia, di una maglietta, non so. Ma non corrispondevano ai vestiti che indossava il
ragazzo. E quelle fibre potevano trovarsi l da chiss quanto. Non c' nessun collegamento concreto con
la morte di Stockwell.
Ci riflettei un istante. Ecco come la vedo io, Barry. Conrad Chase legge il libro di Brett e ne
rimane profondamente colpito. Intuisce subito di essere di fronte a un genio. Forse si offre di
comprargli il romanzo per poterlo spacciare per suo. O magari decide di rubarglielo e basta. In ogni
caso, Stockwell deve essersi rifiutato. E se anche Conrad  riuscito a fargliela di nascosto, sapeva
benissimo che il ragazzo si sarebbe infuriato all'uscita del libro. Cos Chase decide di risolvere a suo
modo la situazione, uccidendo Brett Stockwell. Penso che sia stato lui a spingere il ragazzo gi nelle
cascate. Penso che l'abbia ammazzato, anzi, ne sono sicuro. Non so come i Langley c'entrino in questa
storia, ma mi sembra abbastanza evidente che tutto questo sia collegato a quei due delinquenti che ci
hanno fatto visita l'altra sera.
Peccato che sia praticamente impossibile da dimostrare obiett Barry. Ammettendo che
Chase abbia rubato il libro del ragazzo e che sia in qualche modo dimostrabile, non ci sarebbero
comunque prove che abbia spinto Brett nelle cascate. Al massimo, se la faccenda del libro salta fuori,
Chase sarebbe rovinato dal punto di vista professionale.
Be', era gi qualcosa.
Ehi esclamai, cambiando argomento. Se volessi rintracciare una ragazza conosciuta un paio
di anni fa, avr avuto quindici anni all'epoca e batteva per strada, a chi potrei rivolgermi?
Hai un nome?
Sherry Underwood.
Barry se lo annot sul bloc notes. Perch ti interessa tanto questa ragazza?
Ci pensai un istante. Non lo so. E una persona che sento di aver abbandonato al proprio
destino. Barry mi fiss. Poter riabbracciare Derek quando  uscito di prigione... Sono arrivato cos
vicino a perderlo... Ho la sensazione di avere avuto una seconda possibilit dalla vita e mi chiedevo se
non fosse troppo tardi per aiutare anche qualcun altro.
Barry mi studi a lungo poi disse: Controller per vedere se trovo qualcosa. Adoro fare tutte
queste indagini per te... Nel frattempo potresti provare al Willows. Il nome non mi era nuovo, ma non
sapevo esattamente di cosa si trattasse. Barry me lo spieg.  una specie di rifugio per ragazzi
sbandati, sulla Lambton. C' un tizio, Art. Chiedi di lui, digli che ti mando io. Si pu sapere cosa c'
sotto?
Gli feci un mezzo sorriso. Il motivo per cui il sindaco si  beccato un pugno sul naso.
Lambton Street non era molto distante dal locale e decisi di farci un salto a piedi. Il Willows si
trovava fra un negozio di magliette e poster e uno spaccio gestito da una coreana, che vendeva migliaia
di tipi diversi di perline a chi voleva crearsi da solo i gioielli.
Alcuni ragazzi bighellonavano sul marciapiede fuori del locale. Qualcuno era vestito
completamente di nero, con ciocche di capelli rosa e viola, labbra e sopracciglia sovraccarichi di
piercing. Altri non avevano una vera e propria "uniforme", pi che altro sembravano scappati di casa
solo con i vestiti che avevano addosso: jeans strappati, magliette, scarpe da ginnastica. Una ragazza era
a piedi nudi. L'unica cosa che avevano in comune era l'aria di abbandono, come se si trovassero l
perch nessun altro li voleva.
Entrai nel locale. C'erano pi o meno dieci tavolini tutti diversi, poi due flipper, un videogioco e
una bacheca stracarica di indirizzi di posti in cui passare la notte e di annunci per piccoli lavoretti a
breve termine. Sulla parete in fondo vidi un'apertura, da cui gli inservienti delle cucine passavano cibi e
bevande.
Da un lato si estendeva un bancone tutto consunto: sembrava il banco della reception di un
albergo; dietro scorsi un uomo sulla quarantina, curvo su alcune carte. Non gli erano praticamente
rimasti capelli in testa, aveva una barba di almeno due giorni e, ancor prima che aprisse bocca, sentii un
senso di profonda spossatezza in lui.
Mi scusi mormorai. L'uomo alz solo lo sguardo, rimanendo sempre chino sulle sue carte con
i gomiti appoggiati sul banco. Sto cercando Art.
L'ha trovato mi rispose. Che succede? I ragazzi bloccano il marciapiede?
No. Barry Duckworth mi ha detto che forse pu aiutarmi.
L'uomo si sollev dai gomiti. Lei  un poliziotto?
No. Sto cercando di rintracciare una ragazza. Potrebbe essere venuta qui.
Mi lasci indovinare borbott Art. Sta cercando sua figlia.
Scossi il capo. No, non mia figlia. La figlia di qualcun altro.
 un investigatore privato? Sta cercando la figlia per conto di qualcuno?
No risposi, un po' infastidito. Non si tratta di questo.  una ragazza che ho conosciuto un
paio di anni fa. Avevo cercato di aiutarla, ma non abbastanza.
Come si chiama?
Sherry. Sherry Underwood.
L'uomo annu immediatamente. Mi aspettavo che ci mettesse un po' di pi a ricordarsi. S,
certo, me la ricordo.
 venuta qui da voi?
S, ma poi se n' andata. Alcuni rimangono un po' e poi se ne vanno. Succede di continuo. Non
 che si fanno recapitare la posta qui.
Cosa mi sa dire di lei?
Senta, gestisco questo posto per aiutare questi ragazzi, non per fare la spia ai genitori o ad altri
che se ne sono sempre fottuti e hanno voltato loro le spalle.
Non  come pensa. Ho solo bisogno di sapere come sta.
Una cosa gliela posso dire. Aveva una madre assolutamente inutile, un padre assente, e si
guadagnava il pane facendo pompini e lasciandosi scopare dai ragazzi pi grandi. L'ultima volta che
l'ho vista era strafatta, il che  la norma, perch se devi vivere come vivono questi ragazzi, molto
meglio essere fatti. Vorrei poterle dire che si tratta di una situazione al limite, ma purtroppo non  cos.
Che altro posso fare per lei?
Sa cosa le  capitato dopo che se n' andata via di qui?
Ha sposato un principe ed  vissuta per sempre felice e contenta sbott Art. Senta, non lo so
e le auguro buona fortuna se vuole trovarla. Qui siamo in quattro, ho una sfilza interminabile di storie
strazianti e facciamo quel che possiamo.
Capisco mormorai. Che mi dice dei clienti della ragazza? Sa chi potrebbero essere? Li vede
mai da queste parti?
Se solo avesse provato a portare dei clienti qua dentro l'avremmo cacciata via, ma ogni tanto
spuntava da queste parti, dopo che si era prostituita, a contare i soldi o a scribacchiare qualcosa sul suo
taccuino.
Conoscevo quel taccuino. Ci avevo scritto sopra il mio nome e il mio numero di telefono.
33.
Il sindaco piant il suo albero e per un pelo non conficc la vanga nel piede di un bambino di
sette anni. Durante il viaggio di ritorno in Comune annunci: Domani  il grande giorno.
Gi risposi.
Anche per domani ho limitato al minimo gli appuntamenti. Solo un paio di riunioni in
mattinata, ma tutte in Comune, e poi mi terr libero il pomeriggio, in preparazione dell'annuncio serale.
Non hai problemi a lavorare di sera?
Ogni suo desiderio  un ordine.
Sai una cosa esclam Randall Finley. Aver dato in anticipo il preavviso di licenziamento al
tuo capo ti concede grande spazio di manovra, non  cos?
S, in effetti ammisi.
Dato che non c'era nulla in programma per la serata, Randall mi disse che potevo tornare a casa
con la Marquis, evitandomi la seccatura di dover chiedere un passaggio a Ellen o a Derek, sempre che
lui e Drew avessero finito di lavorare.
Mentre uscivo dal parcheggio sotterraneo, vidi una donna magra e con i capelli grigi in piedi sul
marciapiede. Quando mi vide, mi fece un cenno con la mano.
Abbassando il finestrino riconobbi Elizabeth Hunt, l'agente di Conrad Chase, che avevo
conosciuto il giorno del funerale dei Langley.
Signor Cutter disse. Sono contenta di vederla. Mi avevano detto che l'avrei trovata in
Comune.
Mi stava cercando?
Mi chiedevo rispose, quasi scusandosi se potessi rubarle qualche minuto.
Stavo bloccando la rampa di uscita del parcheggio e non c'era modo di fermarmi da nessuna
parte, perci le feci cenno di salire in auto. La donna prese posto accanto a me.
Mi fermo appena posso le dissi.
Oh, bastano un paio di giri dell'isolato. E poi pu lasciarmi dove mi ha trovata.
D'accordo.
Cos lavora per il sindaco, adesso? Da quanto mi ha detto Conrad aveva gi lavorato per lui
tempo fa.
Una volta risposi. E lei  ancora in citt, vedo. Pensavo fosse tornata a New York ormai.
Sono ancora nella mia casa al lago. In teoria dovrei essere in vacanza, ma Conrad ha trovato il
modo di renderla una vacanza di lavoro replic con un sorriso tirato. Ha quasi terminato il
manoscritto, ma quando si avvicina la fine della fase creativa, diventa ansioso. Non so quanta
dimestichezza abbia con gli scrittori, immagino un bel po' visto il lavoro di sua moglie, ma a volte sono
come bambini indifesi che hanno bisogno di farsi prendere per mano.
Un'immagine un po' difficile da conciliare con Conrad, ma non feci commenti.
Volevo anche dirle che spero che lei e sua moglie stiate bene, dopo l'orribile aggressione
dell'altra sera a casa vostra prosegu la donna.
Le lanciai un'occhiata sorpresa. S, stiamo bene.
E suo figlio? Sono cadute le incriminazioni, giusto? Annuii e svoltai a destra. Si star
domandando cosa diavolo voglia da lei.
Suppongo che prima o poi me lo dir.
Prima di tutto, voglio che lei sappia che sono qui perch me l'ha chiesto Conrad spieg. Ho
cercato di dissuaderlo, ma sa essere molto insistente quando vuole. Una vera spina nel fianco. Tir su
con il naso.
Non avevo idea di dove volesse andare a parare con tutte quelle chiacchiere, ma decisi di
aspettare e continuai a guidare.
Conrad ha un'altissima considerazione di lei riprese Elizabeth Hunt. E la rispetta molto.
La guardai esterrefatto. Star scherzando!
No, la sua opinione conta molto per Conrad. Qualcosa nel tono sembrava sottintendere che
fosse stupita quanto me.
Scossi il capo. Ha un modo davvero strano per dimostrarlo.
A quanto pare lei non crede che Conrad abbia scritto il suo primo romanzo.
Vedendo che non proseguiva, capii che si aspettava una risposta. Esatto mormorai.
E come mai?
Non gliel'ha detto?
No.
Allora non vedo perch dovrei farlo io. Diciamo solo che, s,  vero, non credo l'abbia scritto
Conrad.
 un'accusa molto grave.
Che mi faccia causa, allora.
C' molto fermento attorno al nuovo libro. Se comincia a girare la voce che l'autore  un
impostore, potrebbero sorgere dei problemi.
Alzai le spalle. Pensa veramente che qualcuno darebbe ascolto a un tagliaerbaautista?
Forse no.
Signora Hunt dissi, sentendomi improvvisamente stanco. Avevo solo voglia di tornare a casa
per sapere come era andato il primo giorno di lavoro di Derek insieme a Drew. Arrivi al punto, per
favore.
Conrad vorrebbe che lei leggesse il nuovo romanzo disse la donna. Anche Ellen, ma
soprattutto lei.
Mi voltai nuovamente a guardarla. Me ne aveva accennato. Ma pensavo stesse scherzando.
Be', no. E come se dovesse dimostrarle qualcosa. Immagino che voglia farglielo leggere, cos
poi si convincer che abbia scritto anche La parte mancante.
Sono sicuro che abbia scritto il nuovo romanzo, ma il punto non  questo.
Elizabeth Hunt sospir. In quel momento mi fece quasi pena. Non era colpa sua se Conrad
Chase era uno stronzo.
Potrei farglielo avere su dischetto, mandarglielo per email oppure potrei darle una copia del
cartaceo insistette.
Le ripeto che non mi interessa.
Va bene, d'accordo si arrese. Almeno ci ho provato.
Le sorrisi. Gli dica pure che ce l'ha messa tutta.
Rimanemmo in silenzio per un momento. Mi stavo dirigendo verso la rampa dove ci eravamo
incontrati.
Lo disprezza proprio, non  cos? Pensa che sia solo un impostore?
Pensai alla risposta mentre accostavo al marciapiede. Penso sia molto peggio di un impostore
risposi. Penso sia un assassino.
Elizabeth Hunt batt le palpebre, senza ribattere.
Eravamo tornati al punto di partenza. La donna sganci la cintura di sicurezza e scese dall'auto.
Non  di molte parole mi confess Derek, mentre cenavamo con pollo arrosto e riso. Voglio
dire, Drew  una brava persona e lavora un sacco, faccio fatica a stargli dietro. Per non apre quasi
bocca.
Me ne sono accorto risposi. Non credo che sia una persona felice.
Pensavo che avessimo molto in comune prosegu Derek. Dato che siamo stati tutti e due al
fresco.
Derek! esclam Ellen. Tu non sei stato al fresco!
Oh, s, invece ribatt Derek. Non tanto quanto Drew, ma ci sono stato.
Tu non sei mai stato condannato, Drew s. C' una bella differenza. Lui ha commesso un
crimine. Tu no.
Ma anch'io ho fatto qualcosa di sbagliato protest Derek. Eccome.
Non ne voglio pi parlare intervenne Ellen. Ero perfettamente d'accordo.
Gli ho chiesto come si era sentito a uccidere quel tizio, sai, quello che vi ha aggrediti l'altra
sera.
Cristo, Derek! esclamai. Non puoi fargli certe domande. Sar gi abbastanza dura per lui.
Rimanemmo tutti in silenzio per qualche istante. Poi Ellen chiese: E che cosa ha risposto?.
Non ha risposto disse Derek. Cio, ha risposto con una domanda. Che cosa avevo provato a
starmene nascosto in casa Langley, mentre venivano uccisi tutti quanti?
Se Derek poteva fare domande indiscrete, immagino che Drew si sentisse in diritto di
ricambiare il favore.
E cosa gli hai detto? chiese Ellen.
Che probabilmente sar perseguitato dagli incubi per tutta la vita.
Ellen allung la mano e gli strinse il braccio. Stavo per fare la stessa cosa quando squill il
telefono.
Negli ultimi giorni avevamo praticamente ignorato il telefono di casa, per evitare di parlare con
i giornalisti, o di sopportare commenti offensivi da parte di ogni svitato di Promise Falls in grado di
aggirare l'identificatore di chiamata. Ma ora che le accuse contro Derek erano cadute e che la notizia si
era rapidamente diffusa, non avevamo pi timore ad alzare la cornetta.
Pronto?
Sono Barry.
Ciao dissi. Non volevo pronunciare il suo nome, per evitare lo sguardo torvo di Ellen, e forse
anche di Derek.
Tu ed Ellen siete impegnati? mi chiese.
Stavamo finendo di cenare.
Vorrei che veniste in centrale. C' bisogno di voi per un confronto.
Che confronto?
Forse abbiamo beccato il complice del tizio morto nella rimessa. Va bene fra un'ora?
D'accordo risposi.
Riattaccai e riferii la notizia a Ellen. Impallid. L'idea di trovarsi a distanza ravvicinata dal
secondo aggressore la spaventava a morte, anche se ci sarebbe stato un vetro a separarci. Non so se
riuscir a farcela mormor.
Andr tutto bene, vedrai, sar come alla tv. Noi vedremo lui, ma lui non potr vedere noi.
Ma aveva il volto coperto obiett Ellen.
Possiamo sempre chiedere che dica qualche parola ribattei. Lo abbiamo sentito parlare. E
poi c'era il tatuaggio sul braccio.
Ellen annu. Mi chinai e la baciai sul collo. Andr tutto bene. Mi faccio la doccia e mi
cambio.
Mentre entravo nella doccia sentii di nuovo il telefono, ma qualcuno rispose al primo squillo,
perci aprii l'acqua e la lasciai scorrere per cinque minuti buoni. Quando uscii, il bagno era pieno di
vapore e lo specchio completamente appannato. Lo pulii con un asciugamano e osservai la mia
immagine. Il mio viso era ancora tumefatto per lo scontro con Lance, avevo le borse sotto gli occhi e
gli zigomi sembravano pi prominenti rispetto a un paio di settimane prima.
Hai proprio bisogno di una vacanza mormorai allo specchio.
Chi era al telefono? chiesi a Ellen mentre ci dirigevamo alla centrale di polizia.
Quei rompiscatole del telemarketing rispose. Volevano venderci delle finestre.
Barry ci venne incontro all'ingresso e ci guid lungo un corridoio e poi sulle scale, senza
smettere un istante di parlare.
La polizia di New York l'ha beccato e ce l'ha rispedito, in modo che possiate dargli
un'occhiata.
Chi ? si inform Ellen. Come si chiama?
Preferirei non dire niente per il momento rispose Barry. Meglio se procedete al confronto
senza pregiudizi.
Barry mi aveva gi informato che erano sulle tracce di un pregiudicato amico di Mortie, di
nome Lester Tiffin e che credeva potesse trattarsi del fratello della moglie di Conrad, Illeana Tiff. Non
ne avevo ancora accennato a Ellen, temendo che lasciar cadere quel dettaglio durante la conversazione,
senza alcuna prova sostanziale, fosse come lanciare dinamite su un mucchio di erba secca.
La stanza in cui fummo condotti sembrava in tutto e per tutto quelle dei film: una parete era
occupata interamente da un finto specchio, che dava su una specie di palco grande abbastanza da
ospitare almeno sei persone. Nella stanza, oltre a noi e a Barry, c'era uno sconosciuto con un completo
di ottima fattura. Un avvocato, ci avrei scommesso.
Barry afferr il ricevitore di un interfono a muro e ordin: Diamo inizio allo spettacolo!.
Dall'altra parte del vetro comparvero sei uomini. Tutti bianchi, con i capelli scuri, sul metro e
ottanta. Tre avevano le maniche corte e tre le maniche lunghe.
Faccia allo specchio sentimmo abbaiare una voce.
Fate con calma ci disse Barry.
Scrutai il volto degli uomini, senza riconoscere nessuno. Aveva il volto coperto da una calza di
nylon mormorai.
Lo so disse Barry. Ho pensato che potrebbero dire qualche parola.
Ellen annu. S, potrebbe essere d'aiuto.
Cosa vuoi che dicano? chiese Barry.
Qualcosa tipo: "Questa calza fa un caldo fottuto" proposi. Barry annu ridacchiando e afferr
di nuovo l'interfono per ripetere le mie istruzioni.
Ognuno dei sei uomini ripet a turno: Questa calza fa un caldo fottuto.
Qualcosa nel modo in cui il quarto uomo, uno di quelli con le maniche lunghe, pronunci la
frase, mi fece drizzare le orecchie.
Quello asserii.
Forse, ma non ne sono sicura mormor Ellen. Il tizio in giacca e cravatta grugn.
Sarebbe possibile azzardai far mettere a tutti una calza in testa? L'avvocato mi guard
come se fossi un idiota. Magari vedere i lineamenti distorti dalla calza potrebbe aiutarci.
Ma  ridicolo sbott Giacca e Cravatta. Con una calza sul viso sembrerebbero tutti sospetti,
compreso il mio cliente. Provateci solo, e vi far diventare lo zimbello di tutti, da qui ad Albany.
Non credo sia fattibile, Jim ammise Barry.
Che ne dici delle braccia? dissi. Aveva un tatuaggio sul braccio destro. Un coltello.
Barry parl nell'interfono e una voce dall'altra parte del vetro diede istruzioni di arrotolarsi le
maniche.
Il quarto uomo, quello con la voce che mi era sembrata familiare, se la prese molto comoda.
Datti una mossa sbrait la solita voce.
Quando la manica arriv poco sopra il gomito, si deline la punta di un coltello. L'uomo
arrotol ancora un po' la manica, rivelando cos la lama bluastra e infine l'impugnatura.
Eccolo! esclamai, sentendo accelerare le pulsazioni. E quello il tatuaggio.
Lo riconosci? domand Barry a Ellen.
Ellen scosse il capo lentamente. No mormor.
Mi voltai di scatto. Che cosa?!
Non lo riconosco.
Ma che stai dicendo? Lo hai visto da vicino ancora pi di me.  persino tornato in casa per
portarti alla rimessa.
Era buio si giustific Ellen. Ed ero terrorizzata. Non lo so.
Barry le si accost, sussurrando: Quello nega tutto, non abbiamo testimoni che possano
collegarlo al suo amico Mortie, perci se non....
Detective Duckworth, vuole mettere a parte anche me delle sue confidenze? chiese Giacca e
Cravatta.
Ellen insistei. Come fai a dire che non lo riconosci?
Qui abbiamo finito tagli corto Giacca e Cravatta.  chiaro che la signora non  in grado di
procedere con nessun riconoscimento.
Ellen, sei sicura che non sia lui? domand Barry. Jim ha riconosciuto il tatuaggio.
No rispose mia moglie. Qualcosa non quadra. Non  affatto come me lo ricordavo. Il
coltello era molto pi lungo e pi sottile. Gli arrivava fino al gomito.
Ellen esclamai, cercando di controllare l'agitazione. Che diavolo stai facendo?
Mi aspetto che il mio cliente sia rilasciato al pi presto asser Giacca e Cravatta, dirigendosi
alla porta e allontanandosi.
Rimasi a fissare Ellen. Lei non riusc neanche a incontrare il mio sguardo.
34.
Una volta arrivati al parcheggio, afferrai Ellen per un braccio e la costrinsi a guardarmi in
faccia. Si pu sapere che cazzo ti  preso, l dentro?
Nel frattempo era sceso il buio, ma mi accorsi che Ellen aveva le guance rigate di lacrime. Si
divincol per sottrarsi alla stretta. Lasciami in pace!
Col cazzo! L'hai lasciato andare! Hai lasciato libero il tizio che, insieme al complice, mi stava
per staccare le dita! Ci avrebbero ucciso!
Smettila!
Hai una vaga idea di chi possa essere? Mi accorsi che stavo gridando. Be', io s. Secondo me
si chiama Lester Tiffin. E sai chi cazzo  Lester Tiffin?  il fratello di Illeana. Un delinquente di New
York. Illeana non veniva esattamente da una famiglia di alto rango prima di approdare a Hollywood e
poi sistemarsi con il tuo Conrad.
Non chiamarlo cos. Non  il mio Conrad!
Chi ha telefonato stasera mentre stavo entrando nella doccia? Conrad? Illeana?
E un errore! grid Ellen.  stato tutto un errore!
Che cosa? Che cosa  stato un errore?
L'aggressione a casa nostra. Per prendere il dischetto. Si  trattato solo di uno stupido errore.
Ah, si dice cos quando qualcuno ti ficca la mano nel potasiepi? Un fottutissimo scherzo?
Tutto a posto, voi due? esclam un agente, avvicinandosi. Signora, sta bene?
Le lasciai il braccio.
S, tutto bene, agente rispose Ellen.
Il poliziotto indugi ancora un istante per assicurarsi che non ci fossero problemi, poi si volt e
torn alla sua auto.
Voglio sapere che diavolo sta succedendo! sbottai.
Era lui mormor Ellen.
L dentro? Al confronto? Era quello il tizio? L'hai riconosciuto?
Per lo meno il suo braccio. E anche quando ha parlato, sembrava proprio lui.
E allora perch non l'hai identificato? Vuoi che la faccia franca dopo quello che ci ha fatto?
Come fai a dormire la notte sapendo che  ancora in circolazione?
Non ci dar pi fastidio afferm Ellen. Ne sono sicura.
Ah, be', buono a sapersi. Ora s che dormir sonni tranquilli. Scossi la testa disgustato.
Ellen, ma non capisci? Ci sono buone ragioni per credere che quei due, l'uomo che Drew ha ucciso e
quello che tu hai appena fatto rilasciare, abbiano ucciso i Langley.
No ribatt Ellen. Sono sicura di no.
Ne sei sicura. Cosa sai che io non so?
Voglio dire, ne sono abbastanza sicura rispose, tirando su con il naso. Mi serve un
fazzoletto.
Cercando di tenere a freno la rabbia e la frustrazione, ne trovai uno pulito in tasca e glielo porsi.
Rimanemmo qualche istante in silenzio, mentre Ellen si soffiava il naso e si asciugava gli occhi.
Okay, stammi a sentire. Al telefono era Conrad mormor Ellen.  stata un'idea di Illeana. Non
sapeva che avevo restituito il dischetto a Conrad. Lei ha chiamato il fratello...
Sali in macchina sibilai.
Che cosa?
Sali su quella cazzo di macchina!
Ellen ubbid. Mi misi al volante della Mazda e uscii a razzo dal parcheggio, facendo stridere le
gomme sull'asfalto, mentre giravo l'angolo in direzione del Thackeray.
Il preside viveva in una villa enorme, che mi faceva sempre venire in mente il Castello Wayne,
la residenza di Batman. Magari non era altrettanto grande, ma ugualmente imponente e lussuosa.
Proprio il tipo di casa che sembra affermare: "Io abito qui e voi no".
Risalii la curva del viale d'accesso a velocit talmente elevata, che quasi finii sul prato
all'inglese. Frenai proprio di fronte alla porta d'ingresso. Ellen allung le mani in avanti per reggersi al
cruscotto. Non avevamo detto una sola parola per tutto il tragitto. Ellen aveva capito dove stavo
andando ma sapeva di poter fare ben poco per dissuadermi. Ero pronto a trascinarla gi dalla macchina,
se necessario, ma mia moglie apr la portiera prima che potessi fare il giro dell'auto e mi si affianc sui
gradini d'ingresso. Ancor prima di bussare alla porta o entrare d'impeto, come faceva Conrad di solito,
il battente si apr e lui comparve sulla soglia.
Io e Illeana vi stavamo aspettando disse. Prego, accomodatevi.
Per tutto il tragitto mi ero immaginato di entrare con la forza, a pistole spianate, ma la sua
cortesia mi colse alla sprovvista.
Io ed Ellen lo seguimmo in silenzio fino a un enorme salone, dove trovammo Illeana. Aveva
un'aria spiritata: gli occhi iniettati di sangue, i capelli, di solito impeccabili, erano tutti scarmigliati. In
mano teneva un grande bicchiere pieno di un liquido ambrato che mi sembr scotch.
Ellen, Jim mormor, senza neanche avvicinarsi. Sembrava spaventata. Non so se del marito,
di noi, o forse di tutti e tre.
Ha appena telefonato l'avvocato di suo fratello annunci Conrad. Lester  stato rilasciato. Ti
ringrazio molto concluse, guardando Ellen.
Ellen rimase in silenzio.
Poi Conrad si rivolse alla moglie. Diglielo.
Conrad, non sarebbe meglio se glielo spiegassi tu...
Diglielo! tuon Conrad in tono perentorio. Di' che cosa hai fatto, brutta stronza!
Se non fossi gi stato sul chi vive prima, questo di sicuro attir la mia totale attenzione.
Mi dispiace tantissimo mormor Illeana. La mano le tremava a tal punto che sentivamo
distintamente tintinnare il ghiaccio nel bicchiere. Devo aver perso la testa. Volevo solo... volevo solo
proteggere mio marito.
Rimanemmo in attesa. Ellen, secondo me, sapeva gi la storia, almeno a grandi linee.
Quando ti ho sentito litigare con Conrad per il dischetto, quel giorno nella rimessa prosegu
Illeana rivolta a me ho cominciato a preoccuparmi. A prescindere da come il romanzo fosse finito su
quel dischetto, ho pensato che la cosa potesse danneggiarlo, specialmente ora, con il nuovo libro in
uscita e...
Arriva al punto scatt Conrad.
Sono venuta a chiederti il dischetto. Siccome ti sei rifiutato di darmelo, ho deciso che dovevo
trovare un altro modo per riaverlo. Distolse lo sguardo per un istante e bevve un sorso di scotch.
Devo sedermi mormor, crollando su una delle tante poltrone di velluto superimbottite disseminate
per la sala. Ho chiamato mio fratello. Lui... ha amici in grado gestire questo tipo di situazioni. Ha
detto che sarebbe venuto da New York con il suo amico Mortie e si sarebbero fatti dare il dischetto.
Cristo santo mormorai.
Non dovevano farvi del male balbett Illeana. Dovevano solo spaventarvi. Mi aveva
assicurato che, se c'era qualcuno capace di farsi dire dov'era il dischetto, quello era Mortie.
Agitando le dita della mano destra dissi: Se mia moglie non avesse staccato la spina in tempo,
adesso queste non le avrei pi.
Mi dispiace tanto disse Illeana.
Ti dispiace? ripetei incredulo.
Non lo sapeva intervenne Conrad. Non sapeva che Ellen mi avesse gi dato il dischetto quel
giorno, dopo esserselo fatto restituire dal vostro avvocato.
Conrad non aveva idea di quel che ho fatto disse Illeana. Fino a quando quel detective,
Duckworth,  piombato qui a farci domande su mio fratello e sulla sua amicizia con Mortie DeLuca, il
tizio ucciso dal tuo amico. Un'altra lacrima le rig il viso. Mio Dio. Non avrei mai pensato che ci
scappasse il morto.
Mi sentivo davvero frastornato. Quindi secondo te dovremmo dimenticare quello che 
successo? Perch? Perch siamo buoni amici? Perch mia moglie lavora per te? dissi, spostando lo
sguardo su Conrad. Le hai telefonato, le hai detto di non riconoscere il sospetto, e cos quello stronzo
di suo fratello se ne pu andare in giro in totale libert?
Non  cos semplice mormor Conrad.
Vaffanculo! esclamai. Adesso vado subito da Barry. Puntai un dito contro Illeana.  colpa
tua se quel tizio  morto. Non che sia una gran perdita. Ma sei stata tu... quando hai deciso di
coinvolgere tuo fratello, quando hai deciso di ficcare il naso.  per colpa tua se c' scappato il morto.
Ti prego Jim mi implor Ellen. Lascia parlare Conrad.
Le risposi con un gesto stizzito della mano. Ne avevo le tasche piene di Conrad e Illeana. E
immagino vorrete farmi credere che tutto questo non ha niente a che fare con i Langley, vero?
Infatti replic Illeana. Non c'entra assolutamente niente. Lo giuro.
Ah, s? E allora come ti spieghi la pistola? Quella che hanno trovato accanto all'auto di tuo
fratello, quella di cui si  liberato mentre Drew lo rincorreva?
Illeana spost lo sguardo dal marito a me, con gli occhi gonfi e arrossati. Non sapevo niente
della pistola.
Probabilmente era gi l obiett Conrad.
No ribattei. L'intera propriet era stata passata al setaccio dalla polizia.
Non  possibile esclam Illeana. Mio fratello non c'entra niente con gli omicidi. Forse...
non so, forse la persona che ha ucciso i Langley gli ha venduto la pistola o gliel'ha semplicemente
data.
La fissai stupefatto. E chi sarebbe, Illeana? Tu? A quanto pare sai tutto del romanzo ritrovato
sul computer di Brett Stockwell. Lo sapevi gi da prima? Sei stata tu a far sparire il computer da casa
dei Langley prima che potesse far incriminare tuo marito?
No,  impossibile disse Conrad. Albert mi aveva chiamato quella mattina ed ero passato a
prenderlo. Non era gi pi in casa la sera in cui sono stati uccisi.
Sono tutte stronzate sbottai. Ma non ho pi bisogno di spaccarmi la testa in cerca di
spiegazioni. Ci penser Barry.
Jim! mi interruppe Conrad, muovendo un passo verso di me e cercando di mantenere un tono
ragionevole, quasi amichevole. Capisco che tu voglia parlarne con la polizia. Se fossi in te vorrei
anch'io chiamare Barry e raccontargli tutto, assicurarmi che il fratello di Illeana sia consegnato alla
giustizia e punito per ci che ha fatto a te e a Elen.
Rimasi in silenzio.
Illeana, prosegu Conrad lanciando un'occhiataccia alla moglie ha cercato di prendere le
distanze dal proprio passato, dal tipo di persone con cui  cresciuta, non proprio dei cittadini
modello...
Ehi! esclam Illeana risentita.
Chiudi il becco! abbai Conrad, il volto paonazzo per la rabbia. Si ferm un istante e poi
continu. A volte, quando Illeana si sente con le spalle al muro, non pu fare a meno di ricorrere a
loro, proprio come ha fatto in questa occasione.
Non capisco cosa...
Fammi finire, Jim mi interruppe Conrad. So che non ci crederai, ma te lo dico come amico.
Perch voglio bene a te e a Ellen.
Mi morsi la lingua.
L'ambiente in cui bazzicavano Morty e Lester non  particolarmente raccomandabile. Non
sono... persone ragionevoli. E non sono molto contenti di quel che  successo a Morty. Meglio, non
sono molto contenti di quel che ha fatto il tuo amico Drew. E non lo erano nemmeno all'idea che Ellen
potesse identificare il fratello di Illeana durante il confronto di questa sera. Ma il fatto che Ellen non lo
abbia riconosciuto ha in parte placato la loro irritazione. Conrad abbass lo sguardo per un attimo,
quasi vergognandosi di quel che stava per dirmi. Ci hanno ordinato senza tanti giri di parole di farvi
sapere che se non lascerete cadere subito la cosa, non garantiranno per la vostra sicurezza.
Che cosa? esclamai, sentendo montare la bile. Ci stanno minacciando? Vogliono intimidirci
per farci tenere la bocca chiusa?
Conrad annu. Gi.
Be', porco cazzo, se  questo che...
Jim tagli corto Conrad, ancora calmo. Tutta questa storia non piace neanche a me, ma non
conosci questa gente. Lascia che metta in chiaro un paio di cose. Se ti ostini a voler arrivare fino in
fondo, devi sapere i rischi a cui vai incontro. Per te e per chi ti sta vicino. Drew, tanto per cominciare.
Ha ucciso uno della "famiglia". Continua su questa strada, ed Ellen e Derek diventano bersagli
immediati.
Cristo santo mormorai.
Lascia perdere e dichiareranno chiusa la partita.
Ma chi diavolo sei tu? esclamai, guardando Illeana.
La donna non rispose, ma c'era qualcosa nei suoi occhi. Anche se l'ira di Conrad sembrava
sottometterla, era ben visibile tutt'altro sotto la superficie, una specie di sguardo di sfida. "Non ti
mettere mai contro di me e contro la mia gente."
Mortie  stato ucciso. E di solito per cose del genere quelli esigono vendetta prosegu
Conrad. Ma si rendono anche conto della gravissima situazione in cui eravate, nonch di quanto
Illeana abbia sbagliato nel valutare l'intera faccenda. Si accontenteranno che mettiate tutto a tacere.
Si accontenteranno? ripetei.
Ellen mi sfior il braccio. Lasciamo perdere, Jim. Ne abbiamo passate fin troppe. So quanto ti
sembri ingiusto che il fratello di Illeana la faccia franca, ma dobbiamo lasciar perdere. Per noi stessi,
per Drew, ma soprattutto per Derek. Se gli dovesse capitare qualcosa, non me lo perdonerei mai.
Perch non me lo hai detto mentre andavamo alla centrale? domandai.
Temevo che cercassi di dissuadermi e che poi lo dicessi a Barry. Che l'orgoglio e il tuo
dannato senso di giustizia avrebbero sopraffatto il buon senso. Non piace neanche a me l'idea di tenere
la bocca chiusa. Ma lo far, se questo potr garantirci la salvezza. Perch  finita. Tutta questa storia
del dischetto e dei tentativi per riaverlo...  tutto finito.
Per quasi un minuto nessuno parl. D'improvviso mi sentii assalire da un'infinita stanchezza,
attraversai la sala e mi appoggiai con un braccio al camino per sorreggermi. Rimasi immobile qualche
istante, fissando la cenere fredda, rimasta dall'inverno precedente. D'accordo dissi infine.
Ellen si avvicin e mi pos una mano sulla schiena. Grazie mormor.
S, grazie disse Conrad. Mosse un passo verso di me. Davvero, Jim. Grazie. Si schiar la
voce. Vorrei parlarti un minuto in privato aggiunse.
Cosa?
Vieni nel mio studio, per favore.
Lo seguii lungo un corridoio ricoperto di moquette fino al suo santuario, una stanza tappezzata
di libri fino al soffitto e dominata da una grande scrivania di quercia, su cui erano impilate pile di fogli,
con un computer di lato. Conrad afferr una delle due poltroncine di pelle di fronte alla scrivania e mi
fece segno di accomodarmi nell'altra. Mi sedetti.
Ancora grazie ripet Conrad. Il fatto  che ci sarebbero state altre ripercussioni se Ellen
avesse identificato Lester. Non cos gravi come quelle di cui ti ho parlato, ma altrettanto disastrose.
Per un istante mi torn in mente il biglietto che aveva scritto a mia moglie, quello che avevo
trovato nella sua borsetta ed ebbi una fugace visione delle gambe di mia moglie avvinghiate intorno a
lui.
Ci sono cose che non puoi capire prosegu Conrad. Cose che potrebbero avere ripercussioni
negative su te ed Ellen, se saltassero fuori.
Che vuoi dire, se saltassero fuori?
Conrad si schiar la voce e abbass lo sguardo sui pantaloni, togliendo un filo e lasciandolo
cadere a terra.
So che non ci credi, Jim, ma ho simpatia per te. Spero che Elizabeth sia riuscita a fartelo
capire, quando ti  venuta a parlare. Il fatto  che mi hai davvero sconvolto negli ultimi giorni, con le
tue accuse e le tue insinuazioni. Cos mi sono sfogato con Elizabeth e le ho chiesto di parlarti, visto che
io non avevo avuto fortuna. Ma mi sembra di capire che non le sia andata molto meglio.
Rimasi in silenzio.
Potr sembrarti falso e condiscendente, ma come preside del Thackeray ho avuto occasione di
conoscere governatori, senatori e persino due presidenti. Al festival organizzato da Ellen ho incontrato
alcune delle pi importanti personalit letterarie del paese. Alcuni di loro hanno espresso commenti
molto lusinghieri nei miei confronti. Pensano che sia uno scrittore di grande talento. Ma tu, Jim,
continui a pensare che io sia solo un impostore.
Chiss cosa avrei potuto fargli con un innaffiatoio se ne avessi avuto uno a portata di mano.
Il fatto  che sei un uomo molto intelligente. Molto pi intelligente di quel che dai a vedere. E
sei un artista... Conosci bene i meccanismi del processo creativo. Sorrise quasi rassegnato. Non
credi che sia io l'autore de La parte mancante. Non sono in molti a sapere del romanzo sul computer di
Brett Stockwell, perci non sono in molti a dubitare del fatto che io abbia scritto quel libro. Siete un
gruppo molto selezionato.
Quale onore! replicai.
Per questo ho cercato di convincerti tramite Elizabeth a leggere il mio nuovo lavoro. Allung
una mano e batt un colpetto su una pila di fogli alta sette o otto centimetri. Eccolo qui. Volevo
dimostrarti che sono in grado di scrivere un romanzo.
Anche ammettendo che tu abbia scritto questo obiettai non cambia la mia opinione riguardo
il primo.
Conrad si mordicchi le labbra per qualche istante. Va bene. In via del tutto ipotetica,
supponiamo che ci sia qualcosa di vero a proposito dei tuoi sospetti sul mio primo libro. E se questo
romanzo fosse addirittura superiore? Conterebbe qualcosa per te?
Ancora una volta mi aveva lasciato senza parole. Non trovai nulla con cui replicare.
Lo so che non  il momento giusto per chiederti ancora una volta di leggerlo. Con tutto quel
che  successo di certo non mi devi nessun favore.
E quando pensi che le cose potrebbero cambiare, Conrad?
Ridacchi. Bella domanda.
Ti do un'idea per una nuova storia continuai. Perch non scrivi di un preside di college,
talmente arrogante e pieno di s che, persino dopo aver saputo che sua moglie ha quasi fatto
ammazzare un tizio, continua a chiedergli di leggere il suo libro?
Conrad annu lentamente. Be', valeva comunque la pena di tentare. Forse Ellen lo legger.
Glielo porter uno di questi giorni.
S, sarebbe fantastico. Mi passai una mano sul viso, inspirando a fondo. Adesso avevo io una
domanda. Che ne hai fatto del computer, Conrad?
Ho tolto il disco rigido, l'ho fatto a pezzi con un martello, poi sono andato a Saratoga Lake, ho
noleggiato una barca e l'ho buttato in fondo al lago.
Provai quasi un senso di ammirazione per l'impudenza con cui mi comunic tutto questo.
Hai controllato se contenesse altro prima di farlo a pezzi? chiesi.
Di sfuggita.
Hai notato qualcos'altro? Non so, delle lettere, per esempio?
Conrad drizz il capo, guardandomi incuriosito. Lettere?
Gi.
No, non ci ho fatto caso. Perch?
Niente, non ha pi importanza.
Si sistem pi comodamente sulla poltroncina, intrecciando le dita sotto il mento. Sei una
brava persona, Jim e capisco che tu abbia una pessima opinione di me disse. E hai tutte le ragioni per
essere arrabbiato e spaventato per quanto  successo a te e a Ellen. Vi hanno terrorizzati. La situazione
in cui vi ha cacciato mia moglie  imperdonabile. Ma c' un motivo per cui ho chiesto a Ellen di non
identificare il fratello di Illeana, Lester, prima del confronto. Rivelare quel che aveva fatto Illeana e le
motivazioni dietro a quell'atto, a prescindere da quanto assurde e immotivate, mi avrebbe sottoposto a
un attento scrutinio da parte delle autorit e questo avrebbe avuto delle ripercussioni su Ellen. Fece
una pausa. E di conseguenza su di te e su tuo figlio.
Non capisco a cosa ti riferisci sbottai.
Conrad si sporse leggermente verso di me. Credo che dovresti parlarne con tua moglie
mormor.
35.
Meglio che ti racconti tutto dall'inizio mi disse Ellen, sedendosi al tavolo della cucina.
Uscito dallo studio di Conrad, ero subito corso da Ellen, limitandomi a un secco: Andiamo.
Tornammo a casa quasi senza scambiarci una parola. Derek era in salotto; la televisione era
sintonizzata su MTV, ma mio figlio dormiva della grossa. Tagliare l'erba tutto il giorno sotto il sole
tende a fare quell'effetto.
Lo scossi con un leggero colpetto sul braccio.
Derek si svegli di soprassalto. Cosa? Dove sono... oh, okay bofonchi, dandosi una
grattatina alla testa.
Ehi esclamai. Tua madre e io dobbiamo parlare. Perch non vai a letto?
S, d'accordo. Alzandosi con aria assonnata, si trascin al piano di sopra. Appena sentimmo
chiudersi la porta della sua camera, ci spostammo in cucina. Restammo a fronteggiarci in piedi,
spostandoci poi dal frigo al bancone centrale, e infine verso il tavolo, come combattenti nell'arena.
Sediamoci proposi, e ci sedemmo. Conrad dice che dovrei parlare con te. Che hai qualcosa
da dirmi. Qualcosa che non riguarda quel che ha combinato Illeana.
Non capisco a cosa ti riferisci. A che proposito?
A proposito di tutto risposi. A proposito di come  cominciato tutto questo. Non  stato
particolarmente specifico.
Ellen inspir profondamente; mentre espirava, mi sembr quasi che tremasse. Penso sia
arrivato il momento mormor lei. Non sai quante volte avrei voluto parlartene, ma non ho mai
trovato il coraggio. Forse perch parlarne non avrebbe cambiato le cose, ma soltanto l'opinione che hai
di me. Ridacchi piano. O forse no. Forse la tua opinione non potrebbe peggiorare ancora di pi da
quando hai scoperto di me e Conrad.
L'ho superata ormai.
No, non  vero.
 stato tanto tempo fa.
Non ha importanza. Ti ho ferito e non ne sei mai guarito. E quel che ti dir adesso, non credo
migliorer le cose fra di noi.  per questo che ho sempre rimandato.
Devo sapere che sta succedendo.
E fu allora che Ellen disse di volermi raccontare tutto dall'inizio.
Quando ho avuto il posto al college esord e ci siamo trasferiti da Albany, ho cominciato
quasi subito a lavorare al fianco di Conrad.
Lo so mormorai. Come se potessi dimenticarlo.
Noi... tu e io, stavamo attraversando un momento difficile prosegu Ellen. Non sto dando la
colpa a te. Era anche colpa mia, mi ero buttata anima e corpo nel lavoro e tu eri depresso perch avevi
abbandonato la pittura e per quello schifoso lavoro come guardia di sicurezza.
Ma che c'entra tutto questo con...?
Lasciami parlare mi interruppe Ellen.  gi abbastanza difficile. Trasse un profondo
respiro. Conrad mi consigliava quali autori invitare al festival. Leggeva tantissimo, dalla narrativa pi
alta ai cosiddetti romanzi popolari. E cos facevo io, anche senza una laurea in letteratura. Insieme
riuscimmo a compilare un elenco di personalit da invitare al festival. Una volta individuati i nomi,
cominciavamo a contattarli... se non di persona, tramite gli agenti.
Ancora non capivo cosa c'entrasse tutto questo con gli ultimi avvenimenti, ma mi limitai ad
ascoltare.
E fu cos che Conrad entr in contatto con Elizabeth Hunt. All'epoca rappresentava tantissimi
scrittori, dagli autori pi importanti a quelli che scrivono di serial killer che collezionano il cuore delle
vittime. Sai il libro da cui hanno tratto anche un film? A ogni modo, quei due si presero subito.
Elizabeth gli disse che se mai avesse scritto qualcosa doveva assolutamente sottoporgliela. E in effetti
Conrad stava lavorando a un romanzo. Da anni... Era il suo Grande Romanzo pronunci l'espressione
come fra virgolette. E pi conoscevo Conrad, pi mi rendevo conto che il suo progetto, quel libro che
significava tutto per lui, non sarebbe mai decollato.
Ma non mi dire replicai in tono sarcastico.
Ellen sollev la testa di scatto. Non posso continuare se hai intenzione di reagire cos.
Chiusi il becco.
Si sentiva sotto pressione, voleva disperatamente essere pubblicato, per lasciare la sua
impronta al Thackeray, come gi altri professori prima di lui. Non che gli altri avessero scritto
bestseller, si trattava pi che altro di lavori accademici, ma si erano guadagnati ottime critiche
all'interno della comunit e, almeno, avevano qualcosa di cui andare fieri. Conrad per non aveva
intenzione di scrivere un saggio, accessibile a una cinquantina di persone al massimo e che sarebbe
finito ad ammuffire sullo scaffale di una libreria. Voleva di pi. Prese fiato. E fu allora che incontr
Brett Stockwell.
Un suo studente.
Esatto. Uno studente molto promettente e dotato, nonch gay, tormentato, nevrotico e molto
pi maturo della sua et. Sicuramente dal punto di vista delle capacit narrative. Conrad non ha trovato
mai nulla di buono da dire sui suoi studenti, si  sempre sentito molto superiore a loro. Invece non
faceva altro che parlare di Brett.
Fammi indovinare. Brett gli fece leggere il romanzo a cui stava lavorando.
Non ci stava pi lavorando. L'aveva finito. Voleva che Conrad lo leggesse per avere un suo
parere. Ellen scosse il capo, abbassando lo sguardo. Brett adorava Conrad. Lo considerava il suo
professore preferito e teneva molto al suo giudizio. Conrad era il suo modello di vita.
E Conrad invece ha tradito la sua fiducia mormorai.
Ellen mi lanci di nuovo quello sguardo che diceva "chiudi il becco e lasciami parlare".
Brett gli fece leggere il romanzo, dicendogli che ci aveva lavorato per mesi, che non l'aveva
fatto vedere a nessun altro, anzi non aveva neppure mai avuto il coraggio di confessare che stava
scrivendo un libro. Conrad era piuttosto scettico all'inizio, perch, malgrado l'alta opinione che aveva di
Brett, dubitava che fosse in grado di scrivere un romanzo alla sua et. Per lo meno un buon romanzo.
Brett copi il lavoro su un dischetto, lo consegn a Conrad, e lui cominci a leggerlo sul proprio
computer. E quel romanzo gli tolse il fiato. Era un'opera grandiosa: ironica, provocatoria, divertente.
Molto superiore al libro che Conrad tentava da anni di completare. Ellen si interruppe. Ho bisogno di
bere. Si alz e apr il frigo. Mi aspettavo che prendesse una bottiglia di vino. Pensavo che dopo aver
versato le due bottiglie nel lavandino, avesse cambiato idea e rifornito le scorte. Invece prese un succo
di frutta e me lo allung, chiedendomi, a gesti, se ne volessi anch'io. Annuii. Poi si risedette, svit il
tappo della bottiglia e continu il racconto. Il fatto  che l'argomento del libro di Brett era simile a
quello su cui stava lavorando Conrad. Voglio dire, non esattamente uguale, non parlava di un uomo che
si sveglia una mattina e si ritrova senza gli attributi, ma era ugualmente una satira sui comportamenti
sessuali contemporanei. Conrad si convinse di aver trovato il libro che da anni tentava di scrivere, che
in qualche modo lui e Brett fossero sulla stessa lunghezza d'onda. A quel punto gli serviva un'opinione
professionale, per capire se fosse il solo a considerare geniale il romanzo di Brett. Cos invi il libro a
Elizabeth Hunt.
Dicendole chi l'aveva scritto?
No. Non le disse proprio un bel nulla.
Hai idea di cosa gli passasse per la testa quando sped il libro a Elizabeth? Cosa pensava, che
se la Hunt l'avesse apprezzato, lui si sarebbe potuto prendere il merito di aver lanciato Brett Stockwell
nel firmamento letterario? O piuttosto qualcosa del tipo "Se le piace le dico che  farina del mio
sacco"?
Non lo so cosa gli passasse per la testa. Forse non lo sapeva neanche Conrad. Probabilmente ci
aveva pensato. Forse una parte di lui sperava che Elizabeth giudicasse il libro orribile, cos la faccenda
si sarebbe chiusa.
Ma le cose non andarono cos, giusto?
Infatti. Elizabeth disse che il libro era geniale. Aveva ancora bisogno di qualche
aggiustamento qua e l, ma era geniale. Volle subito assicurarsene i diritti e si propose per
rappresentare personalmente l'autore. Cos chiese a Conrad: "Chi  l'autore? Tu?". Credo che lui non si
capaciti ancora adesso di aver risposto di s.
E tu come fai a sapere tutte queste cose? chiesi.
Era quando... la voce le si affievol.
Quando andavate a letto insieme conclusi per lei. Ellen non replic. Ti mise al corrente di
tutti gli sviluppi passo dopo passo?
Solo fino a quando Elizabeth rispose che il libro doveva essere pubblicato. A quel punto
Conrad smise di parlarmene.
Non voleva ammettere davanti a te che ci stava pensando seriamente.
Infatti. Per scoprii che si era visto con Brett. Stavo andando da Conrad, non mi ricordo pi
per cosa. La porta del suo ufficio era socchiusa e mi accorsi che era con uno studente. Mi attardai fuori,
in attesa che finisse il colloquio e a un tratto mi resi conto che stava parlando con Brett del suo libro.
Cosa gli stava dicendo? chiesi.
Che non valeva niente.
Stai scherzando?
Gli disse che era un lavoro da dilettanti, poco credibile, pieno di luoghi comuni. Snocciolava
un commento negativo dopo l'altro.
Di tutte le cose che sapevo e immaginavo di Conrad, questa mi sembr la peggiore. Mettendo
da parte per un istante il mio risentimento personale, pensai che quanto Conrad aveva fatto a Brett era
molto peggio dell'essere andato a letto con mia moglie.
Vidi Brett uscire da quell'ufficio, con il portatile a tracolla, completamente distrutto prosegu
Ellen. Il volto rigato di lacrime. Te lo immagini? Consegni il tuo libro - tutta la tua vita - all'uomo che
pi ammiri, la cui opinione significa tutto per te, e ne vieni completamente annientato. E forse, ripeto
forse, in parte avrei potuto giustificare Conrad se davvero il libro fosse stato un disastro. Non aveva
senso illudere un ragazzino, lasciandogli credere di avere talento se non era vero. Ma Conrad aveva
mentito!
La tristezza di Brett, la sua straziante delusione mi toccarono il cuore, come se non fossero
passati dieci anni. Non riesco a credere che si possa scendere cos in basso mormorai.
Affrontai Conrad, gli rivelai che avevo sentito tutto e gli chiesi cosa diavolo pensava di fare,
visto che sapevo quanto gli fosse piaciuto quel romanzo. Conrad fu preso in contropiede e annasp in
cerca di una spiegazione. Mi rispose che s, il libro aveva qualche pregio, ma non era poi cos buono,
che quel ragazzo non ce l'avrebbe mai fatta a diventare un vero scrittore, se tutti lo avessero incensato
per ogni minima cosa scritta. In quel momento capii che terribile errore avessi commesso e che razza di
individuo deprecabile fosse Conrad Chase; cominciai persino a detestarmi per essermi fatta affascinare
da lui e per averti tradito.
Rimasi in silenzio.
Chiesi a Conrad perch mai avesse detto quelle cose orribili a Brett, pur sapendo che Elizabeth
aveva un'alta considerazione del romanzo. Gli chiesi se avesse la minima idea di quel che aveva fatto a
quel ragazzo, che aveva lasciato il suo ufficio con l'aria di uno pronto ad ammazzarsi.
Fu come se mi si accendesse una lampadina. Oddio esclamai. Per tutto questo tempo ho
pensato che Conrad l'avesse ucciso. Invece Brett si  davvero suicidato. Anche se, per certi versi, 
come se Conrad l'avesse spinto nel precipizio mentendogli, dicendogli che il suo libro non valeva
niente.  per questo che Brett si  buttato dalle cascate.
No rispose Ellen a bassa voce. Non  andata cos. Non  andata affatto cos.
Aspetta un istante dissi. Allora avevo ragione.  stato Conrad a ucciderlo. Lo ha spinto dal
ponte per potergli rubare il libro?
No ripet Ellen. Non  andata neanche cos.
36.
Non capisco mormorai.
Ellen allung una mano a sfiorarmi il braccio. Lasciami finire, d'accordo?
Continua.
Mentre inveivo contro Conrad, chiedendogli spiegazioni sul perch avesse detto a Brett che il
libro faceva schifo, pur sapendo che era scritto molto bene e che era piaciuto molto a Elizabeth, d'un
tratto capii cosa avesse in mente. Senza pensarci tanto gli chiesi se intendesse spacciare per suo il
romanzo di Brett.
E Conrad cosa rispose?
Come mi aspettavo. Si finse offeso, mi disse che ero fuori di testa. Ma continuai a insistere e
finalmente inizi a cedere: mi confess che non aveva intenzione di spacciare per suo il libro, ma che
magari sarebbero potuti giungere a un accordo. Brett era cos giovane, era solo uno studente, nessun
editore avrebbe degnato di uno sguardo il suo lavoro. Ma se Conrad gli avesse fatto da prestanome, ci
sarebbero state pi possibilit di pubblicarlo e avrebbero potuto dividersi i diritti d'autore. Oppure
avrebbe proposto a Brett un'offerta generosa, facendogli firmare un documento per la rinuncia ai diritti.
Continuava a blaterare una serie di assurdit, ma gli lessi nello sguardo che aveva gi preso una
decisione: voleva disperatamente quel libro, perch era il suo lasciapassare per ottenere finalmente un
riconoscimento da parte del Thackeray. Gli chiesi cosa avesse detto esattamente a Elizabeth, se le
avesse rivelato che era Brett l'autore dell'opera. Conrad rispose: "Non proprio". Non potevo credere che
avesse preso in considerazione una simile idea, specialmente dopo quello che aveva detto a Brett, e
glielo dissi. Il fatto che Conrad fosse disposto ad arrivare a tanto, mi faceva dubitare che...
Dubitare cosa?
Ecco... non ne ero proprio sicura.
Pensavi che Conrad potesse arrivare a ucciderlo?
Non lo so. Non credo. Non so cosa pensassi. Ma a un certo punto Conrad si alz dalla
scrivania e mi venne vicino, minacciandomi: "Non mettermi i bastoni fra le ruote, Ellen". Mi teneva
per le spalle e aveva uno sguardo... non so. Sembrava posseduto da una forza estranea e quello
sguardo... ecco mi terrorizz.
Lo stesso sguardo che io gli avevo visto nella rimessa, quando lo avevo affrontato a proposito
del computer scomparso e di ci che i ragazzi vi avevano trovato. E lo avevo rivisto quella sera, quando
si era infuriato con Illeana.
Ci non toglie che volessi comunque tentare di fermarlo prosegu Ellen, scuotendo il capo
con aria triste. Se solo avessi lasciato perdere.
Perch? chiesi. Che cosa hai fatto?
Ellen si copr il volto con le mani, cercando di farsi coraggio e continuare. Contattai Brett.
Tutti gli studenti avevano una specie di cassetta della posta personale, cos gli lasciai un biglietto in cui
gli chiedevo di vederci la sera successiva, da Kelly's.
Lo stesso locale in cui ero stato con Barry e dove Linda, la ragazza madre, diceva di aver visto
per l'ultima volta Sherry Underwood.
Pensavo fosse meglio incontrarci fuori del campus, dove era meno probabile essere visti. Nel
biglietto scrissi che era una cosa importante, che dovevo parlargli del suo libro. Brett mi conosceva
appena, sapeva solo che lavoravo per Conrad. Ci eravamo salutati un paio di volte, tutto qui. Ma a me
sembrava di conoscerlo da tempo, perch Conrad me ne parlava spesso. E poi, da quando l'avevo visto
uscire dall'ufficio, cos distrutto e umiliato, non riuscivo a smettere di pensare a lui. Mi sentivo in
qualche modo responsabile, dato il mio rapporto con Conrad, e non sopportavo quella sensazione.
Cos vi siete incontrati?
Arrivai da Kelly's alle nove, senza sapere se si sarebbe fatto vivo. Non ero neanche certa che
avesse trovato il mio biglietto. Ma dopo circa cinque minuti lo vidi arrivare, con un piccolo zaino sulle
spalle e una borsa per il computer. Lo salutai con un cenno della mano, perch non sapevo se mi avesse
riconosciuto dal nome sul biglietto. Per Brett sapeva chi fossi e venne a sedersi di fronte a me. Aveva
un'aria distrutta. Era un ragazzo cos dolce, dall'aria fragile, come se il minimo soffio di vento potesse
farlo volar via. Ellen cominci a piangere. Era cos innocente. Voglio dire, la sua prosa era molto
matura, ma in fondo era ancora un ragazzino.
Va' avanti mormorai con dolcezza.
Recuper il mio biglietto e lo appoggi sul tavolo, chiedendomi come facevo a sapere del
libro. Gli risposi che Conrad era un mio amico. Ellen abbass lo sguardo pronunciando queste parole.
E che mi aveva parlato del libro, confessandomi quanto fosse buono.
La cosa lo avr sorpreso.
Oh, s. Brett mi rispose: "Be', non  quello che ha detto a me. A quanto pare il mio romanzo 
solo un cumulo di stronzate". Ribattei che non era affatto cos e Brett replic che non l'avevo letto e
non potevo giudicare. Cos gli rivelai che una mia conoscente, un'agente letteraria di New York, l'aveva
letto e l'aveva definito brillante, che ne era rimasta molto colpita. Brett era senza parole. "Come ha fatto
un'agente di New York ad avere il mio libro?" mi chiese. Cos dovetti ammettere che Conrad lo aveva
dato da leggere a Elizabeth Hunt.
Brett sar rimasto esterrefatto alla notizia osservai.
Continuava a dire che non capiva. Perch Conrad avrebbe dovuto fare a pezzi il suo romanzo
se gli era piaciuto al punto da sottoporlo a un agente? E a un tratto gli si accese una lampadina. Mi fiss
a bocca aperta e mi accorsi che aveva capito tutto, anche se non riusciva a esprimerlo a parole.
Cos hai dovuto farlo tu.
Senza tanti giri di parole gli dissi: "Brett, penso che Conrad voglia spacciarsi per l'autore del
tuo romanzo". Brett ribatt stizzito che non era possibile. Che Conrad Chase era il suo professore
preferito, il migliore che avesse mai avuto, e non avrebbe mai fatto una cosa del genere. A quel punto
gli chiesi se Conrad avesse per caso accennato a un accordo finanziario, magari per aiutarlo a scrivere
la versione definitiva e poi dividere i diritti. Volevo dare a Conrad almeno il beneficio del dubbio. Ma
Brett rispose di no, il professor Chase non aveva minimamente accennato a nessun tipo di accordo.
Che figlio di puttana esclamai.
Questa volta Ellen non fece alcun tentativo di zittirmi. Gi mormor. Eppure Brett
continuava a ripetere che mi sbagliavo, che Chase non avrebbe mai tradito la sua fiducia. Per questo gli
aveva fatto leggere il libro, si fidava di lui e del suo giudizio. Ma pi stavamo l seduti a parlare, pi
Brett cominciava ad accettare il fatto che quanto gli dicevo fosse la verit.
Per lo meno aveva scoperto che il suo lavoro non era da buttare osservai. E che Conrad gli
aveva raccontato un sacco di bugie, unicamente per il suo interesse personale.
Ellen annu, scrollando le spalle. S, ma la cosa sembrava non avere importanza per Brett. Era
talmente sconvolto da non riuscire neanche a vedere il lato positivo di tutto questo. Si mise a piangere,
sfogandosi con me: il padre era morto l'anno prima, erano rimasti solo lui e sua madre, si sentiva cos
confuso. Era gay e non poteva confessarlo alla madre. Credeva di aver trovato in Conrad una figura
paterna con cui parlare e di cui fidarsi.
Cristo mormorai.
Volevo dirgli, ma mi trattenni, che mi sentivo anch'io in parte cos. Che anch'io ero stata
risucchiata dalla personalit di Conrad, dalla sua presunta fiducia in se stesso, dalla sua intelligenza, ma
che avevo commesso un terribile errore. Volevo dirgli che avevo messo in pericolo il mio matrimonio
per una persona superficiale, egocentrica. Un mostro.
Non riuscii a trattenermi dal chiedere: Ti saresti sentita meglio se avessi messo in pericolo il
tuo matrimonio per una persona migliore?.
Ellen si morse le labbra e mi fiss. Me la sono cercata. Si asciug le lacrime e continu.
Scongiurai Brett di non farla passare liscia a Conrad. Doveva raccontare ad altri del suo libro, magari
inviarne una copia a Elizabeth Hunt. Ci avrei pensato io a garantire per lui. Gli chiesi chi altri avesse
letto il romanzo e Brett abbracci il portatile come se fosse suo figlio. "Nessuno" rispose. Ne aveva
data una copia su dischetto a Conrad e a nessun altro.
Perci era rimasta solo un'altra copia? intervenni. Sul portatile?
Cos pensai all'epoca. Ma quando mi hai raccontato cosa avesse trovato Derek sul computer
che gli aveva regalato la madre di Brett, mi sono resa conto per la prima volta che doveva essercene
un'altra anche sul computer fisso. Ed  stato allora che anche Conrad ha scoperto l'esistenza di un'altra
copia del libro pubblicato a suo nome.
E nonostante questo hai deciso di aiutarlo esclamai. Gli hai consegnato il dischetto. Lo hai
aiutato a nascondere le prove. Non capisco.
Ho quasi finito mormor Ellen. Si prese il volto fra le mani qualche istante, prima di
proseguire. Brett non sembrava furioso per lo scherzo che gli aveva combinato Conrad. Era troppo
ferito per sentirsi in collera. Tutti volevano solo fregarlo, mormor. Era la storia della sua vita. Non
gliene fregava niente di quel fottutissimo libro, Conrad poteva prenderselo, per quel che gliene
importava. Nulla aveva pi importanza, ormai, mi disse. E improvvisamente si alz dal tavolo e usc
dal locale.
E poi?
All'inizio non sapevo cosa fare. Brett era sconvolto e non sapevo se lasciarlo in pace o andargli
dietro. Optai per la seconda ipotesi, temendo che decidesse di commettere qualche sciocchezza.
Pensavi che volesse suicidarsi?
Non so bene cosa pensassi, ero solo molto preoccupata. Perci mi alzai e gli corsi dietro. Uscii
dal locale senza sapere in che direzione si fosse diretto. Poi con la coda dell'occhio vidi che stava
andando verso nord, verso le cascate.
Okay.
Cos lo seguii, chiamandolo a gran voce, ma Brett mi ignor, continuando a camminare tutto
ingobbito. Lo raggiunsi circa a met del ponte. Lo afferrai per un braccio, implorandolo di fermarsi.
E Brett si ferm?
S, si volt a guardarmi e, anche se era buio, mi accorsi che stava piangendo. Il ponte era quasi
deserto, non passava nessuno e c'erano pochissime macchine. Gli chiesi se si sentiva bene, per
assicurarmi che non commettesse un gesto sconsiderato. Era un ragazzo davvero molto sensibile e
vulnerabile.
Attesi il seguito, in silenzio.
Mi rispose che aveva preso una decisione. Avrebbe lasciato a Conrad carta bianca. Poteva
tenersi quel cazzo di libro, esclam. Non gliene fregava pi niente. Si lasci scivolare dalla spalla la
tracolla del portatile e mosse un passo verso il parapetto. In quel momento capii le sue vere intenzioni:
voleva buttare il computer nelle cascate.
Che cosa?
Lo supplicai di ripensarci, che quel portatile rappresentava la sua unica prova. Con il senno di
poi penso fosse pi che altro un gesto di stizza, per dar voce alla sua frustrazione per il tradimento di
Conrad. Ma al momento non me ne resi conto, cos continuai a ripetergli che quel libro l'aveva scritto
lui e che non poteva disfarsi del portatile. Brett non mi stava neanche a sentire. Dentro di me
continuavo a pensare: "Non  possibile, Conrad non pu farla franca". Quando Brett si liber della
tracolla e lanci il portatile dal ponte, balzai in avanti per afferrarlo.
Mi accorsi che stavo trattenendo il fiato.
Allungai le braccia, cercando di afferrare la tracolla, ma mi sfugg di mano, atterrando sulla
sporgenza che circonda il ponte, dall'altra parte del parapetto. La tracolla si impigli in un bullone
sporgente e il computer rimase a penzolare nel vuoto.
Cristo santo esclamai.
Cercai di recuperarlo allungandomi attraverso le sbarre che delimitano il ponte. Nel frattempo
Brett si allontan, continuava a ripetere che non gliene fregava niente. Ma io ero pi che decisa a
recuperare il computer. Cercai di arrivarci da sopra il parapetto, ma, siccome non ci riuscivo, lo
scavalcai con una gamba.
No! esclamai, come se potessi impedirle, dopo tutti quegli anni, di commettere un gesto cos
rischioso.
Pensavo di scendere sulla sporgenza, tenendomi al parapetto con una mano, accucciarmi e
cercare di prendere il portatile con l'altra.
Iniziai a scuotere il capo, esterrefatto.
Alla fine riuscii ad afferrarlo e mi legai la tracolla attorno al polso, ma, mentre stavo per
rialzarmi, scivolai con un piede oltre la sporgenza e lanciai un urlo. Brett, che ormai era giunto alla fine
del ponte, si volt e, vedendo la situazione in cui mi trovavo, torn indietro di corsa.
Continua.
Avevo la tracolla del portatile avvolta intorno al polso, ma il computer era scivolato dalla
sporgenza e si era impigliato in qualcosa, perci non riuscivo a muovere il braccio, non potevo alzarmi
e riuscivo a stento a tenermi aggrappata a una colonnina del parapetto con l'altra mano. Brett si rese
conto del rischio che stavo correndo e cominci a gridare: "Resisti! Resisti!" mentre scavalcava il
parapetto per venire ad aiutarmi. Ma prese troppo slancio e quando atterr sulla sporgenza, perse
l'equilibrio.
Ellen si interruppe. Appoggiando i gomiti sul tavolo si prese il volto fra le mani e cominci a
singhiozzare.
Ellen mormorai, avvicinando la sedia e posandole una mano sulla spalla. Ellen ripetei.
Vedi, era tornato indietro per aiutarmi, ma aveva agito d'istinto, senza calcolare lo slancio
necessario per mantenere l'equilibrio. E d'un tratto, mentre precipitava al rallentatore, gli lessi negli
occhi la consapevolezza della fine prosegu singhiozzando. Cerc di aggrapparsi al parapetto, e quasi
ci riusc, ma era cos esile, aveva delle mani cos piccole. Ellen distolse gli occhi un istante. E la
spinta che si era dato era troppo forte. Manc la presa e scomparve nel baratro. Ellen mi guard con
gli occhi gonfi di pianto. E sai una cosa?
Cosa?
Non emise neanche un lamento. Venne risucchiato dal vortice delle acque. Non ho neanche
sentito il rumore del suo corpo che si abbatteva sulle rocce.
37.
In qualche modo riuscii a risalire sul ponte disse Ellen. Dovevo essere sotto shock, non
saprei. Avevo ancora la tracolla del portatile avvolta intorno al polso. Guardai gi nel dirupo, sperando
di scorgere Brett, ma non vidi nulla. Corsi in fondo al ponte, dove partono i gradini che scendono fino
alle rocce.
Annuii. Conoscevo quelle scale.
Scesi a perdifiato e guardai dappertutto lungo la riva, pur sapendo benissimo che nessuno
sarebbe sopravvissuto a una caduta simile. Non con tutte quelle rocce. E poi mi sembr di intravedere
Brett, per lo meno la schiena e una gamba: era riverso su uno spuntone di roccia, inondato dagli scrosci
d'acqua. Allora capii che era morto. Ellen si interruppe. Avevo commesso un'azione orribile.
Stavi cercando di agire per il meglio obiettai.  stato solo un incidente, puro e semplice. Era
giusto avvertirlo delle intenzioni di Conrad. Per quel che ne sapevi, forse Conrad stava gi pensando di
sbarazzarsi di un testimone scomodo, e anche se tu non avessi seguito Brett fino al ponte, lui avrebbe
potuto cercare comunque di togliersi la vita, buttandosi di sotto insieme al computer.
O magari se non l'avessi seguito, sarebbe ancora vivo.
Avrei voluto continuare a parlare, per cercare di placare il senso di colpa di Ellen, ma intuii che
c'era dell'altro. Dopo che accadde? domandai.
Non sapevo dove andare rispose. Se non da Conrad.
Perch non sei venuta da me?
Dio, avrei tanto voluto esclam Ellen con sguardo implorante. Ma non avrei saputo da che
parte cominciare. All'epoca non sapevi ancora... di me e Conrad. Raccontarti tutta la faccenda
significava doverti confessare tutto. E, Jim... Mi sfior il braccio. Non ce la facevo.
Annuii.
Ma sentivo di doverlo confessare a qualcuno. E la prima persona che mi venne in mente fu
Conrad: quello che avevo fatto era soltanto colpa sua. Avevo fatto una grandissima stronzata, ma ero
furiosa con Conrad e volevo rinfacciargli quella tragedia, perch era stato lui a mettere in moto tutta
questa storia. Andai a casa sua. All'epoca viveva in un appartamento poco distante dal college, non
nella villa di adesso. Entrai dalla porta principale e lo trovai in cucina che correggeva alcuni compiti.
Gettai il portatile sul tavolo. "Che cazzo ?" mi domand. Gli raccontai tutto, di come avevo cercato di
mettere in guardia Brett, rivelandogli che il suo insegnante lo aveva tradito. Conrad divent tutto rosso
in faccia, sembrava sul punto di esplodere. E poi gli raccontai anche il resto, che Brett aveva lanciato il
portatile dal ponte, che avevo tentato di recuperarlo finendo quasi per ammazzarmi e che Brett era
morto cercando di salvarmi.
E come reag?
Dopo che gli ebbi raccontato della morte di Brett, l'atteggiamento di Conrad cambi
radicalmente. All'improvviso divent di una calma olimpica. Mi chiese se stavo scherzando. Mi chiese
se il computer sul tavolo fosse di Brett e se contenesse il romanzo che aveva scritto. Supponevo di s,
ma siccome non me ne ero accertata, Conrad lo tir fuori dalla custodia, lo accese e cominci a
controllare. Non disse una parola, ma vedevo che stava esaminando diversi file, annuendo con la testa.
Lo richiuse e disse solo: "Ci penso io".
Aveva capito che avrebbe potuto impadronirsi impunemente del libro.
Sapevo cosa gli passava per la testa. "Se lo fai pubblicare a tuo nome," gli dissi "riveler al
mondo intero che cosa hai fatto." Conrad mi rispose con quella sua risatina supponente: "E vuoi che
riveli anche io al mondo intero come sono venuto in possesso delle copie di questo libro? Vuoi che
sappiano tutti perch mai il vero autore non sia qui a reclamare i propri diritti? Che l'hai spinto gi dalle
cascate, e che l'hai fatto per me?".
Non avr pensato sul serio che qualcuno potesse credergli?
 proprio quel che gli risposi. Gli dissi: "Fa' pure, racconta la tua versione, ma sono sicura che
crederanno a me quando avr raccontato come si sono svolti i fatti, passo dopo passo". Lui mi
minacci: "E cosa penseranno quando verr fuori che sei scappata, lasciando morire Brett Stockwell
senza chiamare i soccorsi o la polizia?".
Credo di aver fatto una smorfia. In effetti non avrebbe deposto un granch a tuo favore.
Lo so. Ma in qualche modo avrei potuto spiegarlo. Ero sotto shock, dopo tutto, avevo rischiato
a mia volta di morire. Ero disposta a correre il rischio. Sapevo che le minacce di Conrad erano molto
insidiose. Io avrei potuto accusarlo di aver rubato il libro di Brett, ma lui avrebbe potuto giustificarsi
dicendo che non era mai stata sua intenzione e che avevo agito di mia iniziativa, per fargli un favore.
Proprio come Illeana osservai.
Gi, pi o meno. La sua versione sarebbe stata che avevo spinto Brett gi dal ponte in modo
che Conrad potesse appropriarsi del libro. Per fargli un regalo, insomma.
Un po' tirato per i capelli, ma qualcuno poteva crederci.
Ero cos confusa prosegu Ellen. Ero spaventata. E mi vergognavo. Temevo che la gente
avrebbe creduto alla versione di Conrad. E allora che ne sarebbe stato di me, di noi e di nostro figlio?
Saremmo stati trascinati tutti in questo scandalo. Scosse il capo con aria desolata. Denunciare
Conrad significava mettere allo scoperto la nostra relazione. Quando hai trovato quel biglietto fra di noi
era gi finita, ma a quel punto era troppo tardi per farsi avanti e raccontare la verit. So bene che con il
mio silenzio ho contribuito a dargliela vinta su tutti i fronti. Ellen mi sfior nuovamente il braccio. Ti
amo disse. Ti amo adesso e ti amavo anche allora. Ma sono stata zitta sperando che non venissi mai a
sapere di Conrad.
Mi alzai e andai ad appoggiarmi al bancone della cucina, fissando il lavello. Cos in questi
ultimi giorni hai deciso di sabotare tutti i miei tentativi di smascherare Conrad perch si sarebbero
ritorti contro di noi. Non volevi che gli parlassi, volevi farlo di persona. Hai recuperato il dischetto
dall'avvocato di Derek e glielo hai restituito.
Gi.
Albert Langley sapeva cosa aveva architettato Conrad anni fa, e deve averlo avvertito di ci
che Derek e Adam avevano trovato sul computer.
S, Conrad aveva confessato i suoi peccati ad Albert. Non per attenuare i sensi di colpa, ma per
coprirsi le spalle, in caso di sviluppi imprevisti. Poco prima della pubblicazione del libro, era diventato
sempre pi paranoico, cos si era rivolto ad Albert per discutere della faccenda, voleva sapere quali
erano le probabilit di cavarsela, in caso qualcuno lo avesse accusato di plagio. Potevano fargli causa?
Aveva fatto giurare ad Albert di non farne parola con nessuno, cosa piuttosto inutile visto che era
vincolato al segreto professionale. Albert gli aveva consigliato di voltare pagina e di non pensarci pi.
E Albert sapeva che l'unica altra persona a conoscenza del plagio eri tu?
Immagino di s disse Ellen. In tutti questi anni io e Conrad abbiamo condiviso questo
terribile segreto. All'uscita del libro, di fronte a tutte quelle recensioni favolose, fui costretta a fare buon
viso a cattivo gioco. Volevo andarmene, lasciare il Thackeray, allontanarmi da tutto, ma Conrad mi
intim di restare, sostenendo che stavo facendo un ottimo lavoro e che dovevamo buttarci il passato
alle spalle. Temeva che una volta lontana dal suo controllo, avrei trovato il coraggio di denunciarlo. Mi
minacci dicendo che avrebbe fatto in modo che non trovassi lavoro da nessun'altra parte, di non
sottovalutarlo, perch aveva molte conoscenze. Forse non era in grado di scrivere un libro, ma sapevo
che non avrebbe esitato a fabbricare un castello di menzogne da raccontare a chiunque volesse
assumermi.
Ellen trasse un profondo respiro. A ogni modo, Conrad non ha mai raccontato a Ileana di Brett
e del suo libro. Quando Ileana ha intuito che qualcosa non andava e che, per qualche motivo, stavi
cercando di infangare la reputazione del marito, non ha perso molto tempo a chiedersi se fosse la verit
o no. Semplicemente non avrebbe permesso a nessuno di rovinare la sua vita perfetta al fianco del
preside di un college. Cos ha chiamato il fratello e un altro delinquente di mezza tacca per recuperare
il dischetto. Quando Conrad  venuto a saperlo,  quasi impazzito, non riusciva a credere cosa avesse
combinato la moglie. Mi ha chiamata, spiegandomi che se avessi identificato Lester, non solo tutta la
faccenda di Brett ci sarebbe esplosa in faccia, ma che, per di pi, la famiglia di Illeana era molto
pericolosa. Avrebbero persino ucciso Derek, se necessario.
Che casino sospirai. Mi sedetti di nuovo e le presi le mani. Al posto tuo avrei agito nello
stesso modo. Hai fatto la cosa giusta non riconoscendo il fratello di Illeana. Meglio limitare i danni,
finch  possibile.
Ricordi cosa ti ho detto l'altro giorno, quando Derek  stato arrestato? domand Ellen. Ti ho
detto che qualcuno ci stava punendo. Mi riferivo a questo orribile segreto. Sono responsabile della
morte di Brett.
Le strinsi forte la mano. No mormorai.
Non ebbi il coraggio di aggiungere che, se questa era davvero una punizione per le nostre colpe,
anch'io me la meritavo.
38.
La mattina parlai con Derek mentre stava per andare a prendere Drew.
Ehi dissi.
Far un caldo infernale anche oggi borbott Derek.
Sei sicuro di aver voglia di rimetterti subito a sgobbare? E senza di me, solo con Drew?
Perch, insomma, forse ho sbagliato a chiederti di lavorare cos presto, con tutta la responsabilit sulle
tue spalle, dopo quel che hai passato... l'arresto, il carcere e via dicendo.
No, no, va bene replic Derek. Anzi, penso sia la cosa migliore. Cos non ci penso troppo.
Gi, era quello che speravo.
E tu? Com' scarrozzare di nuovo quella testa di cazzo?
Scoppiai a ridere. Non c' male. Non so se sono cambiato io, o se  cambiato Randy. Ma non
mi irrita pi come un tempo.  sempre il solito stronzo, nessun dubbio, ma forse non mi faccio pi
coinvolgere. Magari perch so che  una situazione temporanea. Mi sa che va meglio a te con Drew.
Gi rispose Derek. Cerco di non fare lo stronzo con lui, tipo fargli domande sulla rapina in
banca o cose del genere. Per lo pi lo lascio in pace, senza stargli troppo con il fiato sul collo.
S,  la cosa migliore ribattei.
Certo che lavora proprio bene. Faccio fatica a stargli dietro. Fece una pausa. Meglio che
vada adesso.
Non so se l'idea fosse venuta a entrambi nello stesso momento, fatto sta che ci abbracciammo,
assestandoci leggeri colpetti sulla schiena. Poi Derek mont sul pickup e si allontan.
Mentre lo osservavo superare la casa dei Langley, mi venne in mente che, nonostante tutte le
rivelazioni e tutti i segreti usciti allo scoperto nelle ultime ventiquattro ore, non avevo ancora idea di
cosa fosse successo la sera degli omicidi.
Dopo qualche istante usc Ellen, pronta per andare al Thackeray.
Le posai le mani sulle spalle. Ricordi che subito dopo la morte dei Langley eri pronta ad
andartene da qui? Be', adesso lo sono anch'io, anche se per tutt'altra ragione. Hai un curriculum
notevole, potresti trovare lavoro dappertutto. E dovunque tu voglia andare, trover qualcosa anch'io.
Non lo so mormor Ellen.
Conrad non ti tiene pi in pugno. Sei tu ad avere l'asso nella manica adesso, dopo quel che ha
combinato Illeana. E soprattutto perch non hai identificato suo fratello.
Mi  venuta in mente una cosa questa notte disse. A proposito della pistola.
La pistola?
Quella che la polizia ha trovato accanto all'auto che guidava il fratello di Illeana, la notte in cui
ci hanno aggrediti. Se si tratta effettivamente della pistola con cui sono stati uccisi i Langley, allora
io...
Allora tu... cosa?
Magari, non identificando Lester, ho lasciato a piede libero un assassino. Per proteggere tutti i
miei segreti, ho permesso a uno degli assassini dei Langley di tornare a piede libero.
Per quanto ne sappiamo, Illeana non ha coinvolto il fratello fino a che non mi ha sentito
discutere con Conrad a proposito del computer scomparso e del dischetto che aveva Derek. E questo 
avvenuto dopo l'omicidio dei Langley.
Vero.
Forse Drew si  sbagliato, pensando che Lester abbia gettato qualcosa dalla macchina. Era
buio ed eravamo tutti molto scossi.
Ellen ci pens un istante. Dio, spero di aver fatto la cosa giusta, ieri, durante il confronto. La
mattina dopo ti svegli e cominci a vedere tutto in modo diverso.
Lasciamo le cose come stanno proposi. Cerchiamo di stare tranquilli e voltiamo pagina.
Non saprei mormor Ellen. Non so che cosa fare. Mi guard negli occhi. Forse hai
ragione. Dovremmo ricominciare. Da qualche altra parte.
La presi fra le braccia. Parliamone con pi calma questa sera.
Okay mormor Ellen, tenendomi stretto. Dovunque mi giri, vedo solo tragedie e scelte
sbagliate. La casa dei Langley, la rimessa, le cascate, il college. Voglio andare via da tutto questo prima
che succeda qualche altra disgrazia.
Non succeder pi niente mormorai. Non succeder pi niente.
Non avevo alcuna fretta di arrivare in Comune. Randall Finley non aveva molti impegni per la
giornata e le poche riunioni in programma si sarebbero tenute nell'edificio. Perci non aveva bisogno di
me. Cercava di risparmiare le forze in previsione del grande annuncio in serata, quando avrebbe
ufficializzato la candidatura al Congresso.
Pensai di presentarmi al lavoro verso mezzogiorno, magari avrei fatto un salto al Walcott Hotel,
nella zona occidentale della citt, dove il comitato elettorale di Finley aveva affittato una piccola sala,
che era stata decorata con cartelli e striscioni e dove era stato allestito un buffet con tartine e alcolici
vari.
Cos decisi di concedermi un po' di tempo per me, cosa che di rado mi concedevo: oziare per la
casa, bevendo il caff e leggendo con tutta calma il giornale. Ma naturalmente quando si presenta
un'opportunit del genere, qualcosa va sempre storto.
Vidi l'auto di Barry lungo il viale di casa mia. Era impossibile assistere all'arrivo di Barry
Duckworth senza provare un minimo di apprensione. Il tempo che scendesse dall'auto e avevo gi
attraversato il prato per andargli incontro. Ciao mormorai.
Ehi rispose Barry.
Brutte notizie? gli chiesi.
Barry si strinse nelle spalle. Capitavo da queste parti...
Non capiti mai per caso da queste parti.
Come ti senti oggi?
E stata una settimana faticosa, Barry. Penso anche per te.
Davvero una scena incredibile, ieri sera disse, riferendosi al confronto per il riconoscimento
di Lester Tiffin. Pensavo che una volta visto il tatuaggio saremmo riusciti a inchiodarlo.
Mi limitai a scrollare le spalle. Se Ellen aveva intenzione di cambiare la propria versione, era
una decisione che spettava solo a lei.
Barry scosse il capo. Non so, Jim. Penso che ci sia qualcosa sotto. Penso che voi due stiate
coprendo qualcuno. Per lo meno Ellen. E la cosa non mi  di grande aiuto.
Spiacente, Barry, ma anche alcune tue iniziative della settimana scorsa non ci sono state di
grande aiuto.
Barry sospir. Non voglio litigare con te, Jim. Voglio solo capire che cazzo sta succedendo.
Tre persone vengono ammazzate in questa strada, tu ed Ellen venite terrorizzati da un paio di
delinquenti, il tuo vecchio amico Lance viene trovato morto.  un casino infernale e non posso fare a
meno di pensare che sia tutto collegato.
E che mi dici della pistola? gli chiesi. Quella che avete trovato qua fuori?
 l'arma usata per uccidere i Langley.
C'erano le impronte di Lester Tiffin sulla pistola?
Barry si limit a fissarmi. La risposta era no.
 possibile che la pistola sia sempre stata l e che, non si sa come, sia sfuggita alla Scientifica
quando avete perquisito qui intorno dopo l'omicidio dei Langley?
No, non  possibile rispose Barry.
Ricordo di aver letto di un caso, in Canada. Era stata inviata un'intera squadra a perquisire la
casa di un serial killer in cerca di prove. La Scientifica aveva sollevato le assi del pavimento, abbattuto
muri, senza trovare niente. Poi, qualche giorno dopo la perquisizione, l'avvocato dell'assassino entra in
casa e, seguendo la dritta del suo cliente, estrae una videocassetta da dietro una lampada a muro.
L'uomo si era filmato mentre commetteva gli omicidi.
Arriva al punto.
Sto solo dicendo che anche i migliori poliziotti possono lasciarsi sfuggire qualcosa.
Barry scosse di nuovo il capo. Se quella pistola fosse rimasta l dalla sera degli omicidi allora
spiegami come avrebbe fatto ad arrivare a casa di Lance e a sparargli.
Oh mormorai.
Gi... "oh". Un po' improbabile, non trovi?
S dissi.
Non  ancora finita, ma ho intenzione di arrivare fino in fondo. Che tu ed Ellen vogliate
collaborare o meno.
Ho afferrato dissi.
E anche se credo che tu mi stia nascondendo qualcosa, ti ho fatto un altro favore.
Che cosa?
Mi avevi chiesto di controllare un nome. Quella ragazza, Sherry Underwood.
Giusto. E l'hai fatto?
S. E morta circa un mese fa. In ospedale.
Che le  successo?
Barry si strinse nelle spalle. Era malata. Abuso di stupefacenti, HIV, malnutrizione, la solita
merda. Il cuore non ha retto.
Era poco pi di una bambina mormorai, sentendo un macigno sul cuore.
Benvenuto nel mio mondo ribatt Barry. Risal in macchina e abbass il finestrino. Non
mettermi i bastoni fra le ruote, Jim disse.
Verso l'una andai in citt con la Mercury del sindaco. Bisognava consegnare al Walcott uno
scatolone di opuscoli e copie pinzate del discorso di Finley da distribuire alla stampa, cos mi offrii
volontario. Non che volessi dare una mano alla sua campagna, ma avevo bisogno di tenermi occupato.
E poi, venivo pagato a ore e non avrei dovuto accompagnare Randy da nessuna parte fino a pomeriggio
inoltrato, quando avrebbe fatto un'apparizione alla cena del Rotary, per dire due parole prima di andare
alla conferenza stampa.
Sfogliai velocemente il discorso: la peggiore accozzaglia di luoghi comuni, banalit e promesse
vuote mai espressa da un aspirante senatore. Con ogni probabilit Finley se la sarebbe cavata pi che
bene a Washington. Il discorso conteneva alcuni precisi attacchi a diverse lobby, in particolare ai
sindacati, che sarebbero piaciuti molto al collegio elettorale di Randall, ma che erano niente in
confronto ai commenti espressi nel corso degli anni sui dipendenti comunali di Promise Falls, da lui
genericamente definiti "pezzi di merda". Ora che intendeva candidarsi al Congresso, Randy sapeva di
non poterseli alienare completamente. Si pu sempre esprimere qualche commento negativo su un
sindacato e contare lo stesso sul sostegno dei suoi affiliati: basta dipingere l'avversario come una
checca comunista.
Al Walcott c'erano gi un po' di persone a darsi da fare. Cercarono di coinvolgermi ad affiggere
gli striscioni, ma declinai l'offerta: il sindaco mi voleva a disposizione, dissi, nel caso avesse deciso
all'ultimo momento di andare da qualche parte. Attaccare striscioni richiedeva un livello di
coinvolgimento che non ero in grado di sopportare.
Verso le cinque, Finley sal sul sedile posteriore dell'auto per farsi accompagnare alla cena del
Rotary.
Allora, Randy esordii. Nervoso per la serata?
E perch mai dovrei essere nervoso? ribatt. Tanto mi mangeranno vivo.
Mentre parcheggiavo davanti alle porte dell'Holiday Inn e Randy aspettava che facessi il giro
dell'auto per aprirgli lo sportello, mi squill il cellulare. Ci vediamo dentro fra un minuto esclamai,
obbligando il sindaco ad aprirsi da solo la portiera. "Un po' di esercizio gli far bene" pensai.
Ciao mormor Ellen. Hai sentito Derek?
No risposi, guardando l'orologio sul cruscotto. Erano le 5.05. Perch avrei dovuto sentirlo?
Niente rispose mia moglie.  che di solito rientra prima delle cinque. Mi chiedevo se
facesse pi tardi stasera. Non mi ha lasciato messaggi, pensavo si fosse fatto vivo con te.
No risposi, sentendo una vaga punta di apprensione. Hai provato a chiamarlo?
L'ho chiamato sul cellulare, ma  partita subito la segreteria.
Forse  in una zona dove non c' campo, o magari ha dimenticato di caricare il telefono
azzardai. Fossi in te non mi preoccuperei. Abbiamo rispettato la nostra parte di accordo con gli amici
di Illeana. Sono sicuro che  tutto a posto. Devo entrare all'Holiday Inn, adesso: Randy vuole dire due
parole al Rotary, prima del discorso ufficiale.
Okay, ci sentiamo dopo.
Randy non aveva in programma di cenare con i membri del Rotary, voleva solo salutare alcune
persone, prima che si mettessero a tavola. Era una specie di preannuncio ufficiale. Qualche battuta, un
po' di pubbliche relazioni e, se fosse capitata qualche domanda sulle sue intenzioni politiche, avrebbe
risposto: "Penso che avrai la risposta nel giro di un paio d'ore".
Si becc un bel po' di applausi. Non cos entusiastici come sperava, per. Che cazzo di
problema hanno? borbott, mentre tornavamo alla macchina. Mi sembrava di aver fatto furore, l
dentro.
Pubblico difficile commentai. Sentendomi particolarmente generoso, questa volta gli aprii lo
sportello.
Finley si stava sistemando sul sedile, quando mi squill di nuovo il cellulare. Ancora nessuna
notizia di Derek annunci Ellen. Percepii chiaramente che cercava di trattenere l'ansia.
Guardai di nuovo l'ora. Erano le sei. Hai riprovato sul cellulare?
S. Niente da fare.
Sai com' il lavoro le feci notare, cercando di essere razionale. Deve essere capitato
qualcosa che li ha trattenuti. Non so, il trattore che si rompe, la benzina che finisce... E poi, se sono in
moto i tosaerba, Derek potrebbe non aver sentito il telefono.
Lo so,  solo che... E se quelli avessero cambiato idea? Se volessero vendicarsi per quel che
ha fatto Drew?
Hai l'elenco telefonico?
Aspetta... s ecco, l'ho preso.
Guarda sotto Lockus.  il cognome di Drew. Non ha un cellulare, ma prova da sua madre e
vedi se Derek l'ha gi riaccompagnato a casa.
Un secondo... non ci sono Lockus sull'elenco.
La casa  sulla Stonywood.
Niente.
Cavolo. O il cognome della madre  diverso dal suo oppure non  sull'elenco.
Ehi, Cutter. Era il sindaco dal sedile posteriore. Hai intenzione di rimanere qua fermo
ancora a lungo?
Alzai una mano per zittirlo. Stavo cercando di ricordare che giorno fosse. Dunque, vediamo
mormorai. So i nomi dei clienti di oggi e quali sarebbero rimasti per il pomeriggio. Ci passo per
vedere se per caso sono ancora l e ti richiamo.
Grazie mormor Ellen.
Chiusi la comunicazione e mi voltai verso Randy. Che cosa devi fare fra adesso e le sette?
Ges, Cutter, pensavo che ne so, magari di farmi fare un pompino. Cosa pensi che voglia fare?
Torniamo in ufficio, bevo qualcosa di forte, e poi verso le sette ce ne andiamo al Walcott e io faccio la
grande entrata in scena.
Ho un paio di cose fare. Perch non ti rilassi mentre ti faccio fare un giretto turistico di
Promise Falls?
Cosa sarebbe, Cutter? Una battuta?
Randy, calmati.  importante. Mio figlio non si  fatto vivo oggi.
Randall Finley sospir. E allora? Si star scopando qualche ragazzina. Non  quel che fanno
tutti quando escono di galera?
Avevo gi messo in moto e imboccai la direzione opposta rispetto al centro. Di solito
organizziamo i clienti per quartiere, coprendo la zona nord un giorno, quella sud il giorno dopo e cos
via, invece di andare su e gi per Promise Falls. Oggi era il turno della zona nordest.
Cutter, ma insomma... esclam Finley. C'era pi rassegnazione che rabbia nel suo tono. A
quanto pare mi avrebbe assecondato.
Superai quattro clienti che vivevano in quella parte della citt senza neanche fermarmi per
chiedere se il lavoro era stato fatto. Non ce n'era bisogno. Tutti i prati erano tosati, le siepi
perfettamente allineate e i vialetti puliti.
Richiamai Ellen. Niente?
No rispose.
Hai provato a chiamare Penny? Detestavo suggerirglielo, sapendo che razza di accoglienza le
avrebbero riservato i genitori della ragazza.
L'ho gi fatto rispose Ellen. Ho parlato con Penny. Derek non  da lei.
Cercher di rintracciarlo finch mi resta tempo dissi prima di riattaccare.
Comincio a pensare che tuo figlio sia uno di quei ragazzini problematici, sai? esclam Randy
Hai mai pensato di mandarlo in terapia?
Lo ignorai.
Forse Derek e Drew erano andati a bere qualcosa dopo il lavoro. Derek era troppo giovane per
gli alcolici, ma nulla impediva loro di fermarsi in un fast food a prendere qualcosa di fresco, visto il
caldo.
Ma perch non rispondeva al telefono?
Ero preoccupato. Niente panico per il momento, ma certamente ero preoccupato. Ma c'era
un'altra tappa che volevo fare prima di attivare l'allarme rosso.
Ehi, Cutter esclam Randy. Sono le sei e venti. Vorrei almeno fare pip, prima di andare al
Walcott.
Un'ultima sosta dissi, facendo inversione e tornando indietro da dove eravamo venuti.
Rilassati. Non inizieranno senza di te. Qualche minuto di ritardo non far che aumentare la suspense.
Questo  vero ammise Randall.
Cercai di non pensare ai possibili guai in cui si erano cacciati Drew e Derek, ma se si erano
imbattuti nel genere di persone che non ci pensa due volte a infilarti le dita nel potasiepi, allora...
No, meglio non pensarci.
Mi restava da controllare la casa di Drew, per vedere se fosse gi rientrato. In tal caso, era
ragionevole pensare che Derek si trovasse fra casa sua e la nostra.
O che gli fosse successo qualcosa lungo il tragitto.
Parcheggiai di fronte alla villa sulla Stonywood, seminascosta dalle alte siepi che incombevano
sul marciapiede.
Due minuti dissi a Randy e scesi dall'auto prima che potesse aprire bocca. Lasciai il motore
acceso, perch almeno godesse dell'aria condizionata.
Risalii il marciapiede quasi di corsa e mi infilai fra le siepi, salendo i gradini fino alla porta
d'ingresso per poi suonare il campanello. Aspettai pi o meno dieci secondi e suonai di nuovo. Questa
volta sentii dei passi in casa che si avvicinavano.
La porta si apr e sulla soglia comparve un uomo. Non era Drew, ma un signore sulla
cinquantina, con capelli bianchi, occhiali, camicia bianca, pantaloni beige dalla piega impeccabile e
pantofole. In mano aveva un giornale ripiegato. S?
Trovandomi davanti un uomo e non la madre di Drew, fui preso alla sprovvista. Non mi aveva
detto che suo padre era morto? Forse era uno zio. Ma ero sicuro che Drew mi avesse detto che si
occupava della madre da solo.
Cercavo Drew dissi.
Chi, scusi? rispose l'uomo.
Drew ripetei. Forse era un po' duro d'orecchi.
Drew? Non c' nessun Drew qui.
No, no, sono sicuro che la casa  questa. Sto cercando Drew Lockus. Vive qui con sua madre.
Non credo ribatt l'uomo. Mi chiamo Harley e vivo da solo. Mia moglie  morta qualche
anno fa.
Feci un passo indietro, fissando la casa. Un tizio grande e grosso, capelli a spazzola, sembra un
giocatore di football. Non  che l'ha visto per caso?
Oh, s disse Harley. Sembra proprio il tizio che vedo ogni mattina davanti casa. Se ne sta l
ad aspettare che lo passi a prendere un camioncino della manutenzione giardini.  lui che stava
cercando?
39.
Ritornai lentamente all'auto. Che ti prende? chiese Randy, abbassando il finestrino. Sembra
che tu abbia visto un fantasma.
Avevo un brutto, bruttissimo presentimento. Qualcosa non quadrava.
E che cazzo! esclam il sindaco. Pronto? Terra chiama Cutter!
Zitto, Randy! sbottai.
Cosa?
Chiudi quella cazzo di bocca per un secondo. Rimasi in piedi accanto all'auto, cercando di
riflettere, di collegare le cose. Se Drew non viveva l, se non era casa sua...
Ripensai a quando lo riaccompagnavo, dopo il lavoro. Lo vedevo dallo specchietto retrovisore
fermo sul marciapiede, che mi osservava finch non svoltavo l'angolo. Non lo avevo mai visto entrare o
uscire di casa. E la prima volta che l'avevo incontrato si stava nascondendo dietro le siepi.
Le ginocchia iniziarono a tremare; la verit mi colp come un fulmine.
Drew mi stava pedinando. Mi aveva detto che viveva l con sua madre, ma erano solo stronzate
perch non capissi che in realt mi stava spiando.
Ma doveva pur raggiungere in qualche modo quella villa per incontrarsi con me ogni mattina.
Dove stai andando? url Randy, vedendomi correre all'angolo fra la Stonywood e la Pine. La
casa in cui Drew aveva detto di abitare era nell'angolo. Guardai in su e in gi lungo la Pine, e non vidi
nessun? macchina, a eccezione di una vecchia Ford Taurus blu, parcheggiata lungo il marciapiede un
paio di isolati pi avanti. La vernice era sbiadita e i cerchioni delle ruote erano arrugginiti. Ricordai di
aver visto un'auto simile all'imbocco del nostro viale, la notte in cui io ed Ellen eravamo stati aggrediti.
Corsi fino alla Ford, provai ad aprire la portiera, ma era bloccata e i finestrini erano chiusi. Sbirciai
all'interno e vidi le solite schifezze: contenitori del fastfood e tazze da caff di polistirolo, sacchetti di
carta e di plastica, un piccolo taccuino a spirale, una cartina malamente ripiegata di Promise Falls.
Mi serviva il libretto di circolazione.
Provai tutte e quattro le portiere, ma erano chiuse a chiave, cos cercai qualcosa per rompere il
finestrino. Nel vialetto d'accesso della casa di fronte scorsi alcune pietre, grandi quanto un pompelmo,
che delimitavano delle aiuole. Ne sfilai una dal terreno e spaccai il finestrino anteriore dal lato del
passeggero.
Mi aspettavo che scattasse l'allarme, ma evidentemente quel modello di Taurus era troppo
vecchio per avere un antifurto o, se anche l'aveva, doveva essere rotto. Infilando una mano fra i vetri
riuscii a sbloccare la portiera e ad aprirla. Trovai un libretto di istruzioni sbrindellato, alcune penne,
vecchie cartine e un pacchetto di fazzoletti di carta. Poi vidi una cartellina di plastica, l'aprii e trovai il
libretto di circolazione.
L'auto era registrata a nome di un certo Lyle Nadeau.
Perfetto. Avevo appena spaccato il finestrino di uno sconosciuto.
A un tratto ricordai che, durante una pausa pranzo, Drew mi aveva parlato di un vecchio amico
di nome Lyle, che gli aveva prestato la macchina. Un tizio appena uscito di prigione non avrebbe
potuto comprarsi un'auto, immatricolarla e assicurarla. Ci avevo visto giusto. Drew guidava ogni
giorno fino a quel punto preciso, per farsi trovare da me o da Derek e continuare la farsa.
Frugai fra gli oggetti sul cruscotto. Sulla cartina di Promise Falls erano state cerchiate varie
zone, compresa l'area attorno a casa mia.
Sfiorai con la mano il piccolo taccuino e qualcosa scatt nella mia memoria. Sfogliai le pagine e
trovai annotate le voci pi disparate: lista della spesa, lista delle cose da fare, numeri di targa, colonne
di cifre, iniziali e numeri di telefono.
Continuai a sfogliare finch non arrivai alla pagina che aspettavo e temevo di trovare. Eccoli. Il
mio nome. Il mio numero di telefono. La mia calligrafia. Li avevo scritti la notte in cui trovai Randy
Finley in una stanza d'albergo con una prostituta minorenne.
Che cosa aveva detto Drew? Che un tempo aveva una figlia.
Sherry Underwood.
Quello che stringevo in mano era il suo taccuino.
Mi frullarono in testa mille domande, ma solo due affiorarono in superficie: dov'erano Drew e
Derek? Cosa diavolo mi era saltato in testa di permettere che mio figlio lavorasse con quell'uomo?
Vidi il sindaco sbucare dall'angolo, e corrermi incontro ansimando. Ma lo sai che ore sono?
esclam, picchiettando con l'indice l'orologio. Ne hai una cazzo di idea?
Infilai una mano nella tasca della giacca e afferrai il cellulare, ma prima che potessi comporre il
numero di Ellen, arriv una chiamata. Lessi il display. Il numero di casa.
Ellen urlai. Derek  a casa? L'hai visto?
Jim disse Ellen con una strana voce controllata, come se si imponesse di mantenere la calma.
Drew vorrebbe parlarti. Sentii dei fruscii mentre Ellen gli allungava il telefono.
Jim? Era Drew Lockus.
Drew, che diavolo sta succedendo?
Ciao, Jim mormor Drew. Sembrava molto stanco. Mi dispiace davvero tanto.
Per cosa, Drew?
Mi sembri una brava persona, sai. Anche se hai abbandonato la mia bambina.
Drew, che sta succedendo a casa mia?
Volevo farlo ieri, ma dovevo prima trovare un'altra pistola. Ho dovuto disfarmi della mia a
casa vostra, l'altra sera. Era un'opportunit che non potevo lasciarmi sfuggire.
Si riferiva alla pistola trovata vicino all'auto di Lester Tiffin. Drew si era allontanato quando
aveva detto di non voler affrontare la polizia, poi per era tornato indietro. Doveva aver raggiunto la
sua auto per recuperare l'arma con cui aveva ucciso i Langley, Lance e gli altri due uomini di cui non
ricordavo i nomi, per abbandonarla in un punto in cui la polizia potesse trovarla. Cos i poliziotti si
sarebbero messi sulle tracce dei due tizi che ci avevano sequestrato, credendoli responsabili della morte
dei Langley.
Drew ripetei, cercando di sembrare calmo, anche se non lo ero affatto. Che sta succedendo a
casa mia?
Sono qui con Derek ed Ellen. Non stiamo facendo niente di speciale.
Bene risposi. E allora che c'entra la pistola?
Ecco, mi servir per ucciderli, se non mi aiuti.
Ellen e Derek stanno bene, Drew?
Oh, s rispose tranquillo. Stiamo tutti bene. Siamo seduti al tavolo della cucina. Stavo giusto
raccontando come sono andate le cose e mi stavo scusando con Derek per quel che gli ho fatto passare
quella notte.
Dai Langley mormorai.
Sentii un brivido gelido lungo la schiena. Il ricordo di una sensazione gi provata. L'assassino
aveva sbagliato casa.
Si  trattato di un errore madornale prosegu Drew. La cassetta della posta. Pensavo fosse
casa vostra. Non mi ero accorto che ci fosse un'altra casa pi avanti. Mi sento malissimo a ripensarci, te
lo giuro.  orribile quel che  capitato a quella famiglia, specialmente al ragazzo. Com' che si
chiamava? Adam? Non se lo meritavano, ma a volte la vita  ingiusta.
S dissi. Una cosa davvero orribile.
Voglio dire, anche se avessi beccato la casa giusta, se fossi venuto da voi, non avrei mai voluto
uccidere tua moglie e tuo figlio. Ma con i Langley non ho avuto scelta, perch non avevo portato a
termine il compito che mi ero riproposto e non volevo lasciare testimoni.
Certo, Drew dissi. Capisco.
Ho scoperto solo un paio di giorni dopo di aver sbagliato casa. Quando l'hanno annunciato al
notiziario. Mi sono sentito male. Il signor Langley non era neanche sul taccuino.
Il taccuino di Sherry.
S, esatto. Sai a cosa mi riferisco?
Ce l'ho in mano, Drew. Ero andato a casa tua, per cercarti. E ho scoperto che non abiti l.
No disse in tono quasi dispiaciuto. Non abito l. E mia madre  morta qualche anno fa. Ti ho
mentito. Quando mi sono accorto di aver sbagliato famiglia, ho cominciato a seguirti, ma poi mi hai
visto e ho dovuto inventarmi in fretta qualcosa. Sei arrabbiato?
No, Drew, non ha importanza. Ti spiace farmi parlare ancora con Ellen?
Fra un attimo, Jim. Non ti ho ancora detto cosa devi fare.
Randy Finley mi tir per una manica, indicando l'orologio. Ehi, scusa! esclam. Ti dispiace
continuare la tua chiacchierata pi tardi? Avrei un certo appuntamento con il Congresso, te lo ricordi?
Era lui? mi chiese Drew.
Lui chi? domandai.
Il sindaco.
S.
Okay, bene, perch riguarda anche lui
Che cosa vuoi, Drew?
Sai quel che ha fatto, vero? Fra quanto mi ha raccontato Sherry prima di morire, Lance prima
che lo uccidessi, e quel che mi hai riferito tu dei tempi in cui lavoravi per lui, ho capito che il sindaco
era uno di loro. Uno di quelli che hanno ucciso mia figlia. L'hanno uccisa tutti, sai? Tutti gli uomini che
l'hanno usata, che l'hanno pagata per fare sesso.
Capisco.
Ma non penso pi che facessi parte anche tu del gruppo, anche se c' il tuo nome sul taccuino.
All'inizio credevo di s. Invece glielo avevi dato perch Sherry ti chiamasse in caso di bisogno, giusto?
Me lo hai detto una volta mentre pranzavamo vicino alle cascate. Ed  stato un bel gesto, ma alla fine si
 rivelato senza significato. Un gesto inutile. Avresti dovuto fare di pi, Jim. Eri presente la notte in cui
Sherry  andata a letto con il sindaco. E non l'hai convinta a farsi aiutare. Avresti dovuto farla pagare a
quell'uomo, chiamare la polizia, farlo arrestare, aiutare la mia bambina. Voglio dire, persino una brava
persona come te non ha fatto niente. Scommetto che Sherry non ha mai pi avuto un'occasione simile.
E tu allora, Drew? Tu dov'eri?
Che cosa? tuon. Per la prima volta mi sembr davvero infuriato. Dov'ero? Ero in quella
cazzo di prigione! Ecco dov'ero! A contare ogni fottutissimo giorno per poter uscire a dare una mano
alla mia bambina! Sua madre era solo una stupida sgualdrina, lo sai? Non ha mai fatto niente per
Sherry, non le ha mai dato nulla tranne il proprio cognome, visto che non ha voluto sposarmi. Era
un'alcolizzata, una drogata. Sar morta ormai, per quanto ne so, anzi lo spero. Ho cercato di fare tutto il
possibile per Sherry. Ho tentato, Dio sa quanto ho tentato, sono persino arrivato al punto di rapinare
una banca per trovare i soldi e poterla crescere in maniera dignitosa. Il resto lo sai. Sono finito dentro, e
allora non c'era pi nessuno che si occupasse di lei, che la guidasse nella giusta direzione. Potevo solo
sperare che trovasse persone con un minimo di umanit che l'aiutassero, fino a quando non fossi uscito.
E forse quello che ci  andato pi vicino sei tu, ma non hai fatto abbastanza.
E per questo avevi deciso di uccidermi mormorai.
Gi mormor in tono pi gentile. Ma poi ho combinato un gran casino, sono finito nella
casa sbagliata. A quel punto ho deciso di procedere con cautela, di pedinarti per un po', prima. Poi tu
mi hai offerto un lavoro e ho cominciato a conoscerti meglio. E cos ho pensato che forse, dopo tutto,
non ti avrei ucciso. O almeno ci avrei pensato ancora un po'. Ma gli altri nomi su quel taccuino, i clienti
di Sherry, dovevano pagarla.
Come Lance dissi. E gli altri due, qualche settimana fa.
E ce ne sono anche altri a cui non sono ancora arrivato. Potrei anche non fare in tempo a
beccare tutti prosegu Drew con una nota di rimpianto nella voce, venata di rassegnazione e
stanchezza. Non so quanto potr andare avanti cos.
Dovresti costituirti dissi. Trovarti un avvocato. Non  stata solo colpa tua, Drew. Quegli
uomini hanno fatto delle cose orribili alla tua bambina.
Quale bambina? intervenne il sindaco. Ma di che cazzo stai parlando?
L'unico che voglio veramente  l'uomo accanto a te prosegu Drew. Ma non credo che lo
uccider. Voglio costringerlo a fare qualcosa che forse  ancora peggiore della morte.
Cos' che vuoi, Drew?
 questa la sera, giusto?
Che sera?
La sera in cui annuncer di candidarsi non so per cosa, e che non far pi il sindaco. Me lo ha
detto Derek.
Gi mormorai.
Non manca molto, giusto?
No, infatti.
Di' al sindaco che deve salire sul palco e annunciare a tutti di aver pagato per fare sesso con
una minorenne. Con una innocente ragazzina minorenne, che si vendeva per sopravvivere e di cui lui si
 approfittato. Lo deve confessare davanti a tutti.
Mi sembra una richiesta un po' eccessiva, Drew ribattei. Non credo che accetter.
Hai uno di quei cellulari in grado di fare riprese, giusto?
S, ma solo per pochi minuti.
Riprendilo con il cellulare durante il discorso di stasera. Deve confessare di aver pagato per
andare a letto con una ragazzina, con una bambina. Se non lo far, temo che dovr uccidere tuo figlio,
Jim. Uccider tuo figlio e poi uccider tua moglie. Detesto l'idea di doverlo fare, credimi, ma lo far, se
il sindaco non dir quello che voglio che dica, e se poi non tornerete qui. Non provarci neanche a
chiamare la polizia. Se vedo anche solo un poliziotto qua attorno, se solo qualcuno si avvicina alla casa,
li uccido subito, e non importa se il sindaco confesser o meno. Hai capito bene, Jim?
S, ho capito, Drew.
Parlane con il sindaco e richiamami. E Drew interruppe la comunicazione.
Cristo santo! Non la finivi pi! sbott il sindaco. Mi farai fare tardi. Si pu sapere cosa c'?
Mi voltai verso Randy. Mi sa che dovrai rivedere un po' il tuo discorso.
40.
TuSeiFuoriDiTesta scand allibito Randall Finley.
 quello che vuole Drew gli comunicai. Eravamo in piedi accanto alla macchina, con il
motore ancora acceso. Dice che se non lo fai, uccider Ellen e Derek.
Ma fammi il favore, Cutter! ribatt il sindaco. Ti  mai passato per la testa che potrebbe
ucciderli comunque? Che il fatto che io salga sul palco a raccontare una serie di stronzate non far
alcuna differenza? Cristo, Cutter, c' in ballo la mia reputazione qui!
Lo afferrai per il bavero del suo completo da mille dollari e lo sbattei contro il cofano della
macchina. Randy, forse non hai afferrato la gravit della situazione. E se ti pu essere di qualche
consolazione, non dovrai neanche mentire: dirai solo la verit.
Ma non lo sapevo! obiett Finley, scuotendo la testa come un bambino. Giuro che non lo
sapevo!
Non dire cazzate. A me  bastata un'occhiata per capire che era poco pi di una bambina.
Non l'ho costretta protest il sindaco. Non l'ho obbligata io a scegliere quel lavoro.
S, certo risposi allontanando il viso dal suo di qualche centimetro. Sei assolutamente
innocente. Sei solo un ignaro consumatore.
 stato Lance afferm Randall, mentre gli si seccava la saliva agli angoli della bocca.  tutta
colpa sua.  lui che ha organizzato l'appuntamento. Ha detto che conosceva la ragazza, che era una
bomba, cos ho lasciato fare tutto a lui. Capisci adesso cosa intendevo l'altro giorno? Quanto sia meglio
per me averti accanto? Tu non avresti mai commesso un errore simile. Non avresti mai dovuto
permettere a Lance di organizzarmi quell'incontro.
 sempre colpa degli altri, vero? mormorai, tenendolo sempre per il bavero. Non sei in
grado di controllare le tue pulsioni e il resto del mondo dovrebbe capirlo. Se non ti fermiamo, siamo
noi quelli da biasimare.
Ti sto solo dicendo come  andata squitt Randall.
Siccome tu non riesci a tenere chiusi i pantaloni e non ti fai il minimo scrupolo a scoparti le
prostitute adolescenti, sono io adesso che mi ritrovo in una situazione di merda. C' un tizio, armato di
pistola, che tiene in ostaggio mia moglie e mio figlio. Certe colpe ritornano indietro come boomerang,
Randy, e questa volta sono io a pagarne le conseguenze. Sai quante persone ha ammazzato finora il
padre di quella ragazza? Sei. Senza contare l'uomo che ha fatto fuori davanti ai miei occhi, un paio di
sere fa. Se non sali su quel palco stasera e non confessi davanti a tutti quel che vuole, non solo uccider
la mia famiglia, ma far fuori anche te. Solo che in questo caso dovr battermi sul tempo.
Okay, okay, d'accordo balbett Randy. Fammi pensare. Lanci un'occhiata all'orologio. Il
discorso sarebbe cominciato dopo quindici minuti. Forse qualcosa potrei fare... una cosa del tipo...
confessa e pentiti dei tuoi peccati, roba del genere... Merda, non funzioner mai.
Gli squill il cellulare. Mi spostai quel tanto da consentirgli di infilare la mano in tasca.
Pronto? farfugli. S... s... lo so... stiamo arrivando... s... ci vediamo fra poco. Randall
mise via il telefono. Stanno cominciando a farsela sotto perch non mi sono ancora presentato.
Avranno una bella sorpresa risposi, indietreggiando. Poi aprii lo sportello e, afferrando
Randy per un braccio, lo scaraventai sul sedile posteriore.
Lo sai cos' questo? esclam il sindaco, quando mi misi al volante. Si chiama sequestro di
persona!
Randy, ti sto portando alla tua dannata conferenza stampa. Ma prima ascoltami bene: se non
fai quel che vuole Drew e i miei finiscono ammazzati, giuro su Dio che ti uccido con le mie stesse
mani.
Misi in moto, accelerando di botto. Randy, che si era sporto in avanti per dirmi qualcosa, fu
spinto bruscamente all'indietro, offrendomi una fugace visione della suola delle scarpe nello
specchietto retrovisore.
Come da istruzioni, richiamai Drew a casa mia.
Rispose Ellen. Pronto.
Sono io. Come ve la state cavando?
Abbiamo avuto momenti migliori. Drew  proprio qui, vuole parlarti.
Che cosa ha detto? sentii la voce di Drew.
Stiamo andando alla conferenza stampa. Ho spiegato al sindaco cosa deve dire.
Fantastico, Jim. Te ne sono molto grato.
Neanche gli avessi detto che gli avrei prestato la macchina.
Jim, vorrei parlare con il sindaco prosegu Drew.
Ma certo. Staccai il cellulare dall'orecchio e, guardando Randall dallo specchietto, mormorai:
Vuole parlare con te.
Cristo, no. Non ci voglio parlare piagnucol Finley.
Prendi il telefono, Randy sibilai.
Finley allung una mano e afferr il cellulare. Pronto? mormor. S, sono... eh? s...
naturalmente, capisco che... ma io non sapevo che... be', lasci che le faccia una domanda. Che razza di
padre permette alla figlia di battere?
Non riuscii a distinguere le parole, ma sentii distintamente le urla di Drew.
Okay, d'accordo esclam Randy facendo marcia indietro. Mi dispiace. Ha ragione, forse ho
davvero esagerato... S, ecco... d'accordo. E mi allung il telefono.
Me lo accostai all'orecchio. Allora?
 uno stronzo disse Drew.
Vedi, Drew? Su questo siamo d'accordo. Vorrei parlare di nuovo con mia moglie.
Non lo so, Jim. Penso sia meglio che prima sbrighiate questa piccola faccenda.
Drew proseguii. Se il sindaco far quanto gli hai ordinato,  tutto sistemato? O hai
intenzione di riservargli lo stesso trattamento degli altri?
Una lunga pausa all'altro capo del telefono.
Voglio parlargli, dopo la conferenza. Portalo qui. Voglio che si giustifichi personalmente,
faccia a faccia.
Drew interruppe la comunicazione, senza promettere che non avrebbe ucciso Randy e senza
promettere che non avrebbe ucciso me. Gli unici che aveva promesso di risparmiare, se avessimo
ubbidito ai suoi ordini, erano Ellen e Derek.
Che cosa ti ha risposto? chiese Randy.
Sar meglio che tu sia credibile ribattei. A te cosa ha detto?
Randy rimase in silenzio per qualche istante. Un sacco di cose rispose poi. Che mi dovrei
vergognare. Ma secondo me non sono l'unico.  lui che si  fatto sbattere dentro e non si  occupato
della figlia. Mi chiesi se Randy ci sarebbe mai arrivato.
Appena arrivammo al Walcott, trovammo ad attenderci sul marciapiede Maxine Woodrow, la
responsabile della campagna elettorale di Randall Finley. Sembrava sul punto di avere un infarto.
Ma se anche non le fosse venuto in quel momento, ci avrebbe pensato il discorso a darle il
colpo di grazia.
Nel momento esatto in cui l'auto del sindaco si ferm, la donna apr la portiera. Eravamo cos
in pensiero! esclam.  tutto pronto.
Afferr il sindaco per un gomito e cominci a guidarlo verso l'albergo. Scesi dalla macchina e li
seguii. Mentre svoltavamo l'angolo per dirigerci verso la sala della convention, fummo investiti dal
rumore all'interno; in sottofondo sentii una canzone, Don't stop dei Fleetwood Mac, mi sembr.
Quando Randy entr nella sala, gli occhi furono tutti puntati su di lui e cominciarono le grida di
incitamento.
Randy! Randy inton la folla.
C'erano anche un paio di emittenti locali. Le telecamere si accesero e all'improvviso Randy fu
inondato da una luce accecante. Il sindaco sollev le mani a schermarsi gli occhi, e
contemporaneamente si mise a salutare. Il figlio di puttana riusc anche a sorridere. Gli era impossibile
non bearsi dell'adorazione, anche a pochi secondi dall'umiliazione pubblica.
Sono tutti cos eccitati! url Maxine, per farsi sentire al di sopra delle ovazioni.
S, be', anch'io rispose Randy.
Randy! Randy!
Gli rimasi incollato. Di norma sarei rimasto in disparte, andando a cercare qualcosa da mettere
sotto i denti. Dopo tutto, ero solo l'autista. Ma questa volta non volevo perderlo di vista neanche un
istante; non mi sarei allontanato dal suo fianco. Non mi fidavo di quel che avrebbe fatto, una volta
salito sul podio.
I sostenitori agitavano in aria una serie di cartelli: FINLEY SENATORE diceva uno;
FINALMENTE FINLEY diceva un altro, e ancora FINLEY  IL NUMERO 1. Gli altoparlanti
pompavano la stessa musica che si sente alle manifestazioni sportive per incitare la folla. Non ci si
aspettava una grande partecipazione e, saggiamente, la Woodrow aveva affittato uno spazio abbastanza
ridotto. Regola numero uno in politica: affitta sempre una sala piccola, cos sembra sempre affollata.
Maxine si stava avvicinando al microfono, con le mani sollevate per zittire il pubblico. Soffi
nel microfono e il suono si propag per tutta la sala. Funziona?  acceso? Mi sentite? In molti
urlarono: S!.
 con immenso piacere esord la Woodrow che voglio presentarvi questa sera un uomo che
 stato al servizio della comunit per molti anni come sindaco, un uomo che ha sempre messo al primo
posto gli elettori, un uomo che sa di cosa ha bisogno la gente e che lotter per ottenerlo. Ecco l'uomo
del momento: Randall Finley!
La folla applaud. Il sindaco sal i tre gradini che portavano al palco su cui era stato eretto il
podio, abbracci Maxine e prese posto davanti al microfono. Abbass lo sguardo sulla prima fila, vide
sua moglie Jane seduta fra il pubblico e la salut. Poi, pensando che non fosse sufficiente, scese in
platea, la abbracci e le diede un bacio. Notai che le sussurrava anche qualcosa all'orecchio. Forse
qualcosa del tipo: "Preparati".
Randy torn sul palco quasi saltellando. Guardandolo, nessuno avrebbe potuto prevedere
quanto stava per succedere.
Rimasi in piedi a lato del piccolo palco, a non pi di tre metri di distanza, con il cellulare in
mano. L'avevo comprato per filmare alcuni lavori di landscaping che avevo svolto per dei clienti, ma
non avevo mai registrato per pi di due minuti. Quella sera, per, dovevo assolutamente farcela.
Buona sera, buona sera! esord Randy. Grazie per la fantastica accoglienza.  magnifico
trovarsi qui ed  un onore per me. Ci aspettano momenti esaltanti!
Esaltanti non era esattamente il termine che avrei scelto.
Come sapete prosegu ho sempre cercato di dare il meglio come sindaco di Promise Falls e,
dopo attente riflessioni, ho deciso di mettere a frutto a livello nazionale l'esperienza maturata a livello
locale.
Qualche mormorio fra la folla, qualche applauso, alcuni sussurrarono Shh, in modo che
Randy potesse continuare.
Sono momenti terribili per il nostro paese disse Finley. La congiuntura economica 
disastrosa, la decadenza morale lo sta minando dall'interno.
Come dargli torto?
Non avevo ancora acceso la telecamera del cellulare. Nulla di quanto detto finora poteva salvare
la mia famiglia. O salvare il culo a Randy.
Il paese deve essere ricondotto sulla retta via e, se sar eletto al Congresso, mi impegno sin da
ora ad agire in questo senso. Sono la persona giusta per questo incarico. Fece una pausa, per dare la
possibilit alla platea di applaudire. La folla esegu.
Sono molte le ragioni per cui potrei rivelarmi la persona giusta per questo compito. So cosa
significa percorrere la retta via e so cosa significa averla persa.
Sollevai il telefono, pronto a riprendere.
Come sapete, mi sono fatto una certa reputazione per i miei eccessi. Ultimamente mi  anche
capitato di dover pagare la ripulitura di alcuni tappeti...
Il commento suscit qualche risata.
Penso che un vero leader debba commettere alcuni errori nella vita, per comprendere a fondo
la differenza fra bene e male prosegu Randall. Mio padre, che riposi in pace, era un uomo saggio e
rispettabile e mi diceva sempre: "Randy, mostrami un uomo che non ha mai commesso errori lungo il
suo cammino e io ti mostrer un uomo che non  mai arrivato da nessuna parte". Mio padre sapeva che
abbracciare la vita, accettandone le sfide, significava commettere degli sbagli, perch senza di essi non
ci sono risultati. Come sapremmo valutare i successi senza fallimenti?
La stava prendendo un po' alla larga, ma la direzione era quella giusta. Questo non  il
discorso che abbiamo preparato mi sussurr all'orecchio Maxine Woodrow. Che sta succedendo?
Alzai una mano per zittirla. Randy lanci un'occhiata dalla nostra parte e il suo sguardo
agganci il mio. Sembrava volesse mandarmi un messaggio del tipo: " questo che volevi, no? Be',
reggiti forte".
Avviai la registrazione.
Randy riport lo sguardo sul pubblico. Esistono diversi tipi di errori. Progetti un ponte e
commetti un errore che pu causare una catastrofe. Destituisci un dittatore con le migliori intenzioni
per sradicare le sue armi di distruzione di massa e poi scopri che non ce n'erano. Be', tutti gli errori di
valutazione implicano conseguenze. Ma ci di cui voglio parlarvi oggi  un diverso tipo di errore. Un
abbaglio del cuore. Dell'anima.
Non c'era persona in sala che non si bevesse ogni parola di Randall Finley.
La mia meravigliosa moglie Jane  qui con noi quest'oggi prosegu Randy, fissando la donna
paffuta, sulla cinquantina, con i capelli neri raccolti in quel che sembrava un nido di uccelli. Jane
arross. Aveva in grembo una copia del discorso e, sempre che lo avesse letto, doveva essere perplessa
quanto Maxine.
Molti di voi conoscono Jane, e sanno che mi  sempre stata al fianco, sostenendomi anche
durante periodi molto bui, quando non meritavo affatto il suo appoggio. Non sono un uomo facile da
avere accanto. Amo troppo gli eccessi. Ho le mie necessit. E fin troppo spesso, ho cercato di
soddisfare queste mie necessit, senza preoccuparmi degli effetti che le mie azioni avrebbero avuto
sugli altri.
Ma che diavolo sta facendo? mi sibil Maxine all'orecchio. La ignorai e continuai a tenere
sollevato il cellulare.
Non ho bisogno di ricordarvi disse il sindaco che una figura pubblica vive costantemente
sotto i riflettori. Politici e celebrit vi diranno che  una vita d'inferno, che vorrebbero solo essere
lasciati in pace, che la loro vita privata non dev'essere messa sotto la lente di ingrandimento. Be', non
ne sarei cos sicuro. Se voi votate per me, affidandomi il compito di prendere decisioni al posto vostro,
allora credo che abbiate il diritto di sapere chi sono. I miei valori, ci in cui credo, ci per cui intendo
lottare.  giusto che siate a conoscenza di iniziative importanti per cui mi sono battuto, come la nuova
ala dell'ospedale con il reparto di altissima tecnologia per i grandi ustionati, o la sovvenzione
consegnata proprio ieri a Swanson House per aiutare giovani madri nubili, le cui vite hanno preso
direzioni inattese. Ma avete anche diritto di conoscere aspetti molto meno lusinghieri della mia
personalit. Come potreste fidarvi se non sapete tutto ci che c' da sapere su di me?
Il mio cellulare interruppe la registrazione. Lo riavviai.
La folla sentiva che Randy si stava avvicinando a qualcosa di importante e, a giudicare dalle
espressioni rapite, capivo che la suspense era al massimo. Ero teso persino io, pur sapendo cosa avesse
in serbo la serata.
Perci eccomi qui davanti a voi, questa sera, ad annunciare la mia intenzione di rappresentarvi
a livello nazionale e di impegnarmi ancora pi di quanto fatto finora. Ma sono qui anche per confessare
un periodo buio della mia vita, un periodo di tenebre, da cui sono uscito solo grazie all'impegno e alla
determinazione di voler diventare un uomo migliore. Non ho mai rivelato a nessuno quanto sto per
dirvi, neppure a mia moglie, perch non ne vado particolarmente fiero. Ho permesso agli istinti pi
bassi di avere la meglio su di me, arrendendomi a un potere pi forte dell'avidit o della dipendenza
dall'alcol: la lussuria. Non ho rispettato il sacro vincolo del matrimonio. E c' dell'altro. In una
occasione ho pagato una prostituta e, come se non bastasse, ho scoperto in seguito che si trattava di una
minorenne.
La sala fu attraversata da un sussulto collettivo. Jane Finley sembrava sul punto di svenire. Oh,
mio Dio! gemette Maxine.
Ho approfittato di questa ragazza in modi che disonorano non solo me, ma tutto il genere
maschile. Non passa giorno in cui non sia tormentato al pensiero di aver contribuito al degrado di
questa giovane donna.  stata un'azione deprecabile che ha ferito molte persone. Ma che razza di uomo
 chi non impara dai propri errori? Se un uomo non pu redimersi, persino uno come me, allora che
senso ha andare avanti? Se pensassi nel profondo del mio cuore che gli errori passati non mi
permetteranno di fare del bene in futuro, metterei fine a tutto immediatamente, proprio qui su questo
palco. Ma non  cos. So di avere la capacit di rendere questa nazione pi sicura, pi forte e pi fedele
ai valori che l'hanno resa la maggior potenza sulla faccia della terra. Ed  per questo che sono qui,
davanti a voi, con umilt, con tutte le mie colpe, ma pur sempre un uomo con un sogno, un uomo che
chiede il vostro sostegno per iniziare la sua battaglia a Washington, per fare di questo paese un grande
paese!
Silenzio assoluto. Poi qualche applauso qua e l.
So che siete sconvolti per quanto vi ho appena rivelato riprese Finley. E ne avete tutto il
diritto. Avete il diritto di giudicarmi. E alcuni di voi mi giudicheranno con molta severit. Me lo
merito. Ma vorrei chiedere a chi non ha mai deviato dalla retta via, a chi non ha mai peccato, a chi non
ha mai attraversato momenti bui nella vita, di salire su questo palco e prendermi a schiaffi.
Finley s'interruppe mentre tutti aspettavamo che qualcuno raccogliesse la sfida. Nessuno
abbocc all'amo.
Dopo aver atteso per un tempo ragionevole, Randy concluse il suo discorso. Lasciamo che i
miei avversari facciano ci che vogliono di questa rivelazione. Saranno onesti con voi come lo sono
stato io questa sera? Saranno capaci di mettere a nudo i propri peccati e permettere agli altri di
giudicarli? Se troverete qualcuno capace di essere pi onesto con voi di quanto lo sia stato io stasera,
allora non solo merita il vostro voto, ma avr anche il mio, perch  cos che sono fatto, con tutte le mie
colpe!
Questa volta gli applausi furono molto pi convinti.
So bene che questa sala  piena di brave persone. So che ognuno di voi ha desiderato almeno
una volta di riportare indietro le lancette dell'orologio per cambiare le cose che vorreste non aver
fatto... Quella volta che avete ferito una persona cara, quella volta in cui siete stati traditi, in cui forse
avete infranto la legge. Credetemi, se avessi la possibilit di tornare indietro, se avessi una macchina
del tempo, avrei gi macinato cos tanti chilometri che ormai sarebbe gi fuori garanzia.
Nessun applauso, stavolta, ma diverse risatine.
Ma a prescindere dagli errori che avete commesso, vi rappresenter. Sar l per voi, proprio
come lo sono stato in passato. E sar l per voi in futuro perch mi chiamo Randall Finley e, se
deciderete di non abbandonarmi, giuro su Dio che io non vi abbandoner mai!
Applausi scroscianti.
Grazie! esclam Finley, agitando le braccia. Dio vi benedica!
Applaudivano tutti ormai e quasi met sala era in piedi. Una voce grid: Fagli vedere chi sei,
Randy!.
Maxime sembrava aver ingoiato un rospo.
Grazie! grid Randy al di sopra degli applausi. E buonanotte!
Scese dal palco fra gli applausi e le urla di incoraggiamento, fermandosi solo un istante a
sussurrarmi all'orecchio: Prendi e porta a casa!.
41.
Allora, che ne pensi? esclam il sindaco, prendendo posto in macchina. Sai cosa ti dico?
Che ho ancora carisma da vendere!
Mi misi al volante e accesi il motore, in silenzio.
Che c'? disse Finley dal sedile posteriore. Non hai niente da dire?
Tu hai ben altro da vendere, Randy.
Finley si appoggi allo schienale. Portami a casa, Cutter.
Non  ancora finita.
Cosa? Ho ubbidito agli ordini. E mi hai anche ripreso, giusto? Non  quello che voleva lo
psicopatico? Non puoi mandargli la ripresa dal cellulare? Non c' neanche bisogno che torni a casa: il
tizio vede la registrazione e lascia andare i tuoi. Fine.
Temevo che non fosse cos semplice. La confessione pubblica di Randy non si era affatto
rivelata una completa umiliazione e non ero sicuro di come avrebbe reagito Drew alla notizia.
Vuole incontrarti dissi. Faccia a faccia.
Col cazzo! sbott Randy. Quando gli lanciai un'occhiata nello specchietto retrovisore, mi
parve di scorgere un'ombra di terrore sul volto.
Tiene in ostaggio la mia famiglia, Randy gli feci notare.
Senti, Cutter, non  che non mi dispiaccia per te. Gli lanciai un'altra occhiata dallo
specchietto. Ma penso davvero che sia una faccenda fra voi due, sai? Ho fatto quello che mi avevi
chiesto, s o no? Va bene, ce l'ho messa tutta per volgere la faccenda a mio vantaggio, ma credi che il
mio discorsetto non finir sulla CNN? Quei bastardi di sinistra, quel figlio di puttana di Wolf Blitzer...
aspetta e vedrai, riusciranno a tirar fuori solo il lato negativo del mio discorso.
"E prima di quanto credi" pensai.
E meglio se mi riporti subito a casa ripet. Devo parlare con Jane. Ho pensato fosse meglio
che la riaccompagnasse Maxine, per darle il tempo di calmarsi. Gliene ho fatte passare di cotte e di
crude, ma niente di paragonabile a questo. E poi davanti a tutti. Le altre scappatelle... finch non gliele
sbattevo proprio in faccia, credo riuscisse a passarci sopra. Ma questa...
Randy, tu vedi la faccenda solo dal tuo punto di vista, ma forse non mi sono spiegato bene...
Il cellulare di Randy squill. Si port rapidamente il telefono all'orecchio. S, tesoro. La
signora Finley, evidentemente. Ehi, ehi, aspetta un attimo... C' ben altro sotto... No, non sono
impazzito...  una lunga storia, ti spiegher tutto... ma Cristo santo, tesoro, era una faccenda di vita o
di morte e quando saprai com' andata, capirai... Se era vero? Okay, in parte s, l'ho un po' imbellita,
ma la verit  che sono stato costretto, tesoro. Te l'ho detto,  complicato. Va' a casa, prenditi un paio di
quelle pillole che ti ha dato il dottore per calmare i nervi... esatto. Ci vediamo presto. Finley
riagganci. Spero sarai contento, adesso! esclam. Prima arrivo a casa e prima sistemo le cose.
Non ancora, Randy. Prima andiamo a casa mia. Drew vuole parlarti. Vuole dirti in faccia cosa
pensa di te. Considerando che ha perso una figlia, mi sembra il minimo.
No, grazie ribatt il sindaco. Dallo specchietto vidi che aveva ancora il cellulare in mano. 
arrivato il momento di chiamare la polizia. Che se la sbrighino loro. Ho gi confessato i miei peccati,
non vedo che altro ho da perdere. Qual  il numero di Barry? Pu chiamare le teste di cuoio, farsi dare
un tiratore scelto e beccare Drew in piena fronte attraverso la finestra. Quell'idiota avr finalmente ci
che si merita.
Ripensai a quanto aveva detto Drew: se avesse visto anche solo l'ombra di un poliziotto attorno
a casa, avrebbe ucciso Ellen e Derek.
Quando mi accorsi che Randy stava aprendo il cellulare, pigiai sui freni, accostandomi di botto
al marciapiede. Scesi dalla macchina, aprii la portiera di Randy e cercai di strappargli il telefono di
mano.
Cristo, Cutter, datti una calmata! url Finley, mentre lottavamo.
Una volta in possesso del telefono, mi sollevai e lo lanciai in un campo, il pi lontano possibile.
Maledizione, Cutter! strill Randy, aprendo la portiera. Non ce la faccio! Non posso
affrontare quel tizio! Quel figlio di puttana mi ammazzer! Lo sai anche tu!
Spinsi Finley di nuovo nell'abitacolo; stavo per chiudere la portiera quando Randy la spalanc
con un calcio. Lo afferrai per il bavero della giacca, mentre continuava a imprecare, e lo sbattei
violentemente contro il finestrino. Randall batt con la nuca contro il vetro e improvvisamente smise di
divincolarsi, mentre gli occhi si rovesciavano all'indietro.
"Cristo" pensai "l'ho ucciso."
Ma lo sentii gemere ed era abbastanza lucido da portarsi una mano alla testa per tastare la ferita,
mentre scivolava a terra.
Sicuro che Randy non avrebbe tentato di nuovo la fuga per i prossimi minuti, ritornai al posto di
guida.
Mentre accendevo il motore fui assalito da un brutto presentimento: non stavo consegnando
solo Randy nelle mani del boia, ma anche me stesso.
Per sentivo che Drew era stato sincero quando mi aveva assicurato che avrebbe risparmiato la
vita di Ellen e Derek, se avessi ubbidito alle sue richieste.
Se dovevo sacrificare la vita di Randy e la mia per salvare quella di mia moglie e di mio figlio,
allora non avevo altra scelta.
Solo quando imboccai il viale di casa mia, Randy si rese conto di dove eravamo. Si raddrizz a
sedere e, guardando fuori, scorse la casa dei Langley.
Vaffanculo, Cutter imprec.
Il pickup e il trattore bloccavano la strada, perci saremmo dovuti entrare a piedi. Forse era
stata un'idea di Drew parcheggiare in quel modo, bloccando l'accesso: se qualcuno, la polizia
immaginai, si fosse avvicinato lui se ne sarebbe accorto.
Come va la testa? gli chiesi, spegnendo il motore e girandomi a guardarlo.
Randy si tast la nuca. Brutto figlio di puttana, mi hai aggredito bofonchi.
Riesci a elaborare frasi di senso compiuto ribattei. Perci non credo che tu abbia subito
alcun danno cerebrale.
Non posso entrare l dentro obiett Finley.
Oh, s che puoi ribattei.
D'accordo, d'accordo si arrese Randy, concentrandosi velocemente su ci che gli riusciva
meglio, cio trarre vantaggio da ogni situazione. Fammi pensare.
Aspettai.
Diciamo che incontro questo Drew, gli parlo o lo convinco a costituirsi. Far un figurone,
giusto? Candidato al Congresso convince pluriomicida a consegnarsi alla giustizia. Non sarebbe male.
S, mi sembra un buon piano, Randy.
Me la sono cavata l dentro, non trovi? chiese, riferendosi al discorso. Forse potrei ripetere
il miracolo disse in tono un po' meno convinto.
Solo tu ce la puoi fare, Randy.
E se riesco a convincere Drew a costituirsi, la stampa sar meno propensa a crocifiggermi per
l'altra faccenda. Si pass nervosamente una mano sulla bocca. E c' dell'altro.
In che senso?
La ragazza, la figlia di quel tizio. La prostituta.
Allora?
Ecco,  morta, giusto? Non mi avevi detto che si  ammalata ed  morta?
S, esatto.
 una buona notizia, non trovi? Non sar in grado di rivelare ulteriori dettagli del nostro
incontro. E sai un'altra cosa? Quel che ho detto stasera, posso sempre negarlo. Chi pu contraddirmi?
Dir che sono stato costretto a fare quella dichiarazione per salvare la vita di tua moglie e di tuo figlio.
E anche se quello psicopatico esce vivo da questa storia, pu solo riferire quel che gli ha raccontato sua
figlia. Be', non regger senz'altro in tribunale, giusto? E Lance non c' pi, perci non potr raccontare
nulla di quella sera.
Vaneggiava e balbettava ormai, come un idiota.
Anzi, potrebbe persino volgersi tutto a mio favore. La gente mi vedr come un uomo pronto a
mettere a repentaglio l'intera carriera per salvare la famiglia del suo autista. Ci far un figurone, eh?
Ti stai dimenticando dell'altro testimone, Randy gli feci notare.
E chi sarebbe? mi chiese con aria sconcertata.
Ti sei dimenticato che c'ero anch'io quella sera quando Sherry Underwood ti ha morso il
pisello? Ti ho persino dato un pugno sul naso.
Il volto di Randy si distese in un sogghigno. Oh, non mi preoccupo per te, Cutter. Mi hai gi
garantito il silenzio stampa. Te ne sei dimenticato?
Non seppi come replicare.
Mi  venuta un'idea prosegu Randy. Perch non entri per primo per tastare il terreno? Gli
mostri la registrazione e cerchi di capire cosa gli passa per la testa, poi torni qui e mi riferisci?
A quel punto Randy avrebbe gi trovato un passaggio per Promise Falls.
Non credo proprio ribattei.
Decisi di svolgere accuratamente il mio incarico e feci il giro dell'auto per aprirgli
rispettosamente la portiera. Ma il sindaco rimase seduto fino a che non lo afferrai per la collottola.
Okay, okay! esclam, mentre lo trascinavo fuori. Una volta fuori, lo vidi guardare la statale e
le rare macchine di passaggio. Sapevo cosa gli stava passando per la testa. Correre fino l e cercare di
fermare qualcuno.
Non pensarci neanche lo ammonii.
Poi lo afferrai, spingendolo verso casa mia, sperando solo di non uscirne la prossima volta in
una bara.
42.
Salii i gradini del portico tenendo Randy per un braccio, e bussai alla porta.
Sono io, Drew! gridai. Jim Cutter! Sono qui con il sindaco!
Sentii girare il chiavistello. La porta si apr e comparve Derek. Ciao, pap mi disse.
Sembrava tranquillo, forse un po' spaventato. Entrando scorsi Ellen seduta su una sedia davanti al
televisore e Drew, sulla soglia della cucina, con una pistola in mano.
Ciao mormor, puntando l'arma in direzione mia e di Randy. Tutti e due, le mani in alto.
Ubbidimmo. Drew si avvicin e inizi titubante a perquisirci con una mano per controllare che
non fossimo armati, cercando di tenersi il pi lontano possibile. Poi, soddisfatto, si allontan di qualche
metro. L'ha fatto? Hai le prove? mi chiese.
Recuperai il cellulare dalla tasca della giacca. S risposi. Ho dovuto dividere le riprese in
due parti, ma sono certo che il notiziario delle undici riporter il discorso per intero.
Allungai il cellulare a Derek. Ci mettevo sempre una vita a recuperare i dati sul telefono, anche
i pi elementari. Mentre mio figlio armeggiava, mi rivolsi a Ellen. Come stai, tesoro?
Ho avuto momenti migliori rispose con un debole sorriso.
Sei ferita?
Ellen scosse il capo, con un cenno in direzione di Derek. Stiamo bene mormor, senza
aggiungere "per ora". Ma era implicito.
Okay, ci siamo disse Derek con lo sguardo fisso sul display.
Dammelo esclam Drew, allungando la mano libera verso Derek, ma mio figlio continu ad
armeggiare con l'aggeggio.
Non avevo idea di cosa aspettarmi. Speravo che Drew fosse di parola, ma capivo che era
un'aspettativa un po' eccessiva nei confronti di un uomo entrato in una spirale omicida. Forse era
ingenuo da parte mia credere che, consegnandogli il sindaco insieme al video del discorso, avrebbe
mantenuto la promessa di lasciar liberi Derek ed Ellen. Qualcosa nel tono di Drew suggeriva che era
arrivato alla fine della sua odissea. Cercai di ripetermi che ormai si era vendicato di tutti quelli che
avevano abusato della figlia, e che magari a quel punto non gli importava pi di consegnarsi alla
giustizia.
Forse, ancora una volta, stavo solo sparando stronzate.
Mi guardai intorno in cerca dell'occasione giusta per balzargli addosso. O magari avrei potuto
distrarlo. Eravamo quattro contro uno.
Certo, era l'unico armato.
Non ero molto distante dal camino, dove era appeso l'attizzatoio, lo stesso che avevo afferrato la
sera in cui avevo scoperto Derek e Penny sul portico dietro casa.
Ecco, ci siamo esclam Derek, allungando il cellulare a Drew, che glielo strapp di mano in
malo modo.
Fiss il piccolo schermo, con gli occhi che saltavano dal display a noi quattro. Come si
accende? chiese.
Il piccolo pulsante a destra, di lato gli spieg Derek.
Drew non ci riusciva, perci Derek si avvicin titubante per fargli vedere, poi indietreggi. Dai
piccoli altoparlanti del cellulare sentimmo la voce di Randy. Sembra gi iniziato obiett Drew.
Infatti dissi. Ho cercato di registrare solo la parte che ti interessava.
Drew sembrava molto agitato mentre aspettava la confessione di Randy, e continuava a tenerci
d'occhio. Derek era irrequieto, lasciava scorrere lo sguardo da una parte all'altra, aprendo e chiudendo i
pugni, pronto a scattare. Cercai di intercettare il suo sguardo, per dirgli di stare tranquillo. Mancava
solo che si facesse sparare per fare l'eroe.
Scivolai leggermente verso l'attizzatoio.
Dal cellulare fuoriusciva la voce di Randy. ...se votate per me, affidandomi il compito di
prendere delle decisioni al posto vostro, allora credo che abbiate il diritto di sapere chi sono... Drew
annu, fissando il piccolo schermo. ...Ma sono qui anche per confessare un periodo buio della mia
vita...
Lo sguardo di Drew continuava a saltare dal display a noi.
...non ho rispettato il sacro vincolo del matrimonio. E c' dell'altro. In una occasione ho
pagato una prostituta e, come se non bastasse, ho scoperto in seguito che si trattava di una
minorenne...
Ecco, ci siamo mormor Drew.
... stata un'azione deprecabile che ha ferito molte persone. Ma che razza di uomo  chi non
impara dai propri errori?...
A questo punto inizi la parte in cui Randall metteva in atto il suo capolavoro di trasformismo,
riuscendo a volgere i peccati commessi a proprio vantaggio.
Qualche istante dopo sentii gli applausi del pubblico e, poco dopo, la voce che urlava: Fagli
vedere chi sei, Randy!. Drew scosse lentamente il capo, poi spost lo sguardo su Randy. Sono tutti
con te. Hai confessato di aver fatto sesso con una ragazzina e ti hanno applaudito. Era esterrefatto.
E a quel punto accadde qualcosa di incredibile: Randy arross.
Drew guard un'ultima volta il display del telefono, come se fosse l'oggetto del suo disprezzo,
poi spense la registrazione e, con uno scatto improvviso, lanci il cellulare contro la finestra della sala,
mandandolo in mille pezzi. Ellen ebbe un sussulto.
Si pu sapere che cos'ha per la testa questa gente? esclam Drew, esasperato. Come
possono... come fanno ad applaudire un uomo che ha appena ammesso una cosa simile?
Nessuno di noi aveva la risposta.
Stammi a sentire, amico intervenne Randy. Ho fatto quello che mi avevi chiesto. Ho detto
quel che volevi. Sono venuto qui di mia spontanea volont per incontrarti faccia a faccia. Non  colpa
mia se il pubblico non ha reagito come ti aspettavi.
Brutto figlio di puttana ansim Drew, con la mano che gli tremava reggendo la pistola.
Mentre fissava Randy con aria minacciosa, mi posizionai davanti all'attizzatoio.
Vidi una goccia di sudore scivolare lungo la tempia di Randy.
Drew dissi in tono sommesso. Forse ti sembra che il sindaco ne sia uscito vincitore, ma non
durer. I suoi avversari si avventeranno sulla sua confessione. Questa storia finir di sicuro per
rovinarlo.
Certo asser Finley. Ormai sono bruciato.
Non lo so ribatt Drew. Non pensavo andasse cos.
S, be', neanche io pensavo di passare cos la serata ribatt Randy, sforzandosi di sorridere.
Stava cercando di attirarsi la simpatia di Drew? Non l'avevo mai visto cos disperato.
E dovrei sentirmi dispiaciuto per te? esclam Drew.
Allungai una mano dietro la schiena in cerca dell'attizzatoio, pensando erroneamente di riuscire
ad afferrarlo senza fare rumore. L'attrezzo sbatacchi contro il supporto di ferro e Drew si volt di
scatto, puntandomi addosso la pistola.
Che stai facendo? ringhi.
Niente mentii.
Fammi vedere cos'hai in mano.
Gli mostrai l'attizzatoio e Drew digrign i denti. Gettalo a terra e spostati l esclam,
indicando la libreria.
D'accordo mormorai, lasciando cadere a terra l'attizzatoio. Stai calmo. In quel momento
colsi lo sguardo disperato di Ellen. Mi accostai alla libreria.
Drew riport l'attenzione sul sindaco. Dovrei provare compassione per te, per un tizio che si
scopa le adolescenti?
Senti, amico ribatt Randy. Ci sono un paio di cose che vorrei mettere in chiaro. Prima di
tutto non avevo idea che tua figlia fosse cos giovane. Sembrava molto pi grande, dovresti saperlo
anche tu. Non avrei mai accettato di andare a letto con una minorenne. Ci sono dei limiti che non
supero mai.
Drew si limit a fissarlo.
Secondo, non l'ho mai contattata direttamente. Tutta la faccenda  stata gestita da un mio
dipendente, Lance Garrick. Mi sa che lo conosci, giusto? Non avrebbe mai dovuto organizzare
quell'appuntamento. E ti dir di pi: Lance se l' meritato di finire cos. Nessuno potrebbe biasimarti
per quello che hai fatto. Scoppi in una risata forzata. Avrei voluto sparargli anch'io, un sacco di
volte.
Drew continuava a fissarlo, domandandosi dove volesse andare a parare. Neanche io ne avevo
idea. Lanciai un'occhiata a Ellen e qualcosa sullo scaffale attir la mia attenzione.
Su una pila di libri, quasi a ridosso della mensola superiore, vidi la lama del trattore che avevo
appoggiato qualche sera prima, quando ero rientrato in casa e avevo trovato Ellen davanti alla finestra
che fissava la casa dei Langley.
Il fatto  prosegu Randy che non sono il solo da biasimare qui. Anche tu sei in parte
responsabile. Non aveva un tono accusatorio, sembrava che volesse ragionare educatamente, ma mi
sembr lo stesso un tentativo troppo rischioso.
Randy lo ammonii.
Non sei d'accordo? insistette il sindaco. Eh, Drew?
So solo una cosa rispose Drew. Di tutti gli uomini che si sono approfittati di mia figlia, e
che hanno contribuito a mandarla sotto terra, chi pi di te avrebbe dovuto sapere la differenza fra il
bene e il male?
A questo Randy non seppe cosa rispondere.
Ero insieme a Sherry quando  morta prosegu Drew. Per fortuna sono stato rilasciato in
tempo per passare un po' di tempo insieme a mia figlia. E le sono rimasto accanto praticamente ogni
minuto della sua ultima settimana. Mi ha raccontato tutti gli errori commessi, quanto avrebbe voluto
avermi accanto in quei brutti momenti. E poi ho trovato il suo piccolo taccuino. Vi aveva scritto tutto:
numeri di telefono, nomi, targhe delle macchine. Molti uomini non davano il vero nome ma, mettendo
insieme le varie informazioni, sono riuscito a ricomporre i tasselli. Chiamavo il numero di telefono,
rintracciavo il tizio, e gli dicevo che avevo da proporgli un lavoro, o qualunque altra balla, per poterlo
incontrare di persona. Quando ce l'avevo di fronte, cominciavo a tastare il terreno, chiedendogli se
sapeva dove potessi trovare una ragazza con cui divertirmi un po'. A poco a poco sono riuscito a
rintracciare molti dei bastardi che si sono approfittati di lei. Prima che morisse ho promesso a Sherry
che avrei rimediato a tutto. Ho giurato. Ma non sono riuscito ad arrivare a te attraverso quel taccuino.
Per ho trovato il tuo amico Lance, quello a cui facevi fare il lavoro sporco. Quello che ti organizzava
gli appuntamenti. Mi ha confessato ogni cosa prima di andarsene.
Senti, amico...
L'hai uccisa! tagli corto Drew. Tu e tutti gli altri! Tanto valeva che le puntassi addosso una
pistola e premessi il grilletto. Sarebbe stato meglio. Sarebbe stata una morte pi rapida, bastardo!
Cristo bofonchi Randy. Senti, ho fatto quel che hai chiesto. Ho confessato pubblicamente,
come mi hai ordinato. E poi sono venuto qui per farmi insultare. Perci adesso siamo pari, giusto? Non
vorrai uccidermi?
S disse Drew. S, invece.
Ehi! esclam il sindaco, sbiancando in volto. Non scherziamo, una promessa  una
promessa.
E uccider anche te, Jim aggiunse Drew, guardandomi.
No gemette Ellen.
Ti prego, Drew sussurr Derek, spaventato.
Stavo proprio pensando a come allungare una mano per afferrare la lama, quando Drew riport
l'attenzione su di me.
Capisco che, dal tuo punto di vista, non ho fatto abbastanza per Sherry dissi. E mi dispiace
molto. Davvero.  una cosa che rimpianger per tutta la vita.
Quindi non per molto.
Ma tu che avresti fatto, Drew? Dimmelo. Se i ruoli fossero stati invertiti. Mia figlia ha preso
una brutta strada e a te capita di incontrarla per caso. Per te  un'estranea. Ti accorgi che  nei guai, che
ha fatto delle scelte sbagliate. Cos le dai il tuo nome e il numero di telefono, e le dici che vorresti
aiutarla. Ma lei non vuole il tuo aiuto. Che cosa avresti fatto?
Notai un luccichio negli occhi di Drew e mi accorsi che erano umidi: stava cercando di
trattenere le lacrime. Eri la sua unica speranza sussurr. Pregavo sempre in prigione che incontrasse
uno come te. Una persona che capisse il guaio in cui si trovava e la aiutasse, fino a che non fossi uscito
di galera e potessi occuparmene di persona. Ma non l'hai fatto. E quando sono uscito, ormai era troppo
tardi.
Guardai di nuovo Ellen che aveva gli occhi sgranati dalla paura. Poi Derek: anche lui aveva gli
occhi sgranati, ma non dalla paura. Sembrava quasi in cerca di un'opportunit. Se qualcuno avesse
distratto per un momento Drew, facendolo parlare per qualche secondo... Bastava che Drew
distogliesse lo sguardo e forse sarei riuscito a impadronirmi della lama da trattore e saltargli addosso,
brandendola come fosse un machete.
Avrebbe potuto spararmi, ma se fossi riuscito anche solo a ferirlo, potevo salvare la vita alla
mia famiglia.
Fu Randy a intervenire. Voglio dirti una cosa. Drew spost lo sguardo su di lui. Hai ragione
quando dici che ti saresti aspettato qualcosa di meglio da Jim, ma io... Dai, lo sanno tutti come sono,
perci...
Accadde tutto molto rapidamente.
Ruotai su me stesso, afferrando di scatto la pesante lama di acciaio. Avrei dovuto affilarla. Il
bordo era logoro e smussato, ma era comunque abbastanza lunga da causare un bel po' di danni, se
fossi riuscito a colpire Drew.
Pur distratto dal sindaco, Drew si accorse delle mie intenzioni, perch volt la testa di scatto e,
vedendo che stavo per saltargli addosso con la lama in mano, sollev la pistola. Sentii lo sparo, quasi
un colpo di cannone, e poi avvertii un urto violento alla spalla, che mi ributt contro la libreria.
Ellen lanci un urlo.
Pap! grid Derek.
La lama mi sfugg di mano e colp la parete.
In mezzo a tutto il trambusto nessuno aveva sentito i passi sui gradini del portico. La porta
d'ingresso si apr e Conrad Chase fece la sua comparsa con uno scatolone in mano.
Drew, sempre con la pistola in mano, fece mezzo giro su se stesso; aveva lo sguardo di un folle.
Cristo! Ma che diavolo succede qui? ebbe appena il tempo di dire Conrad, prima che Drew
gli piantasse un proiettile in fronte.
L'impatto scaravent Conrad all'indietro; la scatola gli cadde di mano e si rovesci a mezz'aria.
Centinaia di pagine dattiloscritte si sparpagliarono a terra.
Fu allora che Derek attravers la stanza con un balzo, come se stesse saltando da un tetto
all'altro della scuola. Super il tavolino fra i divani e si avvent contro Drew, che fissava imbambolato
la miriade di fogli sparsi ovunque.
Drew alz il braccio verso l'alto, lasciando partire un terzo colpo, che stacc pezzi di intonaco
dal soffitto.
Derek non era abbastanza forte da avere la meglio su Drew, cos massiccio e muscoloso, e non
riusciva a immobilizzarlo. La spalla mi faceva un male tremendo, ma riuscii ad avvicinarmi e mi buttai
su di lui, bloccando la mano che teneva la pistola e sbattendola per terra. Derek gli teneva fermo l'altro
braccio, ma Drew riusc lo stesso a rivoltarsi contro di me, trascinando anche Derek.
Tenevo il polso di Drew con entrambe le mani, mentre Derek continuava a colpirlo allo
stomaco e in faccia, senza grande successo. Con la coda dell'occhio vidi il sindaco all'estremit opposta
della stanza: assisteva alla scena come se fosse di un combattimento tra galli in suo onore.
Mi resi conto che Ellen era uscita dal mio campo visivo. Dove diavolo era?
E poi sentii un tonfo sordo e all'improvviso Drew smise di lottare. Incerto, provai a lasciargli il
polso e mi alzai su un ginocchio. Vidi Ellen accanto a me con l'attizzatoio in mano. La testa di Drew
grondava sangue.
Conrad giaceva sulla porta d'ingresso. Insanguinato e immobile. Era morto.
Cercai di riprendere fiato, mi alzai in piedi e diedi a mio figlio una pacca sulla spalla. Abbassai
lo sguardo sul sangue che mi aveva inzuppato la camicia all'altezza della spalla sinistra, nel punto in
cui mi aveva colpito il proiettile.
Randy, pieno di coraggio ora che non c'era pi alcun pericolo, si avvicin a Drew e,
puntandogli un dito contro, esclam: Tanto per cominciare, se fossi stato un padre migliore tutto
questo non sarebbe mai accaduto!.
Questa volta il pugno gli ruppe davvero il naso.
43.
Ellen e io eravamo seduti in macchina di fronte alla casa di uno dei miei clienti.
Ci eravamo appena accostati al marciapiede e non avevamo ancora spento il motore per godere
ancora un po' dell'aria condizionata della Mazda. Ero al posto del passeggero, non potendo guidare per
la ferita alla spalla. Ellen teneva una mano sul volante e l'altra sulla maniglia della portiera.
Allora... mormor, guardando fissa davanti a s.
Gi dissi.
Ne erano successe di cose da quando Conrad Chase era morto in casa nostra. D'altronde, la
morte violenta di un autore di successo, nonch preside universitario, tende sempre a suscitare un certo
scalpore.
Negli ultimi giorni, quando non eravamo occupati a rispondere alle domande di Barry o a
sfuggire all'intera troupe del notiziario delle sei, io ed Ellen avevamo parlato molto. Di cose piccole e
grandi. Di ci che eravamo e di ci che saremmo stati.
Sembrava il momento giusto per alcuni, piccoli cambiamenti.
Il mio lavoro come autista del sindaco si era di nuovo interrotto bruscamente. Non avevo
comunque intenzione di rimanere a lungo alle sue dipendenze, quindi non fu una grande perdita. E
avevo ancora l'attivit di manutenzione giardini. Per il momento.
Anche il posto di Randy sembrava a rischio. Era riuscito a infervorare la folla all'annuncio
ufficiale della candidatura al Congresso, e si era distinto per essere l'unico politico a memoria d'uomo
ad aver annunciato le proprie ambizioni, confessando contemporaneamente di aver fatto sesso con una
prostituta minorenne. Come gi aveva previsto, il suo annuncio and in onda sulla CNN e sulle
emittenti di tutto il pianeta; divenne persino il video pi gettonato su YouTube.
Gli avvocati del consiglio comunale di Promise Falls lavoravano notte e giorno per capire se ci
fossero gli estremi per un impeachment. Randy, ottimista come sempre, non aveva ancora abbandonato
il sogno di andare a Washington. Non ce l'avrebbe mai fatta, ma a quanto pareva avrebbe sperimentato
una delle procedure legali della capitale.
Aveva sbraitato a lungo, minacciando di denunciarmi per aggressione, dopo che per la seconda
volta gli avevo sferrato un pugno sul naso. Appena ebbi la possibilit di parlargli in privato, gli dissi:
Allora il nostro accordo  saltato? Ho il tuo permesso di rivelare i dettagli della notte con Sherry
Underwood? Posso dire a tutti che non solo te la sei scopata, ma che l'hai anche presa a calci in
faccia?.
Cos tornammo al punto di partenza. Vista la situazione in cui si trovava, Randy prefer non
avere un testimone oculare della serata con Sherry Underwood. Su una cosa aveva ragione: alla fine
tutto si era ridotto alla sua parola contro quella di Drew Lockus, un pluriomicida che non godeva della
massima credibilit fra le forze dell'ordine. Venne anche fuori che Linda, l'amica di Sherry che
l'aspettava in corridoio la sera dell'incontro con Randall, non aveva mai visto in faccia il sindaco.
Ma per quanto i dettagli pi sordidi della serata non fossero emersi, avevo la netta sensazione
che Randall fosse finito, almeno politicamente. C' un limite oltre il quale non si pu pi passarla
liscia.
Durante la nostra piccola chiacchierata, gli chiesi anche come se la cavava con il tosaerba, nel
caso la sua carriera fosse finita nel cesso. Con la spalla ferita e tutto il resto, io e Derek avremmo avuto
bisogno di una mano.
Drew venne incriminato per gli omicidi dei Langley, di Lance Garrick nonch per quelli di
Edgar Winsome e Peter Knight, i due uomini a cui Drew era riuscito a risalire grazie agli appunti sul
taccuino di Sherry. La polizia non aveva particolare interesse ad accusarlo dell'omicidio di Mortie,
l'uomo che ci aveva aggrediti nella rimessa insieme al fratello di Illeana. Un'azione per cui io ed Ellen
gli eravamo ancora riconoscenti.
Raccolte le pagine del nuovo libro di Conrad Chase, che si erano sparpagliate per tutto il
salotto, mi misi a leggerne i primi capitoli. Il romanzo parlava di un fotografo che aveva vinto il premio
Pulitzer per la miglior foto dell'anno, immortalando un'esecuzione da parte dei Talebani in Afghanistan.
Alla fine si scopriva che la foto era opera di un altro fotografo, che non era uscito vivo dal paese.
Non arrivai fino alla fine, ma pi che una velata confessione, mi sembr un tentativo da parte di
Conrad di attingere alla propria esperienza personale in cerca di ispirazione. Era come se Chase avesse
derubato Brett Stockwell per la seconda volta: prima si era impossessato del suo romanzo, poi aveva
cercato di sfruttarne la tragedia.
Ellen, che aveva vari contatti nel mondo editoriale, aveva sentito dire che il libro era stato
giudicato illeggibile. Il che non significava necessariamente impubblicabile. Solo il tempo poteva
stabilire se sarebbe diventato un bestseller postumo di Conrad.
Ricordi cosa ti ho detto un po' di tempo fa? disse Ellen, inclinando il capo sul poggiatesta.
A cosa ti riferisci? chiesi.
Quando Derek era in prigione... ti dissi che ci stavano punendo per le nostre azioni.
S, me lo ricordo. La pensi ancora cos?
Guarda cosa abbiamo combinato, fra tutti e due. Anche agendo con le migliori intenzioni si
possono combinare disastri. Ho cercato di aiutare Brett Stockwell e ho finito per distruggere la vita di
tante persone. Tu hai scarabocchiato il tuo nome su un taccuino, hai dato il tuo numero a una
sconosciuta per aiutarla...
E per questo i Langley sono morti conclusi. Solo perch Drew ha sbagliato casa nel
tentativo di vendicarsi.
Rimanemmo qualche istante in silenzio, a riflettere. Chiss se Ellen pensava quel che stavo
pensando io: forse c'era davvero una maledizione che pendeva su di noi.
Dove andremo? esclam mia moglie. Voglio dire, dopo che avr fatto... quel che devo
concluse, indicando la casa.
Non lo so. Forse da nessuna parte. Forse non ha senso. Puoi lasciarti un luogo alle spalle, ma i
segreti ti seguiranno. Forse la cosa migliore  restare e cercare di superare le difficolt.
Non voglio pi svegliarmi la mattina e vedere la casa dei Langley.
Come darle torto?
E Derek? chiese Ellen. Pensi che si riprender?
S, credo di s. E pi forte di quel che pensiamo.
Ellen abbass il finestrino e spense il motore. Hai visto cos'ha fatto stamattina?
Che cosa? chiesi, mentre l'aria calda e umida inondava l'abitacolo.
 andato a prendere una delle tue tele nella rimessa, quella veduta dei monti del Berkshires, e
se l' appesa in camera.
Stai scherzando?
No.
"Come voleva fare in cella" pensai.
Ci ha salvato la vita osservai. Ha approfittato della distrazione di Drew all'entrata di
Conrad.
Ellen mi prese la mano e la strinse. Ho intenzione di inviare il mio curriculum a diverse
agenzie di pubbliche relazioni. In tutto il paese. E se non otterr risposte, prover con qualcos'altro.
Ovunque andremo, ci sar sempre bisogno di un giardiniere.
Perch non provi con qualcosa di diverso? obiett Ellen. Potresti insegnare Storia dell'arte.
Lavorare in una galleria. Ricominciare a dipingere.
Vedremo.
Ellen inspir profondamente, cercando di prepararsi.
Pronta? domandai.
Mi guard, abbozzando un sorriso. Per quanto si possa essere pronti... s.
Sicura?
S.
Perch le conseguenze saranno imprevedibili. Per te. Per il patrimonio di Conrad, per il suo
editore, per un sacco di gente.
A volte, anche se ci vogliono dieci anni per riuscirci, bisogna fare la cosa giusta disse Ellen
scendendo dalla macchina.
Ci incamminammo insieme verso la casa di Agnes Stockwell, per dirle che non doveva pi
sentirsi in colpa, che suo figlio Brett non si era suicidato, che era un famoso e apprezzato autore, e che
era morto cercando di salvare la vita di mia moglie.
...
Fine.
...
.
...
Ringraziamenti.
.
Io mi sono limitato a scrivere. Ma in molti hanno contribuito a far s che questo libro arrivasse
nelle vostre mani.
Per gli Stati Uniti, grazie infinite a Irwyn Applebaum, Nita Taublib, Danielle Perez e a tutto lo
staff della Bantam Dell.
Per l'Inghilterra, ringrazio tutti gli amici della Orion, in particolare Bill Massey, Juliet Ewers,
Susan Lamb, Natalie Braine, Mark Rusher, Julie MacBrayne, Claire Brett, Jessica Killingley, Miles
Cumpstey. Per l'Australia, ringrazio Sandy Weir.
Voglio inoltre ringraziare la Paul Marsh Agency e lo staff del programma Richard & Judy.
Alla mia agente, Helen Heller, vorrei solo dire: ottimo lavoro.
...
FINE.